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Il Kumbha Mela è l’istaurazione temporanea di una città celeste, la costruzione di un sogno collettivo, la manifestazione della fantastica esistenza sulla terra degli uomini vincolati a Dio.
E’ l’incontro di sadhu e pellegrini provenienti da tutti gli angoli dell’India e, attualmente, del mondo.

In questa enorme città di tende i sadhu, i santi dell’India, sono le star dello show.

In alto vediamo una panoramica a 180 gradi de del territorio del Kumbha Mela. Più lontano, sullo sfondo, si possono vedere i contorni nebbiosi della fortezza di Allahabad dove si incontrano i fiumi Yamuna e Gange (e Sarasvati). A sinistra in primo piano, ci sono alcuni ponti provvisori su un affluente del Gange, che scorre da destra a sinistra. Alla destra estrema, si può vedere il ponte dell’autostrada.
L’intera area fino alla fortezza, da destra a sinistra e per molti chilometri  dietro al ponte dell’autostrada, è pieno di tende.

Il Kumbha Mela è senza dubbio l’evento più importante della vita di un sadhu. Si tiene a Allahabad, Ujjain, Hardwar and Nasik, in cicli di dodici anni, alternati in modo tale che, circa ogni tre anni di tiene un Kumbha Mela. Il ciclo di dodici anni è correlato al movimento del pianeta Giove attraverso lo zodiaco, e quando Giove entra nell’Acquario, (Kumbha), la circostanza è più favorevole. Comunque, per complicare le cose, è collegato anche con il ciclo solare, quando il sole entra nel Capricorno o nell’Ariete, cosicché solo esperti astrologi possono fissare le date esatte; ma la decisione finale spetta ai Naga Baba, particolarmente al Juna Akhara.
La scelta di queste quattro sedi è basata su di un mito riguardante una pentola (kumbha) di ambrosia divina, che fu spezzata durante un combattimento divino per il suo possesso.
E quattro gocce di nettare uscirono e caddero sulla terra, santificando questi quattro luoghi.
Il Kumbha Mela attrae un numero incredibile di persone, qualcosa come centomila sadhu e dieci milioni di cittadini. E’ un’impressionante dimostrazione della fede incrollabile degli Hindu nel bagno sacro e nel darshan dei sadhu come strumenti per lavar via i peccati e purificare la propria anima.

La foto a sinistra risale a 100 anni fa, probabilmente ad un Kumbha Mela. Le tende sono più semplici che oggi ma i sadhu sembrano praticamente gli stessi di oggi. 

Credo, (sebbene ciò non possa essere provato) che il Kumbha Mela sia l’evoluzione dei raduni tribali dell’età della pietra (scanditi anch’essi dalla posizione delle stelle e delle costellazioni), divenuti istituzionalizzati, o che hanno assunto la loro forma attuale (quella di un raduno di sadhu e di popolo) nel periodo di Harappan. Quest’ipotesi spiegherebbe perché vengono tenuti soltanto nel nord-ovest dell’ India.

Nella foto a sinistra le cerimonie di iniziazione del Juna Akhara sulla riva del fiume Shipra a Ujjain durante il Kumbha Mela del 1992.

Vi presero parte circa tremila nuovi discepoli di questo Akhara – dimostrazione evidente che la vita del Sadhu esercita ancora una grossa attrazione.

 Il Kumbha Mela dura circa un mese e ci sono diversi importanti bagni collettivi. L’evento più importante è lo shahi snan, o ‘bagno dell’imperatore’, quando tutti gli Akhara formano una  processione per essere nel punto giusto del fiume, al momento giusto, quando il divino influsso dei pianeti è più favorevole, per saltare in acqua. In passato si verificavano combattimenti tra sette rivali perché tutti volevano essere nello stesso punto, nello stesso momento, ma durante la dominazione inglese furono fissate delle regole, diverse per ogni Mela così che tutte le sette rivali fossero accontentate.

 Al momento dell’iniziazione, questi aspiranti Naga Babas vengono rapati a zero quale segno visibile della loro rinascita nella confraternita dei Sadhu, in questo caso il Juna Akhara.

Ed è un bellissimo spettacolo da vedere. Ma non è soltanto folclore, bensì un’esperienza di liberazione per tutti. Milioni di pellegrini si affollano nel campo dei sadhu, cercando di vedere il maggior numero possibile di Baba, sedendo presso un dhuni, facendo elemosina, ricevendo benedizioni e cibo benedetto, condividendo la magica, spirituale atmosfera. Non poche persone troveranno il loro Guru, facendo un salto nell’incognito e unendosi alla fratellanza dei sadhu. E’ il momento più propizio per prendere una decisione così importante.

Due discepoli assieme al loro guru, Siyam Balak Das, durante il Kumbha Mela. Essi lo considerano non solo il loro insegnante, ma lo servono come loro dio sulla terra.

La permanenza ad un Kumbha Mela è piena di scomodità, che in questo contesto (un pellegrinaggio) forniscono la necessaria austerità (nessuna pena, nessun guadagno).
Ma ci sarà gioia e ispirazione, un sentimento di comunione fraterna che si può provare soltanto in questi raduni.
Per un credente, questa può essere l’occasione della sua realizzazione.
Costruita per poche settimane, la città santa è fatta con materiali economici: canne di bambù, sacchi di stoffa, cartoni, incerati, etc.

 

Amar Das, un Baba della setta degli Udaseen, scuote la sua lunga capigliatura e fuma una sigaretta prima di tuffarsi nel Gange ad Allahabad, dove si unisce al sacro Yamuna ed all’occulto, mitico Saraswati; un luogo molto sacro.

Bengali Baba Ragunath Das


I Kumba Mela di Allahabad sono i più importanti. Tra i sadhu questa città è meglio conosciuta con il suo antico nome di ‘Prayag’, il luogo del ‘sacrificio’. Da tempo immemorabile è stata un famoso luogo di pellegrinaggi (tirtha), situata alla confluenza del Gange marrone, del blue Yamuna e del ‘nascosto,’ mitico Sarasvati sotterraneo: per questo è chiamata la ‘triplice treccia' (triveni). E’ un luogo ricco di potere, un ‘punto di contatto’ tra cielo e terra, e per questo è luogo di incontro per le moltitudini di pellegrini e Baba. Questa confluenza, la sangam, è la più sacra e una delle più utilizzate per il bagno. La terra di questo tirtha è così sacra che, si dice, anche una briciola di essa può purificare da tutti i peccati.

Saraswati Giri, un Naga baba del Juna Akhara, uno dei pochi sadhu di oggi, che sta sempre nudo (e non solo durante il Kumbh, come gli altri Naga babas).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Amar Bharati, il ' baba con un solo braccio’, è stato senza dubbio il più fotografato e il più filmato sadhu di questo Kumbha mela

Ujjain nel 1992

Ujjain è in maggio, e così è il Kumba più torrido. Ed anche asciutto. Buoni alloggi, sebbene la parte più lontana dell’accampamento sia a quasi 25 km di distanza. C’è molto spazio. l’acqua è poco profonda e per questo viene pompata dell’acqua extra.
Nei dintorni di Mahakala Mandir (costruita attorno ad un jyotir linga molto ‘potente’) ci sono le caverne di Bartrihari, (importanti soprattutto per i Nath baba), il Datt Akhara (uno dei più importanti luoghi per i Juna Naga) ed un famoso Mandir di Hanuman: Mangalnath.

Ujjain è anche associata a Bhairava, la festa di Shiva degli Aghori.

 

Shiv Giri, un khareshwari appartenente al Juna Akhara, che ha fatto voto di stare in piedi per un anno, con pellegrini e baba.

 

 

 

 

 

 

 Prayag (Allahabad) in 2001

 Questo Kumba è stato un evento mediatico veramente grande.
Vi hanno partecipato centinaia di giornalisti, registi e fotografi da tutto il mondo. Ogni volta che avveniva qualcosa di spettacolare (come bagni o processioni), dovevano lottare per conquistarsi uno spazio, rubandosi il posto l’un l’altro.
Quasi ad ogni ora del giorno decine di giornalisti circondavano i sadhu più interessanti, come ad esempio Amar Bharati (a sinistra).
Contrariamente alla loro abitudine durante gli altri Mela, i sadhu non sembravano farci molto caso.
Dopo il primo giorno di bagno, comunque, filmati e fotografie sono stati vietati sulle rive per proteggere la privacy delle donne durante il loro bagno sacro.
E’ stato anche il primo Kumba ad essere attivamente pubblicizzato dal governo indiano e dalle agenzie private di viaggio, per i turisti indiani e stranieri. Così adesso i sadhu sono diventati attrazioni turistiche.
C’è da chiedersi quanto, tutto questo potrà influire su futuro dei Kumba, come pure su quello dei sadhu.

Ma dal momento che il turismo è comandato dal dio denaro, non c’è ragione di aspettarsi alcunché di positivo.
Un altro rilevante aspetto di questo Kumba è stata la presenza di un maggior numero di stranieri 'non-turisti' che nei precedenti Kumbha (uno o due migliaia):
Sadhu stranieri (uno, Dipak Giri [a destra] perfino con i suoi discepoli stranieri), allievi stranieri di sadhu indiani, seguaci stranieri di sadhu indiani, e stranieri 'neo-hippies' con tendenze simil-sadhu.
Tutto questo annuncia la nascita di un movimento internazionale dei sadhu? O è solo una moda temporanea?

Oppure tutto questo annuncia la fine dei sadhu "come li conoscevamo"?

Parvat Giri, un sadhu italiano, discepolo di Dipak Giri (a destra) e che è stato un khareshwari --  'un sadhu che sta in piedi' -- per più di due anni. E’ il primo sadhu straniero che abbia mai praticato un esercizio così severo.

 

Dipak Giri, un baba di origine italiana, un Mahant del’ Avahana Akhara.
Ha anche un ashram in Italia, su di una montagna nel mezzo di un parco nazionale.

 

 

 

 

 

 

 

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