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Il suo nome d'origine è Mirra Alfassa (1878-1973) e nasce a Parigi da
padre turco e da
madre egiziana. Plurilaureata e di formazione scientifico-materialistica,
interessata al mistero della Materia, approda presto in India dove vi
rimarrà per il resto della sua vita sempre ricercando la verifica ad una
straordinaria ipotesi: il nuovo salto evolutivo sarà cosciente e avverrà se
saremo capaci, pochi o tanti, di liberare e di purificare le nostre cellule
dal loro asservimento allo "stupido" e millennario programma di morte.
Il contesto storico
Mère vive la sua prima giovinezza a Parigi, nel cuore dell'Occidente
positivista. Di cultura solidamente scientifica, si trova nella paradossale condizione di vivere nel proprio corpo fenomeni che nè la fisica nè la
biologia sanno spiegare (pare che entrasse ed uscisse dal proprio corpo come
nulla fosse). Per l'idiosincrasia che Mirra prova verso i "fenomeni" e
i
"miracoli", questi suoi "poteri" non la consegnano ad un
facile misticismo,
ma anzi contribuiscono a rinforzarla nella sua ricerca attorno al mistero
della Materia.
Nel 1914 giunge in India dove conosce Sri Aurobindo. Con quest'ultimo
condividerà per più di trent'anni la ricerca e la sperimentazione attorno al
salto evolutivo della Specie. Insieme fondano l'Ashram a Pondichéry: una
sorta di comunità cosmopolita finalizzata al conseguimento dei loro
obiettivi; sarà qui che Mirra verrà ribattezzata "Mère" (la Madre).
Nel loro
sodalizio si considerano l'uno (Aurobindo) la "mente" e l'altra (Mère)
il
"laboratorio vivente" in cui operare quelle mutazioni che insieme
avevano
ipotizzato.
Nel 1950 Aurobindo "decide di morire" lasciandole la guida dell'
Ashram ed
il compito di completare gli esperimenti intrapresi per il quale, tra
l'altro, la riteneva più idonea.
Mère non scrisse mai nulla. Le sue elaborazioni furono raccolte dal suo
allievo prediletto, Satprem. Questi le pubblicò in una trilogia dedicata al
suo pensiero e in una voluminosa agenda dedicata alla cronaca dettagliata
delle esperienze di Mère nel suo viaggio "verso la Materia".
Il pensiero
Mère era convinta che tutte le conoscenze razionali, le filosofie, le
scienze e le religioni ecc. non fossero di alcuna utilità all'evoluzione
innestandosi in un corpo che resta obbediente nelle sue cellule al programma
di morte che tutto invalida. Mère conosce e percepisce la Totalità. Non ama
la scissione nè l'idea di uno Spirito altro da questo mondo materiale. Il
mistero e la via d'uscita dai limiti della materia sono nascosti proprio nel
mondo materiale. "A noi spetta di trovare la via o tutto resta
Menzogna",
resta la malattia, resta la pesantezza, l'opacità, la morte e il bisogno di
un al di là consolatorio.
Occorre decondizionarsi e liberarsi di ogni "sovrastruttura" per
incontrare
l'"Orrenda Cosa": "il corpo vivo e basta, poroso, che si fa
attraversare da
tutto". E quando ci si arriva non si può che proseguire nella ricerca
essendo insostenibile il dolore o l'energia che a questo punto si
sperimenta. Il corpo non è più un corpo privato e personale ma è Il Corpo
materiale del mondo. Mère racconta l'esperienza vissuta di infinito dolore
proveniente "dalle cattive vibrazioni del mondo", e dalle altrui
menzogne
contro le quali, in questo stato coscienziale, non aveva alcuna difesa (nè
voleva averne!).
Sempre a proposito della morte ella dice: "La morte non è una cosa
inevitabile: è un incidente sempre accaduto finora....E' solo una cattiva
abitudine".
Mère "si era messa in testa di vincere questa menzogna del corpo". Il
corpo
non è materialista o spiritualista, occidentale o indù; così come
l'Evoluzione non è una fantasia di Darwin.
E per procedere? Chi cerca risposte e regole resterà frustrato.
"Sono i nostri cervelli che hanno bisogno di sapere, cioè di avere sotto
gli
occhi una mappa per sapere dove andare. Ma la mappa non serve per il corpo.
Il mondo nuovo sta appunto nel procedere stesso. La mappa invece è solo
l'aspirazione e tutti i corpi che vorranno compiere il tragitto hanno
bisogno solo di quell'aspirazione. In fondo il tragitto dal protoplasma in
qua altro non è che questo: un'aspirazione." "Noi non sappiamo quale
sia il
quadro del mondo. Di certo i nostri paradisi non sono a milioni di leghe, nè
per domani, nè per altre vite. La vita totale è qui, la morte è soltanto il
tragitto della nostra incoscienza.
In realtà viviamo in un mondo infinitamente leggero, fluido, flessibile,
incredibile - ma non ci crediamo. Crediamo invece alla morte, a Newton, alle
leggi di Mendel e a tutte quelle implacabili equazioni dei medici e dei
giudici di una piccola bolla colorata soffiata proprio da loro."
Mère dunque non ci lascia un manuale pratico della trasformazione ma alcuni
principi basilari per cercare di giungere al "Sovramentale" (lo stato
di
coscienza superiore di cui parlò Aurobindo). Citiamo alla rinfusa: Allenare
il vissuto di uguaglianza e identità - Espandere illimitatamente la
coscienza (il che equivale a dire svuotarla costantemente di ogni
contenuto) - Percepirsi nella propria natura ondulatoria e dunque nella
propria dinamica resistendo all'antica abitudine di identificarsi con ruoli,
vicende e immagini fissate - Percepire l'identicità di Essere e Divenire -
Superare l'alterità - Superare la relazione - Nessuna esteriorità - Solo
un'intensità d'invocazione - Favorire un movimento d'identificazione con il
Centro, con una Volontà per cui "tutto va bene" - Essere spettatori
del
proprio corpo -"Non avere problemi".
Mère ha combattuto la Morte. Sicuramente non ha raggiunto lo scopo della sua
ricerca ma a lei va tutta l'ammirazione che si ha per ogni pioniere e tutta
la simpatia per gli eroi che come tali combattono, "muoiono" e sempre
da
soli.
"Mi domando -si confida con Satprem poco prima di morire - perchè Sri
Aurobindo se ne sia andato senza rivelare il suo segreto. Mi ha detto che se
ne andava apposta, mi ha detto che era necessario che io sapessi, ma non mi
ha detto se il momento non era ancora venuto. Mi ha detto: il mondo non è
pronto e che se ne andava volontariamente perchè era necessario. Mi ha detto
che bisognava che io restassi ma non mi ha detto se ci sarei riuscita o
no".
Opere
Scritte da Satprem: "Il materialismo Divino" , "La nuova
specie", "La
mutazione della morte", "L'agenda di Mère. 1951-1973".
Maurobindo, Aprile 2002 - Scritto inviato su ML Advaita Vedanta
Associazione Vidya Bharata, 21 Aprile
2002
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