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Bhajan

La via del cuore, della devozione. L'abbandono al Divino per trascendere il divenire.
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Mauro
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Bhajan

Messaggio da Mauro » 23/12/2016, 7:54

latriplice ha scritto:Hare Krishna Hare Krishna! Krishna Krishna Hare Hare! Hare Rama Hare Rama Krishna Krishna Hare Hare! :)
Sbajato.

Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare! Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare! :)

Mauro
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Non è un Bhajan

Messaggio da Mauro » 23/12/2016, 8:24

Mauro ha scritto:
latriplice ha scritto:Hare Krishna Hare Krishna! Krishna Krishna Hare Hare! Hare Rama Hare Rama Krishna Krishna Hare Hare! :)
Sbajato.

Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare! Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare! :)
Non avevo intenzione di aprire una discussione sul Mahamantra degli Hare Krishna (non bhajan).
Ho solo corretto una trascrizione sbagliata! :D

cielo
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Re: Bhajan

Messaggio da cielo » 23/12/2016, 8:27

Mauro ha scritto:
latriplice ha scritto:Hare Krishna Hare Krishna! Krishna Krishna Hare Hare! Hare Rama Hare Rama Krishna Krishna Hare Hare! :)
Sbajato.

Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare! Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare! :)
Il Mahamantra (grande mantra) della tradizione vaisnava, che focalizza sulla Persona divina, può essere cantato come bhajan, dunque come canto comunitario.
Nel Maha mantra ci sono sedici parole, ognuna delle quali indica una virtù che deve essere coltivata interiormente e viene richiamata e affermata insieme al canto del bhajan.
L'aspirante cercatore di Dio dovrebbe essere:

l) Bhakta (pieno di devozione);
2) Thapoyukta (preparato a trarre gioia dalla sofferenza);
3) Samsara Mukta (libero da attaccamento verso le cose transitorie);
4) Padasakta del Signore (desideroso di servire il Signore);
5) Vihita (che agisce con rettitudine);
6) Dānasahita (caritatevole);
7) Yasomahita (che possiede una reputazione ineccepibile, senza macchia);
8) Kalmasha rahita (che non ha difetti nel carattere);
9) Purna (pienamente contento);
10) Gunagana uttirna (ricco di buone qualità, dotato di ogni virtù);
11) Vidya vikima (provvisto dei frutti dello studio);
12) Jnana vistirna (maturo di saggezza);
13) Svānta (padrone di sè, autocontrollato);
14) Sadguna (di irreprensibile comportamento sociale, adornato con encomiabili caratteristiche sociali);
15) Kranta (pieno d'umiltà);
16) un Vinaya visranta (totalmente abbandonato a Dio).

Il praticante ha fiducia che pregando, ripetendo verbalmente ogni singola qualità, tali virtù possano crescere e svilupparsi in lui, portandolo così più vicino alla meta. Quando le avrà pienamente conseguite, potrà affermare: “Visnu è me stesso, io sono Lui”.

[fonti: Sai Baba, discorsi volumi I e III. Mother Sai Publications]

PS: chiedo scusa, ma non ho tempo di mettere a posto perfettamente il sanscrito. Buon Natale! Hari bol!

Mauro
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Non è un Bhajan

Messaggio da Mauro » 23/12/2016, 8:44

Si, è ANCHE un bhajan, ma è evidente che anche se un mantra può essere utilizzato come bhajan e cioè cantato, la sua funzione primaria è quella di mantra.
D'altronde una differenza tra mantra e bhajan, da quel che ne so, è che se un mantra può essere usato come bhajan, un bhajan non può essere usato come mantra

cielo
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Re: Non è un Bhajan

Messaggio da cielo » 23/12/2016, 10:34

Mauro ha scritto:Si, è ANCHE un bhajan, ma è evidente che anche se un mantra può essere utilizzato come bhajan e cioè cantato, la sua funzione primaria è quella di mantra.
D'altronde una differenza tra mantra e bhajan, da quel che ne so, è che se un mantra può essere usato come bhajan, un bhajan non può essere usato come mantra
In linea generale, quello che dici è corretto, però un bhajan (il suo testo, le parole di cui è composto) può essere usato come oggetto di meditazione complessivo essendo un insieme di formule "liturgiche", ossia dirette, in sequenza a lodare ed esaltare gli attributi della divinità a cui il bhajan è dedicato, di implorazione (per protezione, pace, forza...) e di resa al volere del Divino.
Posso ad esempio ripetere interiormente:
On namo bhagavate Vasudevaya, oppure cantarlo insieme ad altri versi di lode a Vasudeva con un gruppo di persone che mi affianca, nello stile tipico del bhajan indiano (solista e coro).
Quello che fa davvero la differenza è che il bhajan, come il kirtan (mantra cantato, sempre lo stresso con variazione di velocità ritmica: il kirtan è come un'onda che raccoglie il canto corale, non ha un solista, di solito) sono canti COMUNITARI.

(...) Se con la ripetizione del Nome, ricorderete costantemente il Signore che è trascendente, il tempo non sarà più un problema per voi. E' stato detto: "Se ci rifugiamo nel Conquistatore del Tempo, che potrà mai farci il Tempo?"
Quando si installa nel proprio cuore il Signore del Tempo, si diventa padroni del Tempo.
Come far questo? Il mezzo più facile è il canto del Nome del Signore. In questo senso i Veda hanno affermato che ci si identifica con l'oggetto della propria conoscenza. La causa e il principio fondamentale che sta dietro l'Amore è il Suo Nome. Santificate il tempo con il Nome, salmodiate il Nome che sta alla base di ogni attributo divino. E’ preferibile il canto comunitario di una assemblea di devoti questo si chiama per l'esattezza Sankirtana, cioè cantare insieme le glorie del Signore.

Vi sono quattro tipi di lode collettiva: Lila-sankirtanam o canto dei prodigi del Signore. Guna-sankirtanam o canto delle qualità costitutive dell'Universo, Bhava sankirtanam o canto della suprema esperienza religiosa e Nama sankirtanam o canto dei Nomi di Dio.

Guna-sankirtanam
Il Guna-sankirtanam, nell'esaltare i differenti attributi del Signore, si accompagna all'immedesimazione con le varie qualità del Signore ed alla loro glorificazione. Un devoto, nel descrivere le qualità di Shri Krishna, cantò: "Possiamo comprenderTi, o Signore Krishna? Tu sei più sottile dell'atomo e superi in grandezza ciò che vi è di più grande. E’ possibile capire Colui che si fonde in 84.000 specie, che mantiene in vita? Con le infinite forme che rivesti, come potremo conoscerTi?"

Nel descrivere in siffatti modi il Signore, possono insorgere dubbi occasionali. Ad esempio, può sorgere il dubbio di non essere stati capaci di vedere il Signore. Se Dio è nell'atomo più minuto e nell'immensità dello spazio, perché non si riesce a scorgerlo? Neppure gli astronauti che sono andati sulla luna e l'hanno perlustrata per lungo e per largo, circumnavigando lo spazio intorno alla terra, sono riusciti a vederLo. C'è però una differenza sostanziale, fra gli strumenti da essi impiegati per esplorare la terra e lo spazio, ed i mantra per mezzo dei quali si sperimenta Dio. Riuscirete a vedere il Signore col mantra, non con lo yantra, cioè con strumenti meccanici. L'uomo, dunque, quando si trova a dare una descrizione dei vari attributi del Signore, può essere assalito da dubbi.

Lila-sankirtanam
Il secondo tipo di Sankirtana è il Lila sankirtanam. Qui il canto devozionale glorifica i Lila del Signore, ossia i Suoi giochi straordinari e i Suoi interventi miracolosi: sono modi differenti con cui il Signore rallegra o mette alla prova i Suoi devoti. Non è facile comprendere il modo di agire del Signore: fa piangere un devoto e ne conforta un altro; trasforma un asceta in un edonista ed un libertino in un santo. Sai Rama è Colui che può guarire dalla pazzia; è anche Colui che vi fa diventar matti per il Signore, facendovi dimenticare le follie del mondo. Questi dilettevoli giochi del Divino costituiscono il tema del Lila-sankirtanam. Anche qui si possono insinuare dei dubbi.

Bhava-sankirtanam
Abbiamo poi il Bhava-sankirtanam. In questo tipo di canto trovano espressione i più intimi sentimenti del devoto, che sono di vario genere. Per esempio, v'è il sentimento di pace. Bhishma è un esempio di questo sentimento di pace e contentezza. Arjuna, dal canto suo, è un modello del sentimento di amicizia. Hanuman è un esempio di disponibilità al servizio. Yashoda è un modello di amore materno. Le Gopi sono un esempio di tenerezza e devozione. Vi è poi un dolce sentimento di amore per il Signore che fu proprio di Radha. Questo sentimento, col quale si gioisce della dolcezza del Signore, è considerato il più nobile, dal momento che rappresenta lo stato di gioia estatica del nome e della forma del Signore, in tutta la sua dolcezza. Nel nome di Radha ci sono quattro lettere: partendo dalla "R", si ha Radha (che significa " dono", "grazia", NdR). se si incomincia dalla "A", si legge Adha (l'atto del donare, imprimere buoni sentimenti, NdR); se si parte dalla "D", si ha Dhara (ciò che fa da supporto, sostegno, NdR) e se si legge dall'ultima " A", diventa Aradh (ciò che è propiziatorio, un atto di adorazione, NdR). Questo significa che per Radha, l'adorazione del Signore è il fulcro di tutto. Chiunque adori il Signore, recitando incessantemente il Nome di Radha, si identifica con Radha. Ecco che cosa si intende per Bhavasankirtanam.

Nama-sankirtanam
In tutti questi tre tipi di canto collettivo - Gunasankirtanam, Lilasankirtanam e Bhavasankirtanam - si possono incontrare dubbi e difficoltà. Può anche darsi che per la testa passino delle strane idee, delle idee sbagliate. Ecco perché, in quest’era di oscurità e di ignoranza, la miglior pratica è il Nama-sankirtanam, ossia il canto collet- tivo dei Nomi del Signore. Nel cantare i Nomi di Dio non c'è spazio per alcun dubbio ne per alcun turbamento. La vostra gioia aumenterà in proporzione alla continua ripetizione del Nome ed in questo stato di beatitudine verrà accettata con imperturbabilità sia la lode che il biasimo.

Non dimenticare il Nome!

Puoi avere ricchezze e prosperità,

cavalli, elefanti o qualsiasi veicolo,

ma non dimenticare il Nome!

Se anche vivessi in povertà

e la gente ti giudicasse come un pazzo,

non dimenticare il Nome!

Fai pure dello yoga,

vai al darshan dei santi, devoti di Dio,.

fatti crescere pure la barba

o dipingi dei simboli sulla fronte,

ma non dimenticare il Nome di Dio!

Qualunque culto tu renda al Signore,

sarà sempre un'adorazione del Suo Nome.



La costante ripetizione del Nome del Signore farà sì che lo stesso Nome si imprima nel cuore e questo avverrà soltanto quando il cuore si sarà addolcito per l'Amore a Dio. Il Nome ha il potere di stabilirsi saldamente nel cuore umano e, una volta che vi si è insediato, lo intenerisce. Quando il cuore si addolcisce, occorre riempirlo d'amore. Un cuore pieno d'amore è sempre tenero e dolce. Cantate con tutto il cuore il Nome del Signore. In questo consiste il Sankirtana.

Kirtana e sankirtana
Ma c'è anche un altro termine: Kirtana. Che differenza c'è tra Kirtana e Sankirtana? La differenza fra Kirtana e Sankirtana sta nel fatto che il primo si riferisce al canto di un individuo singolo, fatto isolatamente, mentre il secondo si riferisce al canto in un’assemblea. Tutti coloro che partecipano al Sankirtana sperimentano una gioia comune ed è per questo superiore al Kirtana, dove la gioia è confinata ad una singola persona. Molti devoti, che non si azzarderebbero mai ad aprir bocca se soli, in un'assemblea si uniranno al canto spontaneamente e senza riserve. Nel canto collettivo il cuore prova uno stato di equanimità e beatitudine.


Sai Baba Discorsi 1988/89 volume I

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