L'ipotesi Dravidica
Le origini dell'Induismo che non possono essere trovate nel Rigveda si
ritengono dovute all'influenza delle popolazioni originali, spesso chiamate
vagamente e non correttamente Dravidi. La classe dominante della cultura Harappa
(c. 2500-1700 BC), o civiltà della Valle dell'Indo, potrebbero aver
avuto un linguaggio dravidico, ma fintanto i loro scritti rimarranno indecifrati
questo non potrà essere provato. Inoltre non è provato l'uso del dravidico
nell'intero continente indiano lungo tutta la storia. Il tipo razziale
mediterraneo cui appartiene la moderna alta classe che usa la lingua dravidica
è diffusa in tuta l'India, ma non prova che originariamente tutti gli
appartenenti a questo tipo parlassero le stesse lingue dravidiche o seguissero
la stessa cultura. Ugualmente o ancor più diffuso nell'Asia del Sud e del
Sud-Est è il tipo razziale del Proto-Australoide, i cui membri più puri sono
in India le tribù del Centro e del Sud, molti dei quali parlano un linguaggio
della famiglia Austrica. Così nonostante molti aspetti dell'Induismo sono
rintracciabili nel'influenza non ariana, non tutti questi possono essere fatti
risalire ai dravidi. Nel XX secolo il termine dravidico non si riferisce
più ad un gruppo etnico ma ad un insieme di lingue.
Altre Origini
I nomadi dell'Asia centrale che entrarono in India nei due secoli a cavaliere
dell'inizio dell'era cristiana hanno influenzato la crescita dell'Induismo
devozionale all'esterno della religione vedica. Vediamo anche gli influssi dello
Zoroastrismo, del Taoismo cinese e in seguito dell'Islam e del Cristianesimo.
Il processo di sanscritizzazione
Lo sviluppo dell'Induismo può essere interpretato come una costante
interazione fra la religione dei gruppi sociali più alti, rappresentate dai
Brahmani (presti e insegnanti), e le religioni degli altri gruppi. Dal tempo
dell'invasione degli Ariani (c. 1500 BC) gli abitanti indigeni del
subcontinente indiano hanno cercato di adeguare la loro vita religiosa e sociale
alle norme brahmaniche. Questo ha sviluppato il desiderio dei gruppi
appartenti allle classi più basse di innalzare il livello sociale adottando gli
usi e le credenze delle classi alte. Questo processo chiamato talvolta "Sanscritizzazione",
inizia nei tempi Vedici quando i condottieri dei non Ariani accettarono l'aministrazione
dei Brahmani e così ottennero uno status sociale per loro e i discendenti. É
stato probabilmente il metodo principale con cui l'Induismo si diffuse
nel subcontinente e nel Sud dell'Asia. La Sanscritizzazione continua ancora come
conversione dei gruppi tribali, e riflette la persistente tendenza degli
appartenenti alle basse caste indù di cercare di innalzare il proprio stato
sociale adottando i costumi delle caste alte, come ad esempio indossare il
cordone sacro e divenire vegetariani.
Se la sanscritizzazione è stato il mezzo principale di diffusione dell'Induismo
nel subcontinente, il suo processo di conversione, che non è affatto
definibile, è quanto ha fatto cambiare e sviluppare l'Induismo nel corso
dei secoli. I conquistatori ariani vivevano a fianco degli abitanti originari e
molti aspetti dell'Induismo, distinti dalle religioni vediche possono
essere stati adattati dalle religioni delle popolazioni non ariane dell'India.
L'eblema fallico del Dio Shiva
nasce dalla combinazione dell'aspetto fallico del Dio vedico Indra con l'icona
non vedica dei primi culti popolari di fertilità. Molti aspetti della mitologia
Indù e diversi delle divinità minori - come Ganesha,
un dio dalla testa di elefante, e Hanuman,
un dio scimmia - furono incorporati nell'Induismo ed assimilati fra
le divinità vediche in questa maniera. Similmente, l'adorazione di molte deità
femminili, oggi viste come le consorti dei grandi dei maschili Indù, insieme
alle cerimonie di adorazione, possono avere originariamente incorporato
l'adorazione di locali deità femminili non ariane. I circoli non ortodossi ai
bordi della cultura Brahmanica (probabilmente nell'India del Sud) furono una
delle importanti fonti del sistema di religione devozionale estatica nota come
bhakti.
Così la storia dell'Induismo può essere interpretata come
l'imposizione di costumi ortodossi su sempre più grandi fasce della popolazione
e inoltre alla sopravvivenza di religioni non ariane che guadagnarono forza sino
a quando non furono adattate dai Brahmani.
(Voce tratta e adattata dalla
Enciclopedia Britannica)
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