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"… la conoscenza di Lui non si ottiene né per mezzo della scienza, né per mezzo del pensiero, come per gli altri oggetti dell’Intelligenza (nous), ma per mezzo di una presenza che val di più della scienza."
Plotino (Enneadi, VI ),4,1-3)

1. “ Non è possibile parlare delle cose superiori se non iniziando dal Padre, che è la radice del tutto. E’ da lui che abbiamo ricevuto la grazia di potere affermare che egli esisteva quando non c’era nulla a eccezione di lui, il Padre. Egli è una unità, come un numero, essendo il primo ed essendo ciò che lui solo è. Ma non è come uno che è solitario; altrimenti, come potrebbe essere padre? Ovunque, infatti, c’è un padre, ne consegue che c’è un figlio.
Ma l’unità, colui che solo è Padre, è come la radice d’un albero con rami e frutti. Di lui si dice che è padre, in senso proprio, non essendovi alcuno che esista come lui.
E’ immutabile, essendo un signore unico ed essendo Dio. Non v’è alcuno che per lui sia dio; non v’è alcuno che per lui sia padre: non essendo stato generato, non v’è alcuno che l’abbia generato, e non c’è alcuno che l’abbia creato.

Certo chi è padre e creatore di qualcuno, ha anch’egli un padre e un creatore formatore ; tuttavia –in senso proprio- costui non è un padre, non è un dio, avendo egli pure uno che l’ha generato e creato. Padre e Dio, in senso proprio, è soltanto colui che non è stato generato da alcuno, mentre egli ha generato e creato il tutto: non ha principio e non ha fine. Non solo non ha fine – sicché è immortale, non essendo stato generato-, ma essendo da tutta l’eternità, egli è anche immutabile: egli è colui che è, è colui che costituisce se stesso, è la sua grandezza. Ne egli si priverà di ciò che è, ne altri l’obbligherà a subire una fine da lui mai voluta, dato che non ebbe un primo autore del suo essere.

Sicché egli non muta, né altri potrà privarlo del suo essere, di ciò che egli è, di ciò che costituisce il suo essere, e della sua grandezza: non gli si può sottrarre nulla, né è possibile che altri lo cambi in una forma diversa, che lo diminuisca, che lo trasformi, che lo rimpicciolisca; questa, infatti, è la verità nel senso più pieno: egli è invariabile, è immutabile, l’immutabilità lo riveste. (Trattato Tripartito pag. 350 in Testi Gnostici edito dall’UTET).”

2. Dal Padre preesistente alla manifestazione procede il Figlio o Logos, il seme da cui si dispiega la manifestazione polare. I veggenti dicono che la manifestazione agli occhi del Logos è un tutto già attuale, il movimento nel tempo degli eventi è frutto della nostra limitata percezione che frammenta nella molteplicità spaziotemporale l’unitarietà del Logos.

3. Il Logos o Figlio del Padre è nel contempo suono e coscienza, gli enti sono armoniche della sua nota fondamentale e come coscienza pervade e conosce tutti i suoni.

4. Il simbolo sul piano verbale della Vibrazione Primordiale è l’OM.

5. Canta la Mandukya Upanishad “ Hari OM! OM è tutto questo. (Segue infatti) una chiara spiegazione: ciò che è passato, presente e futuro è realmente OM. E ciò che oltrepassa questa triplicità temporale, in verità, è sempre OM.

6. Il manifesto è quindi una gradazione di enti che procedendo dalla semplicità del Figlio si frammenta vieppiù. Il termine, l’estrema periferia del cosmo-vita, è la sfera della materia grossolana, ciò che è percettibile attraverso le finestre dei sensi materiali.
7. Oltre alla sostanza materiale esiste una sostanza sottile di cui sono fatti i nostri pensieri, le nostre emozioni, le energie delle passione e degli impulsi. La sostanza sottile non è percepibile colle finestre che si aprono sul mondo materiale ma è percettibile all’occhio interiore, all’intuizione.

8. Vi è dunque un Padre, Acosmico Signore, ingenerato e immutabile. Nella sua immensità, fatto della sua stessa sostanza, emerge il Figlio, il seme causale della manifestazione. Il Figlio si polarizza nelle innumerevoli diadi delle coppie polari.

9. Nell’unità del Figlio, che riassume in sé le innumerevoli coppie polari, si ravvisano tre aspetti, tre gradazioni vibratorie, tre piani esistenziali. Il medesimo suono viene visto avere tre aspetti. L’unico OM viene visto essere costituito da tre aspetti sonori AUM. La A e la U si fondono per eufonia nell’O che è la sintesi delle due vibrazioni e la M è solo una risonanza della O, un unico suono quindi che vien visto polarizzarsi su tre livelli vibratori: il piano causale M, il piano sottile U e il piano grossolano A. Questo è l’Om sonoro, l’Om manifesto, il Logos. Ma oltre il suono c’è il Silenzio, il luogo in cui il suono vibra. La sorgente silenziosa e immanifesta del suono primordiale e manifesto. 

10. Se il Figlio nel suo aspetto causale, sottile e materiale è la manifestazione nel sua interezza e quindi riassume in sé tutta la sfera della triplicità materiale la metafisica, la scienza di ciò che è oltre la fisis, la materia, riguarda propriamente il Padre.

Pietro Mancuso - Collaboratore Vidya Bharata
Redattore Mountain Path Vers. Italiana

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