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Manolaya sutra: sospensione della mente

Per coloro cui è giunto il momento, si porge la pratica delle "parole di sospensione della mente" (manolayasutra).
Ascolta attentamente, esso può indirizzare al silenzio.

Chiudi gli occhi e sospendi i pensieri. Entra nella tua natura di silenzio.
Tu esisti. E’ la definizione di questo tuo esistere a percepire l’esistenza di altro.

Chiama questo altro, insieme alla tua definizione di esistere, molteplicità dell’essere o jagat o mondo.

Esamina adesso la percezione stessa che mostra l’esistenza di altro da te. Osserva come ti credi in realtà esistente proprio per essa, per la percezione-movimento-maya, che permette la definizione del tuo esistere.

Chiama questa definizione dell’esistente a cui credi, avidya, essa è l’individuazione dell’essere o jiva.
Adesso lascia affondare questa osservazione nel tuo esistere.

Dimentica di esistere perché percepisci altro. Affonda e annega nel tuo essere.
Lascia la percezione dov’è, in superficie. Tu non sei la superficie

Sposta l’attenzione sull’essenza che sei e che non hai mai osservato perché distratto dalla percezione e quindi dall’essere qualcosa rispetto al percepito.

Tu senti di esistere, perché sei. Non perché senti altro da te, attraverso il tuo definirti (ahamvitti). Sii.
Sii sempre perché sei. Sei l’essere da sempre.
Questa è la coscienza di essere o “Io sono” (in senso di affermazione di esistenza) o atman o Isvara (se lo trattieni e mantieni.)

Tu sei cosciente di essere. Questa è ancora dualità.

Lascia, adesso, questa coscienza di essere. Lascia il definirti esistente. Non ne hai bisogno.
Se sei, non ti “serve” essere cosciente di esserlo, non ti serve definirti.
L'essere non necessita di definizione, l'essere semplicemente è.

Ecco che “sei”. Sei.
Non c’e’ altro. È lo stesso “io sono” che smette di affermare la propria esistenza attraverso l'autodefinizione perché perde coscienza del definirsi: è. Quest'essere che sei, è il Reale.

Non c’è alcuna differenza fra il Reale, l’Essere e l’essere individuato.

 

Bodhananda, Advaita Bodha Dipika Kilakanta, in Advaita Bodha Dipika di Karapatra Svami (a cura di Bodhananda) per le Ed. I Pitagorici pag 146-147.

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