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Vacaspatimisra

Nativo del Mithila (Bihar settentrionale), Vacaspatimisra è uno dei grandi nomi della letteratura advaita. Si devono a lui i commentari sulle principali scuole o punti di vista (darsana) della speculazione tradizionale indiana.

Ne scrisse uno nel X secolo sul Brahmasutra bhasya di Samkara, e gli diede il nome di sua moglie: Bhamati.

Vacaspatimisra condusse una tale vita di ascesi e di studio che trascurò completamente i suoi doveri coniugali. Bhamati, sua moglie, da vera compagna indù, non lo rimproverò mai. Ella, al contrario, continuò a servire suo marito con molto amore e attenzione. Quando verso i sessanta anni Vacaspatimisra ebbe terminato il suo Commentario, prese coscienza degli errori commessi nei riguardi di sua moglie e le chiese di perdonarlo. Bhamati gli rispose che il suo solo rammarico era di non aver avuto un figlio che perpetuasse la loro discendenza. Vacaspatimisra, allora, consolò la sua sposa: <<Darò il tuo nome al mio Commentario e farai conoscere la tua vita esemplare di rinuncia alla posterità>>.

Effettivamente, la Bhamati divenne il testo fondamentale di una delle due scuole di interpretazione. L'altra, l'abbiamo visto, porta il nome di Vivaranaprasthana e si rifà intorno al 975, attraverso Prakasatman, a Padmapada.

(Voce tratta Shankara e il Vedanta - Paul Martin Dubost - Edizioni Asram Vidya)

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