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... la guarigione spirituale viene proibita da tutti i Maestri. Ci sono dei motivi e un significato più profondo che la gente in genere ignora. Vedono solo i vantaggi che apparentemente ne derivano e lo valutano come servizio all’umanità sofferente. L’inesorabile legge del karma però è suprema e chiede la compensazione fino all’ultimo centesimo. Il corpo umano occupa il rango superiore nell’intera creazione ed è stato concesso dalla provvidenza Divina che la nostra anima possa raggiungere la perfezione in questa incarnazione. Dato che l’anima nell’uomo è della stessa essenza di Dio, ha le stesse qualità di Dio, ma per il fatto che è stata coperta dalla mente e dalla materia, ha perso la sua vera eredità. Nel suo stato attuale l’anima è profondamente intrecciata con il corpo e gli attaccamenti fisici, che più o meno sono le conseguenze dei karma del passato che ha raccolto fino all’attuale incarnazione. La nostra vita attuale sulla terra è una fase transitoria sul lungo viaggio dell’anima dalle forme inferiori della creazione fino alla vera patria del nostro padre. Il corpo fisico è  materia, l’anima invece è spirito; quando appaiono le ripercussioni del nostro karma però, l’uomo deve per forza sopportare gioia e dolore.

Le sofferenze che rendono necessaria la guarigione spirituale riguardano soprattutto sofferenze fisiche, ma questo ambito comprende anche disturbi psichici come l’esaurimento nervoso ecc. Queste sono ripercussioni dei karma del passato che vanno equilibrate e sopportate dalle persone in riguardo.

Il guaritore, chiunque sia, si assume questo karma e deve più tardi affrontare le conseguenze che ne derivano. Inoltre, quel poco che ha raggiunto al livello spirituale calmando la sua mente, viene sprecato con la pratica della guarigione spirituale. Poi, questo processo della guarigione spirituale viene praticato con soggetti più deboli che normalmente diventano vittime delle loro emozioni. Le malattie che possono essere curate normalmente dovendo sopportare qualche dolore e prendere qualche medicina, vengono scambiate con uno spreco spirituale, la colpa rimane ancora da pagare in un’altro momento. Inoltre questo modo di curare diventa una professione e sostiene corruzione e miseria. Non invita solo all’abuso, ma comporta anche disturbi psichici e miseria in varie forme siccome alla colpa si aggiungono anche gli “interessi”. Questo significa rimandare il pagamento a una data ulteriore e mettere gravi vincoli all’anima.

I Maestri invece, raccomandano un giusto modo di vivere e pensare. A un devoto disciplinato del Maestro viene consigliato di condurre una vita pura, pulita e casta perseguendo nello stesso tempo una meta spirituale sotto la Sua guida protettiva. La stretta osservazione della dieta e un modo di vivere semplice e autentico comportano gioia e felicità. Se ciononostante appaiono delle sofferenze a causa dei karma del passato, la severità e durata viene molto attenuata attraverso la grazia del Potere Maestro, è come pagare un centesimo per una lira oppure soffrire di una puntura d’ago invece di essere impiccato, così il discepolo disciplinato ne esce salvo per la grazia del Maestro.

La guarigione di cui si dice che fosse stata praticata da Gesù o altri era di un tipo superiore; dato che chi si immerge nella coscienza cosmica e perde la propria identità, raggiunge un grado di spiritualità talmente alto che persino pensare a questa persona o toccare il suo indumento può curarlo come lo descrive la Bibbia. Non dovete curare gli altri con le vostre proprie forze. In primo luogo è la fede che ci cura e gli iniziati seri non accettano le cose del genere, aspirano invece, incessantemente alla perfezione spirituale che è la meta suprema della vita sulla terra.

L’anima che deve salire molto più in alto per fondersi con l’anima superiore viene trattenuta quando persegue scopi inferiori. Per questo motivo gli iniziati vengono avvertiti di non praticare la guarigione spirituale nel loro proprio interesse, perché comporta solo spreco e fallimento spirituale. Metterà dei vincoli molto forti all’anima e diventa molto difficile ripagare il debito karmico.

(Dall’inglese Sat Sandesh Vol. 3, agosto 1970, nr. 8)

Miracoli, guarigione spirituale,
apparizioni soprannaturali,
divinazione, leggere nella cronica akasha
e desideri mondani
vanno lasciati a parte,
siccome sono dei veri ostacoli sulla via.
L’intera energia va impiegata
per progredire all’interno.

Sant Kirpal Singh

“Maestro, possiamo influenzarci a vicenda, se meditiamo nel gruppo? Se per esempio trasmettiamo pensieri d’amore a qualcuno, questo ha un effetto?”

Avete abbastanza per poter distribuire agli altri? Se è così, allora va bene; altrimenti farete bancarotta. Non avete soldi in banca oppure nelle mani e emmettete degli assegni. Se invece amate Dio – e l’anima è della stessa essenza di Dio e Lui abita in ogni cuore – allora sarà naturale che avrete amore per tutti. Se siete completamente riempiti di quest’amore, non è neanche necessario rivolgere la vostra attenzione su qualcuno, siccome riceveranno qualcosa solo attraverso la vostra radiazione. Se invece, vi sforzate e esercitate un influsso sugli altri, vi sentirete completamente esausti e vuoti. Ecco perché continuo a dire che non approvo questa guarigione. Le persone che fanno guarigioni, esercitano un’influsso sugli altri, emanano amore, pensieri positivi, pensieri salutari. Si sforzano e in questa maniera fanno bancarotta. Dopo si sentono esausti e devono ricuperare la perdita.

La forma superiore della guarigione è sempre buona. Perfino quelli che solo pensano al Maestro, possono essere guariti. Se vi ricordate, nel tempo di Cristo una signora toccò il bordo dei Suoi vestiti e fu guarita. (Lui lo sentì e chiese: “Chi mi ha toccato?”) Se avete tanti soldi in banca, bene. Che cosa succede però se avete 1000 dollari e firmate degli assegni di 2000 dollari, che cosa succederà? È una buona cosa avere simpatia per tutti; ma se amate Dio – e Dio risiede in ciascuno di loro – il vostro amore passerà automaticamente a loro. Lo riceveranno tramite radiazione. Potete pregare Dio: “O Dio aiuta loro!” Questa è un’altra cosa.

Se invece avete solo pochi soldi o poca acqua nel vostro pozzo, come potete distribuire agli altri? Capite che cosa voglio dire? È una buona cosa avere simpatia, pensieri affettuosi e rispetto per gli altri, ma non esercitate nessun influsso sugli altri. Potete avere pensieri positivi per tutti.

Ai tempi del mio Maestro usavo andare a visitare persone malate e alcune persone non iniziate facevano uno show con quelle persone. “Se viene Lui, i malati riceveranno sollievo.” Succedette così e la gente si lamentò dal mio Maestro che io stessi facendo miracoli. Il mio Maestro rispose: “No, Lui non fa vedere miracoli. È la sua radiazione che la gente riceve.” Capite? Una radiazione di questo tipo è a posto. Avere buoni pensieri per ogni persona è una buona intenzione. Pregate Dio che dia la pace a tutti; questa è un’altra cosa. Anche Guru Nànek che viene considerato il Verbo fatto carne, pregò: “Pace sia in tutto il mondo secondo la tua volontà, o Dio.” Non fece nulla di forza propria. “Pace sia in tutto il mondo secondo la Tua volontà, o Dio.” Se invece siete diventati gli attori, eserciterete automaticamente un influsso sugli altri. “Secondo la Tua volontà” è la via migliore. Perciò augurate del bene a tutti. Siamo tutti fratelli e sorelle in Dio. Questa forza però aiuta tramite radiazione (senza fare niente di proprio), non farete bancarotta. Certo che potete fare del bene agli altri con propria forza, dopo però vi sentirete esausti.

Quello che ci vuole è una forma superiore della guarigione. Attraverso la radiazione ogni persona può ricevere aiuto. Se voi avete profumo in abbondanza in voi, tutti ne riceveranno, senza che voi abbiate bisogno di desiderarlo. Allora non vi dico di non augurare del bene a tutti, ma non dovreste agire in proprio e assumervi un peso sulle vostre spalle con le poche gocce d’acqua che avete. Pregate per loro, questo va bene.

“Qualche volta un guaritore quando è esausto dice che dopo viene riempito di nuova forza.”

Ma all’inizio sono allo stremo delle loro forze. Prima sentono la mancanza, e solo dopo aver sentito questa mancanza si ricaricano di nuovo. E se poi non si ricaricano? I Maestri hanno sempre guarito tramite radiazione. Quelli che pensavano a loro furono guariti. Questa è la via più sicura.

Una volta qualcuno mi scrisse dalla Francia: “Ho sentito che Lei non è di buona salute. La curerò da qui.” Io risposi che non ne fosse capace e gli spiegò perché: “Una persona più debole di Lei può essere influenzata da Lei, ma non una persona più forte.” Lei non può influenzare uno che è più forte di Lei. Capite? Come può avere un influsso su una persona che è più forte di Lei? Può influenzare solo uno che è più debole di Lei. Può guarire altri che hanno una volontà più debole della Sua. Perciò gli scrissi che non fosse stato in grado di fare ciò. Lui ci provò con tutta la sua forza, ma non riuscì a fare niente. Potete dire: “O Maestro, o Dio aiuta!” Questa è un’altra cosa.

Nella mia vita succedette una volta che alcune persone – non c’è bisogno di dire chi – pagarono qualsiasi somma a certe persone affinché si sedessero insieme in alcuni posti all’aperto per recar danno a me (attraverso la forza dei loro pensieri). Questo è possibile, a me però non poterono recar nessun danno nonostante tutti i loro sforzi.

Un giorno stavo viaggiando in treno e salì un uomo che sapeva leggere i pensieri degli altri. Li lesse a una, due, tre, quattro persone. Anch’io stavo seduto nello stesso compartimento. Mi disse di pensare a una cosa che lui poi avrebbe letto. “Non sarà in grado di farlo” gli dissi io. (Questo successe molto tempo prima che incontrassi il mio Maestro.) Lui però insistette e anche gli altri volettero in ogni caso che io pensassi a una cosa affinché lui potesse leggerla. “Va bene” risposi. Lui ci provò, però non ci riuscì. Ammesse: “Oggi ho fallito.”

Così allora un uomo più forte può influenzare altre persone, uno che è più debole non sarà in grado di farlo. Potete avere un influsso su quello che è più debole. Comunque sia, questa non è spiritualità. Queste forze soprannaturali vengono create attraverso la concentrazione; se entrate in relazione con esse, la forza superiore in voi smetterà di agire. Queste forze soprannaturali non hanno niente a che fare con la spiritualità. La spiritualià non include né lo spiritismo né lo spiritualismo, non ha niente a che fare con l’ipnosi e il mesmerismo. Riguarda esclusivamente l’analisi di se stessi, l’elevarsi al di sopra della coscienza del corpo per conoscere se stessi e per conoscere Dio.

Sulla via possono apparire molte forze e entrare in relazione con esse è un crimine vergognoso. Rallenterete il vostro progresso. Inoltre, la legge karmica è inesorabile. Prima o poi dovrete soffrire per questo. La gente si occupa di tutte le cose possibili ed immaginabili. Ci fu un uomo a Londra che era in grado di chiamare gli spiriti che poi parlavano. Il biglietto d’ingresso costava cinque sterline. Qualcuno disse: “Va bene, andiamo là a vedere, pagheremo.” Allora ci andammo. Tutte le luci furono spente. Erano circa le nove o dieci di sera e faceva un buio fitto. Faceva tutti gli sforzi, ma non riuscì a combinare niente. Fece un sospiro, ne fece un secondo e per mezz’ora non succedesse niente. Alla fine disse: “Oggi l’atmosfera non è buona. Mi dispiace, ma oggi non funziona.” Non chiese soldi da noi. È sicuramente possibile parlare con gli spiriti. Qual’è il trucco? Adesso ve lo dirò. Sapeva parlare come un bambino. Quindi era sempre lui che parlava e la gente pensava che fosse uno spirito. Io ho fatto l’esperienza che c’è un enorme mercato nero all’esterno, ma nell’ambito religioso ci sono ancora più mercati neri. Viene fatto un grande show.

Durante il mio primo viaggio mondiale un mago venne a una seduta mattutina di meditazione a Cicago. Era un mago di prima classe dell’Europa che era stato invitato a venire in America con lo scopo di farmi fallire. Disse: “Lei mi permette di partecipare alla meditazione?” “Sì certo, venga pure.” Gli diedi il permesso. Si sedette al mio fianco e cercava di esercitare un influsso negativo su di me impiegando tutte le sue forze. Non succedesse niente; lui invece cadde per terra e rimase inconscio. Dovettero rianimarlo nelle mie braccia, lo portarono a letto e lo consolarono: “Calmati, ti riprenderai, non preoccuparti.” Sono subentrate subito le ripercussioni.

Se viene un’onda e scaglia contro un muro di pietra, l’onda viene respinta. Se invece scaglia contro la sabbia, la compenetrerà. Quindi in seguito alla ripercussione cadde per terra e rimase inconscio. Lui era un seguace di un’altro gruppo che lo aveva ingaggiato esclusivamente per questo scopo. Io lo curai, gli detti medicina affinché si riprendesse presto. In seguito lui dichiarò davanti a tutta la gente: “Per la prima volta nella mia vita ho sperimentato l’amore di Cristo. Tutto quello che mi avevano raccontato era sbagliato.” Nel frattempo è morto. Sua moglie mi manda lettere ancora adesso.

Le persone spirituali non chiedono di queste cose. Che cosa vi serve, se potete leggere i pensieri degli altri e avere un influsso su di loro? Che valore ha? Si entra in contatto con le anime che hanno lasciato il loro corpo e si trovano sulle sfere inferiori, il contatto con le sfere superiori invece, è molto limitato. Questa è solo una parte dello show. Se voi legate la vostra attenzione in questa maniera, il vostro progresso si rallenterà. Ho incontrato tutte queste cose in India e anche fuori dall’India. A me invece non potevano fare del male, siccome il mio Maestro era con me. Questa forza, il potere di Dio, è sempre con me. È la Sua grazia; se Lui mi lascia, io sono niente. Io non sono quello che agisce. Questa è la via più sicura.

Successe una volta che un medico omeopatico venne in India con sua moglie. Ricevette l’iniziazione dal nostro Maestro (Bawa Sawan Singh). La gente cercò di convincere anche sua moglie di farsi iniziare, lei però non era d’accordo. Lei seguiva un guru in Europa. Suo marito mi chiese di fare qualcosa cosicché anche sua moglie si fosse fatta iniziare. Il mio Maestro mi diede l’ordine di prendermi quattro o cinque giorni di vacanza e darle tempo. Chiesi a suo marito di essere presente anche lui quando avrei parlato con lei. La prima domanda che Lei mi fece fu: “Che cosa L’ha portato al Suo Maestro?” Allora le spiegai per circa dieci minuti per quale ragione io ero andato dal mio Maestro. “Ma, questo è esattamente quello che volevo,” mi rispose. Poi mi chiese: “Come mai il vostro Maestro non mi convince?” Questa era una domanda molto diretta. “Il mio guru precedente cercava di influenzarmi ed io ero influenzata da lui,” continuò poi. Le dissi di guardarmi per due, tre minuti e poi le chiesi se fosse in grado di dire qualcos’altro di quello che io volevo che Lei dicesse. Rispose di no. “Questo è perché il Suo guru L’ha influenzata. Non poteva dire nient’altro di quello che lui voleva che avesse detto. Il mio Maestro invece, non influenza nessuno. Lui La lascia decidere liberamente a Suo piacere.” Lei non parlava inglese; parlava francese. “Va bene, se non riesce a seguire il discorso del mio Maestro, allora lo guardi semplicemente in maniera gentile e attenta, non di più. Poi mi faccia sapere come lo vede.” Lei ascoltò il discorso del Maestro e la sera le chiesi: “Allora, come ha trovato il mio Maestro?” “È stato molto bello, molto attraente.” È solo la radiazione che ha questo effetto senza che venga influenzata la vostra volontà. Le dissi: “Il mio Maestro lascia ognuno di noi decidere liberamente. Perciò non L’ha influenzata.” Se vi ipnotizzo, allora andrete via e vi sentirete sfruttati e vuoti. Potete ricevere qualcosa per pochi minuti, però dopo sarete bancarotta. E poi? Perciò vi dico che ci sono dei mercati neri all’esterno, però all’interno è ancora peggio.1

Quindi è necessario capire i valori superiori della vita e (attraverso quelli) sviluppare capacità di discernimento per poter volgere l’attenzione ai fattori che favoriscono la nostra via e ci aiutano a realizzare noi stessi e Dio. Noi dovremmo sviluppare ricettività per Dio e non per certi poteri psichici che non sono di tipo superiore e non ci possono aiutare a raggiungere una coscienza superiore finché ci riuniamo con l’infinito.2

L’uomo deve avere un desiderio sincero e incessante per la fine di tutte le cose, per la meta di tutte le mete e non deve accontentarsi quando riesce solo a controllare i suoi poteri fisici e mentali.3 Il Maestro ci pone la meta che è raggiungere l’unità completa con il Signore – “l’Essere Uno”. Noi possiamo riunirci di nuovo con la origine dalla quale siamo partiti una volta e riacquistare la nostra dimora permanente nella casa del nostro padre, dove regnano gioia e pace al di là di annientamento e ignoranza e al di là della miseria dell’oceano irrequieto della vita.

Il regno di Dio è al nostro interno. Dobbiamo riconoscere “l’uomo interiore” (lo spirito o l’anima) come immagine di Dio e il corpo fisico come tempio di Dio nel quale il Signore si manifesta. In questo tempio vivente dobbiamo conciliare il nostro corpo e vivere in una stretta comunione con Lui. Guru Nànek ci dice: “Hai ricevuto la nascita umana che è una buona occasione per venire in contatto con Dio. Tu però perdi il tuo tempo con attività che ti fanno smarrire e non portano frutti!” Pensaci che la notte (della vita terrestre) sta giungendo alla fine.”4 Per questo motivo il discepolo o il cercatore di Dio dovrebbe stare attento a non considerare come aiuto o perfino come ultimo scopo sulla via della autorealizzazione o realizzazione di Dio, certe forze soprannaturali che possono apparire in seguito all’esercizio di varie tecniche di yoga o di concentrazione. Anche se attraverso certe pratiche dello yoga si possano acquistare forze sovrumane e soprannaturali, quando si commincia ad occuparsi di queste forze in maniera più intensa, si dimenticherà il vero scopo. Tutto questo non ci porta il favore di Dio, senza il quale tutto è invano. Così queste forze diventano degli ostacoli sulla via della autorealizzazione e realizzazione di Dio. Per questo motivo è importante essere informati sulla loro esistenza, il modo in cui funzionano ed i pericoli che comportano.5

Dobbiamo imparare a distinguere la spiritualità dallo spiritismo e spiritualismo, siccome la spiritualità è completamente diversa da ambedue. Lo spiritismo sottolinea il credo nell’esistenza di spiriti senza corpo, distaccati dalla materia, di cui gli spiritisti credono che funestino le regioni inferiori come spettri o spiriti maligni oppure le regioni astrali inferiori come angeli o spiriti buoni. Qualche volta si interessano anche delle agende personali degli esseri umani e cercano di appagare i loro desideri covati a lungo, tramite tutti gli intrighi possibili ed immaginabili. Le persone che si occupano di magia nera sostengono che possano esercitare potere su di loro attraverso scongiuri magici. Un discepolo del Maestro però non deve preoccuparsi di essi, siccome uno che è in contatto diretto con la Parola sacra non può essere influenzato da nessun potere negativo.

Lo spiritualismo va un passo più avanti allo spiritismo. È un credo nella sopravvivenza della persona umana dopo la morte fisica e la possibilità di comunicazione tra vivi e morti. I sostenitori dello spiritualismo fanno spesso delle sedute per entrare in comunicazione con i cosiddetti spiriti. Lavorano attraverso i medium, cioè usano sempre un tipo di medium o sia una planchette o un tavolo per farlo muovere o perfino una persona umana alla quale viene tolta la coscienza affiché lo spirito chiamato possa fare uso del suo corpo e comunicare attraverso quest’ultimo. Questa relazione esiste in genere solo tra il piano fisico o terrestre ed i piani astrali più bassi, conosciuti come campi magnetici. I risultati di una tale comunicazione sono molto limitati, per la maggior parte inattendibili e inoltre estremamente pericolosi per il medium, che delle volte subisce una perdita enorme della sua intelligenza fino a perdere la ragione e ne soffre moltissimo. Perciò i Maestri della spiritualità condannano esplicitamente la pratica dello spiritualismo. Il contatto e l’intercorso dei Maestri competenti con le regioni spirituali, fino alla casa del Signore (Sach Kand), è diretto. Loro possono andare e venire a propria volontà e piacere senza nessun ostacolo e indipendentemente da ogni intervento soggettivo di un medium. Mentre questo metodo è del tutto normale, naturale, diretto e costruttivo, gli spiritualisti invece, lavorano in maniera molto soggettiva, indiretta e mediata; è un processo pieno di pericoli e rischi per loro stessi ed il medium. Tranne la sapienza sulla vita dopo la morte, lo spiritualismo può contribuire solo poco alla nostra esperienza e non ci offre niente che veramente possa essere d’importanza per la nostra via spirituale.

Le osservazioni sopra espresse valgono anche per l’ipnosi e il mesmerismo. In ambedue i casi una persona con una volontà molto forte cerca di influenzare altre persone con una resistenza più debole, attraverso certi movimenti con le mani e gesti e volgendo nello stesso momento la sua piena attenzione alla persona rispettiva. La spiritualità invece, è la scienza dell’anima e si occupa di tutti gli aspetti dell’anima: dove l’anima si trova nel corpo umano, qual’è la sua relazione con il corpo e la mente, come apparentemente agisce su e attraverso i sensi, qual’è la sua vera natura e come può essere separata da tutte le cose restrittive. Descrive il viaggio spirituale con la sua ricchezza di piani e sub-piani, i poteri e le possibilità spirituali con il loro valore intrinseco. La spiritualità ci svela che cos’è la Parola sacra e come possiamo legarci con essa. Ci dice che l’ultimo scopo è quello di realizzare noi stessi e realizzare Dio, l’unione dell’anima con l’Anima superiore e ci insegna come può essere raggiunta tramite il Surat Shabd Yoga oppure il sentiero della Corrente-Suono.6

Quindi ci sono molte facoltà secondarie che si possono acquistare attraverso il semplice processo dell’autocontrollo e della concentrazione, come per esempio:

  • capire il linguaggio degli uccelli e degli animali;
  • apere delle nascite precedenti e sapere quando si deve morire;
  • saper leggere i pensieri più intimi degli altri;
  • conoscere cose segrete e sottili dalla distanza come i pianeti e le stelle; prevedere cose future;
  • poter recarsi in qualsiasi posto del mondo;
  • guarire toccando;
  • acquistare la perfezione fisica nella forma, l’aspetto esteriore, la forza e potenza, costanza e fascino fisico ecc.

Qui dobbiamo aggiungere qualche parola di ammonimento riguardante i “riddhi” e “siddhi” oppure i poteri soprannaturali che si acquistano molto spesso quando si esercitano certe pratiche dello yoga. Tutte queste forze soprannaturali oppure “siddhi” vanno evitate perché sono dei grandi ostacoli sulla via verso un vero progresso spirituale e il raggiungimento della conoscenza di se stessi e la conoscenza di Dio, che è la grande meta e lo scopo del sistema dello yoga.7

La maggior parte dei discepoli si dedica soltanto alla stretta osservazione dei “yama” e “niyama” e fanno fatica a proseguire sulla via che porta alla conoscenza di se stessi e alla conoscenza di Dio; e quelli che progrediscono un po’ non riescono a fare altro che imparare le posizioni dello yoga (asana, mudra e bhanda) e sono continuamente impegnati a sviluppare il loro corpo e muscoli, facendo di queste attività l’unico scopo dei loro sforzi. Quindi loro stessi si limitano all’aspetto dello sviluppo fisico del corpo per poter resistere alle malattie, alla vecchiaia e a una morte precoce. Tutti questi sono solo mezzi che ci conducono allo scopo superiore dello yoga e dovrebbero essere praticati solo come tali. Lo scopo dello yoga è la conoscenza di se stessi attraverso un processo regolare di autoanalisi e di ritiro, il che ci rende in grado di alzarci oltre la coscienza del corpo, raggiungendo una coscienza cosmica più alta e una coscienza super-cosmica.

Il vero yoga è un processo del tutto naturale che non ha niente di artificiale. Quindi dovrebbe essere facilmente comprensibile e praticabile. Per mancanza di insegnanti adeguati che conoscano bene sia la teoria che la pratica dello yoga, è diventato una facenda faticosa e intricata; troppo difficile da capire e ancora più difficile da praticare. La conseguenza di ciò è che i cercatori riguardano l’uno o l’altro tipo di yoga erroneamente come ultimo scopo. Disperdono le loro energie in queste attività e si accontentano con l’acquisizione di capacità psichiche o magiche8 che non raramente vengono abusate per avere applauso pubblico e ricchezza. Quindi non è da meravigliarsi se un uomo semplice associa le persone che praticano lo yoga con persone che camminano sul carbone ardente, inghiottano schieggie di vetro o metallo, mangiano teste di serpenti e roditori, fermano macchine viaggianti o si lasciano investire da camion e pestare da elefanti. Huston Smith scrive nel suo libro: “La Religione dell’Uomo”: “Con questo corpo umano possiamo realizzare tante cose incredibili, se ne siamo interessati e vogliamo dare la nostra vita per queste cose. Però queste cose non hanno niente a che fare con l’illuminazione. In realtà fanno crescere il desiderio di mettersi in mostra. Il loro autocontrollo sostiene l’orgoglio che di conseguenza ostacola il progresso spirituale.”9

Chi allora si interessa di spiritualità – l’eterna scienza interiore, che ha le sue leggi perenni e si manifesta nelle forme più diverse, le cui conoscenze non sono statiche, ma si sono manifestate così come l’uomo si è sviluppato, dalle forme inferiori alle forme superiori dello yoga - si renderà conto che l’unione con il Signore Supremo non è solo un sogno o postulato ipotetico di una scuola filosofica monistica, ma una possibilità vivente la cui realizzazione è la meta dell’esistenza umana e che con la guida giusta, il metodo giusto e gli sforzi onesti è alla portata di tutti, indipendentemente dall’età, dalla razza, dal sesso e dal credo.10

1 tratto da “Light of Kirpal” di Sant Kirpal Singh, pag. 298-301
2 sintesi di un messaggio di Sant Kirpal Singh
3 tratto da “The Crown of Life” di Sant Kirpal Singh, pag. 18
4 tratto da “Jap Ji” di Sant Kirpal Singh, pag. 108-109
5 sintesi di un messaggio di Sant Kirpal Singh
6 tratto da “The Crown of Life” di Sant Kirpal Singh, pag. 233-235
7 tratto da “The Crown of Life” di Sant Kirpal Singh, pag. 60
8 tratto da “The Crown of Life” di Sant Kirpal Singh, pag. 61
9 tratto da “The Crown of Life” di Sant Kirpal Singh, pag. 96-97
10 tratto da “The Crown of Life” di Sant Kirpal Singh, pag. 18

Sant Kirpal Singh nacque il 6 febbraio 1894 presso Sayyad Kasran, una parte del Punjab che ora è territorio del Pakistan. Fin dalla Sua infanzia dovette confrontarsi con il nazionalismo, l’intolleranza religiosa e il bigottismo. Vedendo la sofferenza dell’umanità, Egli rifletté profondamente sulla natura dell’uomo e cercò di trovare una soluzione alla permanente discordia che sfocia in conflitti violenti.

Dopo uno studio approfondito delle Scritture fondamentali dei Sikh, Cristiani, Musulmani, Buddisti, Zoroastriani ecc. scoprì che tutte parlano di una verità comune e del diritto innato dell’uomo di conoscere sé stesso e di conoscere Dio. Ai piedi del Suo Maestro spirituale Baba Sawan Singh Egli ricevette l’esperienza pratica di ciò che viene descritto nelle Scritture. Da allora dedicò la Sua vita completamente all’ideale dell’unità: la fratellanza tra uomini sotto la paternità di Dio.

Attraverso letture, scritti, conferenze, ma prima di tutto con il Suo esempio di vita, Egli divulgò il concetto dell’unità interiore di tutti gli esseri viventi e persone provenienti da tutto il mondo, di varie culture e religioni si recarono a fargli visita nella Sua residenza a Delhi.

È importante capire che Sant Kirpal Singh non fondò una nuova fede religiosa, ma rianimò il sapere originale che si trova nell’essenza di tutte le religioni. Egli diede un’esperienza della vera natura dell’uomo, il cui scopo è di ritornare alla sua origine - Dio. Attraverso questa esperienza ogni individuo riacquista il suo vero valore e la sua dignità e può raggiungere così la meta più importante della vita umana. Per questo motivo non è necessario cambiare la propria religione.

Attraverso la Sua visione universale Egli poté creare una reciproca comprensione fra le diverse religioni. Nel 1957 fu eletto Presidente dell’Alleanza Mondiale delle Religioni ed ebbe questo incarico per 14 anni. Durante tre viaggi mondiali nel 1955, 1963 e 1972 Egli visitò le maggiori città del mondo occidentale ed ebbe modo di incontrare capi religiosi, politici e personalità dell’ambito socioculturale. Dappertutto Egli espose l’importanza di conoscere sé stessi e di conoscere Dio e sottolineò l’importanza del servizio altruistico. I Suoi sforzi per creare una comprensione fra gli uomini, per la pace nel mondo e la tolleranza fra le religioni, furono riconosciuti con molti onori.

I Suoi sforzi culminarono con la convocazione della prima Conferenza Mondiale di Unity of Man che fu tenuta a Delhi dal 3 al 6 febbraio 1974. Religiosi, Politici e Leaders Sociali di tutta l’India vi parteciparono insieme ai delegati di circa 18 paesi.

Tale conferenza fu l’inizio del movimento Unity of Man e in seguito ad essa Sant Kirpal Singh fu invitato a tenere un discorso nel parlamento indiano; quando parlò davanti ai membri del Lokh Sabha (il parlamento indiano) il 1° agosto 1974, fu la prima volta che un leader spirituale ricevette un tale onore.

Permettetemi di chiamarvi “figli miei”. Mi rallegro del fatto che anche voi siete studenti di religione, perché questo è un argomento importantissimo che concerne direttamente il nostro sè. La parola religione è composta di “re” che significa indietro e “ligio” che significa legare, cioè legare di nuovo la nostra anima a Dio. Similarmente la parola “yoga” proviene dalla radice “yuj” il che significa unire il nostro sè a Dio. Le comunità religiose si formarono solo con lo scopo di insegnarci come possiamo riunire noi stessi con Dio, l’ultima meta di tutte le religioni. Questo insegnamento vale per tutte, sia che provengano dall’oriente o dall’occidente – su questo fatto non c’è alcuna differenza.

Ci sono vari tipi di yoga, ma c’è un solo obiettivo – conoscere Dio. Lo scopo comune di tutti i tipi di yoga è di essere immersi in Brahm ovvero in Dio. Esistono l’Hatha Yoga, il Prana Yoga, il Bhakti Yoga, il Gyan Yoga ecc. e l’ultimo scopo dello yoga è l’unificazione con Dio. – diventare uno con Lui. Come lo spiega Shankara, lo scopo di tutti i tipi di yoga è di entrare nel samadhi nel quale possiamo avere un’esperienza di Dio. Però ci sono due tipi di “samadhi”: uno al livello materiale, l’altro, il samadhi cosciente della sfera spirituale. Succede molte volte che alcune persone sperimentino un samadhi non cosciente: per esempio si lasciano sotterrare viventi per alcuni giorni per poi ritornare. Questo però non è un samadhi cosciente. C’è una forma superiore di samadhi, che viene chiamata samadhi cosciente, perché si rimane interiormente coscienti. Ogni yoga ha proprietà specifiche, per esempio l’Hatha Yoga permette di mantenere il corpo in buone condizioni fisiche, il Prana Yoga ci permette di prolungare la vita. Normalmente noi respiriamo circa da otto a dieci volte al minuto. Praticando il Prana Yoga è possibile controllare la frequenza della respirazione e così prolungare la vita fino a un certo limite. Poi c’è il Bhakti Yoga, lo yoga della devozione. Per praticare questo yoga bisogna partire da un’ipotesi. Però questo non ci porta a Brahm: lo stato assoluto. Sapete, Paramhansa Ramakrishna praticava il Bhakti Yoga – l’ideale Bhakti Yoga dell’oriente e venerava Dio nella forma della madre. Vedeva la madre dappertutto – nel suo interno e all’esterno. Però non era in grado di alzarsi nello stato assoluto. Così andò dal suo guru di nome Totapuri e gli disse: “Vedo dappertutto la forma della madre, ma non sono capace di trascendere questa dualità. Com’è possibile?” Totapuri prese una scheggia di vetro e gliela premette fra le due sopracciglia dandogli allo stesso tempo una carica spirituale e così gli fu possibile elevarsi al samadhi.

Dopo c’è il Gyan Yoga, anche chiamato Jnana Yoga. Anche in questo yoga si possono avere solo delle brevi visioni dell’aldilà. Non ci si può restare per sempre. La filosofia orientale ci dà una spiegazione di questo fenomeno insegnandoci che l’anima è ricoperta da veli diversi, chiamati “ana-mai-kosh”, “prana-mai-kosh” e “vigyan-mai-kosh”. Anche quest’ultimo non è la meta assoluta. Shankara insegnò: “Tutto è lo stato assoluto e vi ci si può entrare.” Però Ramanuja non concordava con lui, e dette ragione al Vashist Yoga, il quale afferma che sebbene nel samadhi si possa essere immersi nella coscienza superiore, non è tuttavia possibile raggiungere la forma assoluta. Ramakrishna ed altri insegnarono che è assolutamente necessario trascendere la coscienza del corpo, e per questa ragione fecero progressi sulla via spirituale.

Pantanjali divise tutti gli yoga in un sistema graduato e fece due constatazioni essenziali:

L’anima può alzarsi oltre la coscienza del corpo e può concentrare le sue energie senza prendere la faticosa via attraverso i prana (energie vitali). La pratica del Prana Yoga implica il controllo della respirazione. Infine Patanjali riconobbe che è possibile trascendere la coscienza del corpo anche senza usare le energie vitali (i prana); dunque la vera realizzazione o il vero samadhi non significa solo ritirarsi dal corpo fisico, sebbene questo sia il primo passo – l’abc della scienza dell’aldilà comincia quando si trascende la coscienza del corpo. Dove finiscono le filosofie del mondo, comincia la vera religione. Perciò il cammino dell’aldilà comincia quando si trascende la coscienza del corpo.

Portare l’attenzione alla sfera dell’aldilà è molto difficile. Alcune persone, se non hanno la guida giusta, possono smarrirsi. Per questa ragione i Maestri hanno sempre dichiarato la necessità di un insegnamento che sia in grado di liberarci da tutti i legami. Si può constatare che l’Hatha Yoga, il Prana Yoga, il Bhakti Yoga e l’Jnana Yoga non offrono la possibilità, di essere liberati dai legami esistenti, neppure gradualmente. Noi però abbiamo bisogno di aiuto in tutti gli aspetti. Il Prana Yoga ci può avanzare solo fino a un certo grado. L’Jnana Yoga ci può permettere solo un piccolo “sguardo” nella sfera dell’aldilà, che non è permanente. Per questa ragione Ramanuja non era d’accordo con il suo predecessore, lui insegnava Vashist Yoga (Advaita Yoga) che afferma che si può aver accesso all’aldilà, ma che non ci si può rimanere per sempre.

Alla fine si arriva allo Yoga della Corrente-Suono (Surat Shabd Yoga) il quale è la forma più alta dello yoga, è lo yoga naturale. Questo yoga supera tutti i problemi esistenti in altri tipi di yoga; il più semplice di tutti i tipi di yoga è lo yoga naturale. Può essere praticato da tutti, giovani o vecchi. I Maestri di questa forma di yoga ci insegnano che Dio nella Sua forma assoluta, libera da attributi nel Suo stato primordiale, manifestò se stesso per mezzo delle forme di luce e suono. Quando Dio ebbe il desiderio: “Io sono uno e voglio diventare molti”, ci fu una vibrazione e questa vibrazione si manifestò per mezzo di luce e suono. Dio è dunque il principio luce-suono. Dio è la musica delle sfere. Dio viene chiamato “Nada” e “Voce di Dio”. La Forza Divina, chiamata anche “Verbo” si esprime dunque in questi due aspetti: luce e suono. “Il Senza-Verbo” si manifestò e diventò il “Verbo”. “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.” Dopodichè l’intera creazione si manifestò. Questa forza che è in grado di manifestare se stessa viene chiamata il Verbo e in altre terminologie definita in tal modo: “Il Senza-Nome si rivelò e fu chiamato Naam.” “Dapprima era “Ashabd” poi si manifestò e venne chiamato Shabd,” è la causa primordiale di tutta la creazione, penetra e governa tutta la creazione. Tutto è una manifestazione di questa Forza Divina. Tutte le Scritture Sacre che abbiamo a disposizione oggi ne parlano, questo è lo yoga naturale. Viene chiamato il Verbo. I Santi musulmani lo chiamarono “Sultan-ul-Askar”, il re di tutte le meditazioni. Nella loro terminologia viene anche chiamato “ Nada” o “Kalam-i-Quadim”.

Allora come già dissi, in principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio e dopodiché tutta la creazione si manifestò. Quando il “Senza-Nome” o il “Senza-Verbo” – ovvero il Dio assoluto – si espresse, fu denominato: “il Verbo”, “Naam”, “Shabd” oppure “Kalam-i-Quadim”. Questa forza (potere) ha due aspetti: luce e suono. Cristo e altri Maestri dissero che Shabd è la causa primordiale di tutta la creazione, che si manifesta attraverso il Shabd (dal sanskrito – suono), ritorna indietro nel Shabd poi di nuovo ricomincia una nuova creazione. Quindi Shabd è una forza – da Shabd è nata la luce. Questo lo dicono tutti i Maestri: “Quando Dio disse che da uno voleva diventare molti ci fu una luce seguita dal suono. Dunque tutta la creazione deriva dal Shabd. Shabd è il vero nucleo essenziale, la vera essenza di tutto quello che esiste nell’universo, Shabd è la forza governante, la forza operante di Dio, la Forza Divina che dirige e agisce, la causa primordiale di tutta la creazione. Shamaz Tabrez ci spiegò: “Tutta la creazione si manifestò attraverso “Saut” (in arabo significa verbo o suono) e da Saut proviene tutta la luce. “Voi sapete che Mosé ricevette i comandamenti fra tuoni e fulmini. Anche Zoroastro ne parlò, denominando il principio luce-suono “Sarosha” e “il fuoco non acceso”. Anche il Taoismo parla di “Verbo Creativo” e “Luce Divina”. Inoltre viene chiamato “Nada” oppure “Udjit”, la musica che viene dall’aldilà. Viene denominato anche “Akash Bani” il suono che viene dall’alto, Naam, Shabd o Saut. Gli vennero dati moltissimi nomi: Bang-i-Asmani, Nida-i-Asmani, Sarosha, Tao, Yoti, Prakash, Tajalli - tutti significano una e la stessa cosa: luce e suono. Quando Dio si espresse ci fu una vibrazione e da questa vibrazione risultarono due cose: luce e suono, e luce e suono sono la via di ritorno a Dio assoluto. Se riusciste ad aggrapparvi a un raggio di sole, dove vi condurrebbe? Al sole da dove emana.

Come già vi ho spiegato, tutti gli altri tipi di yoga hanno il loro scopo, e questo è lo yoga che mira a riportarvi a Dio assoluto. Nell’Apocalissi di Giovanni troverete scritto: “I suoi occhi erano come fiamme di fuoco, la sua voce aveva il suono rumoreggiante delle cascate. Il suo volto era raggiante come il sole.” Queste sono le affermazioni di coloro che fecero esperienza dell’aldilà e di quella Forza che si esprime. “Sentii una voce d’acqua rumoreggiante e tuono strepitoso.” – “Sentii il suono delle arpe del cielo.” Queste affermazioni sono valide per tutti, qualsiasi religione appartengano, che siano cristiani o indiani, francesi o cinesi, che siano dell’Asia centrale o di ovunque. Coloro che andarono all’interno di se stessi dissero sempre le stesse cose, questi sono i loro insegnamenti di base. Nell’oriente possiamo leggere di questo nelle Upanishad. “C’è un sole di Mahabrahmand – cioè il macrocosmo. Da lì proviene un suono.” Questo era l’insegnamento segreto che fu dato da Ingresh Rishi a Krishna, il figlio di Devaki. È l’insegnamento più antico che esista ed è stato l’insegnamento di base di tutti i Maestri. Anche Guru Nànek ne parlò: “C’è una luce interiore dalla quale proviene il suono. Quando ci si entra in contatto si è portati all’ultima meta, là dove la Forza Divina si manifestò.” Lo stesso dice anche Paltu, un’altro Santo: “C’è una luce dentro di voi, da lì proviene un suono. Chi lo può sentire? Solo chi entra in samadhi trascendendo la coscienza del corpo.” Quindi il primo passo consiste nello trascendere la coscienza del corpo e a questo scopo vengono indicate varie vie.

Anche l’esercizio dei Prana è una di queste vie, però è una via molto ardua, non accessibile a tutti. Comporta la pratica di “Kumbhak” e questo non è naturale. Nel Bhakti Yoga per poter iniziare bisogna partire da presupposti e con ciò non è possibile innalzarsi al di sopra della dualità. Il Jnana Yoga permette solo delle brevi visioni dell’aldilà, poiché come viene descritto nelle Scritture Sacre anche il Jnana Yoga è uno dei numerosi veli che ricoprono l’anima. Finché esiste ancora un velo, come ci si potrebbe innalzare fino allo stato assoluto? Quindi la via più naturale per giungere a Dio assoluto – senza dover fare ipotesi o presupposti – è ottenere il contatto diretto con la Forza Divina che si esprime mediante i due aspetti: luce e suono. Il “Nad Upanishad” tratta esclusivamente questo principio del suono. Si può leggere: “All’inizio si sente un mormorio assomigliante al rumoreggiare delle onde dell’oceano, alla pioggia scrosciante o al mormorio di un ruscello. In seguito si sentirà la “Bhervi” mista al suono delle campane e delle conchiglie."Capite ora perché nelle nostre chiese vengono suonate le campane? E nei templi? Perché nei templi, nelle chiese e in altri luoghi di venerazione vengono sempre accese le luci in forma di candele, lumini lampade a olio, ecc. Queste dimore di Dio hanno come modello il corpo umano. I templi hanno la forma di una cupola che simboleggia la testa umana: lì viene accesa una candela e chi vi entra suona una campana. Le chiese sono lunghe e hanno una forma nasale; anche lì è rappresentata la luce e si suonano le campane a intervalli regolari. Qual’è dunque la differenza? Nella chiesa in certi momenti si suona la campana, mentre invece nel tempio la campana viene suonata quando si entra. Questi sono simboli che servono a farci ricordare Dio: – luce e suono, simboli dei due aspetti per i quali si manifesta la Forza Divina.

Il vero tempio di Dio è il corpo umano in cui noi viviamo. Noi siamo degli esseri consci, gocce dell’Oceano della Coscienza Superiore. Noi siamo spirito che abita nel corpo umano. Lo spirito è eterno perché dovremmo aver paura di morire? Il corpo umano è il vero tempio di Dio e perciò viene considerato la forma suprema di tutto il creato. È il più vicino a Dio. Nel Corano possiamo leggere che gli angeli dovettero inchinarsi davanti al corpo umano quando questi fu creato. L’unica via per ritornare a Dio si può ottenere solamente nel corpo umano. Come dissero tutti i Maestri, questa è un’opportunità preziosissima che abbiamo a nostra disposizione. Anche il profeta Maometto udì questa musica celeste che poi assunse l’aspetto dell’arcangelo Gabriele trasformando se stesso nel Verbo. Sapete che tutti quelli che fanno un pellegrinaggio alla Mecca, prima visitano la grotta Hira, dove il profeta rimase per sei anni (in meditazione) ad ascoltare il suono. Quando fu all’unisono con Dio cominciò a ricevere messaggi dalle sfere superiori. Conoscete Baba Ullah? Avete già sentito il suo nome? Era un mistico, ma passò tutta la sua vita in prigione. Anche lui accenna al “suono fiammeggiante” oppure alla “luce squillante” riferendosi alla manifestazione esterna del Potere Divino.

Ci sono due aspetti di questa forza in noi. Socrate disse: “Udii un suono che mi portò in un mondo nuovo!” Platone la denominò “la musica delle sfere”. Pitagora la chiamò “la musica di tutte le armonie” e “la verità vestita di luce”. Riferimenti simili si trovano in Zoroastro, nelle Upanishad e nel buddismo. Durante gli ultimi giorni della sua vita, Buddha convocò tutti i suoi discepoli e chiese loro: “Come si giunge al samadhi di diamante?” Tutti accennarono alla luce e al suono. Quindi Buddha rispose: “Fate in modo che le generazioni future sappiamo che l’udire intrinseco è la sola via per giungere al samadhi di diamante.” Quindi queste cose sono in noi stessi. Sono due aspetti: la forza del vedere e la forza dell’udire. Quando voi entrate nel vostro interno, prima vedete il luccicare di una candela, vedete la luce e poi segue il suono. La luce vi permette di vedere dove vi trovate e il suono vi fa da guida sulla via da prendere. Alcune persone tentano di andare sulla via solo con la luce, ma poi vengono avvolti da luce abbagliante e non sanno più come procedere. Solo il suono è in grado di guidarci oltre.

I Maestri che vengono in questo mondo come “Verbo incarnato” e nei quali questa forza si è manifestata, possono darvi un contatto con essa, facendovi ritirare completamente la vostra attenzione dall’esterno e dal corpo, quindi aprendovi il Terzo Occhio in modo che possiate vedere la luce di Dio. “Se il tuo occhio è singolo, tutto il tuo corpo sarà pieno di luce”. Così c’è la luce e il suono che vi guida sulla via da prendere. Quindi il “Verbo incarnato” vi può dare un contatto con tutto questo, viene chiamato “Paras” – la pietra della saggezza. In Lui si manifesta questa forza che risiede in ogni cuore.

Il corpo umano è la casa in cui viviamo. Ha nove porte che si aprono verso l’esterno: due occhi, due orecchie, due narici, la bocca e due puberali, ciononostante non siamo in grado di uscirne fuori. C’è una forza che ci mantiene nel corpo nonostante tutte queste porte siano aperte. Questa forza è la Forza Divina che si manifesta, denominata con vari nomi dai differenti Maestri che vennero nel passato sia nell’oriente che nell’occidente. E i due aspetti dell’espressione esteriore di questa Forza Divina sono luce e suono. Questa luce risplende in ognuno di noi e può essere vista. Cristo disse: “Sono venuto per far vedere quelli che non vedono. E quelli che credono di vedere può darsi che siano ciechi. Nella terminologia dei Santi “essere ciechi” significa che il vostro occhio interno, il vostro occhio singolo non è aperto per vedere la luce di Dio. Essere ciechi qui non intende dire coloro che non hanno la vista, ma quelli, il cui occhio all’interno non è aperto. Viene anche chiamato il Terzo Occhio oppure Shiv Netra, Divy Chakshu o occhio latente. Dunque questo occhio è all’interno di ognuno di noi.

Che cosa fa colui che è il “Verbo incarnato”? Quella forza già esiste in noi, però la nostra anima, la cui espressione esterna viene chiamata “attenzione”, è talmente identificata con la mente, con i sensi diretti all’esterno, con il corpo e il mondo di modo che ci siamo dimenticati di noi stessi. Non possiamo differenziare il nostro Sè. Noi operiamo ora al livello del corpo umano, e il corpo umano sta cambiando in ogno secondo della vita. Anche il mondo fisico intorno a noi cambia con la stessa velocità e noi, essendo identificati con ambedue, abbiamo l’impressione che niente cambi, che tutto sia stabile. Questa è una grande illusione! Quindi, com’è possibile uscire da tutto questo? I Maestri dissero: “O uomo, conosci te stesso! Chi sei, che cosa sei! Sei il corpo? No, tu hai il corpo, tu hai l’intelletto, tu hai le facoltà sensoriali esteriori, però sei tu che dai vita a loro. Generalmente la gente intende il termine “sapere” al livello dei sentimenti e dei pensieri, però entrambi sono soggetti all’errore. Vedere sovrasta tutto! E quando si può parlare di vedere? Quando attraverso l’analisi di se stesso si trascende la coscienza del corpo. Il Maestro che è adepto di quella via, che cosa fa? La nostra attenzione, che è l’espressione esteriore della nostra anima, è talmente identificata con il corpo e il mondo esteriore che non ce ne possiamo staccare, così Lui ritira completamente la vostra attenzione dall’esterno e dal corpo, cominciando dalle estremità e la riporta alla sede dell’anima che si trova dietro agli occhi. Dove? Quando una persona muore, i suoi occhi si rivolgono verso l’alto e da questo punto noi andiamo all’aldilà. Plutarco ci dice: “Per coloro che sono iniziati nei misteri dell’aldilà, la loro anima fa la stessa esperienza di separazione dal corpo come al momento della morte”.

Questo corpo umano è dunque , una specie di fabbrica mandata avanti da noi. Tutte le facoltà sensoriali dirette verso l’esterno, gli occhi e tutti gli altri sensi ricevono l’energia da noi stessi e poi invece ci dominano. Ora non siamo più in grado di differenziare. La prima cosa che “il Verbo incarnato” ci dà, è una dimostrazione di come trascendere la coscienza del corpo. E tutti i Maestri ci dicono: “Non credete alle parole del Maestro fino a quando non avrete visto voi stessi e potrete testimoniare: “Sì, mi sono elevato al di sopra dei sensi.” Questo è il primo passo. Come già vi dissi, l’abc della spiritualità comincia soltanto dopo che vi siete innalzati al di sopra della coscienza dei sensi. Tutti i tipi di yoga lo indicano. Così questo è lo yoga più semplice e più naturale, anche un bambino può farlo. Può essere praticato sia da giovani che da anziani.

Nel passato c’era in oriente un sistema (esisteva anche nell’occidente, ma gli furono dati altri nomi: per esempio “nascere di nuovo” come disse Cristo: “dovete nascere di nuovo”. In questo sistema bambini dell’età di sette, otto o nove anni ottenevano la cosidetta “seconda nascita”. La prima era la nascita nel corpo umano – la seconda, la nascita nella sfera dell’aldilà. Davano il Gayatri-Mantra che significa: trascendere la coscienza del corpo, aggrappare il raggio di sole e raggiungere il sole stesso. C’è una preghiera: “O Dio, dirigi la nostra attenzione verso il sole!” Davano loro il mantra e allo stesso tempo anche una dimostrazione di come trascendere la coscienza del corpo, come aprire il Terzo Occhio e vedere la luce Divina, persino a bambini di cinque anni! Questa usanza esiste fino ad oggi. Alcuni indù danno ai loro bambini lo stesso Gayatri-Mantra e viene detto loro che “sono nati per la seconda volta”, ma data la mancanza di persone aventi l’esperienza pratica, non sono in grado di dare loro una dimostrazione di come elevarsi sopra i sensi (la coscienza del corpo) e come vedere la luce Divina.

La luce infatti, è in ognuno di noi. Cristo disse: “Badate che la luce in voi non sia oscurità!” Questa luce è avvolta da diversi veli: quello fisico, quello causale e quello astrale – e voi ottenete semplicemente un qualcosa per cominciare e liberarvi da questi veli. Supponiamo che una lampada accesa sia coperta da uno, due, tre, quattro velami spessi, in modo che dia l’impressione che non ci sia luce. Se un velo viene tolto, potete intravvedere un po’ di luce. Se ne togliete ancora un’altro, la luce diventerà più forte e se li togliete tutti, vedrete la luce in pieno splendore.

Tutti i Maestri accennarono alla luce interiore, la cui intensità cresce in misura al grado di trascendenza della sfera fisica, astrale, causale e supercausale. L’ultima meta dei Santi si trova nelle sfere puramente spirituali, aldilà di tutte queste sfere materiali. Anche nella Bibbia, nel vangelo di San Giovanni viene riferito che lui si trovò bloccato nella terza sfera. Anche loro ne erano al corrente, ma per voi, data la mancanza di persone con esperienza pratica, questa realtà cadde nell’oblio.

Ora noi troviamo nei luoghi sacri simboli della luce e del suono per indicare che questa luce e suono sono in noi. I modelli esteriori sono stati creati solamente per i principianti, in modo che capiscano che questa luce risplende e questo suono risuona in loro stessi. In periodi nei quali vissero delle persone con l’esperienza pratica, diedero la prova e consigliarono: “Non credete mai alle parole di un Maestro finché non avrete constatato da voi stessi che lì c’è la luce – per molta o poca che sia.” Supponete che qualcuno tenga una meravigliosa conferenza su come si fanno affari. Ma noi, se non abbiamo il denaro necessario, che cosa ne possiamo fare? Per questo i Maestri usano dare qualcosa per cominciare, un seme che non potrà mai più perire, che non potrà mai più essere preso, se non dal Maestro che è il “Verbo incarnato”. Così questa è la prima premessa: “Chi può darci una dimostrazione pratica cosicché possiamo testimoniare noi stessi quello che è in realtà? La seconda condizione è di vivere in modo vero.” La verità sta sopra tutto, ma il vero modo di vivere sta sopra la verità.” Un modo di vita altamente etico è il primo passo verso la spiritualità. Se voi avete attaccamenti e siete troppo legati a piaceri esteriori, come potrete liberare la vostra attenzione da questo?

I Maestri vi aprono un po’ la via verso l’alto, perché loro sono attenzione allo stato puro. Voi vi ritirate dal vostro corpo, vedete coi vostri propri occhi che lì c’è luce, per poca o molta che sia. Per coloro che vogliono avere questo contatto è indispensabile che vivano una vita pura. “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio!” Comprendete? Tulsi Sahib dice a questo proposito: “Pulisci la camera del tuo cuore affinché il tuo Amante possa entrarci.” Non potete sperare che un re entri in un luogo sporco. Persino un cane, che viene considerato inferiore all’uomo, pulisce con la sua coda il posto dove vorrebbe sedersi. Possiamo allora sperare che Dio si manifesti in un cuore impuro, lascivo, pieno di avidità e di pensieri maligni nei confronti di altre persone? Il primo passo consiste nel liberarci di queste cose.

I Maestri quando vengono, non alterano le forme esteriori e le caratteristiche delle diverse religioni. Le religioni si formarono poco tempo dopo che i Maestri partirono. Coloro che avevano incontrato i Maestri avevano una conoscenza diretta, avendone ricevuto la prova mediante un’esperienza pratica, e quindi, dopo la partenza dei Maestri, fondarono queste “scuole spirituali” per mantenere vivi i loro insegnamenti. Finché ci furono persone con la conoscenza pratica, era possibile trarne beneficio per conoscere Dio. Ma poi per mancanza di gente pratica subentrò una stagnazione e più tardi un declino. Quindi i Maestri ritornano per ravviare questa verità.

“Posso interrompere e fare alcune domande?”

Sì volentieri, risponderò in maniera adeguata.

– Domanda che concerne l’esperienza della luce –

Questo succede sul cammino, attraversando i diversi piani. Come ti ho già detto la luce è lì – la lampada è accesa ma è coperta da parecchi veli e così sembra che non ci sia luce. Se togli un velo appare un po di luce; se ne togli due ne appare un po’ di più, se ne togli tre, la luce sarà ancora più forte e così via. Hai partecipato alla meditazione, hai visto luce? No? Altri l’hanno vista!

“Sì!”

Sono stati in molti, solo due o tre non hanno visto luce, tutti gli altri, circa trecento partecipanti l’hanno vista. Ci vuole solo qualcuno che conosce il modo pratico. Inoltre vengono imposte certe condizioni: per esempio una dieta vegetariana rigorosa, assoluta astinenza alle droghe, all’alcool ed altri intossicanti. In questo modo avrete dei buoni risultati in modo più rapido. Quindi ci sono stati solo pochi che non erano in grado di vedere – tutti gli altri hanno avuto un’esperienza.

“Per quanto concerne le esperienze differenti sulla luce, Maestro, questa mattina hai detto che alcune persone portano con sè qualcosa in più dalle loro vite passate.”

Si tratta del “background” – quelli che hanno un “background” hanno qualcosa per cominciare ... non tutti – ma alcuni. Ma non sanno come procedere. Ho incontrato delle persone del genere. Vedevano luce e sono andate dall’oculista; altre sentivano il suono e andarono dal dottore per farsi curare l’udito. Alcune persone hanno un “background”, ma hanno bisogno di guida in modo di poter procedere.

“Maestro, tu hai detto che dobbiamo rimanere nella nostra religione, perché Cristo insegnò lo stesso metodo per arrivare a Dio.”

Come vi ho già detto, i Maestri non alterano le forme esteriori delle religioni. Le religioni furono create in modo che molta gente possa trarne beneficio. Finché  ci furono delle persone con l’esperienza pratica, questo era possibile. Ci vogliono persone pratiche – ma quante ce ne sono che possono darvi un impulso, darvi una prova in modo che possiate vedere voi stessi? Bisogna allora darvi qualcosa, un capitale per cominciare, di maniera che voi possiate avanzare e con la guida giusta possiate raggiungere l’ultima meta, da dove provengono luce e suono, e cioè Dio Assoluto.

“Posso fare una domanda?”

Sì certo. Vedi, anch’io sono uno studente della vita – continuo ancora come studente (non smetto mai di imparare. L’uomo impara e poi si dimentica durante tutta la sua vita. Anch’io sono stato uno studente come voi. Un giorno voi prenderete il mio posto – il nostro posto – voi siete la speranza che germoglia per le generazioni future.

“Se Cristo insegnò le stesse cose, fece anche dei riferimenti sulla reincarnazione o su vite precedenti?”

Anche Cristo fece dei riferimenti a questo riguardo. Non sono l’unico ad affermarlo, ma noi non conosciamo tutti i fatti storici. In certi brani fece dei riferimenti. Ma le persone che incontrarono un Maestro, perché avrebbero dovuto farsi dei pensieri sulla reincarnazione? Non ritorneranno in questo mondo! Se Lui è in grado di portare a casa gli esseri umani, perché dovrebbero avere una nuova incarnazione? Questo ha solo importanza per le persone che non hanno incontrato un Maestro simile, ossia – il Verbo incarnato. Coloro che ritornano a casa non devono venire di nuovo in questo mondo. Ritornano o vengono mandati solamente per lo scopo di guidare l’umanità ancora immatura, però non vengono come prigionieri.

– Domanda incomprensibile –

Sì, sì, c‘è luce all’interno –  questo vale per ogni essere umano, persino i bambini la possono vedere. Bisogna solamente che venga dato un impulso, questo è tutto. A dire la verità, dove finiscono le filosofie del mondo, comincia la vera religione. Le comunità o le forme esteriori non costituiscono la religione, queste sono comunità sociali, scuole dello spirito. Questo dimostra solo che ci siamo uniti a questa particolare scuola spirituale per conoscere noi stessi e per conoscere Dio.

Gli insegnamenti di base dati dai Maestri sono sempre stati gli stessi, ma sfortunatamente noi li abbiamo dimenticati per mancanza di persone con la conoscenza pratica. I Maestri vengono di tempo in tempo per ravvivare questa scienza caduta in oblio.

– Domanda –

Vi dico che Dio agisce veramente attraverso il Maestro. Lui è il Verbo. Quando il Verbo si incarna noi lo rispettiamo. Noi lo rispettiamo come “Verbo incarnato”. Il Verbo è il Maestro e attraverso Lui si manifesta. Risiede in ogni cuore, ma noi lo riconosciamo solo nella persona in cui è manifesto. L’uomo è il maestro dell’uomo. Solo un essere umano può agire da Maestro, non una voce che viene dal cielo. Tutti i Maestri vennero nella forma umana – Gesù, Maometto, ecc. Il Maestro dell’uomo è un uomo che vi incontra al vostro livello e che vive come voi una vita da essere umano. Lui ha fatto quell’esperienza e ve la può tramandare cosicché sarete in grado di confermare questo fatto. Quindi, tutti i Maestri che vennero, ebbero la forma umana.

La scuola migliore è quella dalla quale moltissimi studenti escono con successo, non è vero? Queste scuole spirituali sono scuole a cui noi ci siamo iscritti per conoscere Dio. Se ne creano molte persone che vengono a conoscenza di Dio, tutto il merito va a queste scuole. Io penso che per mancanza di persone con la conoscenza pratica noi abbiamo dimenticato questo insegnamento, così i Maestri vengono di tempo in tempo per ravvivarlo per darci quello che abbiamo dimenticato.

Ringraziamo Dio e coloro che hanno reso possibile questo colloquio.

 

(Cicago – 19 novembre 1972)
Per ulteriori informazioni su questo tema consultate il libro “The Crown of Life” di Sant Kirpal Singh.

 

 

La Via sacra dei Maestri
offre un contatto conscio e diretto
con la Divinità all’interno,
dopo aver trasceso la coscienza del corpo.
Questo principio sublime distingue la Via sacra
da tutte le altre scuole dello spirito.

Sant Kirpal Singh

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