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Canto dell'OM e dei mantra

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cielo
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Canto dell'OM e dei mantra

Messaggio da cielo » 17/03/2017, 18:01

Il canto della Om dovrebbe essere praticato in modo che ognuno possa fare esperienza personale della sua efficacia, al fine di sperimentare il suono della propria voce che sale nella cassa di risonanza del corpo.
Siccome pensiamo e programmiamo il dire e il fare anche sotto la doccia e in macchina dove "il testimone" guida al posto nostro mentre noi pensiamo alla cena da preparare o alla predica da fare ai figli, potremmo usare proprio queste situazioni della vita ordinaria (doccia e guida) per sonorizare la Om.

Al mattino (sotto la doccia) viene suggerito di intonare la Om dall'ottava bassa, farla salire bassa e profonda dalla radice (muladhara cakra) e portarla su a rombare nel resto del corpo.

Alla sera (in macchina) si può sperimentare la Om nelle ottave alte, (evitando di stridere - voce di gola, acida, in falsetto -), ma andando in dissolvenza con lo spazio circostante: le strade che si perdono all'orizzonte, il cielo.
Lasciare vibrare la Om e percepire lo spazio immenso e senza limiti, in cui siamo immersi.
Ho aggiunto queste note pratiche perchè, nonostante gli anni di pratica di canto sacro tradizionale indiano, a volte provo ancora quel senso di imbarazzo-sorpresa nell'ascoltare il manifestarsi della mia voce nel silenzio della casa, sotto la doccia o altrove.
Una sensazione buffa che si accompagna istintivamente alla domanda: "Chi sono io? Chi sta vibrando la Om?".
C'è come uno scollamento dalla personalità, chi vocalizza la om non sono "io nama-rupa", è la vita che suona usandomi come strumento.
Penso che sia comune anche ad altri che sperimentano la vibrazione della Om, questa sorta di imbarazzo per il suono "primitivo" che uscendo da se stessi rompe il silenzio dello spazio fisico e il rumore dei pensieri di sottofondo.
L'unica cosa utile è mettersi in gioco e sperimentare.

Sai Baba, in questo brano del discorso "Soham, la giusta Sadhana" del 12 ottobre 2002, dà alcune indicazioni pratiche per il canto dell'Om e dei mantra

Se volete conoscere il significato delle upanishad dovete affidarvi alle grandi anime che sono molto versate in esse. L'essenza di tutte le Upanishad deriva dal Principio di Brahma, il Quale si esprime a Sua volta attraverso la parola. Il Principio di Vishnu si basa sulla mente e consiste nei buoni pensieri. Se nella mente ci sono dei buoni pensieri, essi troveranno espressione attraverso delle buone parole.
Le buone parole, a loro volta, esprimeranno buoni significati. La Trinità di Brahma, Vishnu e Mahesvara non è formata da tre entità separate. Brahma è il respiro, Vishnu è la mente e Mahesvara è la Parola. L'unità di questi tre è il Principio Atmico.

Non riuscirete mai a capire questi concetti, se ve li ripeterò come sto facendo ora. È anche possibile che coloro che non conoscono il vero significato delle upanishad abbiano delle idee errate a proposito. Le upanishad devono essere insegnate in un ambiente pacifico, sacro e calmo.

I mantra devono essere cantati con un respiro pulito. C'è un mantra particolare che viene prescritto dalle
upanishad per ripulire il respiro, mentre viene spiegato il Principio divino. Se cantate questo Mantra verranno curate molte malattie. [si riferisce alla pratica del So ham]
Innanzitutto il respiro diventerà pulito. I blocchi del sistema vascolare verranno rimossi ed il sangue scorrerà liberamente; il suono che esce dalla vostra gola verrà purificato.
Però questi mantra devono essere cantati con la corretta intonazione. Solo allora il vero significato di questi mantra vi verrà rivelato. Tutta la natura del corpo sarà rivelata dall'essenza delle upanishad.


Come fa la lingua a riconoscere un sapore? La lingua è capace di distinguere i gusti diversi dei molteplici cibi. Com'è possibile? Ci sono innumerevoli papille gustative sulla lingua, per mezzo delle quali essa è in grado di distinguere i vari sapori. E ci sono innumerevoli raggi di luce negli occhi, ma i mantra delle upanishad, se cantati correttamente, sono in grado di curare molte malattie fisiche. E se poi ne capite il significato, il vostro stesso comportamento subirà un tremendo cambiamento ed insieme a questo cambiamento, i sentimenti sacri si faranno strada nel vostro cuore. Infine, questi sentimenti sacri verranno espressi dalle vostre parole.

Ci sono molte parole nelle lingue del mondo. Ed hanno anche molteplici significati, ma fra le parole ed il loro significato deve sussistere una relazione intima. Non vi serve a nulla sprecare il vostro tempo a dilungarvi sui significati. Diventa un esercizio di futilità, specialmente in campo spirituale.

Nel cantare i mantra, il suono è molto importante: esso dev'essere appropriato. Io cito spesso l'esempio di chi canta il Mantra 'Om'. Molta gente lo canta in modo non corretto, meccanicamente.

Il canto di questo mantra dev'essere fatto con tre lettere, 'O' [ o A] che viene cantato dalla gola, 'U', dalla lingua ed 'M', dalle labbra.
Così, il suono combinato di queste tre lettere, l'OM, esce dall'ombelico. Molti, quando viene loro chiesto di cantare la 'OM' cantano le lettere separatamente. Questo non è ciò che viene richiesto. Le tre lettere devono essere cantate simultaneamente, all'unisono.
Il canto dell'Omkara può essere paragonato al decollo, al librarsi in volo ed infine all'atterraggio di un aeroplano. È solo quando un mantra viene cantato in modo appropriato che potete ricavarne buoni sentimenti.


Molti mi dicono: "Bhagavan, canto la 'Om' da molti anni, ma non riesco comunque ad avere una fede stabile".
Sì, lo so. Com'è possibile, se non la cantate con la corretta intonazione e non ne capite il vero significato?
Le upanishad sembrano molto difficili da capire, ma se conoscete i significati dei vari concetti non c'è niente di più semplice.

Chi ha perso i denti avrà molte difficoltà a cantare i vari mantra. Anche il suono, nel canto dei mantra, risulterà erroneo.
Allora, non cantate i mantra a voce alta, ma fatelo dentro di voi. Nella musica, alcuni si concentrano sulle note. Essi cambieranno nota per accordarsi con ciò che sentono. Essi sanno che se la voce non è accordata con lo
strumento diventa 'discordante'. Per evitarlo, si deve controllare anche il proprio corpo. Avrete osservato molta gente che canta i bhajan [canti devozionali]. Quando cantano a voce alta la loro intonazione cambia. Questo non deve succedere, la voce deve rimanere sotto il vostro controllo.

Alcuni, cantando i canti devozionali, chiudono gli occhi. Altri alzano un occhio mentre l'altro resta ad un livello più basso. Tutte queste contorsioni offrono un'immagine sgraziata. Per questo motivo alcuni, mentre suonano l'armonium, ci tengono sopra un piccolo specchio, per osservarsi le labbra, gli occhi etc. Se la canzone non è cantata con la giusta intonazione possono così vedere che la propria faccia è sgraziata. Si sentiranno essi stessi disgustati da essa. Anche la postura è importante mentre si canta un bhajan o un kirtan [mantra cantato coralmente]. Non si devono rendere gli altri infelici obbligandoli ad assistere alle contorsioni delle nostre facce.
Nel fare questo genere di cose è necessaria una concentrazione assoluta. Spesso si compiono certi atti inavvertitamente. Per esempio, si indulge in una conversazione mentre si bevono un tè o un caffè. Così il latte o il caffè si verseranno sul nostro vestito, imbrattandolo, o ci andranno di traverso. Non dobbiamo mai parlare mentre stiamo bevendo o mangiando. Nei tempi antichi i grandi Saggi mantenevano il silenzio durante i pasti, o mentre bevevano. (...)

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