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L'importanza del carattere

Il sistema filosofico Yoga Darshana, codificato nello Yogasutra di Patanjali
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cielo
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L'importanza del carattere

Messaggio da cielo » 29/07/2020, 18:17

sky (forum pitagorico 2012)

Il fine dell'istruzione è il carattere.

Stiamo parlando di un'istruzione nello yoga che permette a Nara, l'uomo , di riconoscersi in identità con Narayana: il divino.

L'uomo-scimmia, Hanuman si inchina al Divino e prostra la fronte sui suoi piedi di Loto.
Il loto che emerge e sboccia sulle acque del mondo.

Ugualmente Prahlada, il figlio del re demone Hirayakasipu, stette costantemente in contemplazione del Signore Narayana, e cantò il suo nome acquisendo lo stesso splendore di Rama.

Hanuman si prostra a Rama quale forma divina sul lago del tempo, Rama che cerca Sita e ha il carico del mondo, anche se è Dio. Rama che piange e s'infuria.

Il carattere è la cosa più importante perchè la qualità umana essenziale non verrà mai trattenuta nella vita di una persona senza carattere.
Proprio come una pentola piena di buchi non trattiene l'acqua.

Prahlada, altro esempio di devozione visto che è chiamato "il primo dei devoti" non dovette cercare rifugio perché aveva abbandonato tutto al divino già alla sua nascita e sapeva che Dio era sempre al suo fianco e dunque non aveva bisogno di chiamarlo per chiedergli protezione. Era il suo stesso respiro: So ham.

Perché Prahlada non aveva alcun bisogno di chiamare il Supremo per chiedergli protezione?

Perchè non aveva coscienza di niente fuorché del Signore.

Come Hanuman, Prahlada era un esempio di colui che percorre il bhakti marga, il sentiero dell'Amore per il divino, seguendo l'esempio del cucciolo della scimmia: markatakishora.

La devozione dovrebbe essere continua, mai interrotta, come il flusso dell'olio da un recipiente all'altro.

Nel Markatakishora marga [via], lo scimmiotto, per proteggersi, deve fare affidamento sulla "propria forza".

Ovunque la madre stia saltando, si deve attaccare alla sua pancia e non lasciare la presa a nessun costo.

Allo stesso modo il devoto potrà superare le prove offerte dalle mani del Signore, ubbidire al suo ordine, aggrappandosi al suo nome sempre ed in ogni circostanza, instancabilmente, senza la minima traccia di avversione o disgusto, sopportando di venir criticato o ridicolizzato dal mondo e vincendo i sentimenti della vergogna o della sconfitta.

Prahlada un giorno vide una bellissima donna che lasciava il suo palazzo e le chiese:
"Chi sei?"
E lei rispose: "Sono il tuo regno".
Lui rimase tranquillo.

Dopo qualche tempo, vide un’altra donna bellissima che lasciava il suo palazzo e le chiese: “Chi sei?”. Lei rispose: “Sono la tua ricchezza”.
Lui rimase tranquillo.

Dopo qualche tempo ancora, vide un angelo uscire dal suo palazzo, e gli pose la solita domanda: “Chi sei?”
L’angelo rispose: “Sono la tua reputazione”.
Anche questa volta rimase quieto.

Dopo poco, vide una donna dalla faccia luminosa che lasciava il suo palazzo, con uno splendore paradisiaco che le si sprigionava tutt’intorno come non aveva visto mai prima. “Chi sei?” La donna rispose: “Sono il tuo carattere”.
Immediatamente Prahalada si prostrò ai suoi piedi e la pregò ripetutamente di non andarsene dal suo palazzo.
Lei acconsentì e tornò indietro.
Le altre - la reputazione, la ricchezza ed il regno - la seguirono immediatamente.
Quando c’è il carattere, il resto segue automaticamente.


Approfondendo si scopre che il carattere è la perfetta coerenza, la perfetta armonia nei pensieri (jnana marga_via), nelle parole (bhakti marga) e nelle azioni (karma marga).
Qualsiasi cosa pensiamo dovremmo dirla e farla perchè i pensieri, le parole e le azioni dovrebbero essere un'unica cosa.

Manassanyat vacassanyat karman anyat duratmanam

Si nota come molti pensino, parlino ed agiscano in modo non coerente.
Lo vediamo negli altri ma in noi stessi ci sfugge.

Hanuman è esempio di devozione e di coraggio.
Il corpo era quello di una scimmia, ma il suo carattere un diamante senza ombre.

Nel Ramayana, Rama ordina ad Hanuman di andare a cercare Sita.
Per far questo, doveva attraversare l'oceano. Rama lo benedì perchè avesse la forza di compiere la sua missione.
Hanuman accetta con un semplice: “Sì! la troverò” ed immediatamente salta giù dalla montagna di Mahendra.

Qui si devono evidenziare tre punti.

Hanuman decise di eseguire gli ordini del Signore. Questa decisione è la prima cosa.
Poi dichiarò sulla cima della montagna di Mahendra che stava cominciando la Sua missione.
Questa dichiarazione è la seconda cosa.

Dopo, cominciò immediatamente il suo viaggio volando in cielo sull’oceano. L’azione seguì alla dichiarazione. Questa è la terza cosa.
In Hanuman troviamo quindi queste tre cose:
‘decisione- pensiero’, dichiarazione-parola’, e ‘azione’, cioè ‘testa’, ‘cuore’ e ‘mano’, in perfetta armonia ed integrazione.
Questo è ‘carattere’.

State attenti alle vostre parole.
Le parole devono essere piene di verità. Dite la verità. State attenti che le vostre parole esprimano la verità.

State attenti alle vostre azioni. Esse devono essere ‘dharmiche’, ossia rette.

State attenti ai vostri pensieri. Essi devono essere calmi, mai disturbati ed agitati. Fate che i vostri pensieri esprimano ‘shanti’, la pace.

State attenti al vostro carattere. Per tutta la durata della vostra vita, il vostro carattere dev’essere perfetto. Questo è possibile se avete amore puro, amore disinteressato: prema.

L’amore vi farà acquisire tutto a questo mondo. Il carattere umano è basato sull’amore puro, divino e disinteressato.


Immagine

Fonti: appunti personali e stralci di Sai Baba

cielo
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Re: L'importanza del carattere

Messaggio da cielo » 29/07/2020, 18:22

Teano (forum pitagorico 2012)

Potremmo dire che nei piccoli misteri ciò che si attenziona sono le azioni esteriori direzionandole secondo il dharma, nei grandi misteri ciò che si attenziona sono le azioni interiori direzionandole all'esaurimento.

Come si osserva l'interiorità?
Come si svuotano i bacini dell'inconscio e del subconscio?
Come si esaurisce il flusso dei pensieri (che non può essere forzatamente bloccato e la cui interruzione non giova)?

La tradizione ci mostra diversi strumenti: meditazione con seme e senza seme sono la preparazione principale, esse permettono di seguire le diverse linee energetiche, ma come trovarle?

Approfondendo si scopre che il carattere è la perfetta coerenza, la perfetta armonia nei pensieri (jnana marga_via), nelle parole (bhakti marga) e nelle azioni (karma marga).

Qualsiasi cosa pensiamo dovremmo dirla e farla perchè i pensieri, le parole e le azioni dovrebbero essere un'unica cosa.

‘decisione- pensiero’, dichiarazione-parola’, e ‘azione’, cioè ‘testa’, ‘cuore’ e ‘mano’, in perfetta armonia ed integrazione.
Questo è ‘carattere’.

State attenti alle vostre parole.
Le parole devono essere piene di verità. Dite la verità. State attenti che le vostre parole esprimano la verità.
State attenti alle vostre azioni. Esse devono essere ‘dharmiche’, ossia rette.
State attenti ai vostri pensieri. Essi devono essere calmi, mai disturbati ed agitati. Fate che i vostri pensieri esprimano ‘shanti’, la pace.


Come?
Osservando il linguaggio.
Osservando gli altri.

Ogni qualvolta ci sarà qualcosa che stona, che disturba, che ci fa reagire malamente, avremo individuato una distonia, una linea che ci porta ad un nodo interiore irrisolto, nodo che può avere una componente emotiva che si sta incustando in una vasana.

Solitamente se vediamo un fuscello nell'occhio altrui è perché abbiamo una trave della medesima famiglia, nel nostro occhio: ogni fuscello ci può mostrare una trave.

Ecco che gli altri, il mondo, divengono la nostra sadhana, tutti specchi che ci guidano nella nostra interiorità.
Ove la sadhana inizi a divenire una priorità (come solitamente è nei Grandi Misteri), ecco che un sangha diviene l'alterità ove vivere a minor "costo".

Condividendo il fine ultimo è più facile l'interiorizzazione e la discoperta oltre che della tolleranza, [di] aspetti che potrebbero fortemente turbare chi non condivide lo stesso percorso, fermo restando che ove esista una vita familiare, essa sia il primo luogo, la priorità da vivere e santificare, senza stereotipi, buonismi, sempre nella pienezza di reciproca libertà amministrata dal dharma.

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