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Sai Baba - Veleno per pane quotidiano

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cielo
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Sai Baba - Veleno per pane quotidiano

Messaggio da cielo » 29/03/2020, 12:30

Pubblico integralmente il discorso di Sai Baba del 9 marzo 1968 perchè mi ha particolarmente colpito e ne condivido la riflessioni.
Le descrizioni, i "quadretti dell'umanità" che Sai Baba fa nel suo discorso, mi suscitano paralleli con il tempo così difficile che ci troviamo a condividere.
Mi permetto di grassettare alcui passaggi che mi sono arrivati diretti al cuore, accompagnati dalla voce di Papa Francesco.

Buona domenica, shanti


Veleno per pane quotidiano

[1] Il solo raggio di speranza in questa cupa atmosfera fatta di paura e violenza, di crudele e forzato conformismo, d’odio e persecuzione, è la Pace che l’uomo può conquistarsi per mezzo della disciplina spirituale e del controllo di sé.

Quella Pace pervaderà e purificherà sia la sua coscienza interiore, sia l’atmo­sfera esterna.

La pratica spirituale è il respiro vitale dell’uomo, mentre la lotta per il potere, la ricchezza e l’ostentazione sono un fiato velenoso. Da povero stolto, l’uomo brama l’aria che lo distruggerà, il cibo che lo tormenterà e la bevanda che lo svilirà. Egli trae piacere nel rovinare la sua natura e nel negare la sua eccellenza. Ecco la tragedia della civilizzazione.

[2] Egli nega anche l’intrinseca eccellenza del mondo, che lo circonda. Rifiuta di vedere in esso l’opera di Dio, che traspare dalla bellezza, dall’armonia, dalla melodia, dalla verità, bontà, amore, comprensione, come pure dall’ordine e dal sapere, che sono manifesti in tutto ciò che colpisce l’occhio e colma la mente. L’uomo si gloria della sua cecità e l’innalza sino a farne una filosofia chiamata ateismo!

Scarta l’uva perché acerba, prima ancora d’aver teso la mano ad afferrare il grappolo; considera il mare poco profondo, prima ancora di essersi tuffato. La ricerca della Verità, che è Dio, è volo troppo arduo per le sue deboli ali.

Non stupisce che egli sia sopraffatto dalla paura e dalla fragilità e non potrà sfuggire loro, finché striscia nel fango e non s’innalza verso la Luce.

[3] La gente afferma che tutto ciò è il sottile effetto del tempo.

Che cos’è esattamente il tempo?

Non è altro che l’affondare della radice, il maturare del frutto, il mutare un’abitudine in una tradizione.

Senza di ciò, il tempo non è altro che il girare di una ruota. Il tempo ha donato all’India un’eredità preziosa: Sahana, tolleranza delle diversità; Sathyam, aderenza alla Verità; Mâtrubhâvam, rispetto per la Madre, quale vera educatrice che ci ha donato la vita; Dharma, sostegno fondamentale di una società stabile, sotto forma d’integrità, servizio, compassione, ecc. Tal eredità è, tuttavia, rinchiusa nei libri e proclamata dai palchi, ma mai praticata nella vita quotidiana.

[4] Oggi il veleno è il pane quotidiano dell’uomo.

I suoi occhi si deliziano di veleno; la sua bocca sputa veleno; le sue orecchie si drizzano quando si declama veleno; i suoi piedi lo conducono in covi di veleno; la sua mente elabora progetti per avvelenare altre menti!

Solo Dio può inghiottire il veleno e salvare il mondo dall’olocausto, come fece Shiva inghiottendo il veleno Hâlâhala (letale veleno emerso dal rimestamento delle Acque Primordiali), che minacciava di distruggere il mondo. Meditate su Shiva, la cui gola è blu a causa del veleno che bevve; il veleno diverrà così innocuo e non vi farà male.

Vi chiamo, affinché mi portiate e mi offriate tutto il veleno che è in voi. Prendete da Me salute, gioia, il Paradiso stesso. Il Kalpavriksha (albero dei desideri del Paradiso) nel cuore umano è soffocato dalle male erbe e dai rovi; liberatelo dalle erbacce infestanti e l’albero crescerà e fruttificherà.

[5] Dovete riconoscere Dio in chiunque incontrate, vedetelo in tutto ciò che maneggiate.

Il Suo mistero è immanente in tutto ciò che è materiale ed immateriale. Di fatto, si è scoperto che non esiste materia o materialità.

Tutto è Dio, tutto è espressione del Suo mistero.

Cercate gioia alle fonti della gioia entro di voi e fuori di voi; avanzate, non statevene fermi, non arretrate; ogni minuto trascorso deve marcare un passo in avanti. Gioite del fatto che esso vi è dato, per riconoscere Dio in tutto, per cantare la Sua Gloria in ogni occasione, per sentire parlare di Lui e per condividere la Sua Presenza con altri. Dio ha le Sue Mani in ogni opera, i Suoi Piedi in ogni proposito, i Suoi occhi oltre ogni orizzonte, il Suo volto davanti ad ogni volto: ecco quanto afferma la Bhagavad Gîtâ.
Voi che leggete la Gîtâ, potete testimoniare l’esattezza di tal assunto, soltanto se avete fede in essa e vivete nella sua luce.

[6] Ora accenderò la lampada che arderà, mentre voi offrite Bhajan per dodici ore ininterrotte. Venkatavadhani asserì poco fa che essa arderà chiara e brillante, se voi l’alimentate con uno dei tre oli: Bhakti, devozione - Jñâna, saggezza spirituale - Vairâgyam, distacco. Non è così: dovete averli tutti tre, poiché sono gli elementi di un’unica lampada; essi sono come la lucerna, l’olio e lo stoppino.
La lucerna è la devozione; l’olio è il distacco e lo stoppino è la saggezza, il quale viene acceso mediante il fiammifero di Shraddhâ, la fede perseverante.

(Sai Baba, Hyderabad, 9 Marzo 1968.Vijayanagar Community Hall.)

Immagine
Foto di Corneliu Tofan

cielo
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L'anziano bramino

Messaggio da cielo » 30/03/2020, 19:17

Cercavo una fotografia per accompagnare quel discorso dal titolo inquietante che ho pubblicato: veleno per pane quotidiano.
Molto evocativo di questi tempi. Volevo attenuarne l'impatto che mi aveva suscitato per la crudezza di certi passaggi, ma anche accendere in me stessa il fuoco e trovare un simbolo evocativo di quell'esortazione di Sai Baba: Cercate gioia alle fonti della gioia entro di voi e fuori di voi; avanzate, non statevene fermi, non arretrate; ogni minuto trascorso deve marcare un passo in avanti.

Quindi, cercavo un'immagine che trasmettesse quella costanza nell'osservazione interiore necessaria perchè il proprio fuoco possa ardere, fiammella in una lucerna, tra le tante accese su questo pianeta in movimento nello spazio.
Poi mi sono diretta alla galleria fotografica di un caro amico per trovare un suo album che ricordavo dedicato alla Luce dell'India.
Così, scorrendo le immagini, sono stata catturata dallo sguardo del vecchio bramino, dal suo viso scavato e sofferente.
Eppure lo sguardo convertiva il dolore e la decadenza evidente del corpo fisico in preghiera alla Divinità d'elezione e offerta di sè incondizionata. Nel suo sguardo mite e amorevole c'era la forza, oltre quello che mostrava il corpo scarno e consunto.
Una forza da coltivare, in noi.

Ricevo e trasmetto la successiva nota esplicativa dell'autore e della partecipante allo scatto fotografico che gentilmente mi hanno inviato:

Il bramino era in un tempio antico del Tamil Nadu, ma non riusciamo a ricordare quale. Era almeno dieci anni fa.
Straordinariamente vivida invece l'emozione.
Ci avevano detto che lui era il più vecchio bramino del tempio e che rimaneva sempre a guardia di quella divinità.
Era sofferente per l'età del corpo, ma voleva fortemente essere lì ogni giorno, a qualunque costo.

Mi sono avvicinata e l'ho salutato.
Poi sono riuscita solo a piangere. Per la tenerezza, la gioia e lo splendore di quell'uomo. Un Darshan che mi tolse la parola per qualche ora...

Mauro
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Re: Sai Baba - Veleno per pane quotidiano

Messaggio da Mauro » 08/04/2020, 8:26

E certo. Piangiamo, ma nel vedere come un uomo si riduce per adorare un oggetto, vestirlo, incensarlo, inondarlo di latte zucchero e ghee, mentre lui si consuma nelle carni...piangiamo, si, per l'ingiustizia che quella immagine mostra, e che mi porterebbe ad abbattere a martellate quelle statue

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Fedro
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Re: Sai Baba - Veleno per pane quotidiano

Messaggio da Fedro » 08/04/2020, 10:05

Mauro ha scritto:
08/04/2020, 8:26
E certo. Piangiamo, ma nel vedere come un uomo si riduce per adorare un oggetto, vestirlo, incensarlo, inondarlo di latte zucchero e ghee, mentre lui si consuma nelle carni...piangiamo, si, per l'ingiustizia che quella immagine mostra, e che mi porterebbe ad abbattere a martellate quelle statue
Ciao Mauro, una domanda mi sorge😊
Ingiustizia: rispetto a quale idea pretesa di giustizia personale?

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Re: Sai Baba - Veleno per pane quotidiano

Messaggio da cielo » 08/04/2020, 12:09

Mauro ha scritto:
08/04/2020, 8:26
E certo. Piangiamo, ma nel vedere come un uomo si riduce per adorare un oggetto, vestirlo, incensarlo, inondarlo di latte zucchero e ghee, mentre lui si consuma nelle carni...piangiamo, si, per l'ingiustizia che quella immagine mostra, e che mi porterebbe ad abbattere a martellate quelle statue
certamente anche questa è una visione. Non avendo alcun mondo da salvare accogliamo chi adora gli oggetti e chi piange nell'accostare qualcuno che, in nome di una fede, vera o presunta, di valore o meno, dedica la vita all'adorazione e all'adempimento di un dovere discendente da casta o religione che sente come proprio e che lo sostiene anche nella vecchiaia e nel decadimento fisico.
Come diceva mia nonna, il mondo è bello perchè è vario.

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Re: Sai Baba - Veleno per pane quotidiano

Messaggio da Mauro » 08/04/2020, 13:50

Fedro ha scritto:
08/04/2020, 10:05
Mauro ha scritto:
08/04/2020, 8:26
E certo. Piangiamo, ma nel vedere come un uomo si riduce per adorare un oggetto, vestirlo, incensarlo, inondarlo di latte zucchero e ghee, mentre lui si consuma nelle carni...piangiamo, si, per l'ingiustizia che quella immagine mostra, e che mi porterebbe ad abbattere a martellate quelle statue
Ciao Mauro, una domanda mi sorge😊
Ingiustizia: rispetto a quale idea pretesa di giustizia personale?
Ah ah ah.
"Pretesa"?
No, visione.
Non pretendo proprio nulla.
Vedo solo come inutile spreco confidare in statue di pietra ed inondarle di cibo rispetto ad una popolazione che muore di fame e di malattie.

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Mauro
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Re: Sai Baba - Veleno per pane quotidiano

Messaggio da Mauro » 08/04/2020, 13:52

cielo ha scritto:
08/04/2020, 12:09
Mauro ha scritto:
08/04/2020, 8:26
E certo. Piangiamo, ma nel vedere come un uomo si riduce per adorare un oggetto, vestirlo, incensarlo, inondarlo di latte zucchero e ghee, mentre lui si consuma nelle carni...piangiamo, si, per l'ingiustizia che quella immagine mostra, e che mi porterebbe ad abbattere a martellate quelle statue
certamente anche questa è una visione. Non avendo alcun mondo da salvare accogliamo chi adora gli oggetti e chi piange nell'accostare qualcuno che, in nome di una fede, vera o presunta, di valore o meno, dedica la vita all'adorazione e all'adempimento di un dovere discendente da casta o religione che sente come proprio e che lo sostiene anche nella vecchiaia e nel decadimento fisico.
Come diceva mia nonna, il mondo è bello perchè è vario.
E se magari in quel mondo non si sprecasse il cibo per statue di pietra e lo si desse a chi ha fame sarebbe meglio.

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Re: Sai Baba - Veleno per pane quotidiano

Messaggio da cielo » 08/04/2020, 14:14

Mauro ha scritto:
08/04/2020, 13:52
cielo ha scritto:
08/04/2020, 12:09
Mauro ha scritto:
08/04/2020, 8:26
E certo. Piangiamo, ma nel vedere come un uomo si riduce per adorare un oggetto, vestirlo, incensarlo, inondarlo di latte zucchero e ghee, mentre lui si consuma nelle carni...piangiamo, si, per l'ingiustizia che quella immagine mostra, e che mi porterebbe ad abbattere a martellate quelle statue
certamente anche questa è una visione. Non avendo alcun mondo da salvare accogliamo chi adora gli oggetti e chi piange nell'accostare qualcuno che, in nome di una fede, vera o presunta, di valore o meno, dedica la vita all'adorazione e all'adempimento di un dovere discendente da casta o religione che sente come proprio e che lo sostiene anche nella vecchiaia e nel decadimento fisico.
Come diceva mia nonna, il mondo è bello perchè è vario.
E se magari in quel mondo non si sprecasse il cibo per statue di pietra e lo si desse a chi ha fame sarebbe meglio.
Per quel che ne so io le offerte dei templi alla sera vengono distribuite come prasad (cibo benedetto) ai bisognosi

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Re: Sai Baba - Veleno per pane quotidiano

Messaggio da Fedro » 08/04/2020, 14:26

Mauro ha scritto:
08/04/2020, 13:50
Fedro ha scritto:
08/04/2020, 10:05
Mauro ha scritto:
08/04/2020, 8:26
E certo. Piangiamo, ma nel vedere come un uomo si riduce per adorare un oggetto, vestirlo, incensarlo, inondarlo di latte zucchero e ghee, mentre lui si consuma nelle carni...piangiamo, si, per l'ingiustizia che quella immagine mostra, e che mi porterebbe ad abbattere a martellate quelle statue
Ciao Mauro, una domanda mi sorge😊
Ingiustizia: rispetto a quale idea pretesa di giustizia personale?
Ah ah ah.
"Pretesa"?
No, visione.
Non pretendo proprio nulla.
Vedo solo come inutile spreco confidare in statue di pietra ed inondarle di cibo rispetto ad una popolazione che muore di fame e di malattie.

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Sfamiamo comunque un idea personale di giustizia.
Comunque ok.

Mauro
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Re: Sai Baba - Veleno per pane quotidiano

Messaggio da Mauro » 08/04/2020, 15:24

Fedro ha scritto:
08/04/2020, 14:26
Mauro ha scritto:
08/04/2020, 13:50
Fedro ha scritto:
08/04/2020, 10:05
Mauro ha scritto:
08/04/2020, 8:26
E certo. Piangiamo, ma nel vedere come un uomo si riduce per adorare un oggetto, vestirlo, incensarlo, inondarlo di latte zucchero e ghee, mentre lui si consuma nelle carni...piangiamo, si, per l'ingiustizia che quella immagine mostra, e che mi porterebbe ad abbattere a martellate quelle statue
Ciao Mauro, una domanda mi sorge😊
Ingiustizia: rispetto a quale idea pretesa di giustizia personale?
Ah ah ah.
"Pretesa"?
No, visione.
Non pretendo proprio nulla.
Vedo solo come inutile spreco confidare in statue di pietra ed inondarle di cibo rispetto ad una popolazione che muore di fame e di malattie.

Vediti "Devi" di Satyajit Ray
Sfamiamo comunque un idea personale di giustizia.
Comunque ok.
Mi dispiace constatare che la tua personale idea di giustizia sia far affamare la gente per sfamare una statua.
Hai ragione, ciascuno si nutra della propria.
Bon ápetit

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