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Gheranda samhita: dialogo d'inizio

Riporto la versione del dialogo d'inizio del Gheranda samhita, tratta dal testo di Theos Bernard: Hatha yoga: resoconto di un’esperienza personale (Edizione Savitri – Torino, II edizione). Le correzioni dell'italiano sono nostre.

Gheranda samhita, I, 1-11:

"Io saluto Adishvâra

che per primo insegnò la scienza dello Hatha-Yoga,

una scienza che come una scala conduce alle più alte cime del Râja-Yoga”

Andò un giorno Candakapali all'eremo di Gheranda, lo salutò con grande devozione e gli chiese:

"O Maestro di Yoga!

O migliore tra gli Yoghi!

O Signore!

Vorrei imparare da te lo Yoga del corpo, che conduce alla conoscenza della Verità (Tattva-Jnana)"

"Tu bene domandi, o forte braccio!

Io ti dirò, o figlio, ciò che mi chiedi.

Presta attenzione con diligenza.

Non ci sono catene forti quanto quelle dell'illusione (maya), nè forza sì grande quanto quella che dà la disciplina (yoga)

non c'è miglior amico della conoscenza (jnana)

nè peggior nemico dell'egoismo (ahamkara, senso dell’io).

Così come imparando l'alfabeto si può, con l'esercizio, padroneggiare tutte le scienze, praticando perfettamente, per prima cosa, l'esercizio fisico, si può acquisire la conoscenza della Verità.

In seguito alle azioni buone sono generati i corpi di tutti gli esseri animati

e i corpi danno origine alle azioni (il karma che porta alla rinascita)

e così il cerchio si chiude come il cerchio di una noria* .

E come la noria che estrae acqua da un pozzo sale e scende, mossa dai bovi, riempiendo e vuotando alternativamente i secchi,

così l'anima passa e ripassa dalla vita alla morte, mossa dalle sue azioni.

Come un vaso d'argilla cruda, gettato in acqua si dissolve, così il corpo presto si corrompe, in questo mondo.

Cuocetevi forte nel fuoco dello yoga, per rafforzare e purificare il corpo."

La grande noria di Hama

I sette esercizi appartenenti a questo yoga fisico sono:

- purificazione

- rafforzamento

- stabilizzazione

- rasserenamento

- e tutti quelli che conducono alla leggerezza, alla percezione e all'isolamento

1) la purificazione si ottiene mediante l'esecuzione costante di sei pratiche (procedimenti di purificazione)

2) il rafforzamento si ottiene con asana, posture che sviluppano drdhata, forza

3) la stabilizzazione  è favorita da mudra [gesti], che dà sthirata, stabilità

4) pratyahara [ritiro dei sensi all’interno, come la tartaruga che ritira le membra nel guscio] dà dhirata, calma

5) pranayama [respirazione] dà leggerezza o laghiman

6) dhyana [meditazione] dà percezione, pratyaksatva, del sè

7) samadhi dà isolamento, nirliptata, non attaccamento che è la vera libertà.

*La parola NORIA deriva dall'arabo NA-URAH che significa vociare, zampillare.

Descritta per la prima volta da Vitruvio, la noria fu la prima vera ruota idraulica, dalla quale discesero tutte le versioni realizzate nei secoli successivi, utilizzata dall'uomo per sollevare acqua o materiali minuti e presenta il grosso vantaggio di essere azionata sfruttando l'energia del moto dell'acqua stessa anche se alcune ruote non hanno il meccanismo propulsore e devono essere azionate a mano, per mezzo di due manovelle. I primi modelli di cui abbiamo notizia risalgono all'India del IV secolo a.C., altre, risalenti al I secolo a.C. sono state ritrovate nei paesi più a Ovest e altre risalenti al II secolo d.C., in Cina. Si tratta di una ruota di grande diametro, verticale, munita di raggi di legno che terminano a forma di pala. L'acqua in movimento spinge le pale facendo girare la ruota la quale, con i numerosi contenitori (otri, secchi, vasi..) collocati sulla circonferenza, solleva l'acqua.Esistono norie con un diametro superiore ai 20 metri, alcune ancora operanti in Siria.

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