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Divinità induista dell'epoca
vedica che presiedeva alle tempeste e si opponeva in ciò a Varuna,
personificazione del cielo sereno. Tra tanti dei vedici benefici, Rudra
"l'ululante, il terribile" rappresenta l'aspetto collerico e
distruttivo della divinità. Padre dei Marut
e dei Rudra. Questi ultimi non sono altro che la manifestazione molteplice
della sua forza distruttrice: essi diffondono ovunque epidemie,
catastrofi, eventi delittuosi. L'origine di Rudra è controversa: alcuni
ne fanno il figlio di Manyu, "il furore", altri di Prajapati.
Secondo una tradizione diffusa, Prajapati, il creatore, avrebbe desiderato
dei figli. Praticò pertanto un severo ascetismo e riuscì a produrre
cinque creature: Aditya (il sole), Agni
(il fuoco), Candramas (la luna), Vayu
(il vento) e Ushas (l'aurora). Ushas si
trasformò in una ninfa, si presentò di fronte ai propri fratelli e iniziò
a danzare alla loro presenza. Dal seme che essi produssero
nell'eccitazione di quella visione nacque Rudra, essere dai mille occhi e
dai mille piedi, nato pertanto dall'incesto di Ushas con i suoi fratelli.
Rudra vive sulle montagne e nelle foreste, preferendo i luoghi isolati,
dove gli uomini sono colti dall'angoscia all'idea di incontrarlo. E'
armato di frecce, che infliggono malattie e rovina, ma viene considerato
anche un grande guaritore. Gli aspetti benefici di Rudra verranno
assimilati da Shiva col quale sarà
identificato in epoca post-vedica. |