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Karma - nota

Spesso il ricercatore si pone il problema della scelta nell'azione: si ha qualche margine di libertà oppure no? 

La vita si sceglie o si subisce?

Questo brano di Sai Baba l'ho trovato pertinente e incoraggiante, lascia un margine allo sforzo personale di affrancarsi dall'ineluttabilità che coinvolge il nome-forma, ma non certo l'eterno Abitante.

Dunque liberarsi dall'involucro che ricopre il riso, forse, è non aderire al fenomenico, ma trascenderlo.

Un significato popolarmente accettato del termine Karma è "destino o fato"; si tratta delle ineluttabili "sentenze" che ognuno porta scritte sulla fronte e che devono compiersi, cui nessuno può sfuggire.

Tuttavia la gente dimentica che non sono state scritte da una mano sconosciuta: tutto è scritto dalla propria mano e la mano che le ha scritte può anche cancellarle.

L’involucro che ricopre il riso, con lo sforzo può essere eliminato.

Il potere dell’illusione (Māyā) che vi ha spinto a scrivere quel destino può essere conquistato in un istante e l’intera pagina può essere così cancellata.

Gli uomini si tessono un bozzolo attorno e soffrono perché non riescono ad uscirne e ad entrare in un mondo di luce. Sono come le scimmie catturate da un mendicante vagabondo che danzano legate all’estremità di una corda, elemosinando qualche soldo dalla gente seduta lì attorno.

Shankara disse di voler offrire spontaneamente la scimmia (la mente) a Shiva in modo che Egli le insegnasse dei giochi a Lui graditi e la utilizzasse per chiedere l’elemosina per Sé; in altre parole, Shankara si propose di colmare la sua mente di pensieri divini, in modo che la scimmia potesse essere domata per servire il proposito divino.

Anche voi dovete rendere la vostra mente serva di Dio e non schiava dei sensi.

Avrete osservato un uccello posato sul ramo di un albero che oscilla al vento; non ha paura perché ha più fiducia nelle sue ali che nel ramo e sa che in ogni momento può ricorrere alle ali e volare via.
Il ramo sta per la creazione, il mondo oggettivo, mentre le ali sono la grazia del Signore.
Sviluppate forza nelle ali e posatevi su qualsiasi albero: non correrete alcun pericolo.

Se invece confidate nel mondo oggettivo e fate affidamento solo sulla protezione che può darvi, cadrete.

[Sai Baba, dal discorso del 21 ottobre 1963, in DISCORSI 1963 (Sathya Sai Speaks-Vol.III) ed. Mother Sai Publications]

 

[sky, Forum Pitagorico, 18 luglio 2016]

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