Il gruppo che cura Vedanta.it inizia ad incontrarsi sul web a metà degli anni 90. Dopo aver dialogato su mailing list e forum per vent'anni, ha optato per questo forum semplificato e indirizzato alla visione di Shankara.
Si raccomanda di tenere il forum libero da conflittualità e oscurità di ogni genere.
Grazie

Sul silenzio e sul vuoto

Teoria e dottrina.
scriba
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Re: Sul silenzio e sul vuoto

Messaggio da scriba » 18/02/2017, 12:42

Mauro ha scritto:
18/02/2017, 11:21
Scriba, ti dico come la penso, anche se mi scoccia aggiungere combustibile ad una conversazione che nulla ha a che vedere col tema del thread.
Ma per essere chiari.
A me pare che latriplice abbia torto a parlare di dottrina senza citare i riferimenti, e questo gliel'ho fatto notare più volte.
Ma questo vale quando si parla di "dottrina".
È evidente che in tal caso preferisco sentire cosa ne pensa Shankara piuttosto che le speculazioni di latriplice.

Qui la questione è un pò diversa: avevo chiesto esplicitamente a tutti di dirmi "come" (secondo loro, ovviamente) io potessi "gettarmi" fiduciosamente e senza paura nell'Abisso di cui si stava parlando (forse questa domanda ti è sfuggita, avendo tu stessa detto che hai letto il thread "distrattamente").
Bene. Latriplice mi ha dato una risposta. Un input operativo.
Giusto? Sbagliato? Non è questo il problema.
Checcacchiomenefrega se è farina del suo sacco o di Shankara?
Mi ha indicato il suo metodo.
Perchè se lo indica lui non va bene?

Quindi non capisco proprio la tua domanda, soprattutto se la inquadri nel contesto di tutto il thread, anche se lo hai letto "distrattamente".

Capisco la tua obiezione, Mauro.
Avrei voluto arrivarci con più delicatezza, ma hai ragione nel non voler dare combustibile all'off topic, allora vado dritta al punto.

Semplicemente, è d'uso in questo forum citare le fonti, quando si attinge a materiale altrui. Mi sembra corretto farlo.

Il brano postato da Latriplice è stato copiato da almeno un altro testo, che io sappia: "How to Attain Enlightenment: The Vision of Nonduality", di James Swartz
https://www.amazon.com/How-Attain-Enlig ... 1591810949

Sarebbe stato opportuno citarlo.

Mauro
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Re: Sul silenzio e sul vuoto

Messaggio da Mauro » 18/02/2017, 12:44

Trovo tutte queste argomentazioni semantiche pur di trovare il pelo nell'uovo in quanto scritto da latriplice dei veri e proprio "dialoghi sul vuoto" :lol:

scriba
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Re: Sul silenzio e sul vuoto

Messaggio da scriba » 18/02/2017, 12:46

Non è pelo nell'uovo. Quando si copiano testi altrui si citano le fonti. Tutto qui.

Sul fatto che siano dialoghi sul vuoto concordo :)

Mauro
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Re: Sul silenzio e sul vuoto

Messaggio da Mauro » 18/02/2017, 12:49

Il brano postato da Latriplice è stato copiato da almeno un altro testo, che io sappia: "How to Attain Enlightenment: The Vision of Nonduality", di James Swartz https://www.amazon.com/How-Attain-Enlig ... 1591810949

Sarebbe stato opportuno citarlo.

Sul pelo nell'uovo "semantico" non mi riferivo a te, ma a Fedro.
Comunque se è come dici, era opporruno citarlo, anche per semplice rimando, ma perchè non lo hai detto prima che conoscevi la fonte di quanto scritto da latriplice? Per coglierlo in castagna?
Non capisco.

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Re: Sul silenzio e sul vuoto

Messaggio da scriba » 18/02/2017, 12:51

Mauro ha scritto:
18/02/2017, 12:49
Il brano postato da Latriplice è stato copiato da almeno un altro testo, che io sappia: "How to Attain Enlightenment: The Vision of Nonduality", di James Swartz https://www.amazon.com/How-Attain-Enlig ... 1591810949

Sarebbe stato opportuno citarlo.
Se è come dici, era opporruno citarlo, anche per semplice rimando, ma perchè non lo hai detto prima che conoscevi la fonte di quanto scritto da latriplice? Per coglierlo in castagna?
Non capisco.

Perché non capivo se avesse solo riportato dei brani o se li proponesse come suoi. Per questo chiedevo. Sono piuttosto diretta, quello che ho chiesto è quello che volevo sapere, non ho nessuna voglia di cogliere castagne. Siamo pure fuori stagione.

Quello che ho trovato è solo una parte, non so se il post sia tratto interamente da altri libri, né da quali. Perciò chiedevo.

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Re: Sul silenzio e sul vuoto

Messaggio da Mauro » 18/02/2017, 12:55

Fatto sta che ci hai girato intorno e solo adesso hai detto quel che già sapevi quando hai fatto la domanda a latriplice.
Continuo a non capire.
Stiamo giocando a nascondino?
Quello si fa in ogni stagione, credo.

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Re: Sul silenzio e sul vuoto

Messaggio da Fedro » 18/02/2017, 12:57

Mauro ha scritto:
18/02/2017, 12:44
Trovo tutte queste argomentazioni semantiche pur di trovare il pelo nell'uovo in quanto scritto da latriplice dei veri e proprio "dialoghi sul vuoto" :lol:
Così mi disse il folle che si svegliò una mattina giurandomi di essere Napoleone a cui ribattei che così non mi sembrava: che si trattava di un pelo nell'uovo di ordine semantico :D

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Re: Sul silenzio e sul vuoto

Messaggio da Mauro » 18/02/2017, 12:59

No, quello non è un vizio semantico, è scambio di persona! :lol:

Dài, continuiamo a parlar di fuffa, mi diverte.

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Re: Sul silenzio e sul vuoto

Messaggio da scriba » 18/02/2017, 13:02

Come ti ho detto: non avevo capito se avesse postato testi altrui senza citazioni.

Guarda, ho trovato solo questa frase coincidente:

La meditazione non sta creando il Silenzio, anche se può sembrare così. Il Silenzio è il sostrato di tutte le esperienze, la coscienza auto-luminosa che è la sorgente di ogni percezione, l’illimitato Io. La tecnica meditativa semplicemente assorbe sufficiente coscienza dal corpo e la mente da consentire il sempre presente e apparentemente celato Silenzio di manifestarsi.
(Latriplice)

https://books.google.be/books?id=-jtqEx ... &q&f=false
(pag. 259)

Il resto non lo so. Magari è tutta roba sua, magari sono scritti tratti da altri libri, e mi piacerebbe sapere quali siano.

Non sapendo, chiedo quindi: hai tratto queste parole da altri libri?

Non mi pare di aver girato intorno a niente. Mi pare che invece sia la (non)risposta ad aver girato intorno alla domanda, a te no?

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Re: Sul silenzio e sul vuoto

Messaggio da Mauro » 18/02/2017, 13:11

È una non-risposta ad una non-domanda, secondo me.
Se io avevo il dubbio che lui avesse copiato parte di quanto scritto, glielo avrei semplicemente detto, magari così: "senti, bello, questa parte è presa di sana pianta da qui. Il resto è roba tua?"
Cioè hai fatto una domanda che presupponeva che tu non conoscessi la risposta, mentre in realtà la conoscevi e volevi mettere alla prova l'onestà intellettuale di latriplice.
Così ora a me sembra.

A dirla tutta, anche a me appariva un pò scopiazzata, ma, come ti ho detto, nel contesto in questione, a mio avviso la citazione del testo non era necessaria, anche perchè non si possono citare tutti i testi di cui riporti una frase in un discorso più ampio che costruisci, altrimenti non è più una interlocuzione, ma una enciclopedia britannica.

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Re: Sul silenzio e sul vuoto

Messaggio da scriba » 18/02/2017, 13:20

Mauro ha scritto:
18/02/2017, 13:11
È una non-risposta ad una non-domanda, secondo me.
Se io avevo il dubbio che lui avesse copiato parte di quanto scritto, glielo avrei semplicemente detto, magari così: "senti, bello, questa parte è presa di sana pianta da qui. Il resto è roba tua?"
Cioè hai fatto una domanda che presupponeva che tu non conoscessi la risposta, mentre in realtà la conoscevi e volevi mettere alla prova l'onestà intellettuale di latriplice.
Così ora a me sembra.

Così forse avresti fatto tu. Io avrei fatto come ho fatto, scusa se siamo diversi. :)

Ti ripeto, ho visto solo quella frase copiata, potrebbe essere che il resto sia suo, e perciò chiedevo. Nelle mie intenzioni è una domanda vera.

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Re: Sul silenzio e sul vuoto

Messaggio da Mauro » 18/02/2017, 13:24

Così forse avresti fatto tu. Io avrei fatto come ho fatto, scusa se siamo diversi.

E fa bene latriplice a rispondere secondo la sua modalità alllora: siamo tutti diversi.

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Re: Sul silenzio e sul vuoto

Messaggio da scriba » 18/02/2017, 13:25

Mauro ha scritto:
18/02/2017, 13:11
A dirla tutta, anche a me appariva un pò scopiazzata, ma, come ti ho detto, nel contesto in questione, a mio avviso la citazione del testo non era necessaria, anche perchè non si possono citare tutti i testi di cui riporti una frase in un discorso più ampio che costruisci, altrimenti non è più una interlocuzione, ma una enciclopedia britannica.

Be', era più breve un "sì" o un "no" alla mia domanda, che il giro di parole con cui mi ha risposto - e che non ho capito: tu sì?
L'enciclopedia britannica è stata scritta comunque, quindi che problema c'era a farlo da subito?

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Re: Sul silenzio e sul vuoto

Messaggio da scriba » 18/02/2017, 13:26

Mauro ha scritto:
18/02/2017, 13:24
Così forse avresti fatto tu. Io avrei fatto come ho fatto, scusa se siamo diversi.

E fa bene latriplice a rispondere secondo la sua modalità alllora: siamo tutti diversi.

Non proprio. Citare testi altrui senza fonte è un'altra cosa. Il riscontro lì è oggettivo. Senza tirare in ballo la Siae, il riscontro è oggettivo e non si presta a interpretazioni.

Mauro
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Re: Sul silenzio e sul vuoto

Messaggio da Mauro » 18/02/2017, 13:28

Non è questione di interpretazioni. Se fai una domanda tendenziosa la risposta non può che essere evasiva.

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Re: Sul silenzio e sul vuoto

Messaggio da scriba » 18/02/2017, 13:44

Mauro ha scritto:
18/02/2017, 13:28
Non è questione di interpretazioni. Se fai una domanda tendenziosa la risposta non può che essere evasiva.

Boh, non era tendenziosa nelle intenzioni, come ho spiegato era una domanda vera.
Se il processo alle intenzioni è finito e il verdetto è raggiunto, vi saluto augurando un buon weekend.

anam

Re: Sul silenzio e sul vuoto

Messaggio da anam » 18/02/2017, 13:54

latriplice ha scritto:
17/02/2017, 23:49
scriba ha scritto:
17/02/2017, 22:06
Sono riflessioni tue, Latriplice?

Shankara non presenta il Sé come il culmine di una esperienza estatica e resa permanente attraverso la pratica, anche perché tutte le esperienze indistintamente sono transitorie.

Certo che no.
Non c'è alcuno che sperimenti il Sè.
Si tratta di conoscenza per identità e non rimane più nessuno per fare 'esperienze'.
Ti immagini una mente perennemente vuota? Anche Ramana andava a comprarsi il giornale dall'edicolante e si teneva occupato nella lettura.
Dicendo questo sembra che tu conosca per identità la mente di Ramana. E' così?


Sono queste castronerie da mente vuota che impedisce l'apprezzamento del proprio Sé riflessa e resa palese in una mente pacificata dalla meditazione. Solo la pura conoscenza, data dalla riscoperta di Sé, è permanente, perché non c'è mai stato un momento che io non sia questo Sé. Pertanto le riflessioni di Shankara le ho condivise e le ho fatte mie.
Quali riflessioni di Shankara? Ti riferisci al passo tratto dall'Atmabodha che hai citato? In tal caso è consigliabile leggere e riflettere - prima di andare avanti nel testo - sul primo sutra dell'opera di Shankara.
Chissà perchè pochissimi si soffermano sull'aspetto delle qualificazioni, senza le quali è del tutto inutile - se non propriamente dannoso - suggerire pratiche o riflessioni shankariane.

1. Questo Atmabodha (conoscenza-realizzazione del Sè) è stato composto per il beneficio di coloro che, aspirando alla liberazione, si sono totalmente purificati dall'errore attraverso le costanti austerità sono mentalmente pacificati e liberi dal desiderio.

Samkara mette in risalto, sin dal primo sutra, che è sua intenzione scrivere per coloro che sono qualificati. D'altra parte, l'Atmabodha, essendo la quintessenza del Vedanta Advaita, richiede precise predisposizioni psichiche e coscienziali da parte del neofita.
Lungo la sadhana possono verificarsi molti insuccessi, perché non ci sono quelle fondamenta o cause predisponenti indispensabili per determinare specifici effetti realizzativi.
Non basta essere, in senso sentimentale, buoni; non basta avere uno slancio emotivo di trascendenza; non basta avere una mente acuta e penetrante; occorre la maturità coscienziale quale effetto del profondo sentire la via del Ritorno.

Così Samkara si rivolge a coloro che hanno:

- aspirazione alla Liberazione (mumuksutva), che è frutto di maturità e non di fughe o altro;

- purificato, mediante l'ascesi o tapas, il proprio cuore da pensieri e azioni non conformi al dharma universale;

- raggiunto la calma mentale (santanam) perché è stata dominata l'attrazione repulsione caratteristica del sentire egoico;

- dominato il desiderio passione (vitaraginam) verso gli oggetti esterni e interni, materiali e ideali, sì da trovarsi in uno stato di spassionatezza.

Come si può notare, per realizzare il primo sutra occorre un'intera esistenza, ma bisogna pur cominciare, e chi è pronto malgrado tutte le circostanze, anche difficili, della vita non può non mettersi all'opera.

da Sri Samkaracharya. Opere minori, vol II
commento a cura del gruppo Kevala
edizioni Asram Vidya (ora Parmenides)


Ritieni di essere così qualificato, nel senso indicato da Shankara? E ritieni che mauro lo sia, per suggerire a lui tecniche, assumendoti così una responsabilità nei suoi confronti e nei confronti di coloro che leggeranno?

Non si sta mirando al silenzio relativo, l'assenza di suono, meta del nivirkalpa samadhi, anche perché terminata l'esperienza si torna giusto ignoranti come prima.
Stai parlando di manolaya, che è il temporaneo silenzio della mente.
Nulla a che vedere con il nirvikalpa samadhi.

Sono invece un convinto assertore del savikalpa samadhi in cui, tramite l'ausilio dell'intelletto, è possibile condurre l'auto-indagine e discernere tra uno stato mentale ricondotto al silenzio relativo (nei confronti dei suoni) e la presenza del Silenzio Assoluto testimone di quel silenzio relativo (e dei suoni) e possibilmente riconosciuto per auto-immedesimazione o conoscenza per identità. Tecnicamente questo si definisce illuminazione.
Da dove trai questa definizione 'tecnica'?
Quale testo? Quale riferimento?


Passiamo ora ad esaminare la tecnica da te suggerita.
Si tratta di un fritto misto di strumenti per concentrare la mente su un seme, ekagrata, via propedeutica alla contemplazione, o meditazione senza seme. Nulla di nuovo.
Però ci sono alcuni dettagli da non trascurare.
Per esempio, questo:
L’idea che è alla base di questo scansionamento e rilassamento è quello di preparare la tua uscita dal corpo. Pensare al corpo come se fosse un’automobile e tu come conducente può essere utile. Sei tornato alla sera da una lunga giornata sulla strada e stai per parcheggiare l’auto in garage e recarti nella tua calda ed accogliente dimora. Assicurati che sia tutto a posto e ora dirigi l’attenzione al respiro.
Si parla di uscire da corpo, bello.
Però poi non viene indicato in alcun modo come rientrare nel corpo, non tanto bello.
Se, dopo aver parcheggiato l'auto in garage, non ritrovo più la strada per riprenderla, che faccio? Me ne resto nella mia calda e accogliente dimora?
Che dici, latriplice?
Tu sai come si ritorna?
Se non lo sai, che razza di responsabilità ti stai assumendo nei confronti dell'ignaro lettore?

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Re: Sul silenzio e sul vuoto

Messaggio da Mauro » 18/02/2017, 14:09

scriba ha scritto:
18/02/2017, 13:44
Mauro ha scritto:
18/02/2017, 13:28
Non è questione di interpretazioni. Se fai una domanda tendenziosa la risposta non può che essere evasiva.


Boh, non era tendenziosa nelle intenzioni, come ho spiegato era una domanda vera.
Se il processo alle intenzioni è finito e il verdetto è raggiunto, vi saluto augurando un buon weekend.

Non volevo giudicarti nè tantomeno offenderti. Dico solo che se a uno, la domanda appare tendenziosa, non ti risponderà mai sinceramente.
Se non sei stata sincera con latriplice sin dall'inizio, dicendo che l'avevi già sgamato da allora, perchè latriplice dovrebbe essere sincero con te e non tergiversare?

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Re: Sul silenzio e sul vuoto

Messaggio da Mauro » 18/02/2017, 14:14

Passiamo ora ad esaminare la tecnica da te suggerita. Si tratta di un fritto misto di strumenti per concentrare la mente su un seme, ekagrata, via propedeutica alla contemplazione, o meditazione senza seme.

Su questo concordo e difatti è un metodo che non prendo in considerazione, dato che il vuoto in me che percepisco come abisso è nel turbinio delle mie emozioni e non nel silenzio della meditaziine.

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NowHere
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Re: Sul silenzio e sul vuoto

Messaggio da NowHere » 18/02/2017, 14:16

Una riflessione, guardate quanto è ingannevole la Maya: stavamo facendo un discorso interessante e profondo attorno al vuoto, ciò che fa più paura alla mente in assoluto… E la mente pur di sfuggire al topic cosa fa? Trova l'escamotage delle citazioni e del giochino "Sei forse tu un illuminato?!" creando una diatriba così da sfuggire finalmente al tema del vuoto e finalmente parlare di cose formali come le fonti, le qualificazioni, la sruti, ecc

Quel vuoto è ciò che anche adesso sta testimoniando il guardare lo schermo, il leggere queste parole attraverso il corpo-mente.

Per finire vi inviterei a dare una risposta diretta a questa domanda: come fate a sapere che le varie fonti: Sankara, Gaudapada, Raphael, Ramana, ecc sono dei realizzati? Potete saperlo di prima mano, senza il riferimento di un'autorità?

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