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A. Secondo me lo scopo della pratica dell'hatha yoga é prevalentemente quello di imparare a padroneggiare corpo e mente.

B. Mi pare che,  se devo imbrigliare la mente perché diventa invasiva, il pranayama sia uno strumento semplice e portatile, pure a letto. Non comprendo invece perché padroneggiare il corpo...a meno che si debba fare il ballerino o l'acrobata. Credo che la pratica dello hatha yoga possa essermi utile per qualche giuntura poco oleata e mal di schiena, invece.


C. Dal mio punto di vista non è questione di dovere o non dovere padroneggiare il corpo, ma semplicemente di conoscerlo, amarlo e rispettarlo perché lo yoga è questo: conoscere, amare e rispettare sé stessi.

Con l’hatha yoga si inizia a conoscere più profondamente il proprio corpo.

Normalmente le persone si iscrivono in palestra o a un corso di yoga per stare meglio, in senso lato. Il moto fa sempre bene ad ogni età; ma una lezione di hatha yoga tradizionale condotta da un istruttore qualificato ha una valenza ulteriore, ossia quella di rendere le persone più consapevoli del proprio corpo e della relazione corpo mente.

Sperimentando alcune posizioni, ad esempio la semplice posizione in ginocchio o la montagna, tadāsana, si scopre che il corpo non si allunga, non si piega, che fanno malissimo le ginocchia, che ci sono punti dolenti nella schiena o nel collo.

La persona così inizia ad interrogarsi sullo stato del proprio corpo, lo conosce più in profondità.

Le differenze tra l’hatha yoga indiano e la ginnastica posturale o l'hatha yoga non insegnato nel modo tradizionale, sono rilevanti.

Da un lato si cerca la performance, il mero miglioramento fisico, muscolare, ossia l'arrivare a fare determinate posizioni progressivamente, ripetendole più e più volte; nell'altro si esplora il movimento in tutta la sua sequenza, si osserva il corpo e la respirazione, senza mai forzare e, di conseguenza, provare dolore e disagio.

I muscoli e i tendini non si allungano solo con lo stress e la volontà applicata nel fare dieci volte lo stesso esercizio, come nel sollevamento pesi, ad esempio (dove si aumenta il numero delle ripetizioni e il peso dei bilancieri), perché come si allungheranno si riaccorceranno, se non continuamente sollecitati.

Con lo hatha yoga l’allungamento di muscoli e tendini sarà più lento, magari ci vorranno anni, ma l’effetto è irreversibile.

Quello che serve è imparare ad osservare il corpo dall'interno, spostando lo sguardo e l'attenzione al muscolo in tensione cercando di rilassarlo anche mentre è in estensione come con la posizione della montagna, ad esempio, così ci si accorge che il corpo godee migliora attraverso l'attenzione che gli prestiamo, non attraverso lo stress a cui lo sottoponiamo

Conoscere sè stessi comprende anche conoscere e aver cura dell'abito fisico attualmente indossato, poi ognuno farà come ritiene.

Diciamo che una pratica seria di hatha yoga è anche un buon metodo per amare sè stessi, perchè quando si arriva finalmente a deporre il corpo per un po' nell'immobilità si sperimenta una profonda soddisfazione.

In proposito si tenga conto che la seduta di pratica di hatha yoga tradizionale dura di solito 50/60 minuti, non di più, si noti invece che gli istruttori occidentali vanno avanti per ore con tante parole e discorsi ad inframmezzare le pratiche.

Riuscendo a deporre per un po’ il corpo in una posizione stabile e comoda si sperimenta dunque quello stato di immobilità del veicolo grossolano, il corpo è in pace, non ha nessun dolore fisico, non desidera nulla, è nel silenzio, quieto.

A quel punto l'attenzione prima focalizzata sul corpo si sposta all'osservazione interiore, alla focalizzazione sul "cuore" e lì si contemplano i giochi della mente che si lancia all'esterno per produrre i suoi pensieri e inseguirli in ogni dove.

Riuscendoci, si rimane nel puro essere a volte formalizzato nella visualizzazione del "seme d'oro" nel cuore. Il Divino in un puntino infinitamente piccolo.

Come dice il Gheranda samhita, l'hatha yoga è una scala verso il raja yoga, poi ci sono anche quei pochi fortunati che non ne necessitano perchè sono capaci di superare l'identificazione con l'abito fisico senza prima imparare ad attenzionarlo, ma non sono molti, i più non sono contenti del proprio corpo e dei disturbi che dà e dunque cercano di renderlo più bello, più snello, più sano, ma a volte senza considerare che forse è la mente a doversi mettere a dieta, se vuole davvero dimagrire.

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