Mettendo il mondo sulla sua testa, Shiva
Giri pratica lo yoga ogni giorno. Questa postura è emblematica
per vita di un sadhu, perché invertendo tutti i valori, agendo
contrariamente alla natura umana, intende giungere
all'illuminazione.
|
La santità è ancora comune in India. In molte case, negozi e
uffici, dove è possibile trovare altari e piccoli tempietti, le
attività del giorno iniziano solo dopo avere compiuto le debite
cerimonie di venerazione alle Divinità e al Maestro.
Ci sono montagne, fiumi, rocce e alberi considerati sacri, così
come delle intere città, oltre ovviamente a milioni di templi e
idoli. Anche alcuni animali sono considerari sacri, come ad
esempio la mucca, il toro, la scimmia, l'elefante, il pavone, il
serpente, il ratto. Pertanto non ci si deve stupire se esistono
anche delle persone che sono considerate sacre.Per gli Indù,
l'Illuminazione spirituale è il più altro scopo della vita,
quello che le dà significato e motivazione. L'Illuminazione è
ottenibile in linea di principio da chiunque. La maggioranza degli
individui, tuttavia necessita di diverse incarnazioni prima di
potersi illuminare, vedere Dio, divenire uno con l'Assoluto, per
immergere la propria mente nella Coscienza Cosmica - in poche
parole per divenire santi.
Da tempo immemore esistono delle
"scorciatoie" disponibili per coloro che vogliono
raggiungere l'illuminazione in questa vita piuttosto che nelle
successive.
Chi segue queste scorciatoie, in
maggioranza uomini, sono i sadhu, i 'sacri uomini' dell'India.
|
Una postura dell'Hatha Yoga
|
Esistono da
migliaia di anni, una volta molto più numerosi, oggi ridotti a
4-5 milioni, sono organizzati in diverse sette e tutti fanno
riferimento a varie tecniche yogiche per fonderis con l'Assoluto. Il
sadhu rinuncia radicalmente al mondo, per centrarsi interamente
sulla Realtà Suprema che lo manifesta. Si astiene del sesso,
recide ogni legame familiare, non ha alcuna proprietà o
abitazione, indossa qualche straccio o non indossa niente, si
nutre di poco cibo e semplice. Vive da solo, ai margini della
società, dedicandosi devozionalmente alla Deità prescelta.
Alcuni praticano dei rituali magici per
essere più vicini alla Divinità, altri praticano delle intense
forme di yoga e meditazione per aumentare i poteri spirituali e
acquisire la conoscenza metafisica.
|
Janaki Jivan Sharan, un
sadhu considerato un jivanmukta, (un anima liberata in vita)
|
Bajrang Das, un baba in piedi, che non
siede mai, né di giorno né di notte.
Dorme in piedi e una cintura di castità metallica gli copre i
genitali.
|
Per un normale essere umano, queste
basiche autonegazioni sono già difficili da comprendere, ma
veramente inimmaginabili sono le pratiche estreme di
automortificazione usate da alcuni gruppi di sadhu per spingere e
affrettare ulteriormente il processo di auto illuminazione.
Ci sono quelli che tengono il braccio teso in alto per anni,
fino a quando diviene una sorta di bastone rinsecchito
insensibile, altri che non si siedono o sdraiano mai, alcuni
che rimangono in silenzio per anni o indossano cinture di castità
per sempre...
Molti sadhu tuttavia seguono un percorso
più semplice e per molti l'auto mortificazione sembra consistere
nel fumare l'hashish.
Secondo le antiche tradizioni, i sadhu
seguono le gesta di Shiva. Per costoro Shiva non è solo il
Signore degli Yogi, ma anche il Signore della Cenere.
Shiva è il Dio della Distruzione come
della Creazione, che in un ciclo perpetuo si susseguono l'un
l'altra.
Il suo corpo è ricoperto di ceneri, simbolo della morte e
della rigenerazione.
|
Hari Giri, un Naga baba, coperto di
cenere, mentre fuma una chilam riempita di cenere e tabacco.
|
Shiva
è sempre nudo, a simbolizzare la sua condizione primordiale, il
suo non attaccamento al mondo.
Il suo corpo mostra anche caratteristiche femminili, come il corpo
morbidamente arrotondato e la mancanza di barba, simbolo della sua
capacità di trascendere gli opposti, in quanto primeva unità
delle polarità. |
Con gli occhi mezzo chiusi, è immerso nella meditazione, in
beatitudine.
Il Gange scaturisce dai suoi lunghi capelli come una fontana,
bagnando le montagne dell'Himalaya in lontananza. La luna
crescente (luna nuova o luna di Shiva), sulla testa, il cobra
intorno al collo, il toro bianco Nandi, il fiume Gange e la luna
piena sono i simboli che indicano la funzione di Shiva come Dio
della fertilità, un dio lunare. |
 |
Sulla sua fronte ci sono tre linee orizzontali, dipinte con le
ceneri, che rappresentano le tre divinità principali, i tre
mondi, etc. Al suo collo c'è una collana di 108 perle, i 108
elementi della creazione materiale, in mano regge un rosario di 50
perle, le 50 lettere dell'alfabeto sanscrito. I due grandi
orecchini indicano le sue percezioni extra.sensoriali.
Siede su una pelle di tigre, un simbolo di potere
che mostra il suo dominio sul mondo animale. |
Shiva
è spesso mostrato seduto in un campo di cremazione (shamashana),
che simbolizza la corretta attitudine di uno yogi nei confronti
della vita. Shmashana
è la fine della fase fisica della vita. E' un prerequisito per
ogni nuova creazione.
In apparenza i sadhu cercano di assomigliare alle divinità per
come sono descritte negli antichi miti e legende popolari,
specialmetne Shiva.
Nonostante Shiva sia polarmente conosciuto come il Dio della
Distruzione, per i Sadhu è innanzitutto il Maestro degli Yogi. |
Shyam Giri e Ram Giri, due Naga baba
dello Juna Akhara.
|
Seguendo il suo esempio, alcuni sadhu vanno in giro nudi, a
mostrare la loro rinuncia al mondo dei mortali, e coprono il loro
corpo con le ceneri dei loro fuochi sacri, simbolo della morte e
della rinascita successiva.
Molti sadhu portano i capelli molto lunghi
(jata), ancora in emulazione di Shiva, le cui lunghe ciocche di
capelli sono considerate la sede dei suoi poteri sovrannaturali.
Anche altre divinità oltre a Shiva vengono
adorate, ad esempio Rama e Krishna, entrambe incarnazioni di Visnu,
una Divinità in competizione nel pantheon Indù per la posizione
prevalente. Altri ancora seguono una delle divinità femminili
come Kali o Durga.
La fede dei sadhu puo essere può essere
capita dai differenti marchi che portano tracciati sulla fronte e
dai colori delle vesti.
In passato ci sono state grosse rivalità fra le varie sette di
sadhu, che hanno portato anche a delle battaglie. Ma in realtà
tutti i sadhu hanno le stesse radici.
|
L'elaborata maschera facciale dipinta di
Bhagavan Das lo individua come devoto di Rama, una avatara
del Dio Visnu..
|
Holy
Women
E' raro trovare una donna giovane e bella nella fratellanza dei
sadhu. Solo il 10% dei sadhu sono donne (sadhvis), ma la
maggioranza sono anziane, divenute sadhu solo dopo la vedovanza.
Questo riflette la posizione generalmente subordinata delle donne
nella società indiana, -- la credenza popolare ritiene che una
donna debba rinascere come uomo per poter ottenere l'illuminazione
spirituale -- e ancor più marginale nel caso delle vedove.
La vita del sadhu era -- ed è -- l'unica rispettabile maniera per
fuggire dalla morte vivente della vedovanza.
Tuttavia sin dai tempo immemorabili ci sono
state delle donne sadhu. E diverse, come le loro controparti
maschili, hanno scelto di divenire sadhu durante l'adolescenza,
avendo avvertito allora la vocazione per il cammino spirituale.
Non poche sette non ammettono donne, perché temono che la
corruttiva influenza sul celibato; alcune sette sono miste, ma le
donne sadhu hanno alloggi separati, e infine ci sono sotto-sette
costituite solo da donne.
Sebbene la loro posizione nella gerarchia spirituale sia inferiore
agli uomini, ci sono sempre state delle donne che sono state delle
grandi sante, e le donne sadhu sono trattate con molto rispetto.
|
Questa aggraziata donna sadhu, Sobhna
Giri, appartiene allo Juna Akhara. E' entrata nello stiel di vita
dei Sadhu, quando era ancora bambina e ha dedicato se stessa ad
una lunga vita di celibato e ad altre pratiche ascetiche.
|
Rama-priya Das, un americano divenuto
sadhu da quattro anni, che ha già raggiunto il rango di Mahant,
in una postura yoga. Il corpo e i capelli sono coperti delle
ceneri dei sacri fuochi dei sadhu.
|
Sadhu stranieri
Fin dagli anni sessanta sorse in occidente un forte interesse per
il mistico oriente e moltitudini di giovani occidentali scontenti
dalla materialismo dell'occidente si sono recati in India alla
ricerca del significato della vita e spesso giungendo a trvare un
Maestro.
Molti sono diventati discepoli di famosi guru internazionali come
Maharishi Mahesh Yogi, Bhagwan Rajneesh, e Saï Baba, ma altri
hanno scelto il cammino più individuale dei sadhu e si sono
dedicati alle durezze della vita ascetica.
Così oggi ci sono almeno alcune centinaia di sadhu di origine
straniera, uomini e donne, alcuni da oltre vent'annim e sembra che
il loro numero sia in crescita. Essi sono stati formalmente
iniziati nelle varie sette, ricevendo il loro nuove nome sadhu e
uniforandosi allo stile di vita e condotta dei sadhu.I
pii indù, specialmente delle aree rurali trattano questi sacri
uomini e donne stranieri conlo stesso rispetto che hanno per i
sadhu indiani. Nonostante siano rappresentate tutte le
nazionalità (Americani, Tedeschi e Giapponesi), la maggioranza
sono di origine italiana e francese.
Alcuni dei sadhu stranieri, lo sono
part-time, nel senso che abbracciano sì lo stile di vita dei
sadhu, ma tengono ben saldi i legami con casa. Altri bruciano
tutti i legami, così come dovrebbe essere fatto, e dedicano se
stessi interamente alla realizzazione degli ideali dei sadhu.
|
| Illuminazione Certamente
non tutti i sadhu sono illuminati, ma i fedeli li considerano
comunque tutti santi in ogni caso, anche se solo per il loro tipo
di vita cui si sono dedicati. Un sadhu che raggiunge la meta viene
venerato come una divinità in terra.
Ai fedeli basta avere una semplice vista di un sadhu per ricevere
parte della sua energia spirituale. Vengono fatte delle donazioni
ai sadhu -- esattamente come alle divinità -- per avere in cambio
le loro benedizioni. Così da tempi immemorabili la società
indiana ha supportato gli uomini sacri, che non si dedicano al
lavoro.
Ma anche in India i tempi stanno cambiando.
|
Se
questi acrobati sostenuti da Rameshwar Giri, a prima vista
sembrano privi di ogni significato spirituale, occorre ricordare
che la spiritualità nell'Induismo, a tutti i livelli di religione
-- dal più basso materialismo alla più sublime spiritualità --
può essere esperita ed espressa simultaneamente.
|
 |
Associazione Vidya Bharata, 21
Aprile 2002
Via F. Aprile 40, 95129 Catania
www.vedanta.it
www.vidya.org
NOTIZIA
SUL COPYRIGHT:
I contenuti di questo documento sono protetti dalla legge italiana sul
diritto d'autore, Copyright © Associazione
Vidya Bharata, Catania, Italia. Di questo testo si può fare una
copia digitale o una stampa solo per un uso personale, non commerciale o
pubblica, sotto le condizioni che si può copiare questo documento senza
modifiche e nella sua interezza, includendo queste notizie sui diritti
d'autore e i riferimenti dell'Associazione.
|