Il gruppo che cura Vedanta.it inizia ad incontrarsi sul web a metà degli anni 90. Dopo aver dialogato su mailing list e forum per vent'anni, ha optato per questo forum semplificato e indirizzato alla visione di Shankara.
Si raccomanda di tenere il forum libero da conflittualità e oscurità di ogni genere.
Grazie

Presentazione RichiD

Se siete appena appena iscritti, dovete scrivere una vostra presentazione che racconti il vostro percorso, prima di potere scrivere altrove. Ogni presentazione poco seria determina la cancellazione dell'utente.
Rispondi
RichiD
Messaggi: 4
Iscritto il: 15/08/2019, 20:52

Presentazione RichiD

Messaggio da RichiD » 30/09/2019, 14:23

PRESENTAZIONE

Ringrazio per l'attivazione del mio account!

Quella che segue è una mia breve presentazione, seguita da un esperienza da me vissuta, in uno dei miei viaggi alla ricerca della Verità ultima.
Si va in Messico, prima di iniziare, colgo l'occasione per salutare tutti i membri di questo forum che la leggeranno.

Premettendo che tutto ciò di cui parlerò potrebbe trattarsi di un evanescente fenomeno mentale e quindi null’altro che un illusione nell’illusione...

A beneficio del dubbio, resto aperto a qualsiasi tipo di confronto ed espongo quanto da me esperito, con la massima umiltà di chi si ritiene un appassionato in materia e non uno studioso. Avendo vissuto un esperienza prima, per poi solo dopo, aver trovato correlazioni teorico – pratiche, chiedo un parere\opinione su ciò che è stato, ascoltandovi con piacere.

Innanzitutto ... mi chiamo Riccardo e vi scrivo da Napoli.
Gli ultimi dieci anni della mia vita, li ho dedicati quasi interamente alla ricerca senso delle risposte alle tre domande da un milione di dollari ciascuna: Chi sono? Da dove vengo? Perché sono qui?

Pur di trovare risposte soddisfacenti, guidato da un indescrivibile moto\passione mi sono trovato a rinunciare ad uno “stile di vita normale” e a due brillanti carriere ( intraprese e poi lasciate, perché controproducenti in quel momento al fine ultimo) in ambito navale\crocieristico.

Tanti libri letti, tanti confronti avuti (molti dei quali anche con dei “big” del panorama esoterico italiano) che mi hanno lasciato a bocca asciutta e con quella sensazione che non fosse quello, ciò che stavo cercando.

Malgrado non si trattasse di meri ciarlatani , tipici della new age odierna e della spiritualità da bancarella, in essi quasi mai ho riscontrato interessi comuni.

Ritenendomi del tutto disinteressato alla ricerca di potere, al fenomeno del momento, al ritualino nel quale dai per ricevere ecc.. difficilmente ho trovato ricercatori degni di nota.

Sono sempre stato alla larga da ordini iniziatici, scuole di ogni tipo, gruppi di vario genere in quanto anche la ho sempre percepito “doppi fini poco chiari” e nulla di autentico.

Solitario, con la vita come mezzo, guidato da ciò che sento, cosi andavo avanti!

Qui ci sarebbero tante cose da raccontare, ma non vi voglio annoiare, quindi arriverò al punto.

Qualche anno fa parto per il Messico. Nel mezzo di una traversata in jeep, per visitare un luogo al confine con gli USA, con lo sguardo verso il cielo, rifletto sulla mia vita a ritroso, osservando, come io abbia abbandonato tutto pur di trovare quelle risposte che tardavano ad arrivare.

Provi rabbia, sconforto, frustrazione e un grande senso di fallimento, da dentro urlai con tutto me stesso rivolgendomi a quel Dio, al quale non ho mai dato un nome e una forma, dichiarando che a qui a breve, se non avessi avuto le risposte che da tempo cercavo, presto avrei rinunciato alla ricerca, soffocando quel “sentire che ti porta a ... “ colpevole di carriere abbandonate, possibilità lasciate, situazione economica precaria, vita in solitudine ecc... per ritornare ad una vita basata solo sulla ricerca del piacere e del godimento sensoriale.

Passò qualche giorno, mi dimenticai di quanto accaduto nei giorni precedenti nella jeep, e all’ultimo minuto scelsi di prendere parte ad un rituale sciamanico chiamato la “Morte nel deserto”.

In fin dei conti ero là per quello, il mio sentire mi aveva portato li, ma ne avevo paura, quindi ci misi un po’ prima di andare dallo sciamano per dar il via al rituale.

Il rituale prevedeva l’assunzione di una sostanza psicotropa allucinogena e si svolgeva in forma individuale, con l’ausilio di canti in lingua nativa ed alcuni strumenti musicali come maracas.

Cosi diedi il via, e da li a poco feci una delle esperienze più significative della mia vita. (Credo che si tratti di ciò che nel Vedanta Advaita è chiamato Brahman Nirguna).

Non ci sono parole per descrivere l’esperienza ...

Rientrato in Italia ho iniziato ad accostarmi al Vedanta Advaita, prima non sapevo cosa fosse e leggendo i testi (li ho letti quasi tutti) tradotti e commentati da Raphael, ho trovato la descrizione perfetta e minuziosamente dettagliata di quanto vissuto e compreso durante l’esperienza.

A colpirmi di più, per la grande attinenza riscontrata, sono state le tre fasi, veglia, sonno, sonno profondo (dove si è autocoscienti ed osservatori del “nulla”) e il Quarto stato (l’apice dell’esperienza il Brahman Nirguna) al quale non mi sento di aggiungere nient’altro a quanto già letto su di esso.

D’interesse è stato anche analizzare i vari stati di samadhi, in quanto anche questi, durante l’esperienza è come se si susseguissero uno dopo l’altro, in un decollo che poi porta alla fusione con l’Assoluto, (nirvikalpa samadhi?)

Aver vissuto Quello, ed aver l’opportunità di meditare su Quello credo sia una dono meraviglioso.

Credo che l’esperienza vissuta sia al 100% autentica (perchè per la prima volta si ha coscienza di vivere il Reale) e ci sarebbe tanto da dire in merito e mi piacerebbe avere un vostro parere.

I Veda parlano di Soma, alcuni dicono che sia una sostanza psicotropa può essere ciò vero?

Meditare, contemplare l’esperienza vissuta induce a volte ad esperienze simili.

Durante la contemplazione di quello stato (che non sempre avviene), si ha una percezione tale come se il corpo fisico evaporasse e restasse solo coscienza. Sembra di essere nello stato di sonno profondo ma in piena consapevolezza... e da li si potrebbe fare un passo in più, ma il cuore batte a mille ... e la paura per la velocità del battito cardiaco non mi ha mai permesso di andare oltre, senza prima confrontarmi con qualcuno.

Cosa potrebbe accadere? Fusione con l’Assoluto? Arresto cardiaco? Entrambe? Sto impazzendo ed è tutto un fenomeno?

Inutile dire che non ho mai più fatto esperienze con uso di sostanze. In quanto sono più che sicuro che ciò che c’era da vedere è stato visto ed ora tocca realizzarlo e stabilizzarlo.

Ci sono state anche altre esperienze vissute, non in fase meditativa\contemplativa (per intenderci direi “ad occhi aperti” magari camminando per strada) di estasi, forte calore e visione della realtà “diversa” all’ordinario.

Secondo voi, tutto quanto sinteticamente esposto, può essere ricondotto a delle autentiche esperienze, descritte anche nei testi sopra menzionati?

Può succedere che in stati meditativi\contemplativi il cuore inizi a battere all’impazzata? O si sta pasticciando?

Conoscete altre persone che hanno fatto esperienze simili, magari anche mediate l’uso di sostanze psicotrope?

Io ne conosco tante ma nessuno ha mai vissuto quel tipo d'esperienza, altrimenti non continuerebbero a fare ciò che fanno...

Con questo concludo, vi ringrazio per l’ascolto e vi auguro una buona giornata.

RichiD

latriplice
Messaggi: 533
Iscritto il: 05/12/2016, 14:19

Re: Presentazione RichiD

Messaggio da latriplice » 30/09/2019, 15:26

"Cosa potrebbe accadere? Fusione con l’Assoluto? Arresto cardiaco? Entrambe? Sto impazzendo ed è tutto un fenomeno?"

Buongiorno,

essendo questa una realtà non duale, nessuna fusione è contemplata. Tali domande non le avresti poste se tu comprendevi cosa si intende per advaita.

"A colpirmi di più, per la grande attinenza riscontrata, sono state le tre fasi, veglia, sonno, sonno profondo (dove si è autocoscienti ed osservatori del “nulla”) e il Quarto stato (l’apice dell’esperienza il Brahman Nirguna) al quale non mi sento di aggiungere nient’altro a quanto già letto su di esso."

Perché? Non hai compreso di essere il Brahman? Se il metodo (sadhana) è la conoscenza che ha come scopo risolvere l'ignoranza (avidya), la lettura che hai fatto sui tre stati esistenziali non ha assolto il suo compito? Non ti sei riconosciuto nel Quarto?

Tieni conto che Il Brahman non può essere esperito perché non è oggettivabile come esperienza discreta, anche se fondamentalmente tutto ciò di cui stai facendo esperienza, anche la più ordinaria come pulirsi.... i denti, è Brahman.

ortica
Messaggi: 209
Iscritto il: 17/03/2017, 10:29

Re: Presentazione RichiD

Messaggio da ortica » 30/09/2019, 16:46

Buonasera RichiD,

il tuo racconto del momento in cui hai invocato il Divino, animato da una sorta di rabbia-amore, affinché si mostrasse e rispondesse finalmente alle tue domande mi ha fatto tornare alla mente un episodio della vita di Ramakrishna Paramahamsa, il quale, grande devoto della Madre Divina e servitore in un tempio a lei dedicato, così descrisse la prima visione della Madre:
"Mi sembrava che il cuore mi venisse strizzato come fosse un asciugamano bagnato ed ero sopraffatto da una grande agitazione e dalla paura di non essere stato destinato a raggiungere la realizzazione di Lei in questa vita. Non ce la facevo più a sopportare di essere separato da Lei. Non pensavo che valesse la pena di vivere. All’improvviso, appena vidi la spada che era conservata nel tempio della Madre, decisi di farla finita. Ma non appena balzai in piedi come un matto e la afferrai, all’improvviso la Madre benedetta si rivelò. Gli edifici con tutte le loro diverse parti svanirono, così come il tempio e tutto il resto attorno, senza lasciare traccia, ed al loro posto vidi un Oceano di Consapevolezza, illimitato, infinito e splendente. A perdita d’occhio, ondate di luce mi assalivano furiosamente da ogni parte con un rumore terrificante per inghiottirmi!
Ansimante, fui preso dall’eccitazione e caddi a terra privo di sensi. Non sapevo più cosa stesse succedendo nel mondo esterno, ma dentro di me c’era un continuo fluire di un’indescrivibile felicità, completamente nuova e sentii la presenza della Madre Divina”.
Dalle sue labbra, quando riprese conoscenza, si sentì la parola “Madre”.
(da Il Vangelo di Sri Ramakrishna, volume I, edizioni I Pitagorici)

Tuttavia c'è una differenza con l'esperienza che hai descritto: Ramakrishna, sopraffatto dalla frustrazione del desiderio di unirsi alla sua amata, non potendone più di vivere senza di lei, afferrò la spada per uccidersi e, solo allora, la Madre si rivelò in tutto il suo splendore magnifico e terrificante.
Tu hai promesso al Divino che, se non si fosse rivelato, se non avesse risposto alle tue domande, saresti tornato alla vita "mondana" approfittando di tutti i piaceri sensoriali che essa puó offrire.
Intendiamoci, non mi permetto di criticarti, di Ramakrishna se ne contano sulle dita di una sola mano per ogni generazione e tutti gli altri, se gli va bene, sono come me e te: cercatori, a volte paurosi, a volte dubbiosi, quasi sempre saldamente attaccati a questa vita.
È bene sapere ciò che si è, qui e ora, perché se non so chi sono e dove sono come posso incamminarmi? Da quale punto parto?

Tu hai avuto un'esperienza, indotta da sostanze psicotrope e, forse, da un uso sapiente della musica.
Eviterei di definirla, di darle necessariamente un nome.
Patanjali negli Yoga Sutra sostiene che alcune sostanze, insieme alla nascita, ai mantra, all'ascesi e al samadhi, possano essere causa delle siddhi. Cosa sono le siddhi? Spesso il termine viene tradotto con poteri, ma sarebbe preferibile utilizzare la parola perfezioni, oppure realizzazioni, tanto è vero che la siddhi suprema è considerata la realizzazione del Brahman Nirguna per identità.
Sostiene, poi, Patanajali che le siddhi inferiori sono di ostacolo al sadhaka, distraendolo dal suo obiettivo.
Potremmo, quindi, ritenere che la tua esperienza con lo sciamano sia stata la rivelazione di una siddhi? Probabilmente si, ma al momento per te si tratta di un ricordo e non più di un'esperienza vivente.
Inoltre, come già scritto da latriplice, il Brahman Nirguna non si sperimenta, si è.
Te ne puoi convincere facilmente se solo rifletti sul fatto che un'esperienza, anche la più elevata, richiede necessariamente uno sperimentatore e uno sperimentato, ovvero una dualità.
Brahman Nirguna è Advaita, non duale.
Inoltre é incausato, il che significa che nessuna azione, nessuna droga, nessun samadhi possono essere causa della realizzazione.

Per quanto riguarda l'aumento della frequenza del battito cardiaco che hai riscontrato in alcune circostanze, potrebbe essere causata dall'emozione della paura, paura di perdersi probabilmente, paura di morire, di non essere.
Il che, mi pare, sia del tutto umano, è un'esperienza che condivido profondamente.

Ancora Ramakrishna, insieme a Ramana e altri conoscitori, soleva dire ai suoi discepoli che il desiderio del Divino, per realizzarsi, deve essere tanto potente ed assorbente da annullare ogni altro desiderio, esattamente come il desiderio dell'aria da parte di un essere umano che sta per annegare.

È tale il tuo desiderio?
Solo tu puoi rispondere.
Ma se non avesse raggiunto questa intensità, se ci fossero ancora altri desideri, significa semplicemente che ci sono ancora dei semi causali che devono maturare, proprio quelli a causa dei quali sei venuto a questa esistenza.
In questo caso karma e bhakti yoga sono le vie da seguire, con pazienza e perseveranza.

Benvenuto.

cielo
Messaggi: 685
Iscritto il: 01/10/2016, 20:34

Re: Presentazione RichiD

Messaggio da cielo » 30/09/2019, 18:07

Ciao Richi, grazie per la tua sincera condivisione.

Ho avuto un'esperienza simile alla tua da molto giovane, verso i 16 anni.
Non avevo conoscenze in materia di vedanta, ma avevo già "assaggiato" degli insegnamenti del Buddha e iniziato la ricerca sui mezzi idonei per liberarmi dalla sofferenza , nel mentre che la sperimentazione della vita mi mostrava il suo duplice volto di gioia e dolore.
L'esperienza mi ha certamene marchiato a fuoco, ho il pieno ricordo delle sue fasi.
Inizialmente ebbi il distacco dal corpo, tanto da vedermi "doppia": due corpi, in due posti diversi.
Un corpo parlava all'altro e la percezione si alternava usando ora uno sguardo, ora l'altro.
Non sapevo quale era il corpo grossolano e quale quello visionario.
Poi riusci a tornare in un corpo solo, finalmente, ma dovetti concentrarmi molto e battere forte con la mano sul marmo di un gradino.

Appena riuscii a sedermi tranquilla, sperimentai la dislocazione della coscienza nel sole e nella luce.
Ero nella luce (il primo passo delle tre fasi nel cammino verso l’autorealizzazione: sono nella Luce, la Luce è in me, io sono la Luce) e la percezione si allargava a dismisura inglobando tutte le creature che partecipavano al tripudio luminoso del mattino: gli uccellini che cantavano tutti contemporaneamente, ma ognuno nella sua tonalità e melodia erano l'accompagnamento musicale dell'esperienza. Era una sinfonia immensa, era l'inno alla gioia della natura.

La coscienza era solo quel canto corale che percepivo perfettamente armonico, ero anche gli alberi che ondeggiavano e la rifrazione della luce di ogni oggetto vivente. Tutto pulsava in un unico battito di un solo cuore.

Tutto questo a occhi chiusi. Dall'esterno nessun "segno di vita", non rispondevo più a nessuna sollecitazione.
A un certo punto l'esperienza culminò in una estasi di armonia collettiva a cui partecipavo senza identificazione con questo o con quello. Pura gioia, indescrivibile.
Dovetti risvegliarmi prima di creare troppo panico attorno a me. Fu difficile tornare alla percezione ordinaria, ai suoni, alle parole, alle domande.
Restai emotivamente scossa per giorni.
L'esperienza mi lasciò quella goccia di luce di pura gioia, e anche il desiderio di sperimentarla ancora con quella intensità e pienezza. Ma nulla si ripete, le esperienze accadono, non certo per volontà propria.

Secondo me fu un fugace contatto con Mahat: il "Grande", l'intelligenza cosmica, la mente universale produttrice della proiezione-fenomeno universale.
Come se il mio sguardo limitato e ristretto si fosse allargato e l'orecchio amplificato.
Respiravo con il tutto e mi sentivo perfettamente bene, in unione.
Inevitabilmente l'esperienza finì e rimasi un po' disorientata anche perchè a chi potevo raccontarla?
E poi a che pro?
Perchè altri ci mettessero sopra un'etichetta o i loro giudizi, anche se dati "con tanto amore".
Grazie a Dio negli anni a venire ebbi la possibilità di essere istruita a comprendere i fondamenti di quella e altre esperienze, anche oniriche di particolare intensità. A 17 anni cominciai a praticare hatha yoga con un maestro indiano e mi accostai alle sacre scritture vediche.
E' utile avere un quadro di riferimento in cui ritrovarsi, almeno in parte.

Ti invito a non cercare di etichettare la tua esperienza come nirvikalpa o savikalpa samadhi. Sarebbe una inutile concettualizzazione, uno sforzo della mente per capire l'incomprensibile.
E' una tua esperienza, autentica e istruttiva per te che l'hai vissuta. Fanne tesoro.

Per quello che riguarda il parossistico battito del cuore mi verrebbe da dirti che sono gli effetti collaterali delle droghe psicotrope: spaventano il corpo a morte. Le persone particolarmente sensitive dovrebbero andarci caute, un dosaggio sbagliato di certe sostanze può essere anche letale.
Gli sciamani sudamericani solitamente non "stendono" del tutto i turisti sperimentatori, per fortuna.

Come hai constatato anche tu gli stati meditativi sperimentati secondo percorsi tradizionali non hanno effetti così problematici sul corpo, di solito.
Tu stesso hai detto di non aver mai più fatto esperienze con uso di sostanze, e la tua pompa cardiaca te ne sarà certamente grata. Condivido in toto dove dici che sei più che sicuro che ciò che c’era da vedere è stato visto ed ora tocca realizzarlo e stabilizzarlo.
E' così anche per me, tutto è in costante mutamento, cangiante ed è necessario accettare i cambiamenti e tutte le esperienze che scorrono. I semi causali germinano e producono esperienze. La legge di causalità è ancora in azione finchè si indossa il corpo.

Un "mistico" avrà spesso esperienze estatiche “ad occhi aperti” e coltiverà con la sua "mente informale*" quella che effettivamente possiamo chiamare realtà “diversa” dall’ordinario, anche se la Realtà è una, e una soltanto.
Il resto sono solo visioni, apparenze, riflessi di Quello dal quale le parole recedono.

Benvenuto e buon viaggio.

*sulla mens informalis si veda qui

RichiD
Messaggi: 4
Iscritto il: 15/08/2019, 20:52

Re: Presentazione RichiD

Messaggio da RichiD » 01/10/2019, 17:54

latriplice ha scritto:
30/09/2019, 15:26
"Cosa potrebbe accadere? Fusione con l’Assoluto? Arresto cardiaco? Entrambe? Sto impazzendo ed è tutto un fenomeno?"

essendo questa una realtà non duale, nessuna fusione è contemplata. Tali domande non le avresti poste se tu comprendevi cosa si intende per advaita.

Concordo, un ottima riflessione ti ringrazio per avermi risposto.

Perché? Non hai compreso di essere il Brahman? Se il metodo (sadhana) è la conoscenza che ha come scopo risolvere l'ignoranza (avidya), la lettura che hai fatto sui tre stati esistenziali non ha assolto il suo compito? Non ti sei riconosciuto nel Quarto?

Durante "l'esperienza non esperienza" vissuta si, è stato come svegliarsi da un sogno e vedere il sogno svanire per Essere ciò che si è ... poi mi sono addormentato di nuovo :)

Tieni conto che Il Brahman non può essere esperito perché non è oggettivabile come esperienza discreta, anche se fondamentalmente tutto ciò di cui stai facendo esperienza, anche la più ordinaria come pulirsi.... i denti, è Brahman.

Ho forse impropriamente dato il nome Brahman Nirguna a ciò che " ho vissuto in quello stato" pur non essendoci nessun io ad esperire ne un esperienza vera e propria, indescrivibile e impossibile spiegare a parole cos'è stato, dato che non è quantificabile ne decifrabile dei nostri sensi. Tutto è Brahman, vero.

RichiD
Messaggi: 4
Iscritto il: 15/08/2019, 20:52

Re: Presentazione RichiD

Messaggio da RichiD » 01/10/2019, 18:08

ortica ha scritto:
30/09/2019, 16:46

Grazie Ortica della tua risposta, apprezzo molto. Ho trovato diversi spunti di riflessione e leggerò il libro da te citato.
Riguardo all'esperienza da me vissuta, non so cosa sia... come detto a latriplice, forse ho usato io un termine improprio.


Inoltre, come già scritto da latriplice, il Brahman Nirguna non si sperimenta, si è.
Te ne puoi convincere facilmente se solo rifletti sul fatto che un'esperienza, anche la più elevata, richiede necessariamente uno sperimentatore e uno sperimentato, ovvero una dualità.
Brahman Nirguna è Advaita, non duale.


Effettivamente li non c'è stato nessuno sperimentatore ne qualcosa di sperimentato, è impossibile descriverla a parole. Non è niente eppure è tutto.

Benvenuto.

Grazie!

RichiD
Messaggi: 4
Iscritto il: 15/08/2019, 20:52

Re: Presentazione RichiD

Messaggio da RichiD » 01/10/2019, 18:19

cielo ha scritto:
30/09/2019, 18:07

Ciao Cielo, grazie per il tuo contributo e per aver racconto la tua esperienza.
Con calma leggerò quanto da te allegato sulla mens informails.


Ti invito a non cercare di etichettare la tua esperienza come nirvikalpa o savikalpa samadhi. Sarebbe una inutile concettualizzazione, uno sforzo della mente per capire l'incomprensibile.
E' una tua esperienza, autentica e istruttiva per te che l'hai vissuta. Fanne tesoro.


Hai perfettamente ragione, nulla da aggiungere!


Benvenuto e buon viaggio.

Grazie!


Rispondi