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Il Signore Sri Krishna nacque nel giorno di Ashtami sotto la stella 'Rohini'. Questo festival è conosciuto anche come 'Sri Krishna Jayanti' o 'Janmashtami'.

Il giorno della celebrazione può cadere in due diversi giorni, in quanto la stella 'Rohini' e 'Ashtami' possono non verificarsi in uno stesso giorno. Comunque la celebrazione cade sempre fra agosto e settembre del calendario cristiano.

Il compleanno di Krishna viene celebrato l'ottavo giorno della metà oscura di Shravan. Krishna è l'ottavo Avatar di Vishnu, ed è uno degli eroi del Mahabharata. Viene presentato nella Bhagavad Gita, al sesto libro, come il Signore Supremo. Nei Bhagavata Purana Krishna diventa il più importante oggetto di devozione. Dopo aver elencato tutti gli Avatar, il Bhagavata dice: "Per quanto riguarda Krishna, Egli è Dio stesso".

In tutti i templi di Krishna vengono tenute celebrazioni in grande scala, specialmente a Vrindavan, Mathura (Uttar Pradesh) e Dvaraka (Gujarat), così come in altri templi regionali famosi.

Sri Krishna è l'ottava incarnazione del Signore Vishnu sulla Terra. È considerato come la più gloriosa incarnazione del Signore. Persino dire e ricordare il Suo Nome porta gioia, perchè Sri Krishna stesso era una manifestazione della gioia, a tutti i livelli ed in tutte le manifestazioni della vita.
Nessun altro degli Dei del Pantheon indù, né in quello di qualsiasi altra religione, è associato con così tante storie romantiche, né irradia di tutti gli attributi divini di Sri Krishna.

Visto che Krishna visse nel lusso per tutta la sua vita, Sri Krishna Jayanti viene celebrato pomposamente e con splendore. Vengono preparati dolci in grandissime quantità; fra questi, sono da menzionare svariate specialità indiane, quali: laddus, chakli, cheedai, payasam ed altri. Inoltre vengono offerti numerosi latticini, in particolare il burro, che era il cibo preferito da Sri Krishna quando era bambino. Viene offerta anche una grande varietà di frutta. I dolci più comuni sono il laddus ed il payasam.

I suoi numerosi Lila sono grandiosi, così come grandioso è il modo in cui riesce ad affascinare tutti. Molti saggi e veggenti gli hanno reso omaggio. Narada, Sri Kulashekara Azhwar, Andal, Tirumangai Azhawar e Nammazhwar hanno cantato versi gloriosi in lode al Signore Krishna, che impersonifica Shudda Satvam. La Bhagavad Gita, che proviene dal Signore, è la Verità assoluta, che ha superato la prova del tempo ed è stata base ed ispirazione per molti Acharyas e Azhwars.

La vita ed il messaggio di Sri Krishna sono la saga più eccitante di uno dei massimi salvatori e promulgatori del Dharma.
Nato nei sotterranei di Kansa, che lo voleva uccidere al momento della nascita, la vita di Sri Krishna è piena di questi pericoli mortali, sui quali poi Egli trionfa sempre. Era l'invincibile eroe dei Suoi tempi, sia sul piano fisico che su quello della sua brillantezza intellettuale.

La storia di come uccise, uno dopo l'altro, tutti i Suoi avversari demoniaci - Putana, Shakata, Agha, Dhenuka, Baka, Keshi e molti altri - segnalava, già dalla Sua infanzia, che il Suo era l'avvento di un impareggiabile salvatore dell' umanità. Liquidò i re malvagi Kansa e Shishupala e neutralizzò i terribili Jarasandha e Kalayavana. Il Suo ruolo nella storica battaglia di Kurukshetra, in cui umiliò gli arroganti e dispotici Kaurava, e in cui incoronò i giusti e nobili Pandava, gli guadagnò finalmente la posizione impareggiabile di Dharma Samshaapaka (Colui che ristabilisce il Dharma).

Un impressionante aspetto del Suo carattere fu il Suo supremo distacco
dal potere. Sebbene Egli
avesse distrutto personalmente molti governanti malvagi, non reclamò mai
questi regni per Sé,
sebbene fosse un Suo diritto. Installò sui troni i parenti del re
sconfitto, nelle persone dei
legittimi eredi delle corone. Lui rimase oltremodo semplice e modesto
fino alla fine. Dopo aver
ucciso Kansa, scelse per Sé il compito umile di portiere alla corte di
Ugrasena, che Egli stesso
aveva installato come re di Mathura. Egli stesso re, conosciuto su tutto
il territorio come il più
potente ed il più saggio sulla faccia della Terra, si mescolava
liberamente con tutti.

Abbracciò il Suo vecchio, povero amico Sudama e mangiò con estremo
piacere il riso secco che questi
gli offrì, ricoprendolo in cambio di ricchissimi doni. Questo era
infatti un Suo tratto innato,
meraviglioso e raro. Frequentava i pastori e le pastorelle del
Nandagokula ed essi lo amarono più
della propria vita per i suoi modi
affascinanti e le sue imprese eroiche. Sottomise Kaliya, il terrificante
re Cobra a sette teste.
Una volta protesse Nandagokula contro il furore dello stesso Indra.
Indra, geloso della superiorità
di Krishna, aveva fatto piovere in modo torrenziale e l'intera zona era
minacciata da quel diluvio.
Sri Krishna chiamò le Sue pastorelle e chiese loro di applicare le loro
piccole dita alla vicina
montagna di Govardhana e di sollevarla - assumendo su di Sé la maggior
parte della fatica.

Ed ecco, la montagna si alzò e funse da ombrello sopra il Nandagokula.
Indra ammise la sua
sconfitta e la superiorità di Krishna venne stabilita. In quale modo
meraviglioso la storia
descrive Krishna come un organizzatore d'uomini innato, che poté
ispirare persino nei ragazzi degli
alti scopi e spronarli a compiere sforzi sovrumani!

Il genio assoluto di Sri Krishna risiede in un aspetto particolarmente
sconcertante della Sua
personalità. Questo è in relazione ad alcune Sue violazioni,
apparentemente oltraggiose, del codice
di condotta prescritto. Uno strano aneddoto nella Sua vita ci aiuta a
svelare questo enigma. Quando
tutti i bambini dei Pandava furono uccisi da Ashwatthama, e persino il
bambino che si trovava
ancora nel grembo di Uttara e la moglie Abhimanyu furono uccisi da lui,
Sri Krishna si fece avanti
per salvare la progenie dei Pandava dando indietro il soffio della vita
a quel bambino ancora non
nato.

Ciò che Krishna disse in quel momento può sembrare strano: "Che questo
bambino possa nascere se Io
ho osservato il 'brahmacharya' (stato del celibato), se mi sono attenuto
ad esso e se la Mia
ricchezza di virtù non è mai venuta meno". Naturalmente il bambino
nacque vivo, e in seguito
diventò il re di Bharatavarsha, Parikshita.

Sri Krishna disse moltissime volte delle bugie, ruppe molte promesse, si
sposò con sedicimila
donne! Eppure nessuna di queste azioni violò la Verità delle Sue
affermazioni. E questo in quanto
compì queste azioni in uno stato di totale distacco, motivato dalla
unica, elevatissima meta di
proteggere il Dharma.
Lo stesso Sri Krishna riafferma spesso questo Suo ruolo [di protettore
del Dharma] mentre spiega
ad Arjuna le complessità della più alta filosofia spirituale. Da una
parte dice di esser sempre
stato coinvolto in azioni mondane solo per il benessere ed il
sostentamento della società, sebbene
Egli stesso non avesse alcuna
necessità o desiderio di venir soddisfatto dalla società. In un'altra
occasione assicura che
rinascerà ogni volta che il Dharma sarà in declino e l'Adharma alzerà la
sua brutta testa.

Dichiara il Suo ruolo di protettore dei buoni e dei Santi e di
distruttore dei malvagi e dei
non-santi, affermando di essere 'Colui che ristabilisce la giustizia'.
Il 'Parabrahman', come Sriman Narayana, si era manifestato in Sri
Krishna - l'adorabile figlio di
Devaki e Vasudeva. La parola stessa 'Krishna' si riferisce alla forza
causale di tutte le opere
divine e gioiose.

Allo stesso tempo, Krishna fa riferimento alla forza causale che
distrugge le energie demoniache e
rimuove l'ignoranza.
Sri Krishna impersona tutti i sentieri Divini - Bhakti, Jnana e Karma -
atti a raggiungere
l'altissima meta della realizzazione di Dio. Il Suo esempio personale
conferì autorità alla grande
dottrina che Egli predicò ad Arjuna durante la battaglia di Kurukshetra.
Nella Bhagavadgita viene
detto: "Le Upanishad sono la mucca, Krishna il mungitore, Partha il
vitello, e il nettare della
Gita, il latte."

Nessun altro testo scritturale propone tutti i diversi sentieri verso la
Divinità in modo così
profondo, eppure così conciso e così facilmente comprensibile all'uomo
ordinario, come la Bhagavad
Gita.
Anche l'ambientazione della Gita è meravigliosamente unica, con la
battaglia di Kurukshetra che
rappresenta l'eterno campo di battaglia nell'anima umana.

Con tutte le Sue qualità ed acquisizioni sovrumane, Sri Krishna non
apparve mai distante da nessuno
dei Suoi compagni esseri umani.
Infatti Egli era loro più caro dei loro parenti più stretti. Era un
ideale in tutte le Sue
relazioni - un tesoro di figlio per i Suoi genitori, un fedele compagno
ed amico, un discepolo
devoto, un marito amorevole e un fratello degno di fiducia. L'ombra
della Sua grandezza non scalfì
mai questi vincoli del cuore.

Dopo aver predicato i sublimi insegnamenti della Bhagavad Gita ed aver
manifestato la Sua
Vishwarupa [forma universale del Divino], che ispirava timore
riverenziale, ad Arjuna, Krishna
tornò ad essere il suo amico del cuore di sempre. Questa era la Sua
peculiare caratteristica, sin
da quando era molto piccolo. Una voltaYashoda - la madre putativa -
scoprì che suo figlio Krishna
aveva mangiato del fango. Ne fu allarmata e gli chiese di aprire la
bocca. Ma quando
Egli le obbedì, Lei rimase esterrefatta alla vista di universi senza
limiti che danzavano nella
piccola cavità della Sua bocca. Ma il Suo shock di trovarsi faccia a
faccia col Divino incarnato
non durò a lungo. Subito, Krishna bambino riprese a fare le sue
birbanterie e rimase l'adorabile
figlioletto di Yashoda che era sempre stato.

Sri Krishna Jayanti, quindi, non simboleggia meramente la nascita di un
grande Insegnante Divino
dell'umanità ma lo scoccare di una scintilla dell'Energia Divina in
ciascuno di noi. Essa ci incita
a recitare il nostro ruolo dinamico in questo mondo di realtà pratiche e
dure, per il
raggiungimento di uno scopo altamente spirituale.
Krishna rappresenta il potere totale di attrazione come un magnete di
infinita potenza. Ecco perché
Krishna è la fonte della gioia.

Gli aspetti culturali sono rappresentati dai devoti vestiti nei loro
costumi tradizionali. La danza
viene eseguita da devoti che si calano in essa con fervore spirituale.
Sri Krishna, che manifesta
tutti i livelli della gioia, è anche la fonte della gioia spirituale,
che sovrasta la gioia mentale
ed emozionale, proprio come la gioia
emozionale supera quella fisica. Se le tre forme di gioia sono integrate
e dipendenti l'una
dall'altra, allora l'osservanza del festival assume il pieno significato
di 'Krishnaarpanamastu'
("Offrite tutto a Sri Krishna").

La storia della nascita del Signore Krishna si svolge a questo modo:
Mathura, sulle rive del fiume
Yamuna, era la capitale del regno nel Nord India, dove dimoravano gli
Yadav. Ugrasen, il re di
Mathura, aveva un figlio, Kansa, ed una figlia, Devki. Il re aveva
scelto Vasudev, un alto
ufficiale nelle fila del re, come marito per sua figlia.
Una delle occupazioni principali della gente era quella di custodire le
mandrie. Solevano vivere in
insediamenti, che venivano chiamati Gokul.
Nanda, un amico di Vasudev, era proprietario di uno di questi Gokul.
Il matrimonio di Vasudev e Devki fu celebrato con grande solennità.
Kansa conduceva l'auriga che
portava i neo-sposi a Gokul.

All'improvviso, una voce dal cielo disse: "Kansa, sciocco. Tu stai
trasportando tua sorella con
grande pompa. Ma il suo ottavo figlio ti ucciderà."
Kansa era un uomo cattivo sin dalla nascita. Al sentire
quell'avvertimento fermò l'auriga ed era
pronto ad uccidere la sorella lì sul posto ed all'istante. Vasudev
cominciò a discutere con Kansa.
Alla fine riuscì a persuadere Kansa a non uccidere la sorella, con la
promessa che lei gli avrebbe
portato tutti i suoi figli non appena fossero nati, affinché lui potesse
disporre di loro a suo
piacimento.
Con questo Kansa si sentì soddisfatto, avendo deciso in cuor suo di
uccidere tutti i futuri figli
di Devki.

Kansa era un Yadav, ma cominciò a comportarsi come un demone. Mise in
prigione suo padre Ugrasen, e
si proclamò re. Poi mise Vasudev e Devki sotto stretta sorveglianza in
una prigione di Mathura.
Tutti gli Yadav cominciarono a pregare, chiedendo di venir liberati
dalla tirannia di Kansa.
Kansa eliminò tutti i figli di Devki subito dopo la nascita sbattendoli
contro un sasso. A questo
modo uccise uno dopo l'altro sei bambini. Devki concepì il suo settimo
figlio. Per potere Divino
quel bambino venne spostato dal grembo di Devki a quello di Rohini, la
seconda moglie di Vasudev,
che viveva a Gokul. Questo spostamento venne mantenuto segreto, così che
tutti pensarono che Devki
avesse abortito, cosa che pensò pure Kansa. Invece il settimo figlio
nacque
a Gokul come figlio di Rohini, e gli venne imposto il nome di Balram.
Così, sei figli di Devki erano stati uccisi ed il settimo era
'scomparso'. Kansa divenne più vigile
che mai. Rinforzò i sistemi di sicurezza della prigione.

Era l'ottavo giorno della metà oscura di Shravan. Pioveva ed era buio. A
mezzanotte, nella camera
di Devki apparve una luce brillante. Vasudev si svegliò. In quella luce
apparve la statua a quattro
mani di Vishnu. Così nacque il bambino, che era l'ottavo figlio di
Devki. Lo stesso Vishnu discese
come Avatar per uccidere Kansa.
Vasudev udì una voce nella sua mente: "Alzati e porta il bambino a
Gokul." I cancelli della
prigione si aprirono all'improvviso, e le guardie erano mezzo
addormentate. Vasudev mise il figlio
in un cesto e uscì. Per via delle piogge intense il fiume Yamuna era
gonfio. Ma come egli uscì
dalla prigione la pioggia cessò e la pallida luce lunare gli illuminò la
via. Un grande serpente
prese la forma di un ombrello e protesse il Bambino. Come raggiunse il
fiume, le acque si divisero,
lasciando un sentiero asciutto per permettere a Vasudev e al Bambino di
passare dall'altra parte.

Vasudev arrivò a casa di Nanda quando tutti dormivano. Entrò in camera
di Yashoda, la moglie di
Nanda. Vide una bambina piccola che giocava vicino a Yashosa. La prese e
lasciò suo figlio,
Krishna, al suo posto, facendo poi immediato ritorno a Mathura.
Il giorno successivo Kansa venne a sapere della nascita dell'ottavo
figlio di Devki. Velocemente
andò a prendersi il bambino. Devki lo pregò di non uccidere la bambina,
ma invano. Kansa prese la
bimba per le gambe e cominciò a farla roteare per sbatterla contro un masso. Ma all'improvviso la
piccola gli scivolò via dalle mani e scomparve. Al suo posto apparve in cielo l'immagine della dea.
Nelle sue quattro mani teneva delle armi, ed il suo splendore si diffondeva ovunque.

Lei parlò a Kansa a questo modo: "Volevi uccidermi. Ma il tuo nemico, quello che vuole ucciderti, è nato e sta crescendo altrove."
Una grande commozione intanto si era diffusa a Gokul, a causa della nascita del Bambino. Questo Bambino era Krishna, e più tardi avrebbe ucciso suo zio Kansa.

La celebrazione della nascita di Krishna è anche nota come "Dahihandi".
Una pentola di terracotta ("handi") riempita di "curd" e "jvari" ("jondhala") - un grano soffiato mediante disseccamento ("lahya") - viene appesa in alto mediante una corda. Gli uomini più giovani formano una torre umana, arrampicandosi l'uno sull'altro per rompere la pentola. Il contenuto viene mangiato come "prasad" (cibo benedetto) mentre i presenti acclamano il nome di Govinda, che è un altro nome per Krishna.

Inviato da Anna Merlari sulla ML AV 05/09/02

 

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Aggiornato il: 16 settembre 2002