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Nāda yoga: Vemu Mukunda - appunti

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cielo
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Nāda yoga: Vemu Mukunda - appunti

Messaggio da cielo » 28/11/2017, 19:04

Queste notazioni sul potere terapeutico del suono sono tratte dai miei appunti relativi ai seminari/conferenze tenute dal musicista e ingegnere nucleare, Vemu Mukunda, negli anni 80 a cui ho aggiunto alcune sue riflessioni presenti sul sito di una sua allieva musicista, Ida (vedi qui) dove troverete molto utile materiale per approfondire.

Faccio presente di essere soltanto una aspirante musicista che si misura con vari strumenti.
La musica nella vita quotidiana alleggerisce molto il carico dei pensieri e delle preoccupazioni, apre una finestra nella pace, combatte la depressione. Penso che in ogni casa dovrebbe esserci qualche strumento musicale, anche quelli per i bambini vanno bene, ho una meravigliosa armonica a bocca, di plastica tutta colorata, che produce un bellissimo suono.
Anche le nacchere piacciono molto ai bambini, ricordo che quando me le regalarono (tempi delle elementari) ne fui estasiata e passavo la giornata a "naccherare" ballando e facendo sclerare mia madre.

Dopo le nacchere ho continuato col flauto dolce, perchè il più comodo da gestire in casa accudendo bimbi piccoli, sono poi passata alle percussioni (tamburello pieno e vuoto, vari tamburi africani, cembali), ora studio e suono l'harmonium per l'accompagnamento di bhajan e kirtaṇ. Tutte le volte che ho potuto ho messo le mani sul pianoforte, strumento perfetto, come il violino che purtroppo non ho mai avuto modo di sperimentare.
Il tutto accompagnato dalla pratica degli strumenti "primordiali" e a disposizione di tutti: il canto e il battito delle mani, nei momenti di musica "insieme".

Vi segnalo che si tratta di appunti molto vecchi (del 1985) dunque presi quando le mie conoscenze musicali erano davvero molto scarse, per cui vi invito a soprassedere se trovate delle imprecisioni oppure, ancor meglio, ad evidenziarmele in modo che possa correggere gli appunti che ho lasciato così come li ho trascritti dai miei quaderni di allora.

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LA MUSICA, IL SUO POTERE SPIRITUALE E DI GUARIGIONE

Vemu Mukunda era un fisico nucleare, dunque abbinava nelle sue ricerche sul potere terapeutico del suono, le sue esperienze nel campo dello yoga e della spiritualità alle proprie conoscenze scientifiche. Ricordiamo che il suono è fatto di onde sonore che si propagano e come tali sono quantificabili in termini scientifici.

“Vi parlerò dell’effetto del suono sul corpo e sulla mente. Il suono non ha solo degli effetti sulla mente e sul corpo umano, ma ha un effetto sull’intero cosmo: sulle piante, sugli animali … in ogni direzione.”

In proposito si può osservare che, in ambito musicale, gli intervalli (cioè le diverse frequenze che ci permettono di distinguere un suono dall´altro) possono essere consonanti (gradevoli) o dissonanti (sgradevoli) e quindi indurre sensazioni di armonia o disarmonia. Quando incontriamo una persona "nuova" la decodifichiamo anche dal suono della sua voce che potrà risuonare sulle nostre frequenze oppure no, inducendoci quella simpatia/antipatia che definiamo "di pelle".

Vemu si occupava sia di nada-yoga che di mantra-yoga.
Il Nada yoga è la pratica con il suono, mentre il Mantra yoga è la pratica con la parola, con una "formula" di parole.

“Attraverso la pratica del NādaYoga (Yoga del Suono) è possibile passare dalla disarmonia all´armonia ricollegandosi all´energia originaria presente in tutto l´universo"

"I Mantra non passano attraverso l’intelletto: essi raggiungono aspetti molto alti, al di là delle emozioni. Influenzano il sistema neurologico e trascendono in quello che noi chiamiamo “livello animico” cioè quello dell’atma, il livello spirituale dell’anima."

“Cos’è il Nāda? Nāda non è un suono arbitrario: è un suono scelto in modo appropriato. Più tardi, quando discuteremo dei Mantra, parleremo di questi suoni nei dettagli.
Nei Mantra abbiamo i Bija Mantra che racchiudono tutta la potenzialità in un solo suono.
Come in un seme c’è potenzialmente tutta la pianta, così in un suono vi è contenuto l’intero aspetto di una divinità. Per cui in questa parola NA e DA sono racchiusi due Bija Mantra. NA è il Bija Mantra di Prana che significa “parlare liberamente”; parlando in senso lato è il respiro o l’energia del respiro, che è l’energia della vita.”

“Potremmo scrivere molti libri sul Prana, ma per quello che ci riguarda, l’energia del Prana è l’energia del respiro. DA è invece il Bija Mantra di Agni.
Agni rappresenta il dio del fuoco e, entrando nel nostro corpo, è il calore che sostiene la vita. È chiamato Agni dentro di noi. Quando noi mangiamo, il calore, che è prodotto nello stomaco per scindere il cibo, viene chiamato Jatar Agni: il fuoco di Jatar (la pancia). Ora, quando il Prana e il calore si uniscono, si produce il suono. Quando trattenete il respiro, non si può produrre un suono. Nello stesso modo, quando non c’è calore nel corpo, non possiamo produrre il suono. È un esperimento che abbiamo fatto in laboratorio: quando vogliamo esprimere un pensiero in parole la temperatura corporea aumenta leggermente. Quindi avviene il movimento del respiro e poi possiamo parlare. Quindi questi NA e DA sono presenti in noi. Ecco perché possiamo dare luogo al suono.”


ASPETTI DELLA VIBRAZIONE COSMICA

Cos’è il cosmo?

Occorre mettersi in sintonia, accordarsi, con la vibrazione del cosmo.

I saggi indiani (rishi) ebbero esperienze mistiche nel loro cercare di mettersi in contatto con il cosmo e nelle scritture sacre sono descritte le loro sensazioni ed esperienze.

Questi antichi saggi svilupparono dei pensieri cosmici e li riportarono sulle foglie da palma, che a quei tempi sostituivano la carta.
Punto comune è l’accettazione in tutti del suono Om: inizio e fine di ogni cosa.

Vibriamo la OM: da DO a DO (spazio di un’ottava musicale)

Da questa manifestazione di conoscenza che è l’OM sono derivati i quattro Veda:

1. RIG
2. YAJUR
3. SAMA
4. ATHARVA

Ognuno dei quattro Veda ha molte suddivisioni interne.

Il Rigveda contiene l'Ayurveda che dà la conoscenza e la capacità di aiutare gli altri a vivere in salute. Quando sei in salute sei felice, se sei felice trasmetti la felicità agli altri e sei in armonia e nell’armonia c’è la divinità.

Nello Yajurveda è contenuto il Dhanurveda che simboleggia la lotta, le armi, il potere guerriero. Come l’ayurveda riesce a vincere le malattie, il dhanurveda punisce (ri-creando l’armonia) le persone che disgregano, creano tensione e negatività.

Nel Samaveda è compreso il Gandarvaveda che riguarda il suono. E' questo il Veda che dà il mondo, le note basilari e la musica. Attraverso esso le persone ricevono la musica, cantano.

L'Arthaveda è la base dell’economia, finchè siamo nel mondo dobbiamo assumerci degli impegni, produrre ricchezza e benessere. Questo Veda raggruppa tutti gli aspetti materiali, dà indicazioni relative alla dimensione "economica" della società.

Nella vita, dunque, non si possono considerare solo gli aspetti della buona salute, dell’eliminazione degli elementi negativi, del canto.
Bisogna anche considerare gli aspetti materiali della vita a cui dobbiamo sottostare.

Per raggiungere Dio dobbiamo passare attraverso quattro stadi o karma:

DHARMA: dobbiamo comportarci correttamente e con giustizia nella società, così otterremmo l’armonia e cioè Dio.
ARTHA: benessere, ricchezza. Per realizzare Dharma abbiamo bisogno di una certa prosperità, quindi non ci deve essere alcuna vergogna se per la ricerca di Dio è necessaria una certa quantità di benessere/ricchezzaKARMA.
KAMA: attaccamento, desiderio. Se è svincolato dalla ricerca di Dio, non è accettabile, come artha anche kama deve essere correlato a DHARMA, essi sono accettati solo come gradini per arrivare alla Divinità.
MOKSHA è la nostra compenetrazione con la Divinità (dobbiamo avere kama, arha e dharma)

Quando diciamo OM, dobbiamo considerare che questi quattro karma sono contenuti nell’OM che è la totale vibrazione cosmica (basta OM per realizzarla totalmente e per accordarci con la vibrazione cosmica).

Abbiamo tre lettere:
A fossa ombelicale (DO)
U cuore (MI)
M punto tra le sopracciglia (SOL)

Il nostro prana (respiro) sale fino alla testa, così la nostra consapevolezza.
Con la M la congeliamo nel punto tra le sopracciglia e questa vibrazione cosmica penetra nel nostro cervello, quindi riempie tutta la nostra testa.
Poiché nel nostro cervello ci sono i punti della conoscenza, moduliamo questa conoscenza con la vibrazione cosmica.
Il nostro cervello è come un cosmo, accordandoci con la vibrazione cosmica a poco a poco possiamo avere una conoscenza sensoriale ed extra sensoriale e arriviamo a conoscere i problemi senza cercare di farlo.

Ci sono due modi per realizzare questa consapevolezza:
1. AHATA: suono
2. ANAHATA: silenzio

Con il suono diffondiamo la conoscenza quando parliamo e la trasmettiamo agli altri. Con il silenzio diventiamo un accumulatore di conoscenza. E’ il livello paranormale degli eremiti e dei saggi, “batterie di buon’energia” che trasmettono al mondo senza manifestarsi.

Perché Om è così potente da poter permettere di realizzare tutte le cose che abbiamo detto?

Noi abbiamo considerato solo un’ottava (dall’ombelico alla gola) ma la OM può essere modulata su un’ottava superiore e su una inferiore.
Facendo l’OM passiamo tra più note per arrivare allo stesso punto di partenza, ma con un’intensità maggiore.

Secondo i saggi si passa da un’ottava ad un’altra attraverso ventidue punti, essi scoprirono questo nel corso della loro ricerca della Divinità e non interessò loro di darne una spiegazione scientifica.

Ma poi gli scienziati cercarono di fissarli e poiché non avevano alcun parametro si basarono sul DO (SA) che era il suono prodotto dal pavone.
Poi sentirono un altro suono che si accordava molto bene con il DO, il SOL (PA) la quinta nota o l’armonica.

Sentirono un’altra combinazione ugualmente armonica, un po’ minore in intensità che era la quarta nota.

Tutta questa conoscenza proveniva dall'ascolto del canto degli uccelli.

Così presero la quarta come punto fondamentale e si trovarono altre due note corrispettive. Attraverso questo sistema si arrivò alle ventidue note all’interno dell’ottava.
I saggi affermavano che nell’OM c’era tutto l’universo, ma lo scienziato più materialista volle comprovarla e costruì un bambù con ventidue tasti (shruti) e uno strumento che li riproduce: la VINA.
In questo strumento allora ci devono essere tutte le emozioni dell’uomo altrimenti l’OM non sarebbe l’espressione della cosmologia.
Di punto in punto realizziamo, convertiamo e lasciamo l’energia.

In ogni punto del nostro corpo avviene una reazione chimica che produce i vari mutamenti.
I principali mutamenti sono quelli:
· della pressione sanguigna
· del respiro
· della temperatura

Di queste tre variabili possiamo controllarne una attraverso la pratica del canto dell’OM.
Ad esempio la paura provoca l’aumento del respiro, delle pulsazioni e della temperatura (questo è dimostrato anche per la necessità di aumentare il glucosio nel sangue).
Il primo tipo di paura è l’attacco, reazione istantanea indotta dalla situazione.
Questa è la paura bassa, che mette le ali ai piedi.

Il secondo tipo è la psico- paura, la paura chimica, se il livello di glucosio è più basso del normale (perché il corpo non lo sta producendo) si crea un terrore autoindotto per bilanciare questa deficienza di glucosio.
C’è un modo per arrivare alla normalità poiché la paura è rappresentata da uno dei ventidue punti, se noi fermiamo l’OM in un punto definito come quello della paura osserveremo dei cambiamenti.
Noi con l’OM tocchiamo tutti i punti, stimoliamo la reazione chimica e arrivando al cervello congeliamo la vibrazione.
Queste reazioni chimiche le innestiamo soltanto e passiamo oltre, ma con il “congelamento” della vibrazione cosmica arriviamo alla pace di tutte queste reazioni emotive e sensazioni.

Collegando le nostre abitudini alimentari all’OM aumentiamo il nostro calore, se la digestione non è buona, non si produce calore sufficiente.
In rapporto al cibo:
· A è rajasico
· U è tamasico
· M è sattvico

Il punto della paura è appena dopo l’inizio dell’OM, parte dalla A (cibo rajasico)
Glucosio basso, viene la paura che è combattuta attraverso il cibo rajasico, aggressivo, che stimola il fegato per innalzare nuovamente il glucosio (tipo il whisky). Abbiamo elementi rajasici nei cibi conservati e congelati (generatori di aggressività per i bambini di oggi rispetto a quelli di cinquant’anni fa).

Chi è in grado di fare vibrare l'OM può convertire ogni tipo di cibo.

Ogni giorno il nostro corpo accumula tante energie negative che il nostro subconscio sopisce ma “imbottiglia”, generando un sacco di malattie fisiche e psichiche.

Secondo Vemu Mukunda una malattia è sempre un’unione di fisico e psichico.
Si accumulano tensioni negative che generano reazioni chimiche indesiderate che il corpo combatte generando disturbi/malattie.
Per esempio il subconscio accumula la rabbia e queste reazioni, anche se non arrivano al conscio, generano alterazioni perché la rabbia è dentro.

Nella stessa maniera assumiamo tutte queste sensazioni negative che devono poi essere lasciate andare.
Abbiamo due modi per lasciare la cattiva energia:

1. lo sfogo immediato, ma in questo modo si “passano” le energie negative, la tristezza si sfoga piangendo o da soli o andando da qualcuno per piangere sulla sua spalla (trasmissione di energia negativa)

2. cantare l’Om, dove passiamo dalla paura e dalla tristezza, ma, poiché non ci fermiamo, liberiamo solo le energie senza trattenerle e quando arriviamo al cervello ce ne siamo liberati.
Nel primo modo le abbiamo rimosse, ma non abbiamo dato il tempo alla mente di concretizzare, con il canto dell’OM invece convertiamo la nostra energia negativa in energia positiva.

L’energia negativa circola continuamente fino a che non trova qualcuno in grado di “convertirla”.

Il filtro: lascia passare le cose che non desideri.
I bambini superdotati apprendono tutto e bisogna fare molta attenzione perché non si imprimano in loro emozioni negative che quando esplodono da adulti diventano un pericolo.

Se non ci sono energie negative nel nostro subconscio, ugualmente c’è un’energia che viene fissata nella mente in accordo con la vibrazione cosmica.
Quando questa energia è attivata la nostra emozione viene rilasciata.
Noi, nella società, cantando l’OM abbiamo comunque qualcosa da purificare.
Gli eremiti non si caricano di energia negativa e fanno l’OM con un significato subito positivo, innestano delle energie positive (le siddhi= i poteri paranormali) nella loro meditazione, non lo fanno per scaricarsi.

Per noi questo potere può essere pericoloso perché agiremo sotto l’impulso della rabbia che accumuliamo.
Per noi lo scopo della pratica dell’OM è quello di liberarci da tutti i sentimenti consci ed subconsci per aiutare noi stessi e gli altri attraverso la nostra vibrazione positiva.

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