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Vallabha, Caitanya e il vaishnavismo moderno in occidente

Vallabha

Grande erudito e devoto di Bala-Krishna (Krishna-bambino), come la maggior parte dei maestri Vaishnava, nasce nel 1479 nel sud dell'India, in un posto chiamato Trailanga; muore all'età di 52 anni. Ma sia sulla data che sul paese di nascita esistono differenti opinioni.

Da giovane si trasferisce a Varanasi (Benares) e lì per undici anni frequenta una scuola. Poi prende a viaggiare, impegnandosi sempre (e con esiti puntualmente positivi) in discussioni riguardanti le conclusioni delle scritture. Infine si stabilisce a Adaila, vicino Prayaga (Allahbad).

Celebri sono divenuti i suoi incontri a Prayaga e a Jagannath Puri con Sri Caitanya, che ammirava profondamente. Caitanya Mahaprab-hu, fondatore del Vaishnavismo Gaudiya, teneva Vallabha in grande considerazione e lo rispettava molto, anche se in diverse circostanze ha dovuto riprenderlo con vigore. Questi, infatti, era diventato troppo fiero della sua erudizione, tanto che giunse a dichiarare pubblicamente che il suo commento allo Srimad-Bhagavatam (il Subhodini-tika) era superiore a quello di Sridhara, suo predecessore nella linea di Vishnusvami. Ciò è contrario ai principi di umiltà e di rispetto nei confronti dei superiori, per cui gli costò la momentanea emarginazione dalla compagnia dei devoti. L'incidente venne appianato da Caitanya stesso, che lo ricondusse sulla retta via dell'etica Vaishnava. E' detto nella Caitanya-Caritamrita che, dopo quell'incidente, Vallabha accettò come maestro spirituale Gadadhara Pandita, un seguace di Caitanya. Vallabhacarya era un grande devoto di Krishna e fondò un movimento devozionale ancora vivo e palpitante. Come la maggior parte dei maestri Vaishnava, scrisse molto; tra gli altri ricordiamo il commento al Brahma-sutra chiamato Anu-bhashya. E anche i suoi discendenti hanno lasciato un vasto tesoro di conoscenza spirituale. La sua scuola, infatti, divenne famosa per aver lanciato un forte fervore letterario in lingue diverse, quali il sanscrito, l'hindi e il gujarati. Il movimento di Vallabha è nella linea di Vishnusvami e quindi è parte della Rudra-sampradaya.

Il termine tecnico col quale viene designata la dottrina del maestro è Shuddhadvaita-mata, cioè puro monismo, in quanto afferma che Brahma, la Persona Trascendentale, non è mai "toccato" da maya. Questo Brahma è Krishna, l'incarnazione divina apparsa a Mathura. Anche per lui il mondo materiale è una trasformazione di Dio, il quale si manifesta in tre forme, che sono Brahman (l'energia spirituale onnipervadente e impersonale), Paramatma (il Dio che ci accompagna in questo mondo) e Bhagavan (la Persona Suprema, origine di ogni cosa).

Tutto va messo al Suo servizio: questa è la bhakti, il servizio devozionale, metodo che conduce alla più alta perfezione. Questa Meta Ultima è il raggiungimento di Goloka, il pianeta trascendentale dove Krishna vive per l'eternità. Vallabha chiamava questo sentiero Pushti-marga, la via della devozione.
 

Caitanya

Sri Krishna Caitanya nacque nel 1485 a Mayapur (una frazione di Navadvipa) e scomparve da questo mondo nel 1533.

Il Suo paese natale, a quel tempo, era divenuta la fucina della logica, un rimodernamento dell'antico Nyaya di Gautama Muni. In questo ambiente di grandi dibattiti filosofici, a ventiquattro anni accettò l'ordine di rinuncia (sannyasa) e per otto anni viaggiò per tutta l'India, predicando la Krishna-bhakti. I rimanenti diciotto anni li trascorre a Jagannath Puri, una delle più importanti città dell'Orissa, nell'India orientale.

Numerosissimi furono i suoi seguaci, che lo riconoscevano non solo come un grande maestro, ma come Dio stesso, una delle più importanti incarnazioni di Krishna. E non solo ai Suoi tempi, ma anche oggigiorno gli insegnamenti del Mahaprabhu hanno segnato in modo indelebile il corso del pensiero spiritualistico dell'India e del mondo intero. Infatti Caitanya avrebbe sempre avuto una importanza fondamentale nel vaishnavismo di tutti i tempi.

Egli non ha scritto praticamente nulla, ma lo hanno fatto in modo abbondante i suoi discepoli, tra i quali i più importanti sono Rupa, Sanatana, Jiva, Svarupa Damodara e Ramananda Raya. Ma i Suoi studenti sono stati così tanti e tale importanza avrebbero avuto nella storia del vaishnavismo che è un peccato non poterli nominare tutti.

La filosofia di Caitanya è chiamata acintya bhedabheda-tattva, ed è un perfezionamento della dottrina di Nimbarka. Nella predica contro le dottrine mayavada, buddhista e tutte quelle correnti pseudo-Vaishnava che non seguivano strettamente i dettami degli acarya precedenti, Egli si infervorava in modo particolare. La sua ortodossia era strettissima.

Grandissimo erudito, si incontrò e sconfisse in pubblici dibattiti moltissimi studiosi, fra i quali ricordiamo Keshava Kashmiri (della Nimbarka Sampradaya) e Sarvabhuma Bhattacarya (della Shankara-sampradaya).

Egli non si discostava per nulla dalle basi della dottrina Vaishnava, ma il suo sentimento di adorazione per Krishna era speciale. Il tipo e l'intensità di amore per Dio che egli provava era eccezionalmente profondo, tecnicamente chiamato maha-bhava. Ad eccezione di Madhavendra Puri, nessun altro maestro prima di lui aveva mai mostrato tali sintomi di estasi, né si era avventurato ad affrontare argomenti di tale profondità.

Va aggiunto anche che la Sua predica era particolarmente efficace, anche grazie a un esempio di vita perfetto, che gli valse una tale popolarità come mai era avvenuto nella storia. Nella tradizione dei devoti di Krishna, Caitanya occupa di certo una posizione preminente.
 

Il vaishnavismo moderno in occidente

Non solo il vaishnavismo esiste ancora, ma è vivo e attivo anche in occidente, sotto forma di organizzazioni spirituali di varia natura. Il più celebre e autentico di tutti è il Movimento Hare Krishna, fondato da Bhaktivedanta Svami Prabhupada, un discepolo di Bhaktisiddhanta Sarasvati. Certamente rappresenta in modo straordinariamente fedele quel vaishnavismo ortodosso che fu fondato da Vyasa e continuato da Ramanuja, da Madhva, da Caitanya e da Baladeva Vidyabhushana.

I primi cenni del travaso culturale li abbiamo nei primi anni del nostro secolo, con un testo in lingua inglese di Bhaktivinoda Thakura, (Sri Caitanya Mahaprabhu: His Life and Precepts). Egli era un importante magistrato originario del Bengala e grande devoto di Krishna. Spinto dal desiderio di far conoscere il Signore e la sua filosofia agli occidentali, spedì uno dei suoi libri all'università di McGill, in Canada.

Suo figlio, Bhaktisiddhanta Sarasvati, fondò la Gaudiya Math, un movimento che avrebbe aperto numerosi centri in tutta l'India, predicando la Krishna-bhakti proprio come viene insegnata nelle scritture vediche. Egli tentò di far aprire ai suoi discepoli anche dei templi in Occidente. In effetti alcuni di loro tentarono l'impresa, trasferendosi in alcune grandi città europee, come Londra e Berlino. Ma non riuscirono nell'impresa.

Solo uno dei suoi più cari studenti, che poi sarebbe stato conosciuto come Bhaktivedanta Svami Prabhupada, riuscì pienamente nell'impresa. Nel 1965, anziano, da solo, e con pochi mezzi si trasferì in America, dove fondò il Movimento Hare Krishna. Fino al giorno della sua scomparsa, il 14 novembre 1977, egli scrisse e insegnò senza soste. Ha compilato una settantina di libri, tra cui la traduzione e la spiegazione della Bhagavad-gita, un commento purtroppo incompleto dei Dodici Canti che compongono lo Srimad-Bhagavatam, i diciassette volumi del Caitanya-Caritamrita, e altri.

Ma non soltanto ha pubblicato libri di valore eccezionale, ma è anche riuscito a convertire al puro vaishnavismo migliaia di giovani occidentali di tutte le nazionalità, viaggiando per tutto il mondo. La sua filosofia è quella di Vyasa, di Caitanya, ma allo stesso momento ha cercato di mediare con gli usi e i costumi degli occidentale. Ma non ha compromesso sui principi di base: il suo scopo era di creare una classe di santi ed eruditi devoti che potessero infondere istruzioni sacre per il benessere della società.

Anche dopo la sua scomparsa, il movimento di Prabhupada ha continuato ad esistere ed ancora oggi i suoi libri sono studiati con grande interesse e rispetto.

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