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Da migliaia di anni in India si celebra un festival religioso che vede riuniti milioni di pellegrini, sadhu, e religiosi induisti di ogni gruppo. Lo scopo di questo incontro è squisitamente ecumenico: si tratta di 40 giorni di incontro, di musica devozionale, di mantra, di dibattiti filosofici, rappresentazioni sacre, in cui tutti i pellegrini si bagnano insieme nelle acque dei fiumi sacri per celebrare l'universalità della vita spirituale. Questo articolo contiene le informazioni generali su questo grandioso festival e la storia della sua origine, risalente a milioni di anni fa, quando esseri celesti ed esseri demoniaci si allearono per estrarre il nettare dell'immortalità dall'oceano.


CHE COS'E' LA KUMBHA MELA
Il festival della Kumbha Mela si tiene ogni quattro anni a Prayag (Allahabad), alla confluenza dei tre fiumi sacri più famosi dell'India: Gange, Yamuna e Sarasvati. Il punto della confluenza si chiama Triveni sangam, e nel centro della corrente si trova una piccola isola. L'antichità di questo festival è testimoniata dal fatto che il terzo di questi fiumi, la Sarasvati, da circa 3000 anni scorre sotterraneo perché un grave rivolgimento climatico asciugò il suo corso superficiale appunto circa 3000 anni fa; rilevamenti topografici da una sufficiente altitudine hanno confermato agli archeologi l'esistenza di un fiume molto ampio che si riuniva al Gange e alla Yamuna appunto all'altezza di Prayag. Sulle rive di questo antico fiume sorgevano numerose città contemporanee di Mojenho Daro e Harappa, che sono state scoperte recentemente dagli archeologi indiani.
La parola kumbha significa "vaso", "contenitore", e si riferisce al contenitore del nettare divino dell'immortalità dal quale, durante la contesa tra dei e demoni, caddero delle gocce sul pianeta Terra. La Kumbha Mela acquista un significato particolare nell'età dell'Aquario (anch'esso chiamato Kumbha nell'astrologia vedica).
La Kumbha Mela attira ogni genere di pellegrini ed è considerata la più grande riunione di persone e il più grande fenomeno religioso del mondo, poiché durante il periodo principale nella "città della Kumbha Mela", un accampamento temporaneo ma organizzatissimo di tende in riva al Gange, soggiornano ogni volta da 18 a 22 milioni di persone. Eserciti di asceti e pellegrini, appartenenti a oltre 8000 gruppi e istituzioni religiose, si mescolano spalla a spalla, tra il clamore di cembali, corni, conchiglie, invocazioni e preghiere, soprattutto nei momenti più cruciali del bagno rituale alla confluenza del Triveni sangam.
E' il governo indiano che organizza questo grandioso festival, costruendo circa 170 km. di passerelle sulla sabbia con piastre metalliche, altrettanti chilometri di tubazioni di acqua potabile e cavi elettrici, nove ponti e altre strutture e fornendo 1070 ettari di terra per centinaia di migliaia di pandal (grandi tende per incontri spirituali), templi (e altoparlanti!), tende da abitazione normali o di lusso, bagni, cucine, centri di pronto soccorso, mercati interni e così via -- il tutto viene rimosso al termine del festival. Giorno e notte si tengono rappresentazioni sacre e recitazioni delle scritture e delle avventure dei vari avatara divini, canti e cerimonie rituali ai quali tutti possono partecipare liberamente.
Per restituire vigore e purezza all'induismo che stava languendo di fronte a buddhismo, jainismo e islam, nell'VIII secolo Adi Shankaracharya, che secondo le scritture vediche era un'incarnazione di Shiva stesso, istituì alla Kumbha Mela (che già esisteva da tempo immemorabile) la tradizione di svolgere incontri filosofici dove gli esponenti dei vari gruppi potessero discutere della Verità Assoluta e del bene supremo per l'umanità. Questo è in effetti lo scopo principale della Kumbha Mela: ascoltare le istruzioni spirituali e stare in compagnia delle persone sante. Tutto il resto può essere interessante e folkloristico, ma non è veramente essenziale.


DOVE E QUANDO
L'antichissima città santa di Prayag (nello stato dell'Uttar Pradesh) è sempre stata considerata un centro di cultura e religione durante i numerosi millenni della storia indiana, e come tale fu presa particolarmente di mira dagli invasori musulmani sudditi dell'imperatore Akbar, che ne trasformarono addirittura il nome in Allahabad ("la città di Allah"). Nelle scritture vediche viene invece chiamata Prayag, Prayag Raja o Tirtha Raja, che significa "il più importante tra i luoghi dove si celebrano sacrifici". Sulle rive del Gange si trovano quattordici prayaga (luoghi di celebrazione di sacrifici rituali), e Allahabad è sempre stata considerata il più importante, tanto che secondo il Mahabharata persino il signore Brahma, il creatore dell'universo, vi celebrò un grande sacrificio.
Come narra il Ramayana, durante il Treta yuga il Signore Ramachandra, insieme con Sitadevi e Lakshmana, trascorse diversi giorni nell'ashram del saggio Bharadvaja, nei pressi della confluenza dei tre fiumi, il Triveni sangam, prima di partire per l'esilio che sarebbe durato quattordici anni. A circa 132 km da Prayag si trova Citrakuta, la seconda tappa dell'esilio di Ramachandra, dove il Signore soggiornò per diversi anni.
Circa 5000 anni fa, i cinque Pandava accompagnati dalla moglie Draupadi e dalla madre Kunti, visitarono Prayaga, come descrive il Mahabharata (Vana Parva) prima di impegnarsi nella famosa battaglia di Kurukshetra per difendere il regno dai malvagi cugini, i figli di Dhritarastra. L'epica battaglia di Kurukshetra segnò l'inizio dell'era di Kali, l'epoca di discordia e ipocrisia nella quale ci troviamo attualmente.
La Sri Chaitanya Charitamrita riporta che circa 500 anni fa Sri Chaitanya Mahaprabhu visitò Prayaga (a quei tempi già chiamata Allahabad) e Si bagnò nel Triveni sangam per dieci giorni consecutivi, recandoSi anche a visitare il tempio di Bindu Madhava con un seguito di migliaia di persone; fu proprio in quel periodo a Prayaga che Sri Chaitanya trasmise a Rupa Gosvami i Suoi insegnamenti sulla pura devozione a Krishna.
Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, fondatore del Movimento Internazionale per la Coscienza di Krishna (ISKCON) visse a Prayag per alcuni anni e fu iniziato qui da Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura alla Rupa Gaudiya Math di Prayaga. In seguito, dopo la fondazione dell'ISKCON, partecipò alla Kumbha Mela nel 1971 e poi ancora nel 1977, poco prima di lasciare il pianeta.
Anche le cronache storiche di altri paesi dimostrano l'antichità e l'importanza internazionale della Kumbha Mela; nel 302 a.C. lo storico greco Megastene racconta il suo soggiorno di 72 giorni alla Kumbha Mela di Prayaga, dove secondo il suo resoconto parteciparono due milioni e mezzo di persone. Nel VII secolo l'imperatore Harsha invitò alla Kumbha Mela il viaggiatore cinese Hieun Tsang, che nel suo diario lodò la religiosità e la generosità dell'imperatore. La Kumbha Mela venne descritta anche da Mark Twain (1895) nel suo More Tramps Abroad, dove racconta delle moltitudini impolverate che camminano sotto il sole con grande passione e determinazione per recarsi all'appuntamento spirituale, dei "fachiri" con i capelli incollati insieme con sterco di mucca (poiché molti asceti fanno voto di non pettinarsi mai né di tagliarsi i capelli, lo sterco di mucca salda i capelli costruendo una difesa antisettica), degli asceti intenti a vari tipi di austerità e penitenze, e infine della processione di yogi nudi (i Naga Baba) che costituiscono il gruppo di pellegrini più rispettato e temuto.
I Naga Baba sono considerati potentissimi yogi (per la maggioranza maschi, ma anche diverse femmine) e viaggiano sempre in un gruppo foltissimo (circa mezzo milione), completamente nudi e spesso coperti di cenere. Nessuno ha il permesso di avvicinarsi a loro, e quando passa la loro processione la polizia tiene a bada la folla che cerca di raccogliere la polvere toccata dai loro piedi. Si dice che i Naga Baba si spostino smaterializzandosi e rimaterializzandosi attraverso la corrente dei fiumi e i raggi del sole e della luna, grazie ai loro poteri mistici. E' un fatto che nessuno, tra le vaste folle che si dirigono al Kumbha Mela, li vede arrivare né ripartire. Arrivano al Triveni sangam nei momenti più propizi per il bagno rituale (specialmente nella luna nuova del mese di gennaio-febbraio), e dopo che hanno concluso le loro abluzioni e sono usciti dall'acqua il massiccio servizio d'ordine permette al resto della folla di bagnarsi nelle acque sacre.
Oltre a vedere da rispettosa distanza i Naga Baba, alla Kumbha Mela è possibile incontrare numerosi yogi e asceti ma anche molti ipnotisti, maghi e falsi yogi, panda (preti) e guru che approfittano della religiosità dei pellegrini per raccogliere donazioni. Anche gli abitanti del luogo cercano di trarre il massimo vantaggio dalle enormi folle, spesso chiedendo prezzi esorbitanti per traghetti, viaggi in taxi, alberghi e generi alimentari. Un altro pericolo della Kumbha Mela consiste proprio nel numero enorme di pellegrini; qualsiasi zuffa si verifichi specialmente nel momento di entrare nel fiume per le abluzioni rituali può degenerare in un vero massacro dove centinaia di persone vengono schiacciate e soffocate. All'inizio degli anni 50 ci fu un famoso incidente in cui 350 persone rimasero uccise. Da quella volta, il governo organizza un rigido servizio d'ordine, specialmente nei momenti astrologici delle abluzioni rituali.
Per evitare la calca spaventosa, è opportuno recarsi sull'isoletta al centro del Triveni Sangam, con un certo anticipo (preferibilmente la mattina presto) con un traghetto o anche attraversando il fiume a guado, per poi fare il bagno nel fiume sulla sponda dell'isoletta, proprio di fronte alla riva dove si affollano i milioni di pellegrini.
Il periodo astrologico propizio nel quale si tiene questo festival va dalla luna piena del mese di Pausha (gennaio), al famoso Makara Sankranti (5 giorni dopo, è l'ingresso del Sole nel segno del Capricorno secondo il calendario astrologico indiano, che considera la precessione degli equinozi e quindi è leggermente diverso da quello occidentale), alla luna nuova dei Muni ("santi" e yogi, 10 giorni più tardi rispetto a Makara Sankranti), al quinto giorno lunare successivo (Vasanta Panchami, 5 giorni dopo la luna nuova) che celebra l'inizio della primavera in India e festeggia la dea Sarasvati, alla luna piena del mese di Magha (febbraio, 11 giorni dopo Vasanta Panchami) fino a Maha Shiva Ratri (la festa di Shiva, in cui si celebra il suo matrimonio con Parvati, 13 giorni dopo, cioè alla luna nuova successiva). Le date precise, che sono basate sul calendario lunare e non su quello solare e quindi variano da un anno all'altro, possono essere ottenute dai vari centri di cultura vedica presenti in tutto il mondo. Nelle scritture vediche è detto che abitando per almeno tre giorni alla confluenza dei tre fiumi sacri si conquista il paradiso, e bagnandosi nelle acque sacre nei momenti propizi, si ottiene la liberazione dal ciclo di morti e rinascite, purificandosi da ogni peccato.
Ogni anno si tiene una Magha Mela (festival di gennaio) spirituale in uno dei quattro luoghi dove caddero le gocce di nettare dal vaso divino: Prayag (Allahabad in Uttar Pradesh), Nasik (Maharashtra), Ujjain (Madhya Pradesh), e Haridwar (Uttar Pradesh, sui contrafforti dell'Himalaya). A Nasik i pellegrini si bagnano nel fiume sacro Godavari, a Ujjain, nella Ksipra, a Hardvar nel Gange e a Prayag alla confluenza tra Gange, Yamuna e Sarasvati. Prayag è considerata il più importante tra questi quattro luoghi santi, e la Kumbha Mela di Prayag è quella che attira il maggior numero di persone. In cicli di 12 e 144 anni la Kumbha Mela acquista un maggior potere spirituale, e viene quindi chiamata rispettivamente Maha Kumbha Mela e Maha Purna Kumbha Mela. L'ultima Maha Purna Kumbha Mela si è avuta nel 1989, quindi la prossima Maha Kumbha Mela si terrà nel gennaio 2001, poi nel 2013.
A metà del ciclo di 12 anni (cioè ogni 6 anni) si tiene una Ardha Kumbha Mela, leggermente meno importante della Maha Kumbha Mela.

GANGE, YAMUNA, SARASVATI
Questi tre fiumi sacri hanno origine sulle alte vette dell'Himalaya. Il Gange sgorga da una caverna chiamata Gomukha ("bocca di mucca"), ed è considerato il fiume più importante e più famoso dell'India. Le sue acque sono ricche di una dorata argilla naturale che possiede grandi proprietà di purificazione e di guarigione (chiamata tilaka) e che viene usata da tutti i religiosi per decorare il corpo con segni di buon augurio, di disegno diverso a seconda del gruppo di appartenenza.
Il Gange emana dai piedi di loto del Signore dall'oceano Garbhodaka situato al di là della copertura dell'universo materiale, che fu perforata dal piede dell'avatara di Vishnu Vamanadeva quando prese possesso dei "tre passi di terra" offerti dall'imperatore Bali Maharaja, coprendo tutta la vasta estensione dell'universo e urtando addirittura con il piede la sua copertura esterna.
Originariamente il Gange scorreva soltanto sui pianeti superiori (dove si chiama Mandakini), ma un re di nome Bhagiratha la pregò di discendere sulla Terra per purificare e liberare i suoi sessantamila antenati. Compiaciuta dalle grandi austerità di Bhagiratha, Madre Gange accettò di discendere sulla Terra, dove venne accolta nientemeno che dal signore Shiva in persona, dalla cui testa poi scorre sull'Himalaya (dove Shiva risiede sul monte Kailash insieme ai suoi compagi) e nella valle sottostante.
Anche la Yamuna e la Sarasvati hanno origine nella stessa zona dell'Himalaya, ma il fiume Sarasvati diventa sotterraneo dopo circa 100 km. di percorso.
La Yamuna è considerata figlia del Sole e sorella gemella di Yamaraja (il deva che giudica le anime trapassate e risiede a Pitriloka, il pianeta "tribunale" dell'universo). In sanscrito, yama significa infatti "gemello". Le sue acque sono di un profondo blu come la carnagione di Krishna, e infatti questo fiume è strettamente collegato con i divertimenti di Krishna nella zona di Mathura-Vrindavana.
La personificazione del fiume Sarasvati è la dea Sarasvati (chiamata anche Sarada, Vidyadevi o Brahmani), la figlia del signore Brahma che concede la benedizione della saggezza e della conoscenza. Tutti gli studenti e gli studiosi, i musicisti, gli insegnanti e gli artisti adorano la dea Sarasvati per ottenere le sue benedizioni.


LA CITTA' DI PRAYAG (ALLAHABAD)
Si trova a 135 km. ad ovest di Varanasi (Benares) e a 227 km a sud est di Lucknow, l'attuale capitale dell'Uttar Pradesh. E' raggiungibile in aereo da Calcutta, Delhi, Kanpur e Varanasi (Benares), e in treno da tutte le principali città dell'India.
Fu storicamente la capitale dell'impero Gupta, e dopo l'invasione musulmana l'imperatore Akbar (1584) ne fece la sua residenza, e vi costruì il Forte che ancora oggi sorge alla confluenza dei fiumi sacri. Dopo il declino dei Moghul passò nelle mani dei Maratha, fu saccheggiata dai Pathan e infine ceduta dal Nawab di Oudh (allora reggente delle province unite di Agra e Oudh) nel 1801 agli inglesi, e dal 1857 divenne uno dei centri di rivolta contro l'imperialismo britannico. Nel 1920 divenne il centro dell'Indian National Congress, e qui il Mahatma Gandhi presentò per la prima volta il suo programma di disobbedienza civile non violenta per ottenere l'indipendenza dall'impero britannico.
La famiglia Nehru abitava qui; la casa originaria, chiamata Ananda Bhavan, è attualmente un museo storico che conserva oggetti personali appartenuti a Motilal Nehru, Jawaharlal Nehru e Indira Gandhi.
All'interno del forte di Akbar si trova il famoso tempio di Patalpuri, dove cresce un albero baniano considerato immortale, e già descritto nel 643 dal viaggiatore cinese Hiuen Tsang.

L'ORIGINE DELLA KUMBHA MELA
Lo Srimad Bhagavatam, chiamato anche Bhagavata Purana, racconta l'apparizione e le attività delle varie manifestazioni divine (dette avatara) per la creazione, il mantenimento e la distruzione dell'universo. Il gioco divino del mantenimento dell'universo consiste essenzialmente nel bilanciare creazione e distruzione con il costante rinnovamento, nell'intervento divino nella costante lotta tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre. La cultura vedica indica nelle figure dei deva e degli asura la personificazione delle forze del bene e del male; questi dei e demoni abitanti dei pianeti superiori possiedono enormi poteri e una durata di vita molto più lunga rispetto a quella degli esseri umani. Un giorno sui pianeti celesti, per esempio, corrisponde a un intero anno terrestre. I deva sono persone dotate di qualità divine, che seguono gli insegnamenti delle scritture e lavorano per la corretta amministrazione dell'universo, mentre gli asura sono esseri dediti al materialismo, che agiscono soltanto per soddisfare i propri capricci di avidità e potere.
Nell'eterna lotta tra deva e asura ci sono varie vicende molto interessanti dalle quali si possono trarre utili insegnamenti anche per la vita su questo pianeta. In uno di questi episodi, deva e asura decisero di collaborare per estrarre il nettare dell'immortalità dall'oceano di latte. Questa titanica impresa fu aiutata direttamente dal Signore che per l'occasione Si manifestò in diverse forme. Innanzitutto, come Prishnigarbha, trasportò il monte Mandara fino all'oceano di latte (che si trova a Svetadvipa, il pianeta Vaikuntha all'interno dell'universo materiale, dove risiede la forma di Vishnu chiamata Paramatma, Ksirodakasayi Vishnu) perché fungesse da perno. Poi il Signore Si manifestò nella forma di Kurma, l'avatara tartaruga, perché nessun altro essere vivente avrebbe potuto sostenere l'immenso peso del monte Mandara facendogli da perno.
Il serpente celeste Vasuki, principe dei Naga, divenne la corda, e deva e asura insieme si misero a frullare. Il primo prodotto di questo lavoro fu un'opera di purificazione dell'oceano di latte: venne infatti a galla una schiuma velenosa che doveva essere eliminata per procedere alla estrazione del nettare. Queste scorie erano così tossiche che nessun essere vivente, per quanto potente, era in grado di neutralizzarle. I deva pregarono dunque il potentissimo Signore Shiva, che non è un'anima individuale bensì una manifestazione secondaria di Vishnu stesso. La Brahma samhita afferma che il Signore Maha Vishnu, al momento della creazione, posa il Suo sguardo sull'energia materiale e in questo modo Si trasforma in Shiva, proprio come il latte, entrato a contatto con il succo di tamarindo, si caglia. Così Shiva è allo stesso tempo uguale e differente dal Signore Vishnu.
Per salvare l'universo dal potente veleno prodotto come scoria dall'oceano di latte, Shiva lo raccolse con la mano e lo inghiottì trattenendolo nella gola. L'azione del veleno produsse una colorazione bluastra sulla gola di Shiva, che ancora oggi è conosciuto come Nilakantha. Mentre Shiva inghiottiva il veleno, alcune gocce gli caddero di mano e diedero origine ai cobra, agli scorpioni e alle altre creature velenose, animali e vegetali.
Dopo che il veleno fu così eliminato, dall'oceano di latte uscirono la mucca Surabhi (che fu assegnata ai Rishi), il cavallo Ucchaishrava (che fu assegnato a Bali Maharaja, l'imperatore degli asura), l'elefante Airavata (che fu assegnato a Indra, il re dei pianeti celesti), il gioiello Kaustubha (che fu offerto al Signore Vishnu), l'albero Parijata (che fu offerto ai deva), poi le danzatrici celesti chiamate apsara e Lakshmidevi, che scelse di diventare la consorte del Signore Vishnu. In seguito apparvero Varuni, la dea dei liquori, che andò agli asura, e Balachandra, la luna crescente, che fu offerta al Signore Shiva per rinfrescarlo, perché si sentiva poco bene dopo aver bevuto il veleno. Apparvero poi la conchiglia Panchajanya e l'arco Haridhanu, che andarono entrambi al Signore Vishnu, e infine un personaggio splendente, Dhanvantari, che portava un vaso pieno di nettare.
Fino a quel momento la divisione dei prodotti dell'oceano di latte era stata eseguita senza dispute, ma il vaso di nettare costituiva lo scopo dell'impresa, perciò deva e asura cominciarono a strapparselo vicendevolmente di mano. Durante questa lotta quattro gocce di nettare caddero sulla Terra, rispettivamente a Prayag, Nasik, Ujjain e Haridwar, creando piccoli "laghi" di nettare all'interno di vari fiumi sacri, che ogni anno tornano a manifestarsi in quel preciso momento astrologico.
Alla fine gli asura riuscirono a impadronirsi del vaso di nettare e fuggirono, poi cominciarono a litigare tra loro per stabilire chi avrebbe bevuto per primo. Il Signore Vishnu Si manifestò allora nella forma di una donna bellissima, Mohini, e Si avvicinò agli asura offrendoSi di distribuire personalmente il nettare e mettere così fine alla disputa. Gli asura, totalmente affascinati, accettarono, e Mohini chiese a tutti, deva e asura, si sedersi in fila ordinatamente e aspettare il loro turno. Naturalmente Mohini cominciò a distribuire il nettare ai deva, che si preoccupano sempre del buon funzionamento e della protezione dell'universo, e uno dei demoni, Rahu, si travestì da deva e s'infilò in mezzo a Surya (il Sole) e Chandra (la luna). Mentre però stava portando alla bocca la coppa del nettare, Rahu venne scoperto e Mohini gli mozzò la testa con il Suo disco Sudarshana prima che potesse inghiottire: in questo modo il corpo morì ma la testa rimase immortale perché era entrata a contatto con il nettare, diventando uno dei pianeti dell'universo, che causa periodicamente le eclissi di sole e di luna.

a cura di Parama Karuna d.

Tratto da http://www.akhetaton.it/paolamosconi/kumbhamela.htm 

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