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BHŪMI SŪKTA (Inno alla Terra)

La via del cuore, della devozione. L'abbandono al Divino per trascendere il divenire.
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ortica
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BHŪMI SŪKTA (Inno alla Terra)

Messaggio da ortica » 22/04/2020, 15:38

"L'atteggiamento vedico nei confronti della terra - scrive Ramon Panikkar - deriva dall'esperienza primordiale dell'umanità la quale da un lato è ospite, dall'altro frutto della terra. La terra è senza dubbio madre, è vicina all'uomo ma nel medesimo tempo ne è anche estranea, distante. La terra è il fondamento, la base dalla quale emerge tutto ciò che esiste e sulla quale tutto poggia. La terra è la base della vita.

La tensione tra uomo e terra è visibilmente presente ma tra i due non vi è separazione. L'uomo vedico troverebbe incomprensibile qualunque tentativo di dominare o soggiogare la terra. La terra è un oggetto di culto e non di sfruttamento, un oggetto di timore reverenziale e non di curiosità (o ricerca, come si direbbe nei circoli accademici). La ricerca per conoscere la terra è della stessa natura dell'introspezione personale. Nuocere alla terra è un vizio masochistico.

Infine la terra - prosegue Panikkar - è un gigante cosmico, un potere cosmico, colei che riceve preghiere e dispensa benedizioni, la protettrice e l'inscrutabile giudice.
Per l'uomo vedico l'ecologia era una scienza sacra".


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BHŪMI SŪKTA
(Inno alla Terra)

Alta verità, Ordine inflessibile, Consacrazione,
Ardore e Preghiera e Sacro Rituale
sostenne la Terra; possa ella, la dominante Signora
di ciò che è stato e di ciò che sarà,
estendere ampiamente per noi un dominio illimitato.

Indipendente in mezzo agli uomini, la Terra,
adorna di alture e dolci pendii e pianure,
produce piante ed erbe dai vari poteri curativi.
Possa ella estendersi ampiamente per noi, donarci gioia!

Colei sulla quale sono l'oceano, il fiume e tutte le acque,
colei sulla quale sono spuntati cibo e messi del contadino,
colei sulla quale si muove tutto ciò che respira e si agita,
la Terra, possa ella concederci il primo abbondante sorso!

Terra illimitata, che gli Dei, che mai riposano,
proteggono in eterno con cura instancabile,
possa ella stillare per noi l'amato miele,
possa versare su di noi copiosamente il suo splendore!

Conferisci quelle forze vitalizzanti
che vengono, o Terra, dal profondo del tuo corpo,
il tuo punto centrale, il tuo ombelico, purificaci!

Qualunque cosa io scavi fuori da te, o Terra,
possa tu venir subito rifornita!
O Purificatrice, possano i miei colpi non raggiungere mai
i tuoi punti vitali, il tuo cuore!

O Terra, o Madre, disponi la mia sorte
in modo benevolo, così che io sia tranquillo.
In armonia con tutte le potenze del Cielo
ponimi, o Poeta, in grazia e buona fortuna!



Atharva Veda, 12, I (1, 2, 3, 7, 12, 35, 63)
in Ramon Panikkar
I Veda, Mantramañjari
edizioni BUR

cielo
Messaggi: 759
Iscritto il: 01/10/2016, 20:34

Grazie Madre!

Messaggio da cielo » 10/05/2020, 18:27

Oggi è la festa della mamma, la mia è sparita da questo piano di esistenza da parecchi anni, quindi vorrei pensarla e ringraziarla nel cuore caldo di nostra Madre universale: la Terra, Aditi, l'ampia, la sconfinata. Lei ci accompagna fino all'ultimo respiro, e in lei torniamo come polvere di memorie.

L'atteggiamento vedico nei confronti della terra deriva dall'esperienza primordiale dell'umanità la quale da un lato è ospite e dall'altro frutto della terra. La terra è senza dubbio madre, è vicina all'uomo, ma nel medesimo tempo ne è anche estranea, altra e distante.
La terra è il fondamento, la base dalla quale emerge tutto ciò che esiste e sulla quale tutto poggia. La terra è la base della vita.


Dopo migliaia di anni l'uomo chiama ancora madre la terra, quasi un luogo comune, già ai tempi vedici era Lei ad essere chiamata madre di tutti.
Viene istintivo, anche nei bambini: la terra è la madre di tutti, brutti e belli, buoni e cattivi, bipedi e millepiedi...Da lei viene il cibo che accresce i nostri corpi.
Eppure, a volta la terra si scuote o genera strane infinitesime creature a mostrare che l'infinitamente piccolo è in stretta connessione con l'infinitamente grande, per fare il miracolo della Cosa unica.

La Terra è la base della vita, quando è considerata come un essere divino, come accadeva ai tempi vedici, occupa sempre un posto speciale tra gli Dei.

C'è un solo inno nel rig-veda rivolto a pṛthivī, la terra anche se in numerosi inni essa viene lodata unitamente al cielo, dyu.

Le donne e gli uomini dei tempi vedici chiamavano Cielo e Terra padre e madre, non solo delle creature terrestri ma anche degli Dei.
Troviamo la medesima tradizione in molte altre culture.

In un inno vedico funebre la terra viene descritta come una madre gentile che riceve il figlio morto nel suo seno preservandolo dalla dissoluzione

Un altro inno canta:

Chi ci restituisce a Aditi, la grande illimitata?
Vorrei vedere mio padre e mia madre.


L'inno più famoso è indubbiamente il bellissimo inno alla Terra sopra riportato in cui viene descritta proprio come la madre universale, dispensatrice di ogni sorta di beni e di felicità.

Gli antichi veggenti descrivono la terra con uno strabiliante rigore scientifico.

I primi versi sono dedicati alle origini della terra quando era ancora nascosta allo stato fluido in seno alle acque primigenie dove si stava forgiando un bel sassolino dalla zangolatura di quel latte cosmico denso di stelle.

Segue una desrizione molto "spaziale", geografica: colline e pianure, cime innevate, deserti, oceani, fiumi e laghi, ruscelli, alberi, rocce e pietre...

La terra è la sede di ogni profumo, di ogni rimedio.

Ricca di tesori sotterranei, di gemme cristalli, oro...

Nell'inno, la terra viene descritta poi come dimora delle persone, come il luogo dove le persone si incontrano, ridono, cantano, danzano e trovano la loro felicità.

La terra ha molte rughe sulla sua pelle, su di essa si trovano tutti i sentieri che gli uomini e le donne percorrono avanti e indietro.
Sono sue le strade, e le vie d'acqua che l'umanità utilizza per spostarsi, suoi anche i luoghi d'atterraggio per i veicoli che solcano il Cielo.

Nel mondo vedico la terra è protetta dagli dei, essa è il veicolo di Agni, il fuoco universale, che vive nelle profondità del suo utero.

E' la dimora di tutte le creature viventi, di armenti e cavalli, degli animali della foresta, di cervi e uccelli, di rettili e di creature a due o più zampe.

La terra, infine, è un gigante cosmico, un potere cosmico, è colei che riceve preghiere e dispensa benedizioni, la protettrice e l'inscrutabile giudice. Per l'uomo vedico l'ecologia era una scienza sacra.


Grazie Madre! Lasciaci percorrere il tuo grande corpo e sostienici in tutti i passi che la Vita ci chiama a compiere.

shanti

* riferimenti in corsivo tratti da Ramon Panikkar, I Veda, Mantramañjari, edizioni BUR

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