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Karma - riflessioni

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cielo
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Messaggio da cielo » 29/05/2017, 10:07

Nel tempo mi sono accorta che si leggono tanti libri, si accumulano informazioni e istruzioni che però, si/ci domanda Bodhananda: "...se non applichiamo alla nostra vita quanto apprendiamo, a cosa serve?".
Usa la parola "apprendere", quindi mi domando: "che cosa si può considerare appreso e cosa invece è soltanto un foglietto tenuto sul frigo con un magnete a promemoria di un impegno?"
Un'istruzione vera non diventa più vera se so chi l'ha data e in quale libro è reperibile, è vera se la incarno, se la so testimoniare nella sua veridicità con parole mie espressione del mio vissuto e la estrinseco in azioni dirette all'armonizzazione che fa star meglio me, in primis.
Ad esempio, Cannaminor ha postato un brano di Raphael tratto dalla via del fuoco, in cui la sintesi esposta l'ho trattenuta facilmente in memoria:
Non si può dare ciò che non si ha.
I più sperano di dare ciò che non hanno
I più sperano di dare senza possedere
Si desidera perché non si é.

Ci sono dei passaggi scritturali che diventano immediatamente nostri, come si li riconoscessimo interiormente, diversamente e oltre a quando, mentre si legge, ci si sente avvinti dalla lettura e si pensa: "certo che c'ha proprio ragione....è proprio come dice...capisco". Non basta capire sul momento, l'istruzione, viene detto, deve essere "realizzata".
Apprendere è qualcosa in più, anche perchè dopo aver letto certi libri, se arriva la maestra e ci dice di fare il riassunto, siamo inguaiati.
"Senti, per cortesia, mi riassumeresti in poche parole la Mundaka upanishad? Di cosa parla?"
Bella domanda...eppure sono anni che la prendo e la poso, la sottolineo e me la leggo con gusto mentre sorseggio un tè..
Oibò!
"Dunque, vediamo un po'...sono le karike (delle strofe brevi) di Gaudapada che era il maestro del maestro di Shankara che poi ha commentato pure lui le karika upanishadiche offerte da Gaudapada...".
Il libro, che fa parte dell'atharva veda (le upanishad sono istruzioni condensate dei Veda) indica la più alta visione metafisica e tratteggia la realizzazione advaita, per identità a - dvaita: non due... L'hanno trasmessa i rishi per orientare la coscienza dell'essere umano su se stessa e così trovare la verità ultima, l'Assoluto. L'Assoluto, Sè o Brahman, non si può comprendere, solo sperimentare, nel frattempo uno dovrebbe focalizzarsi sulla discriminazione e sul distacco dal relativo che viene percepito stando incarnati e capire che è impermanente, soggetto alla legge di causalità e al tempo-spazio in cui l'ente si trova a sperimentare la propria relatività. Anche noi siamo impermanenti in quanto corpo grossolano, la permanenza è solo una questione di anni fatti di giorni. Poi addio per sempre al nama rupa (nome e forma).
Fine riassunto. Non ho voglia di mettermi nei panni della maestra...

Questo per dire che l'apprensione di un'istruzione, al mio vedere, è certa solo dove si sia trasformata in una sintesi che la rende davvero nostra.
"Non si può dare ciò che non si ha" è del tutto evidente, così come è altrettanto evidente che tutti cerchiamo, ad esempio, di farci in quattro per aiutare un fratello in difficoltà, dandogli un sacco di parole condensate in consigli o in massime filosofiche, forse che in quel momento crediamo ancora di poter applicare una volontà al mondo per aiutarlo a girare meglio?
Io ci casco sempre, credo ancora possibile di poter applicare una volontà al mondo, quando invece l'unico compito che ho è quello di gestire me stessa in questo mondo, testimoniando ciò che sorge senza intoppi mentali e concettualizzazzioni. Un quadro dell'oggi, un'istantanea di ciò che è ora veicolato da queste mani che scrivono su una tastiera.
Non poi. Non oltre. Non altrove.

Ripropongo lo stralcio del brano di Bodhananda che ha suscitato queste riflessioni. Il brano completo è qui


Non è certo la concettualizzazione di un Principio o la comprensione mentale di un sutra o di una upanishad che risolve il continuo
divenire nell'individuazione.

Il sacro fuoco è una grazia, ma va usato per bruciare le individuazioni, non per mandare segnali di fuoco nella notte o di fumo nella luce...

Anche se abbiamo avuto la grazia di avere incontrato il più grande dei maestri, il migliore degli istruttori, il libro dei libri...
dovremo comunque fare i conti con noi stessi e con gli strumenti e le possibilità che abbiamo a disposizione...

...se non applichiamo alla nostra vita quanto apprendiamo, a cosa serve?

L'applicazione è il nostro quotidiano e non, come taluni possono credere, il cambiamento del mondo, la creazione di una nuova era, la
conversione dei pagani o gentili o infedeli.

La conoscenza, la grazia, l'amore, la devozione devono portarmi all'equilibrio in questa vita, "questa", non altre.

Non poi. Non oltre. Non altrove.

Se poi proprio rimangono tempo e forza, posso dedicarli ad aiutare chi chiede aiuto.

Ovviamente questo se non si ritiene di poter applicare una volontà al mondo.


Un sorriso

bo

Mauro
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Re: Karma - riflessioni

Messaggio da Mauro » 29/05/2017, 10:16

Per quello è da un bel pò che ho riposto libri e scritture varie. Quello che si acquisisce in realtà è solo riminiscenza, una volta che lo si è compreso, i testi possono essere messi da parte, e aperti a caso di tanto in tanto per risvegliare qualche seme assorto. La maieutica è di competenza della vita. I libri e i testi "sacri" ne fanno parte, ma in modesta percentuale.

latriplice
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Re: Karma - riflessioni

Messaggio da latriplice » 29/05/2017, 13:53

Cielo ha scritto:

L'Assoluto, Sè o Brahman, non si può comprendere, solo sperimentare.
Esattamente, lo si può solo sperimentare. Sei forse a corto di esperienza del Sé? O ti manca il riconoscimento che lo stai sperimentando da tempo immemore?

Si, perché è un punto cruciale, nel Vedanta si chiama moksha.

Tutti che ci girono intorno come le api sul miele, ma nessuno che si degna, vuoi per mancanza di temerarietà, vuoi per falsa modestia, di assagiarne un boccone.

Essendo questa una realtà non duale come asserisce il Vedanta, c'è poco da fare. Tu sei Quello.

Ma se ne sei convinto al 99%, non basta. E' solo mera conoscenza.

Ah dimenticavo, non è il Sé che deve convincersi, ma quel riflesso del Sé associata al nome e alla forma che per ignoranza ne è identificato.

Qualche buontempone avrà sicuramente da obbiettare, che si tratta solo di convinzione e non di realizzazione.

Allora io mi chiedo quale delle due corrisponde a verità per quanto si tratta di mera convinzione: la persona che appaiamo essere o la luce del Sé in cui tale persona appare?

La convinzione se esercitata senza la minima pecca del dubbio diventa certezza. In fondo anche se non ne sei totalmente convinto, non è che tu sia fuori strada. La tua natura è sempre quella, solo che non la eserciti.

Esercitare la convinzione fino a trasformarla in indubitata certezza è la sadhana.

Mauro
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Re: Karma - riflessioni

Messaggio da Mauro » 29/05/2017, 14:53

Qualche buontempone avrà sicuramente da obbiettare, che si tratta solo di convinzione e non di realizzazione
Questa affermazione è la figura retorica chiamata "parata di c u l o preventiva".
E non mi si venga a dire che latriplice viene attaccato.
Se già bolla come "buontemponi" coloro che potrebbero obbiettare alle sue affermazioni, è evidente la modalità con cui lo stesso si pone in un presunto dialogo.

Mauro
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Re: Karma - riflessioni

Messaggio da Mauro » 29/05/2017, 14:56

Esercitare la convinzione fino a trasformarla in indubitata certezza è la sadhana.
No. È integralismo fondamentalista.

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Re: Karma - riflessioni

Messaggio da latriplice » 29/05/2017, 15:24

Buontempone:

agg. Allegro, gioviale
• s.m. (f. -na) Persona di carattere giocoso, che ama scherzare SIN mattacchione, burlone.

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Re: Karma - riflessioni

Messaggio da Fedro » 29/05/2017, 15:37

Mauro ha scritto:
29/05/2017, 14:56
Esercitare la convinzione fino a trasformarla in indubitata certezza è la sadhana.
No. È integralismo fondamentalista.
Sembra che la libertà dal pensiero unilaterale, o comunque dal pensiero, sia sempre più roba di scarsa quantità

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Re: Karma - riflessioni

Messaggio da latriplice » 29/05/2017, 15:43

Mauro ha scritto:
29/05/2017, 14:56
Esercitare la convinzione fino a trasformarla in indubitata certezza è la sadhana.
No. È integralismo fondamentalista.
Non è quello a cui ti sottoponi giornalmente con le tue convinzioni?

"Sul nostro piano e al nostro livello coscienziale è molto più vera la lacerazione, la divisione, l'opposizione, piuttosto che la integrazione, la conciliazione, l'unità."

Sono i tuoi valori, cioè le tue convinzioni a dettare il tuo livello coscienziale.

E forse ad impedire una visione più ampia che includa il trascendente.

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Re: Karma - riflessioni

Messaggio da Mauro » 29/05/2017, 16:03

Quello a cui sottopongo giornalmente le mie convinzioni è il dubbio.

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Re: Karma - riflessioni

Messaggio da Fedro » 29/05/2017, 16:17

latriplice ha scritto:
29/05/2017, 15:43

"Sul nostro piano e al nostro livello coscienziale è molto più vera la lacerazione, la divisione, l'opposizione, piuttosto che la integrazione, la conciliazione, l'unità."
ecco, visto che citi, ma sinquando siamo al pensiero sull'integrazione, conciliazione, unita, così come avere la convinzione di essere questo e quello e non l'essere (senza convinzione) allora siamo dove siamo..

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Re: Karma - riflessioni

Messaggio da latriplice » 29/05/2017, 16:24

Mauro ha scritto:
29/05/2017, 16:03
Quello a cui sottopongo giornalmente le mie convinzioni è il dubbio.
Mai dubitato di colui che dubita?

Potresti avere una amara sorpresa scoprendo costui che attraverso sofismi vari come sopra ritarda la sua trascendenza che ovviamente è nel suo interesse.

La tua convinzione di essere costui è il suo alimento principale.

lux o
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Re: Karma - riflessioni

Messaggio da lux o » 29/05/2017, 16:53

triplice
parli di realtà e di ciò che sembra ma tu personalmente che prove provate hai di ciò che sostieni?

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Re: Karma - riflessioni

Messaggio da latriplice » 29/05/2017, 17:09

lux o ha scritto:
29/05/2017, 16:53
triplice
parli di realtà e di ciò che sembra ma tu personalmente che prove provate hai di ciò che sostieni?

Personalmente nessuna. Non sono la persona di cui ero convinto di essere. Sono me stesso. Ti basta?

lux o
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Re: Karma - riflessioni

Messaggio da lux o » 29/05/2017, 17:19

no
può bastare a te stesso
farne asserzioni da somministrare altrui senza alcuna prova è..
dimmelo tu cosa è per te

latriplice
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Re: Karma - riflessioni

Messaggio da latriplice » 29/05/2017, 17:53

lux o ha scritto:
29/05/2017, 17:19
no
può bastare a te stesso
farne asserzioni da somministrare altrui senza alcuna prova è..
dimmelo tu cosa è per te
Secondo te questa asserzione é prova provata solo perché da tutti riscontrabile oggettivamente?

"Sul nostro piano e al nostro livello coscienziale è molto più vera la lacerazione, la divisione, l'opposizione, piuttosto che la integrazione, la conciliazione, l'unità."

O é soltanto uno stato coscienziale dettato dalle proprie convinzioni personali su cui vi è un generalizzato accordo?

Di quali parole sublimi o visioni inusitate dovrei renderti partecipe per convincerti del contrario? Non ti bastano le testimonianze dei rishi in proposito?

Ah, ho capito. Tu stai aspettando la comparsa di un Deva nella sua luce sfolgorante che pronunci le fatidiche parole come se risuonassero dall'alto dei cieli: " TU SEI BRAHMAN!!!!!

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Re: Karma - riflessioni

Messaggio da Mauro » 29/05/2017, 18:08

Ti ringrazio latriplice per la reiterata citazione che mi fai, fra un pò supero quelle della B. Gita :lol:

Mauro
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Re: Karma - riflessioni

Messaggio da Mauro » 29/05/2017, 18:10

lux o ha scritto:
29/05/2017, 17:19
no
può bastare a te stesso
Se ho compreso bene posso dire di concordare: ogni realtà è vera a sè stessi.

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Re: Karma - riflessioni

Messaggio da Fedro » 29/05/2017, 18:31

latriplice ha scritto:
29/05/2017, 17:53
Non ti bastano le testimonianze dei rishi in proposito?
la testimonianza dei rishi è di default la tua?

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Re: Karma - riflessioni

Messaggio da NowHere » 30/05/2017, 9:03

"Quello" è il testimone dei 3 stati e non può essere trovato perché è il soggetto. Tutto ciò che può essere trovato, testimoniato, non è Quello perché "Tu Sei Quello", dice la Shruti.
Nello stato di veglia e in quello onirico si manifesta come io-mondo, soggetto-oggetto con tutti i relativi conflitti, divisioni e lacerazioni;  nel sonno profondo si manifesta come assenza di soggetto-oggetto, ignoranza impersonale. Questa è l'esperienza innegabile che tutti viviamo. Questo senso di essere è "Quello" ed è così evidente che... "no, non può essere Quello!"...
È così alla portata di tutti che viene frainteso e quindi scartato. Anche da non-realizzato "Tu sei Quello" comunque :)

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Re: Karma - riflessioni

Messaggio da Fedro » 30/05/2017, 9:51

NowHere ha scritto:
30/05/2017, 9:03
"Quello" è il testimone dei 3 stati e non può essere trovato perché è il soggetto. Tutto ciò che può essere trovato, testimoniato, non è Quello perché "Tu Sei Quello", dice la Shruti.
Nello stato di veglia e in quello onirico si manifesta come io-mondo, soggetto-oggetto con tutti i relativi conflitti, divisioni e lacerazioni;  nel sonno profondo si manifesta come assenza di soggetto-oggetto, ignoranza impersonale. Questa è l'esperienza innegabile che tutti viviamo. Questo senso di essere è "Quello" ed è così evidente che... "no, non può essere Quello!"...
È così alla portata di tutti che viene frainteso e quindi scartato. Anche da non-realizzato "Tu sei Quello" comunque :)
Quello che illustri è comunque il riporto di un soggetto nello stato identificato di veglia, che è altro dal "mostrarla" dal cosidetto quarto stato (turiya) , che ne è il sostrato cosciente di sè, senza offuscamento dell'avidya.
Ciao stefano! ;)

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