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Mahashivaratri in sanscrito significa "grande
notte di Shiva", ed è la più
grande festività dei culti Shaiva (quelli che riconoscono in Shiva,
sia il Dio persona che il simbolo e il nome della Realtà Assoluta). Il
quattordicesimo giorno della metà oscura di ogni mese lunare è dedicato
specificatamente a Shiva, nel mese di Magha
(Gennaio-Febbraio) e in misura minore anche nel mese di Phalguna
(Febbraio-Marzo). Questi sono giorni di particolare gioia. Il giorno
precedente e la stessa notte viene osservato il digiuno, mentre durante la notte si rimane
svegli, presenziando a particolari cerimonie di venerazione al linga
(simbolo di Shiva). In
questa occasione si festeggia anche il matrimonio di Siva e Parvati.
Durante la festività si osservano digiuni e austerità;
molti devoti non bevono neanche una goccia d’acqua e vegliano tutta la
notte cantando il Maha mantra di Siva. Il linga, simbolo dell’Assoluto,
viene anch’esso adorato tutta la notte con l’offerta dei fiori, della
frutta e del prashad (cibo sacro). Il linga viene prima purificato
dall’acqua e poi è pronto per essere adornato da bellissime ghirlande
di bianchi e profumatissimi gelsomini. Tutti i templi dedicati a Siva sono
meta di pellegrinaggi da parte dei devoti, che lo adorano in tutte le sue
forme come Sivanataraja, Signore della danza cosmica, infatti questo
periodo viene considerato ideale per le danzatrici di Bharata Natyam per
compiere la prima danza in pubblico (arangetra), nel tempio di Siva. Lo
adorano inoltre nella forma di Siva Ardhanarisvara, rappresentante in lui
l’aspetto sia maschile che femminile della manifestazione, nella forma
di Sivamahayogi, Signore di tutti gli yogi del mondo, infatti, è questo
il momento propizio in cui samnyasin e sadhu vengono iniziati con i
favorevoli auspici del più grande degli yogi.
Il giorno successivo
al Mahashivaratri viene celebrato con feste, fiere festive e, fra i membri
del culto Lingaya (Sud India) si usa recare doni al proprio Maestro
spirituale.
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