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Yoga Catuşţaya VII

VII. YOGA CATUŞŢAYA
(o SIDDHI CATUŞŢAYA)


Śuddhih, muktih, bhuktih, siddhih iti yogacatuşţayam
[Purificazione, Liberazione, Gioia, Perfezione, queste costituiscono lo Yoga Catuşţaya]


L’ultimo o settimo è a un tempo il mezzo, la somma e il completamento di tutti gli altri. La sua spiegazione è essenziale alla piena comprensione degli altri, e sarà affrontata a parte.

(Sri Aurobindo, Record of Yoga, SA Ashram, Pondicherry 2001, p. 23)

 

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Dagli appunti di un discepolo:

Śuddhi: 
1. dei prāņa – liberazione da vasana o desiderio, che è aśakti o attaccamento, azione dell’emotività, come “devo fare quella cosa, non posso farne a meno”; kamana o brama, azione del desiderio, come “voglio quella cosa”; raga-dveśa o preferenza, azione della mente, come “preferisco così”.
Esistono anche gli opposti di queste cose, il non-attaccamento, la non brama e la non-preferenza; bisogna liberarsi anche di questi. Quando si saranno realizzate queste tre cose, si avrà la perfetta samatā [equanimità]. Si avrà allora, in modo naturale, la perfetta śanti che è la Pace Divina, e il perfetto śuddha bhoga, che è il Godimento Divino. Śanti è l’ānanda negativo, posseduto da coloro che riposano nel Nirguna Brahman; śuddha bhoga è lānanda positivo posseduto da coloro che hanno la loro dimora nel trigunatīta ananta brahman [brahman in tutto, oltre i tre guņa]. Si goda del mondo attraverso śuddha bhoga fondato su una śanti perfetta. Ciò che si ottiene come risultato della soddisfazione di un desiderio è qualcosa di turbato, insicuro, febbrile o limitato; śuddha bhoga invece è calmo, padrone di sé, vittorioso, illimitato, esente da sazietà e vairagya, beato nell’Immortalità. In una parola non è harşa [gioia], non è sukha [allegria], ma ānanda. È amrita, è Divinità e Immortalità, è il divenire uno in natura con Dio. Allora non si ha kama [desiderio], ma puro lipsa [ ], un’infinita disponibilità ad accettare tutto ciò che Dio offre, e a goderne.

2. del citta [mente emotiva] – liberazione da tutti i samskara [semi causali] della sensazione.
a) gli impulsi del pensiero partono dal citta, come istinti, ispirazioni, visioni, intuizioni, ecc vengono alla superficie colorati dall’emozione, distorti dalle associazioni e pervertiti dalle immaginazioni che li fanno emergere. La bhakti [devozione], il genio, l’ispirazione poetica vengono tutti da questa sorgente.
b) impulsi e sensazioni sono di due tipi, naturali o eterni e artificiali o vikara. L’Amore, il coraggio, la compassione sono naturali e sono azioni originate da jñānam [conoscenza]. L’odio, il disgusto, la paura sono vikara e sono distorsioni o reazioni causate da ajñānam [non conoscenza].
c) impulsi all’azione: śuddha pravŗtti, vale a dire azione senza desiderio, indipendente dall’emozione; aśuddha pravŗtti, azione provocata da due forze, il desiderio e l’emozione. Proibire ed inibire con la volontà ogni azione e parola nascente in modo cieco dalle passioni o emozioni che soegono dal cuore.

3. del manas [mente sensoriale] – liberazione dai pensieri abituali. Far cessare l’attività concettuale del manas e trasferire alla buddhi l[…] la sua attività di comprensione (una parte di prakamya […])

4. della buddhi [mente raziocinante] – liberazione dalla ragione, dall’immaginazione, dalla memoria e dalla logica e loro sostituzione con le contrarti divine.

5. del corpo – liberazione da tutte le impurità fisiche, malattie, ecc. e il raggiungimento dell’immortalità.


Mukti:
1. dai dvandva o dualità:
a) del prāņa – kshutipipasa, fame e sete; shitosha, caldo e freddo; piacere e dolore del corpo;
b) del citta-ptiyaèriyabodha sentimento o sensazione di amore o di odio; mangalamangalabhoda, senso della buona e della cattiva fortuna, del bene e del male; manapamanabodha, senso dell’onore e della vergogna;
c) della mente (manas e buddhi) – satyasatya, la conoscenza della verità e della menzogna; papapunya, la conoscenza della verità e del vizio.

2. da ajñānam [non conoscenza] e dai tre guņa:
a) sattva – dovunque sattva è resente, si ha la chiarezza dell’essere o prakasha, recante con sé sikha, o allegria; sattva è ricolmo di prakasha.
Sattva della mente – chiarezza della mente; si ottiene la conoscenza;
sattva nel citta [mente emotiva] – il puro amore; si ottiene l’amore;
sattva nel corpo – agio, salute e via dicendo.
b) rajas è il principio del desiderio e dell’attività; rajas è colmo di pravŗtti [impulso all’azione]. Il risultato di rajas è la sofferenza di ogni tipo, duhkha o aśanti, problemi, turbamenti, ansietà.
c) tamas è aprakasha [mancanza di chiarezza] e apravŗtti [mancanza di impulso all’azione]. Il risultato è la paura, l’indolenza, il troppo dormire, l’ignoranza.
Sattva deve essere sostituito dal puro prakasha [chiarezza]; rajas dal puro pravŗtti [impulso all’azione], tamas dal puro sama [equanimità?]. Non rimane alcun desiderio e nessun bisogno di agire, ma è l’Impulso Divino ad agire attraverso di noi – questo è il puro pravŗtti. Quando un tale Impulso Divino è assente, si ha il puro sama dove il tapas o forza d’azione è presente, ma non opera. Proprio come la pura pravŗtti è la Forza Divina che viene e fa agire, così il puro prakasha [chiarezza] è la Luce Divina che porta conoscenza nella coscienza.
Restando indifferenti si hanno due effetti di sama: allora, agendo per quanto possibile soltanto dietro l’Impulso Divino, si ottiene il puro tapas [forza d’azione]. Mantenendo la mente sempre distaccata dai suoi pensieri e attività, vigile nell’attendere la Luce dal’alto e, per quanto possibile, tranquilla, si ottiene prakasha [chiarezza].

3. da ahankara [senso dell’ego] ; l’ignoranza di essere noi ad agire, ecc. Ogni qualvolta si dice “questo mi piace”, “questo non lo voglio”, si sceglie e si agisce. Bisogna accettare tutto ciò che viene e goderne. Si sostituisca ahankara o l’idea di aham [io] con l’idea di essere Īśvara.


Bhukti
È la Gioia dell’esistenza in sé stessa, indipendente da ogni esperienza ed estendentesi in tutte le esperienze. Essa ha tre forme:

1. rasagraham, o il ricevere il rasa [piacere, gusto] nella mente:
a) sensazioni corporee;
b) cibo;
c) avvenimenti;
d) sensazioni;
e) pensieri.

2. bhoga [godimento] nel prāņa, ma senza kama [desiderio].

3. ānanda in tutto l’essere:
kamananda – ananda fisico, come ad es. vishayananda, o piacere dei sensi;
premananda – l’avere la Gioia attraverso il sentimento positivo dell’Amore (citta);
cidghananda - ananda del Cit [coscienza] nell’oggetto colmo dei guņa (vijñāna [gnosi]);
suddhananda – ananda della Bellezza in tutte le cose (Ananda);
cidananda – ananda della pura Coscienza senza i guņa (Cit-Tapas [coscienza-forza]);
sadananda - ananda della pura Esistenza separata da tutti gli oggetti e da tutte le esperienze (Sat).


Siddhi
[perfezione] dei cinque Catuşţaya: Brahma, Karma, Sharīra, Vijñāna e Samata.

 

Traduzione italiana di Laura C.

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