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Vira-Shaiva

I vira-shaiva sono i devoti fedelissimi di Shiva e vengono anche chiamati lingayat, in quanto portano sempre con loro il Linga. Per loro non esiste nessun altro Dio all'infuori di Shiva e lo venerano appunto con questo simbolo, il Linga appunto, che è una divinità a forma di fallo. La ragione per cui Mahadeva viene adorato con questa particolare murti va ricercata nella convinzione che Shiva sia il progenitore di tutti e dunque il padre di tutte le creature.

  La comunità Vira-shaiva venne organizzata nel dodicesimo secolo circa da Basava, che era un importante ministro di un re kanarese, ma non ci sono dubbi che tali dottrine provengano dalle notti dei tempi. In origine dovette svilupparsi come movimento di protesta contro i soprusi e le prepotenze dei brahmana del tempo, ma in seguito proposero severe riforme e svilupparono una propria dottrina filosofica. Anche loro vantano un proprio commento ai Brahma-sutra, cioè lo Shrikara-bhashya di Shripati, compilato indicativamente verso il 1400.

  La definizione tecnica della loro filosofia può essere a ragione chiamata visheshadvaita, cioè una forma di monismo differenziato. Shiva è l'Ente Supremo, il Dio oltre il quale non esiste nulla e nessuno; la pluralità presente nel mondo è prodotta da Lui attraverso la shakti, la sua energia divina. Anche le anime individuali sono di natura divina: non potrebbe essere diversamente, in quanto tutto proviene dalla stessa sorgente, cioè da Shiva. Originalmente la jiva è un tutt'uno con Lui, ma la forza della shakti provoca un movimento (kshobha) che destabilizza l'equilibrio eterno, per cui l'entità spirituale si divide in due: il lingasthala, cioè il Dio che deve essere venerato, e l'angasthala, l'anima individuale che deve ubbidire e venerare Dio.

  Quest'ultima cade vittima di maya, per cui si ritrova in situazioni dove la sua coscienza appare profondamente mutata. Perciò deve adorare il Supremo in modi altrettanto variegati, a seconda della situazione in cui si trova. Se lo yogi vuole raggiungere la perfezione massima, deve praticare gli esercizi spirituali e abbandonarsi con fiducia nel grembo di Shiva.

  In cosa consistono queste pratiche? In una sorta di bhakti, cioè di servizio devozionale a Shiva, il quale deve essere servito con tutto l'amore e l'adorazione di cui si è capaci.

  Shiva ha due energie: shakti e bhakti. Con la prima crea il mondo, mentre con la seconda libera le anime da tutto ciò che è terreno e dunque illusorio. In un certo senso, non c'è una totale identificazione con Shiva, ma un eterno rapporto d'amore con Lui.

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