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Sai Baba - vita studentesca

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cielo
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Sai Baba - vita studentesca

Messaggio da cielo » 15/09/2020, 9:50

Occorre fare molta insistenza sulla disciplina durante gli anni della vita studentesca; è un limite che non può avere che conseguenze benefiche.

Facciamo sì che i ragazzi e le ragazze crescano e diventino dei cittadini disciplinati e capaci di autocontrollo; sarà un grande contributo al Paese, maggiore di tutta quella pletora di persone che hanno letto molto, ma sono indisciplinate, capaci solo di gettare nella confusione la società.

Coloro che applicano l'intelletto a giochi pseudoculturali sono in una confusione tale da non riuscire a vedere l'insieme della totalità.

Colui invece che è spettatore del gioco sa perfino dare suggerimenti ai giocatori.

Perciò, rispettate i consigli di chi sta a vedere.

Sai Baba, Discorso XXXVII - 17 dicembre 1964 in Discorsi Volume IV - Mother Sai publications

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Re: Sai Baba - vita studentesca

Messaggio da Fedro » 16/09/2020, 12:04

cielo ha scritto:
15/09/2020, 9:50

Colui invece che è spettatore del gioco sa perfino dare suggerimenti ai giocatori.

Perciò, rispettate i consigli di chi sta a vedere
Chi vedi spettatore che possa oggi dare consigli ai giocatori (studenti in tal caso)?

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Re: Sai Baba - vita studentesca

Messaggio da cielo » 16/09/2020, 20:51

Fedro ha scritto:
16/09/2020, 12:04
cielo ha scritto:
15/09/2020, 9:50

Colui invece che è spettatore del gioco sa perfino dare suggerimenti ai giocatori.

Perciò, rispettate i consigli di chi sta a vedere
Chi vedi spettatore che possa oggi dare consigli ai giocatori (studenti in tal caso)?
Precisiamo prima di tutto che quelle quotate non sono parole mie, ma di Sai Baba, quindi la domanda dovresti farla a lui, su un qualche piano di comunicazione, magari sottile, visto che ha lasciato la forma nel 2011.
In ogni caso, al mio intendimento, ognuno dovrebbe essere spettatore della commedia e dei suoi giochi, non calarsi completamente nella parte, ossia sviluppare il distacco necessario per osservare da una posizione decentrata ciò che accade, senza lasciarsi travolgere dalla "trama" perchè tanto il finale è sconosciuto e si può vedere solo ciò che c'è, non ciò che si vorrebbe.

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Re: Sai Baba - vita studentesca

Messaggio da Fedro » 16/09/2020, 21:44

Se penso al drammatico rientro a scuola degli studenti, che si osserva, non riesco proprio a contestualizzare le parole di Sai Baba: come parlare a chi hanno messo dietro le sbarre, di quanto sia bella la vita indipendente.
Penso allora a queste parole, invece:

"Per aiutare un bambino, dobbiamo fornirgli un ambiente che gli consenta di svilupparsi liberamente"
(Maria Montessori)

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Re: Sai Baba - vita studentesca

Messaggio da cielo » 20/09/2020, 9:27

Fedro ha scritto:
16/09/2020, 21:44
Se penso al drammatico rientro a scuola degli studenti, che si osserva, non riesco proprio a contestualizzare le parole di Sai Baba: come parlare a chi hanno messo dietro le sbarre, di quanto sia bella la vita indipendente.
Penso allora a queste parole, invece:

"Per aiutare un bambino, dobbiamo fornirgli un ambiente che gli consenta di svilupparsi liberamente"
(Maria Montessori)
Vero, ma il giudizio-la visione dei bambini dietro le sbarre è personale, frutto di esperienza personale di accudimento di bambini, osservazione dei loro comportamenti e di ciò che li rende sereni e gioiosi, liberandoli dalla paura.

L'osservazione del "gioco" è consapevole negli amministratori, negli educatori, nei genitori e negli studenti (attori protagonisti)?
Forse, magari...e speriamo che almeno la maggior parte dei coinvolti nel "gioco della scuola"ci provi a "fare il meglio" per i bambini e che i bambini-studenti facciano il meglio indicato, con la loro intelligenza e sensibilità.

Certamente alcune visioni-opinioni come quella di Maria Montessori, trasmettono con immediatezza che sono impulsate dall'amore non solo per il proprio bambino, ma per tutti gli individui in crescita e formazione, a cui fornire supporto e sostegno e da una visione chiara e naturale del gioco, come quella del contadino che cura le piante in crescita.

Solo nel tempo però si potranno valutare e analizzare gli effettivi benefici-malefici connessi a delle scelte e azioni messe in atto da qualcuno che non sono "io" (che la penso in un certo modo).
Quanti osservatori ci sono? Proliferano visioni e opinioni che preannunciano effetti. Normale.

L'accenno di Sai Baba allo spettatore del gioco, mi ha fatto venire in mente la spiegazione, a me molto chiara, di Jean Klein che usa la metafora della giostra per evidenziare che il "girare del mondo" è l'effetto della creazione dei processi mentali di un io separato che gira per i fatti suoi.

Detto con parole mie, ognuno, se si percepisce al centro della giostra può osservare i cavallini e le zucche girare (può "vedere", come dice SB), ma è un attimo che la mente, trascinata dai ricordi e dai desideri (di ottenere il bene e allontanare il male, soggettivamente percepito) si lasci assorbire da ciò che vede e, impulsata dalle "passioni", salga sul cavallino e inizi a girare descrivendo il panorama che vede girando.

A me capita, ahimè! Giro e rigiro...

Domanda: la memoria è dunque un oggetto?

Risposta: Sì, la memoria è una funzione del mentale. Per ritornare all'azione, dovete comprendere che voi non siete l'attore, nè colui che soffre o gioisce...

Alla fiera, la giostra gira e voi siete portati da lei.

In quel momento voi siete il movimento, siete l'attore: se però lasciate il vostro posto e vi portate al centro della giostra, vi troverete in un punto immobile.

Da quel punto immobile vedrete girare il vostro posto, ma la vostra posizione è stabile.

Di conseguenza nell'atto bisogna non avere alcun pregiudizio, ma con la certezza di non essere nè il corpo, nè il mentale, giunge un momento in cui sentite senza sentirlo, in cui sapete, ma non in modo intellettuale - ed è la particolarità dell'esperienza - di essere installati in qualcosa di stabile, anche se state facendo il vostro mestiere, fate le vostre commissioni o andate a rispondere al telefono.

(Jean Klein, la giostra - appunti personali)

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Re: Sai Baba - vita studentesca

Messaggio da Fedro » 20/09/2020, 14:01

Potrei mandarti delle foto per verificare se è visione personale e capire cosa intendo per bambini dietro le sbarre in questo periodo (ovviamente è una metafora) ma va bene così, non è questo il contesto giusto, ciao 🙂

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Re: Sai Baba - vita studentesca

Messaggio da Fedro » 20/09/2020, 17:57

Di conseguenza nell'atto bisogna non avere alcun pregiudizio, ma con la certezza di non essere nè il corpo, nè il mentale, giunge un momento in cui sentite senza sentirlo, in cui sapete, ma non in modo intellettuale - ed è la particolarità dell'esperienza - di essere installati in qualcosa di stabile, anche se state facendo il vostro mestiere, fate le vostre commissioni o andate a rispondere al telefono.

(Jean Klein, la giostra - appunti personali)[/i]
Essere installati in qualcosa di stabile: facile farla scivolare come idea mentale... e se fosse piuttosto un fluttuare, affondare senza suolo in cui stare?
Stesso discorso circa l'attore/testimone del campo:
un'altra illusione dell'io per spostarsi di posto senza togliersi di mezzo?
In ogni caso: perché dovrebbero essere stati desiderabili, immaginabili e soprattutto da chi?

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Re: Sai Baba - vita studentesca

Messaggio da cielo » 24/09/2020, 9:57

Fedro ha scritto:
20/09/2020, 17:57
Di conseguenza nell'atto bisogna non avere alcun pregiudizio, ma con la certezza di non essere nè il corpo, nè il mentale, giunge un momento in cui sentite senza sentirlo, in cui sapete, ma non in modo intellettuale - ed è la particolarità dell'esperienza - di essere installati in qualcosa di stabile, anche se state facendo il vostro mestiere, fate le vostre commissioni o andate a rispondere al telefono.

(Jean Klein, la giostra - appunti personali)[/i]
Essere installati in qualcosa di stabile: facile farla scivolare come idea mentale... e se fosse piuttosto un fluttuare, affondare senza suolo in cui stare?
Stesso discorso circa l'attore/testimone del campo:
un'altra illusione dell'io per spostarsi di posto senza togliersi di mezzo?
In ogni caso: perché dovrebbero essere stati desiderabili, immaginabili e soprattutto da chi?
Nell'ambito della traduzione (dal francese all'italiano) del parlare di J. Klein effettivamente poteva essere utilizzato il verbo stabilire, invece che installare che veicola maggiormente l'idea di spostare un oggetto da qua a là, da uno stato ad un altro,ma la coscienza non è un oggetto da prendere e spostare per atto di volontà.

Essere stabiliti in qualcosa di stabile dà maggiormente "l'idea" (per chi ancora fluttua trascinato dal vento dei processi mentali) della necessità del distacco della mente dal turbine degli eventi.
Non credo che Klein, nel suo dialogare con gli astanti, fosse impulsato dal desiderio di far scivolare qualcosa nella mente altrui, semplicemente porgeva la sua testimonianza mostrando con il suo dire e il suo porsi in apertura accogliente e senza contrapposizione, il "frutto" di una coscienza matura e stabilizzata nella posizione di spettatore.
Mostrava una dolcezza serena, uno stato dell'essere non agitato, quieto, pasta ormai lievitata, per usare una metafora.
Ci mostrava che il nostro fine è il progressivo distacco consapevole dal movimento del samsara, dalla giostra che gira trascinandoci nel movimento e assorbendo le nostre forze e la nostra attenzione.

L'io di illusioni se ne fa tante, sono d'accordo, non c'è dubbio che anche "parole di verità" possano essere utilizzate dall'io dopo attenta manipolazione diretta a dare sostanza alla "mia" idea - visione in contrapposizione a quella altrui.

Quello che è importante secondo me è capire che lo spettatore è altro da colui che è seduto sulla riva del fiume a proferire giudizi sulla profondità dell'acqua o sul suo sapore o potabilità. Lo spettatore è testimone attivo, scende nell'acqua e la esamina lui stesso, consapevole di essere a mollo, ma con un certo distacco.

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Re: Sai Baba - vita studentesca

Messaggio da Fedro » 24/09/2020, 10:36

Avrà sicuramente ragione Klein, di cui ammiro sempre la chiarezza e armonia nel dire.
Tuttavia, mi chiedo se, effettivamente, non sia necessario offrire un fine per motivare un ricercatore, altrimenti annegherebbe nel suo stesso io.
Dunque la motivazione del distacco.
D'altro punto di vista, se sto a mollo, li sto, a prescindere del nuotare o del credere di sceglierlo, tanto vale darsi la motivazione di essere agenti di quel distacco.
Vero che, come diceva PD, se voglio vedere, pulisco gl occhi cisposi e apro gli occhi (e ciò fa parte del funzionamento umano) ma è quanto corrisponde a realtà la mia pretesa di aprirli? Per cui sto a mollo, senza alcuna pretesa che chiamo fine o senso.

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Re: Sai Baba - vita studentesca

Messaggio da cielo » 24/09/2020, 20:25

Fedro ha scritto:
24/09/2020, 10:36
Avrà sicuramente ragione Klein, di cui ammiro sempre la chiarezza e armonia nel dire.
Tuttavia, mi chiedo se, effettivamente, non sia necessario offrire un fine per motivare un ricercatore, altrimenti annegherebbe nel suo stesso io.
Dunque la motivazione del distacco.
D'altro punto di vista, se sto a mollo, li sto, a prescindere del nuotare o del credere di sceglierlo, tanto vale darsi la motivazione di essere agenti di quel distacco.
Vero che, come diceva PD, se voglio vedere, pulisco gl occhi cisposi e apro gli occhi (e ciò fa parte del funzionamento umano) ma è quanto corrisponde a realtà la mia pretesa di aprirli? Per cui sto a mollo, senza alcuna pretesa che chiamo fine o senso.
Che bisogno c'è di "motivare" un ricercatore? Non trova lui stesso forza e sufficiente motivazione interiore nell'aspirazione personale ad essere felice?
Alla ricerca di quella felicità si va da soli, la testimonianza aiuta nel percorso, ma non motiva.
Occorre un anelito personale, lo sforzo di pulirsi gli occhi, la voglia di dirigere l'attenzione all'interno, in costante apertura agli stimoli esterni, ma sena aderire a tutti i capricci e alle fastidiose immaginazione che produce la mente.

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Re: Sai Baba - vita studentesca

Messaggio da Fedro » 24/09/2020, 21:56

cielo ha scritto:
24/09/2020, 20:25
Fedro ha scritto:
24/09/2020, 10:36
Avrà sicuramente ragione Klein, di cui ammiro sempre la chiarezza e armonia nel dire.
Tuttavia, mi chiedo se, effettivamente, non sia necessario offrire un fine per motivare un ricercatore, altrimenti annegherebbe nel suo stesso io.
Dunque la motivazione del distacco.
D'altro punto di vista, se sto a mollo, li sto, a prescindere del nuotare o del credere di sceglierlo, tanto vale darsi la motivazione di essere agenti di quel distacco.
Vero che, come diceva PD, se voglio vedere, pulisco gl occhi cisposi e apro gli occhi (e ciò fa parte del funzionamento umano) ma è quanto corrisponde a realtà la mia pretesa di aprirli? Per cui sto a mollo, senza alcuna pretesa che chiamo fine o senso.
Che bisogno c'è di "motivare" un ricercatore? Non trova lui stesso forza e sufficiente motivazione interiore nell'aspirazione personale ad essere felice?
Alla ricerca di quella felicità si va da soli, la testimonianza aiuta nel percorso, ma non motiva.
Occorre un anelito personale, lo sforzo di pulirsi gli occhi, la voglia di dirigere l'attenzione all'interno, in costante apertura agli stimoli esterni, ma sena aderire a tutti i capricci e alle fastidiose immaginazione che produce la mente.
In effetti, sul motivare ero un po' ironico.
Per il resto, se potessi fare diversamente da ciò che faccio, parlerei di anelito personale (che quindi avrei scelto.)
Forse invece, ha scelto lui (l'anelito) per me, ma allora posso pure chiamarlo "funzionamento" che assecondo (?)
Se non sbaglio, Nidargadatta parla proprio di ciò, di funzionamento, da qualche parte.
Tu invece cerchi la felicità?

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Re: Sai Baba - vita studentesca

Messaggio da Fedro » 25/09/2020, 7:39

PS lascia perdere l'ultima ridicola domanda...venuta fuori senza tanto riflettere, durante la visione di un film alla TV.
Comunque, considerando che il tema svolto del dialogo è OT, forse andrebbe tolto.

cielo
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Re: Sai Baba - vita studentesca

Messaggio da cielo » 25/09/2020, 14:46

Fedro ha scritto:
25/09/2020, 7:39
PS lascia perdere l'ultima ridicola domanda...venuta fuori senza tanto riflettere, durante la visione di un film alla TV.
Comunque, considerando che il tema svolto del dialogo è OT, forse andrebbe tolto.
Siamo tutti studenti. A volte ci poniamo in contrapposizione con gli insegnanti, ma è un modo per riflettere su sè stessi, forse un po' più doloroso che quello di aprirsi senza contestazioni a ciò che ci viene offerto, che sia uno scritto o una professoressa stipendiata che fa la sua lezione.
Dunque nessun OT, normali scambi di studenti che misurano la vita, suprema maestra.

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Re: Sai Baba - vita studentesca

Messaggio da Fedro » 26/09/2020, 5:11

cielo ha scritto:
25/09/2020, 14:46
Fedro ha scritto:
25/09/2020, 7:39
PS lascia perdere l'ultima ridicola domanda...venuta fuori senza tanto riflettere, durante la visione di un film alla TV.
Comunque, considerando che il tema svolto del dialogo è OT, forse andrebbe tolto.
Siamo tutti studenti. A volte ci poniamo in contrapposizione con gli insegnanti, ma è un modo per riflettere su sè stessi, forse un po' più doloroso che quello di aprirsi senza contestazioni a ciò che ci viene offerto, che sia uno scritto o una professoressa stipendiata che fa la sua lezione.
Dunque nessun OT, normali scambi di studenti che misurano la vita, suprema maestra.
Non vederci contrapposizione con gli insegnanti.
Se non provochiamo dubbi, accettando pedissequamente lezioni a memoria che non abbiamo compreso, a che serve?
Può trattarsi di una errata traduzione, quando non di una errata interpretazione che abbiamo sempre considerata quella giusta: ma non rimettendo mai in discussione la memoria acquisita delle "formule", che insegnamento sarebbe?

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