Il gruppo che cura Vedanta.it inizia ad incontrarsi sul web a metà degli anni 90. Dopo aver dialogato su mailing list e forum per vent'anni, ha optato per questo forum semplificato e indirizzato alla visione di Shankara.
Si raccomanda di tenere il forum libero da conflittualità e oscurità di ogni genere.
Grazie

Reincarnazione

Se siete appena appena iscritti, dovete scrivere una vostra presentazione che racconti il vostro percorso, prima di potere scrivere altrove. Ogni presentazione poco seria determina la cancellazione dell'utente.
Fede79
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Reincarnazione

Messaggio da Fede79 » 17/02/2018, 10:32

Salve,ho appena letto la Bhagavad Gita,e ho iniziato ad interessarmi sulla reincarnazione.M'è sorta una curiosità al riguardo:"Ma alla morte si può si può rinascere in altre ere passate ad esempio io che sono nato nel 1979 posso rinascere nel 1950 o nel 1990 e in altre nazioni?Grazie

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cannaminor
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Re: Reincarnazione

Messaggio da cannaminor » 17/02/2018, 12:05

Fede79 ha scritto:
17/02/2018, 10:32
Salve,ho appena letto la Bhagavad Gita,e ho iniziato ad interessarmi sulla reincarnazione.M'è sorta una curiosità al riguardo:"Ma alla morte si può si può rinascere in altre ere passate ad esempio io che sono nato nel 1979 posso rinascere nel 1950 o nel 1990 e in altre nazioni?Grazie
Salve Fede79,

se fai caso la stanza in cui hai scritto ha nome "Presentazione dei nuovi iscritti"; come dicono le parole, dovrebbe servire ai nuovi iscritti a presentarsi un pò agli altri (già presenti sul forum) sul chi sono e di cosa si occupano e interessano (spiritualmente parlando), in modo da conoscersi reciprocamente. Devo quindi dedurre dalla tua breve presentazione che il tuo (unico) interesse destato, dopo aver letto per intero la Gita, sia se ci si reincarna in epoche precedenti l'attuale ed in altri luoghi (di quelli della nostra attuale cittadinanza\nazionalità ) oppure no ?

scriba
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Re: Reincarnazione

Messaggio da scriba » 17/02/2018, 12:16

Fede79 ha scritto:
17/02/2018, 10:32
Salve,ho appena letto la Bhagavad Gita,e ho iniziato ad interessarmi sulla reincarnazione.M'è sorta una curiosità al riguardo:"Ma alla morte si può si può rinascere in altre ere passate ad esempio io che sono nato nel 1979 posso rinascere nel 1950 o nel 1990 e in altre nazioni?Grazie
Per iniziare, puoi dirci quale edizione della Bhagavadgītā hai letto?

cielo
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Re: Reincarnazione

Messaggio da cielo » 17/02/2018, 13:59

Il tempo è una condizione relativa all'osservatore che è nel flusso.

Il flusso della manifestazione è ordinato e segue delle leggi "fisiche", le particelle danzano nella propria orbita e sono soggette alle leggi del campo, governate dall'armonia degli opposti e dalle leggi di attrazione, repulsione e continua trasformazione.

Anche noi "viventi" seguiamo l'ordine della manifestazione e le sue leggi, in quanto incarnati e legati al ritmo universale oltre che individuale.

Il lettore dell'akasha, per estensione il lettore del Campo universale, è oltre, vede ma non è visto.
Non conosce nascita e morte, è ciò che non diviene.
Quali epoche conosce? E' punto immobile, perno della giostra.

L'Osservatore è uno, un unico occhio con tanti occhi.

Chi, beato in vita e strabeato in morte, ha trasceso il flusso, è forse soggetto alle regole del Tempo?
Nasce e muore come io che si conserva e con ricordi organizzati come libri nella biblioteca?
Conserva tutte le maschere che ha indossato? Fa spettacoli che conosce solo lui/lei?

Mahakala, il grande tempo: il grande divoratore, supremamente benefico.
Il Divino sognatore dispensatore del nettare dell'immortalità.

Per far coraggio ad Arjuna che teme di scendere in battaglia e uccidere i suoi parenti Krishna dice: "Ma di cosa ti preoccupi? Quelli sono già morti".

Passo della Gita per me molto interessante, mi piace rileggere e riflettere sulla risposta di Krishna al povero Arjuna.

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latriplice
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Re: Reincarnazione

Messaggio da latriplice » 17/02/2018, 21:23

Il povero Arjuna che pensando di essere lui l'artefice dell'azione, si è assunto la responsabilità personale di prendere su di sé il fardello della scelta (che non gli spetta) e sottrarsi al suo programma (dharma) di guerriero, quando l'esito della battaglia era inesorabile è già deciso alla Sorgente. Una metafora della nostra vita quotidiana, tanto baccano per niente. Quello che accade è già stato scritto, allora perché preoccuparsi? Segui il programma e combatti la battaglia, cazzo!!!

Tanto sarai costretto tuo malgrado. In questo risiede il segreto di shanti, la pace mentale che sperimenti durante il sonno profondo. Lasciare tutto a Lui. Sei venuto qui a mani nude e te ne andrai a mani nude, l'unica cosa che puoi arrendere a Dio, è la convinzione di essere l'artefice dell'azione (l'unico ostacolo nel realizzare la propria natura divina, che tu e Dio siete Uno).

61. Perché Ishvara, o Arjuna , risiede nella regione del cuore di tutti gli esseri e, mediante il potere di maya, fa muovere tutte le creature come se ciascuna di esse non fosse altro che una ruota di una grande macchina.

Capitolo diciottesimo, Bhagavad Gita.


Il nirvana non è ananda, ma shanti, la pace della mente. Che ottieni quando smetti di pensare di essere colui che ha in mano il proprio destino. Sai che liberazione! Non hai più un karma personale per cui non dovrai più reincarnarti!

Mauro
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Re: Reincarnazione

Messaggio da Mauro » 18/02/2018, 6:53

Caro amico, le mie letture mi suggeriscono che il concetto di rinascita non si riferisce all' agglomerato che chiamiamo "io", ma ai semi causali che ne formeranno le successive agglomerazioni.

Fede79
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Re: Reincarnazione

Messaggio da Fede79 » 18/02/2018, 9:46

Anch'io sono appassionato di spiritualità,ho 38 anni e adesso m'assale questa curiosità...

Fede79
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Re: Reincarnazione

Messaggio da Fede79 » 18/02/2018, 9:51

Però magari capita che uno vorrebbe rivivere dei periodi che in vita gli piacevano e che non ha potuto,come negli anni 80 o nel primo Novecento,oppure essere quello che non è potuto diventare.Ad esempio a me nelle prossime vite piacerebbe essere un calciatore,un ingegnere,un petroliere,uno storico,insomma tutte cose che qui non ho potuto fare. :D :D

Fede79
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Re: Reincarnazione

Messaggio da Fede79 » 18/02/2018, 9:53

La Bhagavado Gita così com'è

Mauro
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Re: Reincarnazione

Messaggio da Mauro » 18/02/2018, 10:19

Fede79 ha scritto:
18/02/2018, 9:53
La Bhagavado Gita così com'è
Gli Hare Krishna sono miei cari amici ma l' ermeneutica del testo da parte di Prabhupada è imbarazzante.
Sinceramente, che io sappia, non esiste tradizione che parli di rinascità di un "io" che viva come entità indipendente attraverso le diverse vestigia somatiche (reincarnazione= metemsomatosi).
Mi sa che solo i teosofi e parte della new age affermi ciò.

Se vuoi sapere com' erano gli anni '80, te li racconto io! :)

KaaRa
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Re: Reincarnazione

Messaggio da KaaRa » 18/02/2018, 10:30

Ciao Fede79, se dovessimo prendere per buoni gli studi che ho fatto io, si può parlare seriamente di reincarnazione solo nel modo in cui già ti è stato suggerito: a reincarnarsi (lasciamo stare se questa parola è adatta o meno) sono gli effetti delle cause che hai mosso in questa vita e in precedenza. Tali cause-effetti costituiscono una sorta di flusso coerente (cioè le cause non si mescolano "a caso" con altri flussi di cause-effetti) che gli dà una parvenza di individualità (chiamata jivatma in sanscrito), anche se ciò non va confuso con l'individualità psicologica (che ha un senso dell'io e dipende dai pensieri e dagli stati d'animo più o meno consci e superficiali). Anche se va tenuto presente (e questo è importante per non cadere in un qualche nichilismo) che il suddetto jivatma ha come fondamento l'atma, ovvero "l'anima" intesa come fonte di soggettività e coscienza (e, per il vedanta advaita di Shankara, che è la filosofia seguita in questo forum, tale atma è il Brahman, cioè l'Assoluto), non bisogna comunque pensare che il flusso di cause-effetti di cui parliamo indichi il trasferimento di una particolare persona da un corpo all'altro. Quindi, in pratica, ora potremmo desiderare di vivere in una particolare epoca e con un particolare aspetto e attività, ma non sono questi desideri a reincarnarsi (o meglio, possono farlo, ma indipendentemente dal tuo essere più profondo, senza cioè che tu ne segua le sorti: in fondo avviene continuamente il trasferimento di idee e desideri tra persone), a reincarnarsi davvero (cioè in modo che siano sperimentati dalla tua soggettività più profonda) sono solo gli effetti delle cause che hai mosso ora. E visto che non c'è motivo che essi vadano ad esprimersi in epoche precedenti (andando ad intricare ancora di più la già complessa rete di cause ed effetti universali), sospetto che una reincarnazione nel passato normalmente non avvenga (anche se a rigor di logica non è impossibile, e magari può anche avvenire per certi jivatma particolarmente consapevoli ed "evoluti", e quindi rari). Tieni conto del fatto che tutto quello che ti ho detto non è il punto di vista della versione della Bhagavad Gita che hai letto, infatti il "Movimento per la Coscienza di Krishna", che l'ha redatta, è piuttosto avverso alla filosofia seguita dal forum su cui stiamo scrivendo ora.

KaaRa
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Re: Reincarnazione

Messaggio da KaaRa » 18/02/2018, 11:21

PS: quando dico che la reincarnazione implica l'estrinsecarsi di una concatenazione di cause ed effetti e non un passaggio di pensieri e desideri, non significa che i pensieri e i desideri siano ininfluenti in tale processo, anzi: sono proprio essi (soprattutto se portano anche ad eventuali azioni) a determinare quelle cause che andranno a formare gli effetti di una vita futura.

latriplice
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Re: Reincarnazione

Messaggio da latriplice » 18/02/2018, 15:06

Kaara ha scritto:

Quindi, in pratica, ora potremmo desiderare di vivere in una particolare epoca e con un particolare aspetto e attività, ma non sono questi desideri a reincarnarsi (o meglio, possono farlo, ma indipendentemente dal tuo essere più profondo, senza cioè che tu ne segua le sorti: in fondo avviene continuamente il trasferimento di idee e desideri tra persone), a reincarnarsi davvero (cioè in modo che siano sperimentati dalla tua soggettività più profonda) sono solo gli effetti delle cause che hai mosso ora.
"... sono gli effetti delle cause che hai mosso ora."

Interessante, quindi rivendichi la paternità dell'azione quale causa di effetti che vanno a plasmare le sorti della tua vita futura?

Hai mai provato a passare in rassegna gli eventi del giorno chiedendoti se tu sei il fattore causale? Se fai questa indagine ti accorgerai che quasi tutti gli eventi sono semplicemente accaduti e che non avevi controllo sulla loro insorgenza. Eri solo un minuscolo fattore in un quadro enormemente complesso.

Non rientra forse nella tua esperienza quotidiana che i pensieri che determinano l'azione giungano dall'esterno (Corpo causale-Ishwara)? Da un numero imprecisato di probabilità, uno di questi collassa sotto forma di pensiero, il quale a sua volta genera una emozione che lo trasforma in azione. Però, nessuno ha il controllo su quale sarà il prossimo pensiero.

Ammettiamo per ipotesi che ci sia un evento in particolare di cui sei sicuro di aver causato la sua manifestazione e chiediti se hai deciso veramente tu di compierla in un momento particolare? Oppure è successa perché hai avuto un pensiero … il cui sorgere ha causato l’esecuzione di quell’azione? Se quel pensiero non fosse sorto la tua azione conseguente non si sarebbe manifestata. E soprattutto ti renderai conto che non disponevi del controllo sull’insorgenza di quel pensiero.

Pertanto, come puoi definirla come la tua azione?

Hai visto qualcosa, hai udito qualcosa, hai assaggiato qualcosa, hai annusato qualcosa, hai toccato qualcosa, a seguito della quale è avvenuta la tua azione.

Se non ti fosse capitato di trovarti in un dato momento e luogo vedendo, udendo, assaggiando, annusando e toccando qualcosa, la tua azione non sarebbe avvenuta. Inoltre non avevi il controllo sull’essere lì in quel preciso istante perché succedesse qualcosa in seguito alle tue percezioni sensoriali.

Pertanto, se non disponi del controllo su ciò che ha prodotto la tua azione, come puoi chiamarla la tua azione? Come fai ad essere TU il fattore causale?

Giungerai inevitabilmente alla conclusione che non è stata la tua azione.

Continua a svolgere l’indagine sulle tue presunte azioni fino a che la comprensione non si approfondisca sempre di più e che sei totalmente convinto che nessuna azione è la “tua” azione.

E poi, la comprensione finale potrebbe accadere in un lampo: “Semplicemente non posso essere l’autore di alcuna azione”. Questa intuizione risolutiva può accadere in qualsiasi momento, non necessariamente mentre si sta svolgendo questa indagine. Una volta che avviene l’accettazione totale, che qui si sta facendo la Sua volontà e non la tua, non ci saranno più dubbi o domande. Si chiama moksha, liberazione dal fardello di essere colui autore dell'azione.



29. Colui che comprende che tutte le azioni sono prodotte solo dalla prakrti (3 guna-Ishwara-maya)
e altresì comprende che l'atman rimane non-agente, quello veramente vede.


Capitolo 13 Bhagavad Gita


Perché non hai mai messo in dubbio di essere tu l'artefice dell'azione? Se hai letto la Bhagavad Gita ti sarà venuto il dubbio, o no?

Fede79
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Re: Reincarnazione

Messaggio da Fede79 » 18/02/2018, 17:36

Questo l'ho capito,pero io faccio un ragionamento logico:se uno in questa vita è stato sfortunato col lavoro,con le donne è lecito desiderare che nella prossima incarnazione rinasca fortunato,ricco,magari come un calciatore o come un ricco famoso?

Mauro
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Re: Reincarnazione

Messaggio da Mauro » 18/02/2018, 17:47

Fede79 ha scritto:
18/02/2018, 17:36
Questo l'ho capito,pero io faccio un ragionamento logico:se uno in questa vita è stato sfortunato col lavoro,con le donne è lecito desiderare che nella prossima incarnazione rinasca fortunato,ricco,magari come un calciatore o come un ricco famoso?
E perchè mai?
Il karma retributivo è una favola atta a controllare le masse, con lo scopo di far accettare loro una vita di miseria e privazioni, mentre chi le guida naviga nell' opulenza.
"Muori di fame oggi: nella prossima vita sarai ricco e famoso!"
Ed intanto chi detiene il potere e racconta queste favole si gode fama e denaro in questa vita...

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Re: Reincarnazione

Messaggio da cannaminor » 18/02/2018, 19:03

Mauro ha scritto:
18/02/2018, 17:47
Fede79 ha scritto:
18/02/2018, 17:36
Questo l'ho capito,pero io faccio un ragionamento logico:se uno in questa vita è stato sfortunato col lavoro,con le donne è lecito desiderare che nella prossima incarnazione rinasca fortunato,ricco,magari come un calciatore o come un ricco famoso?
E perchè mai?
Il karma retributivo è una favola atta a controllare le masse, con lo scopo di far accettare loro una vita di miseria e privazioni, mentre chi le guida naviga nell' opulenza.
"Muori di fame oggi: nella prossima vita sarai ricco e famoso!"
Ed intanto chi detiene il potere e racconta queste favole si gode fama e denaro in questa vita...
Ed intanto chi (crede) di detenere il potere e si racconta queste favole (crede) di godere di fama e denaro in questra vita...tanto quanto coloro che (credono) di morire di fame, miseria e privazioni.
Si credono li uni tanto quanto li altri...ricchi e famosi quanto i morti di fame. Molti credono di essere questo e quello, in pochi credono di essere, pochissimi sono.

Mauro
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Re: Reincarnazione

Messaggio da Mauro » 18/02/2018, 19:27

Belle parole, cannaminor.
Ma se l' umanità dovesse scegliere tra il (credere di) vivere di stenti e il (credere di) vivere in opulenza, sceglierebbe la seconda ipotesi, sebbene qualche saggio non aderirebbe a nessuna delle due opzioni.
Ma i saggi sono pochi.

Mauro
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Re: Reincarnazione

Messaggio da Mauro » 18/02/2018, 19:32

Fatto sta che il karma retributivo è il corrispettivo orientale dell' occidentale "paradiso/ inferno" nell' aldilà: tutto rimane sempre legato alle proprie azioni come se esse fossero indissolubili con un "io" che permarrebbe anche in seguito al disfacimento del soma.

ortica
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Re: Reincarnazione

Messaggio da ortica » 18/02/2018, 20:30

Fede79 ha scritto:
18/02/2018, 17:36
Questo l'ho capito,pero io faccio un ragionamento logico:se uno in questa vita è stato sfortunato col lavoro,con le donne è lecito desiderare che nella prossima incarnazione rinasca fortunato,ricco,magari come un calciatore o come un ricco famoso?

Perché no? desiderare è lecito anche se non utile.
Un desiderio molto potente potrebbe trasformarsi - come saggiamente scritto dagli altri interlocutori - in un seme causale dopo la morte del corpo fisico grossolano, producendo una nuova incarnazione.
Ma non è affatto detto che quel desiderio arrivi poi a realizzarsi.
Dicono che il desiderio frustrato produca rabbia e odio, mentre quello realizzato attaccamento.
In entrambi i casi si resta legati qui, nel samsara ovvero nel mondo dei nomi e delle forme.
Intendiamoci, ti capisco perché anche io desidero, sebbene sempre meno e con minor forza.
Alla fine, pure se tu fossi stato 'fortunato' col lavoro e con le donne rimarrebbe comunque in profondità quel senso di vuoto e di mancanza che caratterizza l'umano e che nulla e nessuno riesce davvero a colmare.
Desiderare di essere diverso, più 'fortunato', sebbene lecito, non ti porta da nessuna parte.
Il mio maestro mi ha indicato che la vita è qui e ora e il primo passo verso la felicità - cui tutti in un modo o nell'altro aneliamo -
si compie quando accettiamo ciò che siamo e svolgiamo al meglio possibile i compiti cui la vita ci chiama, tentando sempre una presenza osservante.

KaaRa
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Re: Reincarnazione

Messaggio da KaaRa » 18/02/2018, 21:32

Fede79:
Questo l'ho capito,pero io faccio un ragionamento logico:se uno in questa vita è stato sfortunato col lavoro,con le donne è lecito desiderare che nella prossima incarnazione rinasca fortunato,ricco,magari come un calciatore o come un ricco famoso?
È lecito desiderarlo tanto quanto è lecito desiderare ogni altra cosa, con tutte le conseguenze del caso, ovvero i limiti e le costrizioni che accompagnano i desideri, anche soddisfatti. E soprattutto rimane il fatto che il desiderio, nella nostra condizione in cui sentiamo di essere individui, è segno di una manchevolezza che non può essere sanata dal semplice esaudimento del desiderio stesso. A parte questo, credo che prima o poi ogni desiderio smuova cause che in qualche modo (sottolineo "in qualche modo"...) daranno effetti che esaudiranno il desiderio espresso.

latriplice:
quindi rivendichi la paternità dell'azione
No, ma in ogni caso: quando la paternità dell'azione è rivendicata (anche inconsciamente), vuol dire che è presente la sensazione che ci sia un io, quando invece non viene rivendicata (neanche inconsciamente) vuol dire che non è presente, ma non c'è comunque mai davvero un individuo.

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