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Śiva yogiśvara: il Signore dello yoga

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cielo
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Śiva yogiśvara: il Signore dello yoga

Messaggio da cielo » 11/11/2016, 9:54

Mi inchino a Śiva che è la luce della Coscienza.

Lo stato di Śiva è lo stato di realizzazione.

Om Namah Śivaya
Śiva, quale "sommo Asceta", o Mahāyogin, il grande yogi, è anche chiamato Yogiśvara, il Signore dello Yoga, e in questa veste può manifesta una potenza sovrumana che si esplica in otto speciali facoltà o siddhi:

1) Aṇimā: sottigliezza, il potere sovrumano di divenire piccolo quanto un atomo

2) Laghimā: facoltà sovrannaturale di assumere eccessiva leggerezza a volontà; levitazione

3) Prāpti: acquisizione, il potere di ottenere ogni cosa, oppure, secondo un'altra accezione, il potere del vento di entrare o penetrare ovunque

4) Prākāmya: volontà irresistibile, volere soprannaturale

5) Mahimā: volume illimitato; il potere di aumentare di misura a volontà e in ogni accezione, indica infatti la "magnitudine" quale attributo di Śiva

6) Īśitva: sovranità, superiorità, supremazia, illimitato potere

7) e 8) Vashitva e Kāmāvasāyitva: soppressione delle passioni, di tutti i desideri, il potere di soggiogare il desiderio e conseguente 'ubiquità.

Quale asceta perfetto, esprime il pieno dominio sui sensi e sulla mente, ed è eternamente immerso nella beatitudine (ānanda) e nel samādhi.
In questa veste è il signore dell'elevazione nella sādhana [pratica] e dona agli aspiranti la forza necessaria per perseverare nella propria disciplina spirituale.
E' il protettore degli eremiti, degli asceti, degli yogin, dei sādhu, di tutti quegli aspiranti spirituali che, con lo scopo di indagare sulla Verità e conseguire così la liberazione, hanno scelto come stile di vita la rinuncia all'individualità e ai possessi mondani.
Śiva in questa forma di rinunciante prende i nomi di Yogiṡvara, Sadaṡiva (l'Eterno) e Paraṡiva (il Supremo).

Molte tradizioni considerano questa sua forma di supremo asceta come l'ultima. Numerose icone e sculture lo ritraggono in questo particolare aspetto: perfettamente calmo e concentrato, raccolto in sé stesso e immerso nella meditazione (dhyana), gli occhi chiusi per metà, la schiena eretta, seduto nella posizione del loto.
Śiva Yogiṡvara è dunque per eccellenza il Deva della meditazione e dell'ascesi mistica, perfetto, eternamente immobile, eternamente beato, eternamente cosciente di sé, il simbolo stesso della trascendenza e dell'Assoluto.

Su Śiva "asceta" richiamo anche un breve passo tratto dal poema "Savitri" di Sri Aurobindo, accompagnato da un commento. Purtroppo non ho i riferimenti esatti nè del canto da cui è tratto il passaggio, nè del commentatore, trattandosi di un mio vecchio appunto.
"Un'arruffata testa di foresta invadeva il cielo come se un asceta dalla gola blu apparisse dalla solidità di pietra della sua cella montana..."
Commento:
I capelli arruffati sono un segno degli asceti śaiva. La gola blu è un attributo di Śiva, detto appunto "nilakantha".
Nel mito, quando l'oceano venne frullato dagli dei e dai titani, uno dei prodotti fu un veleno mortale, che avrebbe ucciso qualunque cosa vivente se Śiva non si fosse fatto avanti accettando di berlo.
Un amico bramino mi spiegava che qui c'è un simbolismo molto profondo: "Śiva accetta di bere il veleno, ma non lo deglutisce, lo tiene nella gola che infatti diventa blu. Da un lato rappresenta il sacrificio di un Dio, dall'altro l'atteggiamento "abile" del praticante tantrico davanti al veleno del mondo: non si può evitare di berlo, ma si può evitare di inghiottirlo".
Immagine
cave di Elephanta, Siva Yogisvara
«Là dove non vi è oscurità, né notte, né giorno, né Essere, né Non - essere,

là vi è il Propizio, solo, assoluto ed eterno;

là vi è il glorioso splendore di quella Luce dalla quale in principio sgorgò antica saggezza.»

(Śvetāśvatara Upaniṣad, IV, 18)

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