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Pensiero del Giorno - Riflessioni

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Fedro
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Re: Si diventa ciò che si pensa

Messaggio da Fedro » 14/06/2020, 6:53

Caro la triplice, se c'è consapevolezza, non c'è un io che lo pensa: così mi sto solo separando da essa, altro che riassorbimento in essa.
Se il famoso inquiry di Ramana "Chi sono io?" fosse davvero un pensiero, ne avremmo reale "risposta"?
Nel sonno profondo, c'è reale riassorbimento, proprio perché non c'è alcun pensiero che vi si conduca (anche se tale stato, rarissimamente coincida con consapevolezza di sé.)
Solo se vedo (consapevolezza) il limite del pensiero nel suo cadere/accadere, vedo ciò che nasce e muore ogni momento: sto usando uno strumento

latriplice
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Re: Pensiero del Giorno - Riflessioni

Messaggio da latriplice » 14/06/2020, 13:33

Caro Fedro, si vede che Samkara & co. si sono sbagliati.

Dici che se c'è consapevolezza, non c'è un io che lo pensa. Ma c'è anche quando l'io lo pensa, altrimenti come faresti a saperlo?

L'ego è un oggetto che appare e sussiste in tua presenza, la consapevolezza. E dal momento che dipende da te, consapevolezza, non ha una esistenza separata al di fuori della consapevolezza, pertanto non è nient'altro che consapevolezza in conformità alla visione non duale.

Tu consapevolezza d'altro canto, non dipendi dalla presenza dell'ego (e degli oggetti in genere) e se lo comprendi e lo realizzi, la risultante è la liberazione (mokhsa).

Lo yoga tende a sopprimere fino ad estirpare la prakriti in favore del purusa.

Il buddismo a ridurre il purusa alla prakriti per tenersi l'impermanente.

Il vedanta a ridurre la prakriti in purusa per tenersi il permanente o la costante.

Mi sembra da come ti esprimi (e non sei l'unico) che tu sia orientato per la prima.

Il vedanta non è yoga.

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Re: Pensiero del Giorno - Riflessioni

Messaggio da Fedro » 14/06/2020, 15:41

Mi spiace tu non ti sia accorto che non sto per niente contraddicendo Sankara (così evitiamo l'inconscia alzata di scudi, che si constata ogniqualvolta accade questo generico fraintendimento): evidentemente lo leggo da altro punto di vista (come ho cercato di argomentare nel mio primo commento) e quindi da altra interpretazione
Per il resto: dici che usi l'io a piacimento, come un banale realizzato, come fosse una maschera per relazionarti al mondo?
Ma se dici che non dipendi da esso (quindi lo avresti realizzato) dici pure che lo usi ancora nella sadhana?
Per questo dici che l'ego è consapevolezza nella visione non duale?

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Re: Pensiero del Giorno - Riflessioni

Messaggio da latriplice » 15/06/2020, 15:45

Fedro ha scritto:
"Mi spiace tu non ti sia accorto che non sto per niente contraddicendo Sankara (così evitiamo l'inconscia alzata di scudi, che si constata ogniqualvolta accade questo generico fraintendimento): evidentemente lo leggo da altro punto di vista (come ho cercato di argomentare nel mio primo commento) e quindi da altra interpretazione".
Si, è evidente qual'è il tuo punto di vista, il paradigma dal quale osservi ed interpreti:
Fedro ha scritto:
"se c'è consapevolezza, non c'è un io che lo pensa: così mi sto solo separando da essa (la consapevolezza), altro che riassorbimento in essa".
Interessante il modo in cui viene espressa tale frase, che se si prestasse un minimo di attenzione si paleserebbe ciò che è evidente e contraddittorio ma che non viene colto per pigrizia intellettuale.

Così abbiamo l'identificazione con un io nell'atto di separarsi, invece di riassorbirsi, dalla consapevolezza.

Cioè, fammi capire, sei consapevole di un io in procinto di separarsi dalla consapevolezza con il quale ti identifichi e non sei la consapevolezza in cui questo movimento ha luogo?

Questo è molto più di un generico fraintendimento, si chiama maya, rendere possibile l'impossibile.

Complimenti, e dagli elementi che introduci a sostegno delle tue argomentazioni si direbbe che ne sei anche convinto.

Ho una proposta da farti, perché allora non credere ad un'altra cosa, che tu sei la consapevolezza (brahman) che a differenza degli oggetti di cui fai esperienza (5 guaine o involucri) non lo puoi indicare con il pronome dimostrativo "questo"?

Soltanto un cambio di paradigma, dettato dal buon senso e magari col passare del tempo, ti risulterà evidente.

Cosa dici tanto per cominciare di fare un pò di auto-indagine (vedanta)?

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Re: Pensiero del Giorno - Riflessioni

Messaggio da Fedro » 15/06/2020, 16:01

No, infatti nel momento in cui vi è identificazione non vi è consapevolezza, la quale si offre invece in altro momento in cui non vi è l'identificazione.
Per il resto, cerca di evitare il tono d'infantile sarcasmo, anche perché non si vince nulla

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Re: Pensiero del Giorno - Riflessioni

Messaggio da latriplice » 15/06/2020, 16:16

Fedro ha scritto:
15/06/2020, 16:01
No, infatti nel momento in cui vi è identificazione non vi è consapevolezza, la quale si offre invece in altro momento in cui non vi è l'identificazione.
Per il resto, cerca di evitare il tono d'infantile sarcasmo, anche perché non si vince nulla
Non vi è consapevolezza della consapevolezza, ma essa è sempre presente, basta prenderne consapevolezza. :D

Onde per cui:

129. Quando l'individuo pensa a un oggetto, egli diviene tale oggetto; quando pensa al vuoto (akasa), diventa tale vuoto, mentre se si concentra su Brahman raggiunge la perfezione. Perciò si deve pensare costantemente alla perfezione.

"Si diventa ciò che si pensa, questo è l'eterno mistero" afferma la Maitry Upanisad".


Aparoksanubhuti, pag 77, ed. Asram Vidya.129.

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Re: Pensiero del Giorno - Riflessioni

Messaggio da Fedro » 15/06/2020, 16:34

latriplice ha scritto:
15/06/2020, 16:16
Fedro ha scritto:
15/06/2020, 16:01
No, infatti nel momento in cui vi è identificazione non vi è consapevolezza, la quale si offre invece in altro momento in cui non vi è l'identificazione.
Per il resto, cerca di evitare il tono d'infantile sarcasmo, anche perché non si vince nulla
Non vi è consapevolezza della consapevolezza, ma essa è sempre presente, basta prenderne consapevolezza. :D
Senza giocare con le parole, se hai capito hai capito...ho detto che quando vi è identificazione non vi è consapevolezza, altrimenti si scioglierebbe in quello stesso momento in cui ciò si osserva.
Non sono un realizzato sempre presente alla propria consapevolezza, tutto qui

latriplice
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Re: Pensiero del Giorno - Riflessioni

Messaggio da latriplice » 15/06/2020, 19:49

Fedro ha scritto:
15/06/2020, 16:34
latriplice ha scritto:
15/06/2020, 16:16
Fedro ha scritto:
15/06/2020, 16:01
No, infatti nel momento in cui vi è identificazione non vi è consapevolezza, la quale si offre invece in altro momento in cui non vi è l'identificazione.
Per il resto, cerca di evitare il tono d'infantile sarcasmo, anche perché non si vince nulla
Non vi è consapevolezza della consapevolezza, ma essa è sempre presente, basta prenderne consapevolezza. :D
Senza giocare con le parole, se hai capito hai capito...ho detto che quando vi è identificazione non vi è consapevolezza, altrimenti si scioglierebbe in quello stesso momento in cui ciò si osserva.
Non sono un realizzato sempre presente alla propria consapevolezza, tutto qui
Ti riferisci alla consapevolezza come un attributo dell'io indicandola come "propria consapevolezza", come se questa dipendesse su cosa l'attenzione dell'io è focalizzata quando affermi che l'identificazione si scioglierebbe in quello stesso momento in cui la si osserva, permettendo alla consapevolezza di emergere.

In altre parole stai dicendo che la consapevolezza che è il principio costante della nostra esperienza gode dello stesso ordine di realtà della proiezione intermittente dell'io che in essa appare, cioè che una c'è a patto che l'altra sia assente e viceversa.

Un paradigma il tuo interessante, al limite della fantasmagoria, ma ti basta riconsiderare l'ordine e la relazione delle dipendenze per cambiare paradigma.

E' proprio in virtù della corda-consapevolezza che la si può scambiare per il serpente-io, e che dissolta l'ignoranza si scopre che quell'io-serpente non è altro che la corda.

in conformità a:

Brahman satya, jagat mitya, jiva brahmeva naparah.

La consapevolezza è reale, il mondo degli oggetti (incluso l'io) è apparentemente reale, l'io (la persona che credi di essere) non è altro che la consapevolezza.

Nel Rig Veda è presente l'Aitereya upanisad in cui compare la sentenza Prajnanam Brahma che significa la consapevolezza è Brahman.

Secondo te, quante consapevolezze ci sono?

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Re: Pensiero del Giorno - Riflessioni

Messaggio da Fedro » 15/06/2020, 19:59

No, mi riferisco alla Consapevolezza e non alla consapevolezza personale (che non so cosa sia)
È di uso improprio un linguaggio personale, ma , è un abitudine, per evitare antipatici linguaggi impersonali...e lo fai anche tu come tutti.
Dunque si può finire questo processo al linguaggio

cielo
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Re: Pensiero del Giorno - Riflessioni

Messaggio da cielo » 18/06/2020, 12:18

Fedro ha scritto:
15/06/2020, 19:59
No, mi riferisco alla Consapevolezza e non alla consapevolezza personale (che non so cosa sia)
È di uso improprio un linguaggio personale, ma , è un abitudine, per evitare antipatici linguaggi impersonali...e lo fai anche tu come tutti.
Dunque si può finire questo processo al linguaggio
In realtà il linguaggio impersonale non è affatto antipatico, anzi ci viene consigliato di usarlo presentando la nostra "personale" visione del percorso verso/dentro la consapevolezza del sempre Esistente e dell'esistenza sui tre piani (veglia, sogno e sonno profondo) di una persona che sta viaggiando nella Vita: supremo dono per incontrare la Consapevolezza del Puro Essere.

La pura testimonianza ha trasceso il personale, pur continuando a rivestire quell'io che vive e sperimenta e testimonia "in prima persona": la persona di cui siamo consapevoli e che si muove nel divenire. Quella che usiamo nella percezione e al suo servizio. Ma noi qui siamo ben "a bagno maria" nella visione personale, inferisco che non l'abbiamo trascesa, pur provandoci, ognuno con i propri metodi operativi e secondo quanto vede e impara durante il viaggio.

Il linguaggio impersonale può descrivere il viaggio che questi "essenti" qua compiono, come un qualcosa che non ci appartiene (non appartiene alla pura consapevolezza che siamo ma alla persona che la sperimenta come soggetto di eventi e cause che si susseguono nel tempo-spazio).
Possiamo descrivere il viaggio, tramite la percezione che ne abbiamo e gli ostacoli che superiamo o che ci fermano, nel flusso del divenire.

Com'è possibile pertanto che tu non sappia cosa sia la consapevolezza personale?
Saresti un catatonico, altrimenti.

Lo sai che La Triplice è una astuta volpe che cerca di far cadere "l'io narrante" nelle trappole del linguaggio, che è figlio della mente che ordina le parole e le propone al "tu".
Senza io e tu quali parole e quali concetti scambiare? Io sono te e tu sei me, nel puro fluire dell'Essere, o meglio nel puro fluire della maya del Puro Essere. Ma sul forum siamo nel duale, inevitabile scambiare secondo le sue leggi. L'impersonale ci guida alla non contrapposizione e all'integrazione della visione dell'altro. Trascesa la contrapposizione tra io e tu allora: prajnanam Brahman , pura Consapevolezza.

Questi scambi tra noi e i passaggi tra linguaggio personaele impersonale sono utile esercizio dialettico tra pandit che giocano di fioretto, ma si schiantano con l'impossibilità di parlare di Quello: pura esistenza, pura conoscenza e pura beatitudine dell'Essere che è e non diviene.

Quello da cui le parole recedono dice l'Upanishaḍ.
Capito, compreso e forse prima o poi realizzato? Speriamo che ce la caviamo...

Com'è che diceva Raphael?
Capire è una cosa, comprendere è un'altra, realizzare è ancora altra cosa.
I molti capiscono e discettano, i pochi comprendono e meditano, i pochissimi realizzano e sono.

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Re: Pensiero del Giorno - Riflessioni

Messaggio da Fedro » 18/06/2020, 14:10

Cielo, non considero da un bel po' la consapevolezza come qualcosa di personale. In altre parole, così sento. Sono un realizzato? Non credo, non è necessario.
Sento benissimo che non nasce da dentro come cognizione personale, e allora?
Perché dovrei quindi uniformarmi nel credere ad un sentire che non mi appartiene, o almeno non più?
Detto questo, come dicevo: che mi indentifichi con questa o quella idea che ora uso e più tardi non più, è un gioco della Coscienza, di specchi che questa usa per sostenere questo riflesso che appare e riappare, come piccolo io, ma che riflesso è e rimane.
È male dire che non ci credo a questo io che si mostra?
No, perché mai? Scompare l'attimo dopo.

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Re: Pensiero del Giorno - Riflessioni

Messaggio da latriplice » 18/06/2020, 15:52

Fedro ha scritto:
18/06/2020, 14:10
Cielo, non considero da un bel po' la consapevolezza come qualcosa di personale. In altre parole, così sento. Sono un realizzato? Non credo, non è necessario.
Sento benissimo che non nasce da dentro come cognizione personale, e allora?
Perché dovrei quindi uniformarmi nel credere ad un sentire che non mi appartiene, o almeno non più?
Detto questo, come dicevo: che mi indentifichi con questa o quella idea che ora uso e più tardi non più, è un gioco della Coscienza, di specchi che questa usa per sostenere questo riflesso che appare e riappare, come piccolo io, ma che riflesso è e rimane.
È male dire che non ci credo a questo io che si mostra?
No, perché mai? Scompare l'attimo dopo.
Bene, ad occhio e croce hai cambiato paradigma, la constatazione che il piccolo io, la persona che credevi di essere, appare e scompare. Che sia la costante consapevolezza in cui questo movimento intermittente avviene con il quale ora ti identifichi e ti riconosci, mi sembra di capire da come ti esprimi che sia sottinteso.

Se lo contesti, significa che non ne sei certo, pertanto addio illuminazione.

Se sei pienamente convinto senza il minimo dubbio che tu sei il Brahman, l'immutabile, illimitata, ordinaria consapevolezza non nata, non agente e non duale, allora per il vedanta sei realizzato.

"Si diventa ciò che si pensa, questo è l'eterno mistero."

Ma visto che l'orientamento yoga di cui tu sei un fervido sostenitore ha qualche problema con il "pensare", ho qualche dubbio.

Costoro vogliono proprio farne l'esperienza a costo di violentare sopprimendo la mente.

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Re: Pensiero del Giorno - Riflessioni

Messaggio da Fedro » 18/06/2020, 17:58

Qualsiasi idea che concerne se stessi, non può che essere assoluta, sempre, nel momento in cui la stiamo vivendo. Questo lo constato, è più di una convinzione, anzi non vedo come possa essere diversamente.
Quindi più ampia, diciamo così, è questa idea, sconfinando oltre il conosciuto, piuttosto che nelle certezze/concetti acquisiti, maggiore ampiezza ha il nostro tuffo, quindi immersione, in noi stessi/realtà.
Ma, anche qualora toccassimo questo estrema convinzione (che siamo Quello) rimane comunque un seme...e ciò richiama quindi una meditazione con seme il cui fine boa è il savikalpa e non il nirvikalpa samadhi, termine/ inizio della nuova Regata.
E questo lo dice lo stesso Sankara in "Drgdrsyaviveka"
Quindi nel commento iniziale al sutra vedico, si sta riferendo al Brahman saguna e non nirguna

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