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Pensiero del Giorno

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Mauro
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Re: Pensiero del Giorno

Messaggio da Mauro » 09/12/2016, 14:48

"Il dubbio è l’inizio della saggezza".

(Cartesio)

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Fedro
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Re: Pensiero del Giorno

Messaggio da Fedro » 09/12/2016, 15:04

Mauro ha scritto:"Il dubbio è l’inizio della saggezza".

(Cartesio)
Certo, se non ci fosse il dubbio, non nascerebbe nemmeno la curiosità di conoscere (da cui la saggezza); dunque per dubbio s'intenderebbe il contrario di una indiscriminata, cieca e fanatica verità, mai sondata od esperita.
La fede o fiducia, come si diceva , si pone in un'altra piano o criterio di attuazione.

anam

Re: Pensiero del Giorno

Messaggio da anam » 09/12/2016, 16:49

cannaminor ha scritto:
anam ha scritto: Che è in altro linguaggio quanto dice Adi Shancaracharya quando nel Vivekacudamani mette sraddha (la fede), al primo posto fra le qualità del discepolo. A quanto pare, la fede perfetta, salda e ferma, è fra i presupposti indispensabili alla comprensione.
A me non sembra; nel Vivekacudamani vengono posti 4 mezzi-qualificazioni e tra questi (il terzo) 6 qualità-virtù come da sutra 18 e 19:

18. I Saggi hanno detto che per la realizzazione occorre praticare quattro qualificazioni, senza le quali l'attuazione del Brahman può fallire.

19. La prima è la discriminazione tra reale e irreale (nityanityavastuvivekah), la seconda è il distacco da ogni frutto dell'azione sia in questo mondo sia in altri, la terza è costituita dal gruppo delle sei qualità, quali la calma mentale, ecc., e la quarta è l'aspirazione ferma e ardente alla liberazione.


- 1. Discriminazione tra reale e irreale.
- 2. Distacco dai frutti delle proprie azioni.
- 3. Osservanza delle qualità-virtù:
- sama, la calma della mente,
- dama, l'autodominio,
- uparati, il raccoglimento interiore,
- titiksa, coraggio morale che si accompagna ad un Ideale spirituale. Pazienza perseverante,
- sraddha, la fede,
- samadhana, stabilità mentale, fermezza, costanza decisa e risoluta.- Calma mentale.
- 4. Volontà incrollabile per la Liberazione

E' vero, cannaminor, shradda - la fede - non è al primo posto nell'esade delle sei qualità da praticarsi dal discepolo.
Mi scuso per l'imprecisione, andavo a memoria.
Tuttavia è fra i presupposti indispensabili alla realizzazione.

Soggiunge il Signore nella Gita (IV, 40 e IX, 3):
Ma per colui che è senza conoscenza, senza fede, che è pieno di dubbi, la sua individualità è perduta. Per colui che è dubbioso non v’è felicità né in questo mondo né nell’altro.
(edizioni Asram Vidya).

commento alla Gita di Adi Shankaracharya (edizioni Luni):
Chi non conosce il Sè va in rovina, e così anche chi non crede negli insegnamenti e nelle parole del suo maestro, avendo la mente piena di incertezze. Gli ignoranti e i senza fede vanno sicuramente in rovina, ma non nella stessa misura in cui ciò accade agli incerti, che sono i più empi di tutti. In che senso? Chi è pieno di incertezze non ottiene nè questo mondo, comune a tutti gli uomini, nè un altro, nè la felicità: la sua incertezza si insinua anche dappertutto ciò. Dunque [o Arjuna] non essere dubbioso.


D'altro canto, è evidente che il dubbio altro non è che una vritti, un girovagare della mente che non può che distogliere dalla ferma attenzione e dall'ardente aspirazione che sono richieste dalla pratica.
Se esamino il mio percorso in questa vita, posso osservare come all'inizio vi fosse una fede piena, semplice e sincera, scevra da qualsivoglia dubbio, che è durata fino all'adolescenza.
Successivamente questa si è come oscurata, in altri tempi avrei detto perduta, ma penso sia più adatto asserire che sia stata avvolta dalla caligine degli eventi della vita esteriore.
Vi è stata, direi, una dimenticanza, mai una perdita, per quanto ne soffrissi proprio come di un'irreparabile perdita.
Ciò è durato a lungo, per quanto sia consentito usare questo termine a riguardo di una breve vita umana.
A un certo punto la fede è ritornata, non saprei dire come nè perchè, certo non per mio merito. Sebbene, osservando con maggiore attenzione, si inizino a intravvedere talune cause.
Nè penso si possa decidere di aver fede, o di non averne. E' qualcosa che c'è o non c'è, in un certo senso un dono. Per chi ha fede è dono della Grazia.
Dicono i saggi - conformemente alla Gita - che vi è una fede per ciascun essere umano e che come è la sua fede, tale egli è.

Mauro
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Re: Pensiero del Giorno

Messaggio da Mauro » 09/12/2016, 17:31

"Se vuoi diventare un vero cercatore della verità, almeno una volta nella tua vita devi dubitare, il più profondamente possibile, di tutte le cose".

(Cartesio)

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Re: Pensiero del Giorno

Messaggio da Fedro » 09/12/2016, 17:52

Mauro ha scritto:"Se vuoi diventare un vero cercatore della verità, almeno una volta nella tua vita devi dubitare, il più profondamente possibile, di tutte le cose".

(Cartesio)
E dubitandone, scartando ogni cosa come non vera, cosa rimane se non tu stesso, colui che dubita, e che non puoi mai negare, quanto affondarci?

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Re: Pensiero del Giorno

Messaggio da Mauro » 09/12/2016, 17:55

Fedro ha scritto:
Mauro ha scritto:"Se vuoi diventare un vero cercatore della verità, almeno una volta nella tua vita devi dubitare, il più profondamente possibile, di tutte le cose".

(Cartesio)
E dubitandone, scartando ogni cosa come non vera, cosa rimane se non tu stesso, colui che dubita, e che non puoi mai negare, quanto affondarci?
È proprio come dici tu: se non dubiti di tutto (distruzione), non puoi arrivare alle fondamenta di te, sulle quali ricostruire la tua esistenza.
Namasté!

Mauro
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Re: Pensiero del Giorno

Messaggio da Mauro » 10/12/2016, 20:11

"Non dovete credere nella forza delle tradizioni, anche se sono tenute in grande considerazione per molte generazioni e in molti luoghi; non credete in una cosa semplicemente perché molti ne parlano; non credete basandovi unicamente sulle affermazioni degli antichi saggi; non credete nelle cose che vi siete immaginati pensando che fosse un dio ad ispirarvi; non credete in nulla che si basi solo sull'autorità dei vostri maestri o dei preti. Dopo averle attentamente esaminate, credete soltanto alle cose che avete sperimentato e trovato ragionevoli, alle cose che faranno il vostro bene e quello degli altri".

Shakyamuni- "KALAMA SUTTA"

Blu Jiva
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Re: Pensiero del Giorno

Messaggio da Blu Jiva » 10/12/2016, 20:26

18. Pensa all’Accordo, parla di compartecipazione, dona comprensione, muoviti con Bellezza di ritmo, vivi il tono dell’Amore-Verità: il discepolo della “Via del Fuoco” incede con Dignità, con Compostezza, con Soavità.
Raphael – La Triplice Via del Fuoco [pag. 81 Fuoco onnipervadente - Edizioni Åśram Vidyå]

seva
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Re: Pensiero del Giorno

Messaggio da seva » 11/12/2016, 18:22

«Da mio padre: l'indole mite e la fedeltà incrollabile alle decisioni attentamente meditate; il rifiuto di ogni vanagloria per i cosiddetti onori; l'amore per il lavoro e la tenacia; la disponibilità ad ascoltare chi ha da proporre qualcosa di utile alla collettività; l'atteggiamento inflessibile nell'attribuire a ciascuno secondo il merito; l'esperienza nel vedere dove occorra tirare, dove invece allentare; l'aver posto fine agli amori con i fanciulli; il rispetto per gli altri e l'aver consentito agli amici di non banchettare sempre con lui e di non doverlo per forza seguire nei suoi viaggi: anzi, il farsi sempre ritrovare amico come prima da chi per qualche necessità era rimasto a casa; lo scrupolo e l'insistenza, durante le riunioni di consiglio, nel cercare soluzioni, e non, come si dice, «non ha concluso il suo esame, accontentandosi delle prime impressioni»; il modo di conservare gli amici, senza mai provare fastidio per loro, e neppure un folle attaccamento; l'autosufficienza in tutto e la serenità; la lungimirante preveggenza e il provvedere a ogni minima cosa senza atteggiamenti teatrali; il fatto che, sotto di lui, furono ridotte le acclamazioni e ogni forma di adulazione verso il potere; l'attenzione continua alle necessità dell'impero, la gestione oculata della spesa pubblica e la tolleranza verso le critiche abituali in simili casi; non esser superstizioso per quel che riguarda gli dèi, né demagogo per quel che riguarda gli uomini, in cerca di consenso o di favore tra la massa, ma sobrio in ogni circostanza e saldo, mai volgare o smanioso di novità; saper far uso di ciò che serve a confortare la vita, e che la sorte fornisce in abbondanza, senza boria, e, insieme, senza accampare pretesti, in modo, se c'è, da goderne senza artifici, e da non sentirne il bisogno se manca; il fatto che nessuno lo avrebbe potuto definire un sofista o un buffone o un pedante, ma un uomo maturo, completo, immune alle adulazioni, capace di provvedere agli interessi suoi e altrui; inoltre, l'onore riservato ai cultori autentici della filosofia, senza tuttavia offendere gli altri, e senza neppure, però, farsi fuorviare da loro; ancora: l'affabilità e la gentilezza, ma senza esagerazione; la cura che aveva della sua persona: nei giusti limiti, e non come chi è troppo attaccato al proprio corpo, senza indulgere al lezioso e neppure cadere nella sciatteria, cosicché grazie alla propria personale attenzione riduceva al minimo la necessità di ricorrere all'arte medica o ai farmaci, e con l'esclusione di ogni impiastro; soprattutto il suo saper cedere il passo, senza invidia, a chi possedeva una certa abilità, per esempio nell'eloquenza o nello studio delle leggi o dei costumi o di altre materie, e l'impegno con il quale aiutava ciascuno a divenire famoso nel settore in cui aveva particolare talento - e seguendo sempre nella sua azione le tradizioni avite, non cercava di mettere in luce neppure questa linea di condotta; ancora: la tendenza non a trasferirsi e spostarsi avanti e indietro, ma a restare a lungo negli stessi luoghi e nelle stesse attività; la capacità, dopo i suoi violenti attacchi di cefalea, di tornare sùbito fresco e pieno di energie al lavoro consueto; il suo non avere molti segreti, ma pochissimi, rarissimi e solo su questioni di Stato; il buon senso e la misura nell'allestimento di spettacoli, nell'edificazione di opere pubbliche, nelle elargizioni al popolo e simili: da uomo che tiene d'occhio quello che si deve fare, non la gloria che può seguire alle sue azioni».
Marco Aurelio, A sè stesso, I, 16

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Re: Pensiero del Giorno

Messaggio da Fedro » 13/12/2016, 7:22

Non è necessario che tu esca di casa. Resta al tuo tavolo e ascolta. Non ascoltare neppure, aspetta e basta. Non aspettare neppure, sta' in completo silenzio e solitudine. Il mondo ti si offrirà per esser smascherato, non può farne a meno, in estasi ti si torcerà dinanzi".
F. Kafka

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Re: Pensiero del Giorno

Messaggio da seva » 13/12/2016, 15:29

Si ricorda:
«Il Pensiero del Giorno è l'argomento apposito dove riportare citazioni da proporre per una riflessione quotidiana. È opportuno usare questo argomento solo per le citazioni. Ove ci fossero delle riflessioni da condividere si apra un altro argomento, lasciando questo libero da dialoghi vari».

viewtopic.php?f=16&t=31#p66

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Re: Pensiero del Giorno

Messaggio da Fedro » 14/12/2016, 7:41

"Quando si è coscienti della propria ignoranza, si comincia a dispiegare una solidarietà per capire almeno dove non dobbiamo andare, anche se forse non sappiamo dove andiamo.
Vivere la vita non è pianificarla."

(R. Panikkar)

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Re: Pensiero del Giorno

Messaggio da NowHere » 14/12/2016, 15:26

D: Stai condannando spietatamente qualsiasi cosa la gente abbia detto finora. In futuro anche tu potresti essere condannato e distrutto per quello che stai dicendo.

U.G.: Se ne avrai il coraggio, sarò il primo a renderti onore. Ma non devi fare affidamento sui tuoi libri sacri - la Bhagavad Gita o le Upanishad. Devi contestare ciò che sto dicendo senza l'aiuto delle tue cosiddette autorità. Non ne hai il coraggio perché fai affidamento sulla Gita e non su te stesso. Ecco perché non sarai mai in grado di farlo. Se hai quel coraggio, tu sei l'unica persona a poter provare che ciò che sto dicendo è falso. Un grande saggio come Gaudapada può farlo, ma non è qui. Tu stai semplicemente ripetendo ciò che Gaudapada ed altri hanno detto. Per quanto ti riguarda sono affermazioni prive di valore. Se ci fosse un Gaudapada vivente seduto qui, sarebbe in grado di distruggere quello che sto dicendo, non tu.

U.G. Krishnamurti, La mente è un mito

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Re: Pensiero del Giorno

Messaggio da Fedro » 15/12/2016, 10:37

48. Il Sè non diventa certamente puro con lo yoga in otto parti né diventa puro con la distruzione della mente né lo diventa con le istruzioni di un Maestro. Egli stesso è verità e illuminazione.

La purificazione che molte scuole propongono per raggiungere la realizzazione, non modifica o migliora in alcuna maniera il Sè. La realizzazione del Sè non è l'effetto di un cambiamento, di una serie di azioni o artifizi che modifichino qualcosa. Non esiste un Sè che necessiti di purificazione per essere realizzato. Il Sè o atman è ugualmente identico alla Realtà assoluta che pertanto non è migliorabile, modificabile o comunicabile.
Non esistono segreti, incantesimi o mantra che una volta bisbigliati sottovoce da un Maestro diano la realizzazione a chiunque li ascolti o li ripeta; altrimenti sarebbero false tutte le sacre scritture del mondo, poiché ognuna sostiene la propria veracità, ma nessuna ha mai comportato realizzazioni di massa, dopo il loro semplice ascolto o lettura. Ugualmente, dove sono coloro che si sono realizzati attraverso lo yoga o la meditazione? Milioni di persone praticano queste tecniche, seguono dei corsi, pagano degli istruttori, ma quanti di costoro si sono realizzati? E quanti di coloro che lo dichiarano lo sono realmente, invece di cercare solo riscontri materiali o psichici?

Avadhutagita. Commento di Bodhananda. Edizioni I Pitagorici

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Re: Pensiero del Giorno

Messaggio da seva » 17/12/2016, 6:45

D. Lei afferma che non occorre alcuno sforzo per realizzare il Sé.
R. Come può ciò che è l’Assoluto incausato essere determinato da altro? Esso non ha alcuna relazione con qualsiasi causa. Se lei chiude gli occhi, non sta cancellando il sole e quando li riapre non lo sta ricreando. Il sole è a prescindere da lei e da quello che lei può fare. Non deve fare nessuna fatica per vedere il sole, non è lei a crearlo. Ma se lei non ha alcuna intenzione di aprire gli occhi è chiaro che il sole non lo può vedere. Tutto lo “sforzo” è nel convincersi ad aprire gli occhi, ma se lei ha altro da immaginare, da sognare, etc. etc. ecco che prima di aprire gli occhi vorrà soddisfare i suoi desideri di altro. La realizzazione non duale del Sé, per come testimoniata dalla tradizione advaita, è la stessa cosa. La dualità fa sì che nell’ente ci siano contrapposizioni, da un lato si desidera l’assolutezza del sommo bene, dall’altro si desiderano soddisfazioni circostanziali. È solo una questione di urgenza, di importanza, di potenza... il desiderio più urgente, più importante, più potente è quello che prevale.

Premadharma, Vedanta Novembre 2016, Vidya Bharata

anam

Re: Pensiero del Giorno

Messaggio da anam » 18/12/2016, 18:06

Immagine

"I suoi occhi brillano con sorprendente lucentezza. Strane sensazioni cominciano a sorgere in me. Quelle orbite splendenti sembrano scrutare nei recessi interiori della mia anima. In modo strano mi sento consapevole di ogni cosa che egli può vedere nel mio cuore. Il suo misterioso sguardo penetra nei miei pensieri, nei miei sentimenti e nei miei desideri; non posso far niente di fronte ad esso. Dapprima questo sconcertante sguardo mi disturba; mi sento vagamente a disagio. Sento che egli ha percepito pagine che appartengono ad un passato che io ho dimenticato. Lo conosce completamente sono certo. Non ho nessuna possibilità di sfuggire; in un certo modo, non lo voglio neppure. Qualche curioso presentimento di un futuro beneficio mi impone di resistere a questo sguardo spietato. Così egli continua per qualche istante a cogliere le impercettibili caratteristiche della mia anima, a scoprire il mio confuso passato, a intuire le emozioni frammiste che mi hanno spinto qua e là. Ma sento che comprende anche quale tormentosa ricerca mi abbia indotto a lasciare la via comune per mettermi alla ricerca di uomini come lui.
Vi è un impercettibile mutamento nella corrente telepatica che scorre tra noi nel momento in cui i miei occhi sbattono ripetutamente, mentre i suoi rimangono senza il minimo tremore. Divento consapevole che sta definitivamente collegando la mia mente alla sua, che sta provocando nel mio cuore quello stato di calma splendente di cui egli sembra godere permanentemente.
In questa pace straordinaria trovo un senso di esaltazione e di leggerezza. Il tempo sembra arrestarsi. Il mio cuore è alleggerito dal suo fardello di preoccupazioni. Sento che mai più l’amarezza della rabbia per qualche desiderio insoddisfatto potrà affliggermi. Mi rendo conto perfettamente che l’istinto profondo che innato nella razza, spinge l’uomo a guardare verso l’alto, che lo incoraggia a sperare e che lo sostiene quando la vita si oscura, è un istinto autentico, poiché l’essenza dell’esistenza è buona. In questo magnifico, estatico silenzio, in cui il tempo si ferma e i dispiaceri e gli errori del passato appaiono banalità, la mia mente si immerge in quella del Maharishi e la saggezza è adesso al suo perielio.
Cos’è lo sguardo di quest’uomo se non una bacchetta taumaturgica che evoca davanti ai miei occhi profani un mondo nascosto di inaspettato splendore?”


Paul Brunton. India segreta
edizioni Il Punto d'Incontro

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Re: Pensiero del Giorno

Messaggio da seva » 20/12/2016, 8:03

Un carrozzone tirato da sei cavalli saliva su per una via erta, rotta, sabbiosa. I viaggiatori erano scesi e facevano a piedi il tratto di strada per alleggerire ai cavalli il peso e la fatica; tuttavia i cavalli sudavano e soffiavano. Sopraggiunse una mosca.

"Per fortuna sono arrivata io!" esclamò.

E cominciò a ronzare negli orecchi degli animali, a pungere ora questo ora quello, or sul muso or sul dorso. Poi si sedette sul timone , poi si posò sul naso del cocchiere , poi volò sul tetto della carrozza. Andava , veniva , affannata, e brontolava e squillava:

"Bel modo di fare! Se non ci fossi io! Guarda! Il prete legge il breviario. Quella donna canta. Quei due parlano dei loro affari. Il cocchiere sonnecchia. A darmi pena sono io sola. Tocca a me far tutto. Tutto cade sulle mie spalle. Ah che lavoro!"

Finalmente dalli e dalli, la carrozza giunse al termine della salita, dove ricominciava la via piana. I viaggiatori ripresero il loro posto; il cocchiere fece schioccare la frusta; i cavalli si rimisero al trotto. Sul tetto del carrozzone la mosca trionfava.

"Li ho condotti, eh, fin quassù ! Se non c’ero io!" - si lagnava.

"Nemmeno grazie mi dicono. Dopo tutto ciò che ho fatto."

Tra gli uomini quante mosche cocchiere!

Jean de La Fontaine


La mosca e la mula.
Dice la favola:
"Una mosca si posò sul timone di un carro e rimproverando una mula
disse: "Quanto sei lenta! Non vuoi avanzare più velocemente?
Sta attenta che io non ti punga il collo con il pungiglione".
Quella rispose: "Le tue parole mi sono indifferenti;
al contrario temo costui che, sedendo sulla cassetta,
dirige la mia corsa con una frusta flessibile,
e mi tiene ferma la bocca con un morso coperto di schiuma.
Per questo allontana la tua frivola insolenza;
infatti so sia quando bisogna andare piano sia quando si deve correre".
In virtù di questa favola si può giustamente deridere
chi, senza alcuna virtù, pronuncia vane minacce."

Fedro

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Re: Pensiero del Giorno

Messaggio da Fedro » 21/12/2016, 7:18

«Un giorno una goccia d’acqua cadde nel grande oceano. Trovandosi lì, cominciò a piangere e lamentarsi, proprio come stai facendo tu. Il grande oceano rise della goccia d’acqua. "Perché piangi?" Domandò. "Non riesco a capire. Quando ti unisci a me, ti unisci a tutti i tuoi fratelli sorelle, le altre gocce d’acqua delle quali io sono fatto. Tu divieni l’oceano stesso. Se desideri lasciarmi, devi solo levarti su un raggio di sole nelle nuvole. Da lì puoi discendere di nuovo, piccola goccia d’acqua, una benedizione per questa terra assetata".»
[La Vita di Vivekananda di Swami Nikhilananda]

anam

Re: Pensiero del Giorno

Messaggio da anam » 21/12/2016, 20:11

Vagando all'interno dell'avidya e pensando di se stessi: 'siamo saggi, sapienti', gli inavveduti, pur afflitti, errano [nel divenire] come ciechi guidati da uno anch'esso cieco.

Mundaka Upanishad, I, 2,8
Upanishad, a cura di Raphael
edizioni Bompiani

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Re: Pensiero del Giorno

Messaggio da seva » 22/12/2016, 22:46

D - Lei sembra insistere sul fatto che non ci sono regole, eppure tutti danno delle regole, le regole servono per il buon vivere sociale, per andare avanti, per progredire... come perseguire un intento spirituale senza regole?

R - Non si negano l’ordine, la correttezza, l’onestà, etc. Quando si parla di disciplina lungo la sādhanā, le regole possono servire per iniziare, se però vengono mutate in dogmi o tabù, possono deviare il praticante. Le parole dei Maestri mostrano un stato di essere, non uno stato di avere. Non è il comportamento a rendere tale un Maestro ma è il comportamento a discendere da Lui medesimo. Sarà lei stesso a divenire “regola”; ed allora, abbandonata l’altra regola, avrà trovato la sua disciplina interiore, un ritmo che molto probabilmente sarà identico alla regola iniziale, ma esso sarà ciò che è, un ritmo non un’auto-imposizione. Al limite, lei non mangerà più carne perché consapevole di quanto sia dannoso ai suoi veicoli corporei, il nutrirsene; di quanto sia atroce uccidere altre creature per cibarsi e di quanto più danno arrechi all’ecosistema il nutrirsi di carne. Oppure, semplicemente, perché è più sano o più conveniente. Un pezzo di terra, coltivato a verdure o legumi, potrà dare sostentamento, per esempio, a quindici uomini. Se lo coltivasse a foraggio per mangime, sosterrebbe solo tre uomini che si nutrirebbero del bestiame allevato con quel foraggio.

Premadharma, Dialogo dIstruzione, Edizioni I Pitagorici

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