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Il
Sama veda segna il passaggio da uno spirito puramente religioso ad un
atmosfera dove la freddezza e l'artificiosità formale diventano sempre più
importanti.
Lo
spirito della religione rimane sullo sfondo, mentre assumono grande
importanza le sue forme.
Viene
sviluppata la liturgia e gli inni vengono presi dal Rg veda per essere
adattati all'attività sacrificale. Diventa così una raccolta puramente
liturgica, dove ogni preghiera viene abbinata ad un rito particolare e
tende al conseguimento di qualche vantaggio materiale.
Essa
e' destinata al "Sacerdote" "Udgatar", il cantore
della udgtha, parte centrale e più importante del canto, che con i suoi
accoliti gira attorno alla piattaforma sacrificale salmeggiando alcuni
inni con caratteristiche melodie cariche di potere sacro (i Saman -
"i Divinizzati" ), talora ricorrendo soltanto ad una voce ben
coltivata, talora accompagnandosi con uno strumento a corde simile al
liuto la "Vina".
La
Samavedasamhita comprende 1549 strofe, queste quasi tutte compaiono già
nei precedenti "libri" dello Rgvedasamhita.
Probabilmente
la sua compilazione risale all'intervallo di tempo che va dalla
composizione dello Rgveda e il periodo Brahmanico, epoca in cui la
religione ritualistica era ormai ben affermata.
La
raccolta comporta due grandi partizioni:
1.
Il Purvarcika (
"prima serie di strofe") 585 inni di cui viene data solo la
prima strofa, considerata la matrice/ vulva (la Yoni)
da cui nasce la melodia in cui viene intonato il testo. Esso consta di
quattro sezioni; le prime tre prendono nome dagli dei Agni, Indra e Soma
Pavamana, la quarta è un Aranyaka e quindi spesso viene considerata una
parte indipendente
Seguono
come appendice "i canti da cantarsi nel villaggio" (Gramageyagana)
e i " canti da cantarsi in luogo selvaggio" (Aranyageyagana).
In questo caso i testi degli inni sono presentati completi e anche il modo
in cui vanno cantati.
Spesso
tra i ritornelli e le esclamazioni ricorrono spesso le sillabe sacre
essenza stessa dei Mantra tra
cui primeggia il Pranava, ossia
il suono Om.
2.
Lo Uttararcika (serie
ulteriore di strofe) che fornisce i testi di 400 inni di tre strofe. Come
appendice si hanno, specialmente correlati al sacrificio del Soma "i
canti della comprensione" e i canti di "ciò che va
compreso" detti anche il segreto.
Due
grandi brahmana compaiono nel Samaveda; il
Tandyamahabrahmana da
cui prende vita come suo supplemento il Chandogyabrahmana
i cui ultimi otto capitoli formano l'omonima Upanisad, tra le più antiche
e importanti dal punto di vista speculativo. Secondo brahmana è il Jaiminyabrahmana
da cui prende vita nella quarta sezione la fumosa e criptica Kenopanisad
.
di Lamberto Breccia |