Il gruppo che cura Vedanta.it inizia ad incontrarsi sul web a metà degli anni 90. Dopo aver dialogato su mailing list e forum per vent'anni, ha optato per questo forum semplificato e indirizzato alla visione di Shankara.
Si raccomanda di tenere il forum libero da conflittualità e oscurità di ogni genere.
Grazie

Equilibrium

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Fedro
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Re: Equilibrium

Messaggio da Fedro » 09/08/2017, 7:46

Nel mercurio degli occhi
vaghi adesso escluso
dagli altari. Taci
tra bisbigli d'oracoli
e ascolti il ferro inclinarsi
al fuoco. Notte rovente
dove sei
ho il tuo manto in spalla
e scorrono fiumi dentro
i tuoi fianchi oscuri

ortica
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Re: Equilibrium

Messaggio da ortica » 16/09/2017, 16:47

64. Un suono materiale, come un suono mentale, deve evocare la tua interna Armonia.
L'armonia profana e sensoriale costituisce un mezzo di gratificazione emotiva e istintuale.
L'Armonia sacra non appaga l'emotivo - per quanto ciò possa anche avvenire -, ma esalta la tua corda vibrante sì da accordarla alla Nota dell'Essere e agli ipertoni universali.
Due individualità che si incontrano esaltano le loro note istintuali, emotive e passionali; due Anime che si incontrano esaltano l'Accordo con la Vita, rappresentano due strumenti risuonanti nella grande Orchestra del creato che rendono Bello ciò che toccano.
Dall'accordo individuato passa quindi all'Armonia universale e di là innalzati all'identità con la Nota fondamentale del grande Musico. Fino a quando non realizzerai quest'ascensione di toni, sarai pur sempre un apprendista musico.


Raphael. La triplice via del fuoco. Pensieri che vibrano
Fuoco onnipervadente 64


Gabriel's oboe

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Re: Equilibrium

Messaggio da Fedro » 30/09/2017, 7:11

FEDRO :Andiamo , visto che la calura si é attenuata .

SOCRATE : Non conviene forse , prima di incamminarci , rivolgere una preghiera alla divinità di questo luogo ?

FEDRO : Certamente .

SOCRATE : " Caro Pan e tutti voi altri dei che siete in questo luogo , concedetemi la bellezza interiore , e i beni esteriori che possiedo siano in accordo con quelli interiori . Che io consideri ricco il saggio e che io possieda tanto oro quanto non potrebbe prenderne e portarne con sè altri che il temperante " . Dobbiamo chiedere ancora qualcos' altro , Fedro ? Mi sembra di aver pregato a sufficienza .

FEDRO : Prega che anch' io possa ottenere questi beni : infatti , tra amici tutto é
comune .

SOCRATE : Andiamo .

cielo
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Re: Equilibrium

Messaggio da cielo » 02/10/2017, 20:23

I morti non sono degli assenti, sono degli invisibili.

Tengono i loro occhi pieni di luce nei nostri pieni di pianto.

S. Agostino

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Re: Equilibrium

Messaggio da Fedro » 13/10/2017, 8:00

Una legione di giorni
un corri corri di scolari all'uscita
a dilagare sul cuore

Sciamano i giorni
dagli alveari dismessi- è autunno
ed è lampo dorato dietro gli occhi

cielo
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Re: Equilibrium

Messaggio da cielo » 25/10/2017, 18:26

"Dimorando nella contemplazione di colui che è Presente, scopro il mio sonno".

[tratto dallo scritto di un utente - forum pitagorico 3/11/2009]

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Re: Equilibrium

Messaggio da cielo » 30/10/2017, 8:39

Ti narro del parlare.

Il dialogo è il processo ove due o più essenti offrendo in testimonianza la propria essenza, operano nella reciproca comprensione ampliando la consapevolezza.

Non c’è dialogo dove non c’è offerta.
Non c’è dialogo dove non c’è testimonianza.
Non c’è dialogo dove non c’è comprensione.

Offerta: fluire disinteressato (dove c’è intento di convincere o convertire, non c’è disinteresse).

Testimonianza: descrizione distaccata di un processo/evento (dove c’è inferenza sull’evento - ossia credenza, opinione, presunzione, deduzione, etc. etc. - non c’è distacco né descrizione del processo).

Comprensione: ampliamento del processo cognitivo attraverso l’integrazione (dove c’è confronto, contrasto, proselitismo, coercizione, rivalsa, istanza salvifica, non c’è né cognizione né integrazione).



da ZENKAISOO Taki II
Premadharma
Quaderni Advaita & Vedanta,
Quaderno nr. 68


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Re: Equilibrium

Messaggio da Fedro » 07/12/2017, 8:10

Me ne starò ai margini.
Nessuna entrata
di soppiatto, furtiva, tangibile.
In una costellazione di memorie
ora bianche di cemento
ora brune di fango antico
non accerchierò altre maree, la sera
nè smetterò di sedermi al mio cospetto
Ruota il mondo, lo contengo
oltrepasso le luci, le maree
e attendo il cuore, lo ascolto
che si posi, attendo
infine pago del suo mondo.
Fermo.

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Re: Equilibrium

Messaggio da cielo » 10/12/2017, 20:44

Dal silenzio individui mostrano riflessi, di loro stessi, di ciò che pensano, di ciò che sono o che credono di essere.
Chi è libero?
L'individuo libero non ha il senso del possesso,
non ha memoria,
non ha ricordi,
non ha una mente avida di meriti,
nè spaventata dai demeriti.
Non cerca, non trova.


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Ti racconto la storia di un samurai.

La sua arte era l'eccellere.

L'eccellenza era tale che non si confrontava mai con gli altri samurai, forse che il falcone si confronta con la starna?

O il bambù con lo stecco?

Lui si confrontava solo con sé stesso, a lui non interessavano vittorie, a lui interessava essere la perfezione.

La sua tecnica di spada era detta "Quella dei mille specchi".

Si era ritirato in un vecchio tempio sul fianco della collina, sotto il dirupo grande.

Era dell'Okkaido. Là aveva costruito tanti specchi che lo riflettevano in mille e mille figure.

Là egli combatteva contro gli specchi.

Là egli portava ogni imperfezione e ingigantendola e moltiplicandola migliaia di volte, là egli la combatteva nell'unica maniera possibile che conosceva... vedendosela in tutti gli aspetti, accettandola sino a valicarla nell'integrazione.

A poco a poco il suo divenne il movimento perfetto, così perfetto che era sempre più veloce sino al giorno che fu così veloce che nessuno specchio lo potè riflettere.

La sala è sempre lì e narrano che un samurai attento può ancora sentire il soffio del drago.

(...)

Raccontano che un samurai uscì dalla stanza per bere il sakè.

Ma la gente non vedeva il samurai.

Vedeva gli specchi anche se non era nella stanza.

Il samurai era diventato "mille specchi".

(Autista - 2008)

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Re: Equilibrium

Messaggio da cielo » 17/01/2018, 18:02

(...)
La lettura e lo studio dei Testi tradizionali possono, comunque, costituire un potente stimolo ad aprire certe porte nella nostra psiche che precedentemente erano chiuse. E di ciò occorre tener conto; per aprire la porta dell’intuizione superconscia occorre esercitare il veicolo corrispondente.

L’Iniziato-realizzato può anche non scrivere niente; grandi Realizzati come il Buddha e il Cristo non hanno lasciato scritti; altri hanno solo cercato, per i loro discepoli, di delucidare, con commenti e note, i Testi tradizionali (Sruti o Rivelazione).

L’Iniziato non si misura in riferimento alla quantità delle parole che scrive o dice. La quantità appartiene all’erudito e al saggista le cui menti sono troppo imbevute di rajas.

La quantità di nozioni può anche nuocere al processo iniziatico perché potenzia la mente distintiva, empirica e rappresentativa (manas). Il manas, si sa, va sempre in cerca di cibo nozionistico, ma non è sul piano della sua espansione e della quantizzazione che l’ente può trovare la ‘morte dei filosofi’.

Così, anche il sentimento egoico va in cerca del suo cibo, ma se si vuole pervenire alla vera iniziazione occorre saper morire al manas e al kama [desiderio].

È difficile far comprendere all’erudito che per trovare vera iniziazione occorre morire a se stessi. Spesso l’erudito è litigioso, orgoglioso, separativo, incentivato da un senso di superiorità velato da una falsa umiltà, esclusivo, vanitoso, e fa anche pesare il suo “potere” psichico.

La facoltà del manas è un potere psichico, come il potere del sentimento (kama); l’erudito si serve del potere del manas, mentre il mistico si serve di quello del kama. Anche il desiderio-sentimento è esclusivista e fanatico; occorre un grande sforzo per liberarsi dei poteri che appartengono all’individualità.

L’amore, la conoscenza, la beatitudine sgorgano da un Cuore privo di ogni sovrapposizione, da un Cuore puro, innocente (da non confondere con lo sprovveduto).

Un manipolatore di semplici parole, un ‘mago’ di concetti, di termini verbali a effetto non può conoscere la semplicità e la bellezza dell’essenziale Verità.

Chi tende all’iniziazione deve sapere che dal molteplice si avvia verso l’unità, dalla quantità verso la qualità, e dal potere psichico verso la comprensione del Cuore, che è sintesi onnipervadente.

Raphael,“Fuoco dei Filosofi”. Edizioni Asram Vidya

Paideia - Articoli - 69. Iniziazione e Tradizione di Raphael Vidya Bharata
(tratto da forum Vedanta & co - Pensieri pitagorici 2015)



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Account eliminato:
17.01.2017 9.32:
"Scappo, bye." "Bye"

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Re: Equilibrium

Messaggio da ortica » 06/02/2018, 15:37

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Se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di un Dio
di un Dio il sorriso.
...
Rosa gialla rosa di rame
mai ballato così a lungo
lungo il filo della notte sulle pietre del giorno
io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino
alla fine siamo caduti sopra il fieno.

Persa per molto persa per poco
preso sul serio preso per gioco
non c'è stato molto da dire o da pensare
la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera
spettinata da tutti i venti della sera.
...





Faber, Se ti tagliassero a pezzetti

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Re: Equilibrium

Messaggio da cielo » 13/02/2018, 10:40

“Perdonate la malinconia: è la neve che si disfa.

Avrei proprio voluto sapere che ci faccio su questa terra,

chi sono.

Ma mi perdo tra la folla,

la folla dei miei io.”

Paul Morand Lettera a J. Denoel


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E' un momento di disgelo, il cuore a poco a poco scioglie i suoi nodi e quello che arriva dall'esterno non produce tensione, non riverbera in riflessi abbacinanti, semplicemente si accompagna con ciò che c'è.

Con l'augurio che in questa Shivaratri, la sacra notte di Shiva, la mente si assorba nel cuore così che il seme d’oro possa germogliare e crescere, superando il limite tra visibile e invisibile, Reale e irreale, eternità e tempo.

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Re: Equilibrium

Messaggio da cielo » 16/02/2018, 14:50

Rallegratevi in Dio

Dovri Dobrev

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Re: Equilibrium

Messaggio da cielo » 03/03/2018, 10:47

Voi non potete trasformare la società fino a quando non trasforme­rete voi stessi.

Ma trasformare se stessi è cosa ardua, difficile.

Fare una rivoluzione sociale è più facile che attuare una rivoluzione in se stessi.

Uccidere i nemici esterni è più facile che debellare quelli interni. Fino a quando vediamo con l’occhio dell’illusione cadiamo sempre nell’errore, anche se quest’ultimo apparentemente può non sembrare tale.

Solo quando trasformeremo la nostra coscienza potremo riconoscere di aver vissuto in uno stato illusorio, non prima. Una simile considerazione vale anche a proposito della Conoscenza.

L’Advaita sostiene: non possiamo comprendere Brahman perché vorremmo la soluzione senza creare alcun moto, il che significa rimanere sempre nel velo di maya.

Vogliamo comprendere Brahman?
Ebbene, non dobbiamo chie­dere dimostrazioni analitiche, speculativo-discorsive che non hanno senso, ma trasformare la nostra mente.

Dobbiamo uscire dallo stato di coscienza illusorio perché è solo risvegliandoci ad una nuova condizione esistenziale che riconosceremo il risplendente atman.

È solo quando una trasformazione profonda del nostro essere si attua che potremo avere le risposte alle domande scaturite nelle e dalle condizioni di coscienza precedenti.

È bene precisare che la metafisica Vedanta non è astratta o fantastica, non è quietistica, né devozionale, né passiva, né accomodante, né nichilista, né panteista come alcuni addirittura hanno affermato.

Essa è essenzialmente dinamica, mira a dare al singolo la responsabilità di ogni azione e la soluzione dell’intero conflitto fisiopsicologico e spirituale.

Raphael - L'apice della piramide


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Re: Equilibrium

Messaggio da cielo » 01/05/2018, 8:40

Omaggio a Shah Marai, volato via come un palloncino, e a tutti coloro che testimoniano, con immagini e parole, la tragedia di questi tempi di disordini e guerra.


Morite, morite

Morite, morite, di questo amore morite,

se d'amore morirete, tutti Spirito sarete!

Morite, morite, di questa morte non paventate,

da questa terra su volate e i cieli in pugno afferrate!

Morite, morite, da questa carne morite,

non è che laccio la carne, e voi ne siete legati!

Prendete, prendete la zappa per scavar la prigione!

Spezzato che avrete il muro, sarete principi, emiri!

Morite, morite davanti al sovrano bellissimo:

morti che avanti a lui sarete, sarete sultani e ministri!

Morite, morite, uscite da questa nube

usciti che ne sarete, Luna lucente sarete!

Tacete, tacete, il silenzio è sussurro di morte;

tutta la vita è in questo: siate un flauto silente.

Mevlana Jalaluddin Rumi

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Re: Equilibrium

Messaggio da Fedro » 18/11/2018, 11:24

"Si può, sai, stando qui

stando molto fermi

sostenere una stella. Si può

dire alla foglia di cadere quando è ora

e il frutto pilotarlo

alla maturazione.

Si può, credi, festeggiare ogni onda

scandire i fili d’erba e nominare

nell’aria il bene. Spingere il bene alle contrade

pacificare spiriti di guerra. Sostenere

la fiamma di ogni focolare nelle cucine

piccole del mondo, nei tuguri portare

la fiammella che trasforma in mangiare

i frutti della terra. Tenere l’acqua

nella trasparenza. E ferma la montagna

senza vacillare.



Stando molto fermi

si può adorare. Si può entrare

nel dolore di un altro e sollevare,

asciugare il bucato. Volare. Si può

far cuore col cuore della terra. Si può

spezzare in infinità l’umana particella

di carne. Scatenare il potenziale atomico

che sta in ogni scaglia

della nostra pelle. Festeggiare da lì

la presente - nostra - eternità.



Stando zitti e fermi è come dire

ecco, ingravidatemi. Dirlo alle forze

dirlo alle stagioni, al cielo, alle popolazioni

invisibili dei mondi.

Si fa un atto di fede, stando fermi.

Si dice: credo in ciò che non si vede,

so che non sono sola adesso

in questa camera senza nessuno,

so che nel vuoto apparente

c’è una corrente feconda, una mano

che guida la mia mano, una mente

di creazione. So di non sapere

il mistero del mondo. E so di preservarlo

per la fecondazione d’ogni vivente.



Stando molto fermi si crea una fessura

perché qualcosa entri e faccia movimento

in noi, e ci lavori piano, come capolavoro

da ultimare, a cui l’artista ignoto fa un ritocco

con ispirata mano, quasi demente

tanto è forte la spinta e delicata

la certezza del tocco.



Stando fermi fermi

si festeggia la gran potenza

che esalta il sole nella sua prestanza

e lo depone ad occidente

nell’ora stanca – quando ognuno guardando

prova una leggera indicibile pena.



E stando fermi la luce entra

anche nella più tetra delle notti

e l’occhio chiuso può contemplare

il buio immenso del corpo

dove il respiro entra e si espande.



E l’aria entra ed esce

a lente calme sorsate.

E l’aria è cielo. Cielo che viene a noi,

con particelle di cosmo, e antiche polveri.

Fiato di tutto ciò che è stato

e del presente e vivo esserci.



Stando molto fermi

il pensiero si spande

con le sue spire incantate

sorge si gonfia

in rivoli e pianure allagate, in rovi

in labirinti spaccati

catapecchie greti radici quadrate.

Ecco il pensiero, il divoratore.

Stando fermi lo si può lisciare

e pettinare e farlo stare giù

steso e sospeso e riposto e composto

e un po’ arretrato

in sottofondo – depotenziato –



Tutto il presente esplode.

Stando fermi.



Il nome si deposita sul fondo.

Il cognome è un aggeggio antiquato.

Nessuno spinge o preme

niente s’affretta niente è lontano.

E’ finito. Ciò che è lontano

è finito. Stando fermi.



E poi si fa concerto

col corpo plantare, con le sfere

celesti col musicale silenzio delle cose.



Stanno più zitte le cose stando fermi.

Resta un palpitare. Tutto pare risponda

a un direttore nascosto, non umano,

silente, geniale. Stessa partitura secolare

d’orchestra.



Stando molto fermi anche un cucchiaino

con la sua piccola ombra schiacciata sotto,

porta una dose abbondante di mistero

col mondo capovolto nella nicchia.

Anche una tazza un asciugamano un latte

una scatola di puntine, un libro, un vasetto

di crema per le mani. Stando fermi è strana

più strana la costellazione di cose sul tavolino.

La fissità si tende ed è chiaro: l’enigma

non si scioglierà.



Questo abbiamo fatto

acciaio e carta. Tessiture di fili e di sostanze.

E questo siamo. Ultimo abbozzo

prima dell’umano."

(Mariangela Gualtieri,
da: "Le giovani parole", ed. Einaudi)

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