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BRAHMABINDU UPANISAD

Questa breve Upanisad, considerata di poco precedente a Sankara, nonostante non parli delle tecniche yogiche, viene consideratata fra le Upanisad dello Yoga, in quanto tratta la meditazione sul Pranava, la sacra sillaba Om o Aum. Il pranava rappresenta la Realtà Assoluta o Brahman, sia nell'aspetto manifesto, immanente e individuale nei tre stati di veglia, sogno e sonno profondo, quanto quello inneffabile, trascendente, che sta al di là della parola ed è simboleggiato con la risonanza nasale che permane dopo la pronuncia delle v"ali e che si trascrive con un punto (bindu, da cui il titolo della Upanisad). La via per giungere al Brahman supremo, che si riflette nell'illusoria individualità organica e psicologica, è l'abbandono della molteplicità del mondo  sensibile e la concentrazione totale delle facoltà, che giunge al suo culmine quando si superi anche l'attività del pensiero, che viene dissolto nell'unità suprema. L'equiparazione finale del Brahman con Vasudeva, ipostasi di Visnu-Krsna, dimostra il carattere relativamente recente dell'Up.

1. Om ! Lo spirito, si dice, può essere duplice: puro e impuro. Quando è impuro foggia dei desideri, quando è puro è libero da desideri.

2. In verità lo spirito per gli uomini può essere causa di schiavitù o di liberazione: si dice che porta alla schiavitù quando è attaccato agli oggetti dei sensi, porta alla liberazione quando è libero dagli oggetti.

 

3. Poiché è cosa desiderabile la liberazione dello spirito, libero dagli oggetti dei sensi, colui che desidera la liberazione deve sempre rendere lo spirito libero dagli oggetti dei sensi.

 

4. Quando lo spirito, lasciato l'attaccamento agli oggetti dei sensi, raccoltosi nel cuore, giunge a sospendere l'attività, questa è la condizione più alta.

 

5. Bisogna raccogliere [lo spirito] nel cuore finché [tutto] s'annulli. Allora si ha la conoscenza e la liberazione: ciò che è diverso è cultura libresca.

 

6. Non è concepibile, né è inconcepibile; è concepibile e inconcepibile [nello stesso tempo]: quando si sia liberi da prevenzioni si realizza allora il Brahman.

 

7. Bisogna cominciare il yoga con la [meditazione sulla] sillaba [Om] e realizzare il supremo [Brahman meditando sulla sillaba] senza la vocale. Con [il raggiungimento della] condizione che sta oltre la vocale s'ottiene l'essere, non il non-essere.

 

8. In verità il Brahman è indiviso, senza determinazioni, senza difetto. Quando si sia riconosciuto "Io sono il Brahman", sicuramente si realizza il Brahman.

 

9. Quando lo si sia riconosciuto come senza determinazioni, infinito, al di là della logica e della comparazione, incommensurabile, senza principio, si ha la felicità suprema.

 

10. [Per esso] non si può parlare di distruzione, né di nascita, né di oggetto d'adorazione, né di signoria, né di desiderio di liberazione, né di liberazione: questa è la suprema verità.

 

11. Un solo Atman bisogna pensare che ci sia nello stato di veglia, di sogno e di sonno profondo. Per chi ha superato questi tre stati, non c'è più rinascita.

 

12. Unico, esso dimora come anima individuale in ogni creatura e apparisce uno e molteplice, come la luna nell'acqua.

 

13. Come l'etere è compreso in una giara [e], distruggendosi la giara, si distrugge la giara, non l'etere, così [avviene per] l'uomo, simile a una giara.

 

14. La pluralità delle forme si dissolve sempre di nuovo, come una giara; [l'individuo] ignora che si sia dispersa, ma [dissoltesi le apparenze] ha per sempre raggiunto la conoscenza.

 

15. Finché è avvolta dall'illusione della parola, [l'anima] dimora nel loto [del cuore]. Quando le tenebre si son dissipate, scorge allora l'unità assoluta.

 

16. L'eterna parola è il sommo Brahman? Quando essa sia ridotta a nulla, [allora si ha] ciò che è eterno. Perciò colui che sa mediti sull'eterno se desidera la propria pace 1.

 

17. Due scienze bisogna conoscere, il Brahman sotto forma di parola e quello che è superiore. Chi s'immerge nel Brahman sotto forma di parola giunge al Brahman supremo.

 

18. Il saggio, dopo aver studiato i trattati per realizzare conoscenza profana e religiosa, abbandoni totalmente i trattati, come chi cerca il grano [lascia] la paglia.

 

19. Il latte delle vacche di vario colore ha un unico colore. La conoscenza è simile al latte, i [ricercanti] variamente segnati son come le vacche.

 

20. Come il burro è nascosto nel latte, così in ogni creatura v'è la conoscenza. Bisogna scuotere sempre [ogni creatura], servendosi del raziocinio come d'un frullino.

 

21. Prendendo come corda la conoscenza s'attizzerà quindi il fuoco, [ossia si raggiungerà l'identità] di cui si dice: "Io sono il Brahman, indiviso, senza difetto, supremamente quieto".

 

22. Esso, che è la sede di tutte le creature, abita in tutte le creature. Per il favore [da esso manifestato] verso tutti, io sono il Tat, io son Vasudeva, io sono il Tat, io son Vasudeva!

(Tratto da Upanishad a cura di Carlo della Casa - Edizioni Utet)

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Aggiornato il: 08 luglio 2002