Il Sacro - Nuova religiosità

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Il Sacro - Nuova religiosità

21 Marzo 2005  Massimo Introvigne

IL SACRO DEI E NEI NUOVI MOVIMENTI RELIGIOSI

Venerdì scorso con una operazione denominata mistica la guardia di finanza ha fatto irruzione ad Assisi nella casa “regina della pace”, che è la sede italiana di un movimento religioso brasiliano, la chiesa del santo daime,ed ha arrestato 24 persone con comunicati stampa che parlano di come sia stata sgominata una setta pseudo-religiosa che nasconde un traffico internazionale di droga.

Direi che si tratta di un buon esempio di come la trans-culturalità (alcuni arrestati erano italiani ma altri brasiliani) e l’importazione in Italia e in Europa di forme religiose lontane dalle nostre pone tutta una serie di problemi delicati perché le chiese del santo daime che hanno avuto poi diversi scismi sono in Brasile un gruppo di chiese con decine di migliaia di persone che nasce dalla scoperta da parte di lavoratori afro-brasiliani che negli anni 1920 lavoravano in Amazzonia per l’ estrazione della gomma e scoprono cerimonie religiose degli indios in cui viene fatto ritualmente un thé allucinogeno estratto da corteccia e foglie mescolate insieme,che si chiama hayawaska ma che uno di questi lavoratori, Raimondo Ireneu Serra, chiama daime=dammi, intorno a ciò Serra costruisce una chiesa con una sorta di cerimonia/comunione in cui si distribuisce questo thé. Ne nasceranno poi degli scismi: uno la parakimia l’altro l’unione del sale presente anche in occidente e Stati Uniti che utilizzano varianti di questo thè con effetti simili all’ LSD.

In Brasile la grande diffusione di questa religione ha portato all’ emanazione nel 1986 di una specifica legge che permette il consumo di per sé illecito dell’ hayawaska nel contesto rituale. Fuori del Brasile le cose vanno diversamente: in Olanda e Francia ci sono state irruzioni simili a quella di venerdì scorso con l’ arresto dei membri del santo daime anche se in fr nel 1995 una sentenza ha fatto prevalere il principio di libertà religiosa; negli stessi USA che pure combattono una forte battaglia alle droghe, nell’ Arizona 2 anni fa è stato dichiarato lecito il consumo rituale ma è stato chiesto il riesame da parte dell’ amministrazione dello stesso presidente perché si teme ciò possa incoraggiare il consumo di droga.

Al di là del caso specifico di questo gruppo di religioni che qualcuno chiama enteogene, cioè che procurano esperienze religiose attraverso l’uso di allucinogeni, ci sono dei problemi legali poiché ci sono due diritti nella maggior parte dei paesi costituzionalmente garantiti: il diritto alla salute che porta al divieto dell’uso di sostanze nocive, e dall’ altra il diritto alla libertà religiosa e qui non si tratta di una scusa, ma effettivamente di una religione che effettivamente in Brasile presso gli indios ha una tradizione millenaria, ma che presso questi lavoratori va avanti da 80 anni.

Questa introduzione è per evidenziare come con la globalizzazione, lo spostamento per esempio di brasiliani in Italia che pensano di far delle cose lecite a casa loro e poi si trovano la guardia di finanza che la pensa diversamente, e la grande facilità di comunicazione di altre esperienze religiose da un paese all’ altro ponga una serie di problemi nuovi. Un altro aspetto interessante nella vicenda di Assisi di tre giorni fa è la reazione della stampa, che non afferra la complessità di queste vicende e parla semplicemente di sette, movimenti pseudo-religiosi spacciatori di droga, ancorché delle agenzie abbiano trovato almeno su internet la scheda on line dell’enciclopedia delle religioni sulla chiesa del santo daime (disponibile sul sito www.cesnur.org).

Questo è stato un esempio di ciò che questo corso vuole accostare e cioè di come cambia la percezione del sacro in Italia. L’enciclopedia delle religioni è stato un lavoro durato 13 anni con dati quantitativi e qualitativi; l’aggiornamento per la versione on line rileva come in 5 anni le cose siano parzialmente cambiate. Lo studio che ha portato all’ enciclopedia delle religioni in Italia ci permette alcune osservazioni non tutte evidenti e intuitive; alcune anzi in direzione opposta alle idee molto diffuse, miti diffusi nei media quando si parla di pluralismo religioso.

Un primo aspetto è che non c’è un declino della religione in Italia, ma c’è un forte aumento dell’interesse per la religione. Noi abbiamo valutato decine di indagini quantitative e abbiamo visto che ci sono delle costanti. Naturalmente per capire di cosa stiamo parlando occorre distinguere fra diversi indicatori del fenomeno religioso. Nel mondo anglofono si parla delle tre B,che non sono Berlusconi Bush e Blair, ma sono Believing Belonging e Behaving, cioè tre modi diversi di valutare lo stato di salute delle religioni. La prima B sono quelle persone che nelle indagini quantitative manifestano delle credenze (“lei crede in un potere superiore, Dio o non?”), il belonging è invece la apparteneza alla comunità religiosa ( “lei frequenta dei riti religiosi?”), behaving riguarda invece il comportamento (“quando deve fare delle scelte tiene conto delle credenze o appartenenza religiosa?”). Questi dati sono piuttosto scollati tra loro, il che complica in modo enorme quello che è il dibattito/”rissa” tra i sociologi della religione che riguarda la secolarizzazione; perché a seconda che noi parliamo di belonging believing o behaving abbiamo delle versioni diverse della secolarizzazione, c’è infatti chi ha parlato di 3 secolarizzazioni.

Un teorico che crede molto nella secolarizzazione, Karen Dopler (?) che insegna a Novanio(?poco udibile) distingue tra macro meso e micro secolarizzazione, laddove la micro sarebbe il venire meno delle credenze, la meso delle appartenenze e la macro il minor peso della religione in scelte morali, ad es. di tipo sessuale,politico. Dopo aver applicato diverse metodologie d’analisi dal 1970 al 2000, ad es. campionamento regionali/nazionali, ecc, noi siamo arrivati a questa conclusione largamente condivisa forse non dai non addetti ai lavori, e cioè che non c’è secolarizzazione micro, delle credenze: dal 70 al 2000 il numero delle persone che dicono di averne è semmai salito, mentre quello di coloro che si dichiarano atei o agnostici è sceso; quindi oggi in Italia il 91% delle persone dichiara di credere che esista un potere superiore, dato che è salito di dieci punti rispetto alla media delle indagini di 30 anni fa. Naturalmente nulla sappiamo su che cosa ci fosse prima della seconda guerra mondiale perché le indagini non si facevano oppure venivano condotte con metodi molto impressionistici. Quindi da un lato l’interesse e la credenza religiosa intesa in un senso molto lato, non è che tutti questi credano nel Dio del catechismo cattolico, è molto forte; dall’altra c’è uno scarto molto forte tra i tre livelli perché tra coloro che dichiarano di avere delle credenze di tipo spirituale o religioso (il 91%) e quelli che sono in contatto regolare con delle istituzioni religiose c’è un fortissimo scarto, non voglio credere che, c’è un dibattito in corso su quanti siano quelli che almeno una volta al mese si recano in un luogo di culto, le valutazioni vanno dal 30 a quasi il 50 %, sono molto discordanti; anche qui sembra ci sia un piccolo aumento rispetto a 30 anni fa molto più piccolo, però c’è un dato che ci interessa e cioè che tra il 91% di chi crede e il 45% di chi è in contatto con l’istituzione religiosa c’è un forte scarto, un ampio numero di persone che dichiarano di avere credenze religiose ma non sono in contatto con istituzioni. Se poi ci spingessimo fino al terzo livello vedremo che le persone che nel loro comportamento politico ecc. tengono molto alla religione sono ancora meno. Quindi vi è un forte scarto tra questo massiccio interesse per la religione, minore, ancorché in Italia molto significativo rispetto ad altri paesi europei, partecipazione, contatti con le istituzioni religiose; ancor minore il peso della religione nell’orientare il comportamento. In questo scarto si situa la cosiddetta nuova religiosità: è un farwest religioso dove si crede ma dove non si aderisce più alle appartenenze tradizionali; anche qui però il lavoro che si è fatto per l’ enciclopedia rivela delle sorprese. Un altro mito oltre a quello del declino della religione (negli ultimi 5 anni c’è una ripresa delle appartenenze e un aumento delle credenze), è quello della esplosione delle sette. Qui molti recensori hanno pensato che la nostra ricerca avesse mai portato un mattone a questa idea dell’ esplosione delle sette, noi ne abbiamo pubblicato 616 religioni; il numero sembra essere rimasto costante, tuttavia bisognerebbe guardare anche i numeri degli appartenenti alle minoranze religiose che sono numeri relativamente piccoli perché in Italia se parliamo di cittadini italiani gli appartenenti a religioni diversa dalla cattolica fanno l’1,92% , sempre nel 2000 se consideriamo i residenti nel territorio, il che comprende anche gli immigrati legali si arrivava al 3,50%, probabilmente oggi si arriva al 4% e potremmo anche arrivare al 4,5 tenendo conto anche dei clandestini; ma comunque non sono cifre particolarmente spettacolari, se togliamo i musulmani che sono un fenomeno di immigrazione, e anche gli ortodossi, al primo posto tra gli italiani troviamo i testimoni di Geova che dichiarano di aver 270.000 membri ma in realtà ne hanno 400.000, perché loro dichiarano testimoni solo quelli che vanno a suonare alle porte, ma noi i cattolici non li contiamo così, comprendiamo tutta la comunità, cioè i bambini, quelli meno attivi, arriviamo a circa 400.000 persone. I testimoni di Geova però sono l’unica minoranza religiosa organizzata che tra i cittadini italiani supera i 250.000 membri, arriviamo poi alle assemblee di Dio, i Pentecostali che fanno 105.000 membri, non ce ne sono altre, sto parlando di cittadini italiani che superano i 100.000; ce ne sono molto poche che superano i 10.000, c’è per esempio il movimento buddista, la Soka Gakkai, gli avventisti del settimo giorno, gli Ebrei sono 29.000, i Valdesi sono 25.000, con le dita delle due mani contiamo quelli che fanno più i 10.000 membri; la grande maggioranza dei 616 raggruppamenti religiosi che noi citiamo nell’enciclopedia fanno meno di mille membri, molti meno di cento, per alcuni siete più voi oggi che alla plenaria di tutti i membri del territorio nazionale, noi li pubblichiamo perché spesso sono interessanti quando sono la “filiale italiana di”, ma ad es. Tenrikyô è un grosso movimento giapponese con una forte importanza culturale, a Roma c’è stato l’anniversario italiano della mostra sulle sue realizzazioni sulla città santa di Temri(?) che fa 3,5 milioni di membri in Giappone, in Italia dichiara di avere 13 membri in gran parte giapponesi che sono a Roma per ragioni di lavoro.

Quindi non c’è tanto un invasione delle sette, a parte lo status semantico poco chiaro del termine che è stato scippato dai criminologi che definiscono setta un gruppo che commette reati, c’è piuttosto un invasione delle sigle a cui non corrispondono però presenze consistenti. Allora io credo che un accostamento a come vive il sacro al di fuori dell’ istituzione non possa concentrarsi solo sulle nuove religioni, movimenti sul nuovo belonging, sulle nuove appartenenze, ma debba concentrarsi su credenze che determinano delle identità e dei comportamenti, dei modi di vivere e di atteggiarsi, e che vivono al di fuori delle appartenenze istituzionali. Molti sociologi si sono trovati a confrontarsi con la legge un po’ paradossale di una sociologa inglese che viene spesso in Italia, Grace Davie, secondo cui la religione di maggioranza in Europa non è più il cristianesimo, ma il believing without belonging, cioè il credere senza appartenere, naturalmente questa è una tesi paradossale perché mentre i cattolici i metodisti o i membri della Soka Gakkai possiamo contarli e costituiscono un ‘insieme coerente, i credenti senza appartenenza non sono un insieme coerente, perchè ognuno crede in maniera diversa, non sono una forza sociale, li possiamo definire solo per esclusione, i non appartenenti.

Ecco queste persone, questo vasto far-west del religioso, questo scarto quasi del 50% fra i credenti e gli appartenenti come si rapporta al sacro? Qui forse diventano interessanti i movimenti religiosi minoritari anche se sono molto minoritari. Mi direte, ma come non ci ha appena detto che sono molto piccoli? È vero però i loro movimenti costituiscono un ‘indicatore di in  quale direzione si muovono gli interessi anche di chi crede senza appartenere, perché poi intorno agli appartenenti a questi movimenti c’è sempre una vasta area di persone che vanno a sentire, comprano il libro, che orecchiano anche se poi non appartengono. Ci sono dei numeri che sono sorprendenti, per es. in Italia i buddisti sono 60.000 eppure quando si tira giù il conto delle tournee del Dalai Lama che rappresenta solo una parte dei buddisti (ad es. per un buddista zen è un personaggio che non rappresenta la sua tradizione), si vede che 1,5 milioni di persone lo vanno a sentire, certo ci saranno anche molti curiosi ma questo dimostra che intorno alle appartenenze ci sono dei cerchi concentrici molto più vasti. Allora studiare i movimenti religiosi, quali emergono, quali temi diffondono, quali hanno meno successo, nascono, muoiono è interessante per capire in che direzione si muove l’accostamento al sacro di tutte queste persone che sono difficili da rilevare, perché noi sappiamo dalle indagini che si dichiarano molto interessate al sacro, di avere delle costellazioni di credenze ma allo stesso tempo non le incontriamo nei luoghi istituzionali del religioso. Naturalmente lo studio dei movimenti all’interno delle nuove religioni non è l’ unico modo di conoscere che cosa pensano queste persone. Personalmente sono convinto che sia interessante anche lo studio della cultura popolare, libri, film, vi è per esempio una correlazione che molti hanno notato all’estero tra film che parlano della reincarnazione e dati della credenza, sono dati molto variabili. Un collega torinese Franco Garelli sta molto insistendo sul fatto che sia calata la credenza nella reincarnazione. Questa reagisce molto ai films, se ce ne è uno di successo e uno fa l’indagine il mese dopo questa credenza si impenna, spesso anche negli spiriti e roba di questo genere. La cultura popolare ha un influenza enorme sulle credenze, ma un altro modo di studiare le credenze è vedere quali movimenti hanno successo, un successo solo parzialmente di appartenenza/reclutamento, ma è un successo di odience, di diffusione di idee. Allora arrivando all’ultima parte di questa lezione, l’impressione che si ricava da una lettura dell’ enciclopedia è che ci siano 4 temi principali che hanno un certo successo e che sono indicatori dell’accostamento al sacro non istituzionale.

 

-Il primo è l’interesse escatologico. Molti dei movimenti che crescono, non indefinitamente, per esempio i testimoni di Geova hanno avuto in Italia i loro maggiori tassi di crescita del mondo dal 1950 al 1990, oggi hanno quasi crescita zero tra gli italiani mentre crescono tra gli immigrati che ancora non li conoscono; gli italiani li conoscono, hanno suonato a tutte le porte quindi l’effetto novità non c’è più; però i testimoni di Geova e altre forme pensiamo di pentecostalismo,il popolo di dio paraguaiano, la chiesa universale del regno di dio brasiliano, la luce del mondo messicana, questi che hanno dei forti tassi di crescita sono tutti movimenti con forte insistenza sul tema escatologico: “come va a finire?”. I testimoni di Geova nel 1995 hanno deciso che non era più opportuno dare date per la fine del mondo il che ha provocato delle forti modifiche interne: finchè c’erano delle date per esempio i figli non andavano all’università, se sappiamo quando il modo finisce a cosa serve la laurea, oggi invece incominciamo a trovarli, ma anche se non si da una data si mantiene molto viva la tensione escatologica. Le persone sono molto interessate al tema della fine dei tempi; negli USA uno dei romanzi più venduti è una serie che attualizza una visione protestante fondamentalista della fine del mondo, come reagisce la CNN, il presidente USA ecc. Qualche anno fa negli USA un indagine mostrò che un terzo delle persone si aspettavano di vedere la fine del mondo durante la loro vita (!), in Italia noi abbiamo fatto solo un indagine nella provincia di Foggia e c’è un 13% che è più alto di quanto si pensi comunemente. Di questo tema le chiese istituzionali non è che ne parlino molto una volta il teologo von Balthasar diceva che sul cantiere dell’escatologia nella chiesa cattolica c’è scritto “lavori in corso” perché i teologi non sono d’accordo fra loro, però mentre questo cantiere è chiuso ce ne sono altri che sono aperti giorno e notte e che continuano a diffondere informazioni molto precise su come va a finire il mondo, e indubbiamente il fatto che questo abbia un odience mostra che questo è un tema che interessa, che fa parte dell’accostamento non istituzionale al sacro.

-Il secondo tema è la fine del mio mondo, cioè che cosa c’è dopo la morte, l’escatologia individuale e qui molti dei movimenti che crescono, pensiamo alle diverse forme del buddismo che hanno una forte odience dai viaggi del Dalai Lama al movimento buddista giapponese Soka Gakkai certamente non parlano solo ma comunque ampiamente della reincarnazione; la stessa chiesa di scientology che ha tanti temi, in Italia ha cominciato a battere sul tasto della reincarnazione che è uno dei tanti interessi del suo fondatore. Anche se l’interesse per la reincarnazione è oggi un po’ oscillante c’è comunque un forte interesse a sapere cosa c’è per sé dopo, anche questo un tema trascurato dalle grandi chiese ritenendo che troppo spesso scadessero nella religiosità popolare, nella superstizione, se ne è parlato sempre meno e questo spiega perché il sacro non istituzionale si sia poi rivolto alle religioni orientali o alle tradizioni esoteriche.

-Un terzo tema è proprio l’interesse per il magico i segreti, che si rivela a molti livelli perché si batte molto sui maghi a pagamento sulle  cartomanti; spesso si danno delle statistiche folkloriche che poi le stesse forze dell’ordine hanno ridimensionato: non ci sono 250.000 maghi in Italia, è più facile che siano 15.000, uno degli errori compiuti anche da istituti importanti è quello di non rendersi conto che spesso uno stesso mago ha uffici in dieci città diverse con dieci nomi diversi e viene contato dieci volte. Contrariamente a quello che molti pensano molti maghi pagano le tasse perché sanno che lì sarebbero incastrati facilmente; l’ufficio Iva della camera di commercio ha aperto un apposita categoria “operatore dell’occulto” già da molti anni. Quando parlo di interesse per la magia rivelato dal successo di alcuni movimenti, i teosofi, i neotemplari ecc., non parlo solo di andare dal cartomante ma anche da un interesse più generali per tutti i segreti, i misteri, le società segrete, gruppi, conferenze che ci dicono di sapere tutto su questi temi anche perché in periodi di crisi le spiegazioni semplificate della storia (ci sono due o tre società segrete che hanno dei misteri esoterici tramite i quali tutto si spiega) diventano seducenti.

-Ci sarebbe un quarto tema che spiega anche il successo italiano ormai 30ennale anche con molte cause vinte di scientology e che non si può spiegare anche con la sua propaganda aggressiva, ma anche perché risponde a un esigenza e lo stesso vale per gruppi analoghi, è quello che il Molillas(?) in un libro ha chiamato spiritualità del quotidiano, sacralizzazione del profano. E’ un tema difficile da definire esattamente, qualcuno parla anche di autoreligioni, ma si tratta di rovesciare quello che noi chiamiamo religione, noi paese cattolico siamo abituati ad una religione che parla dell’ aldilà, che ci offre delle compensazioni per le sciagure della vita, e invece gruppi che vengono soprattutto dagli USA e dal Giappone dove si parla di benefici materiali, sono religioni dell’ aldiquà che ci dicono vieni con noi e diventi più ricco più bello adesso non dopo o in paradiso. I foglietti che scientology mette nella buca delle lettere dicono “fai esplodere il vulcano che è in te” ma adesso non nella prossima vita; in parte anche quello che passa sotto il nome di New Age da tutta una serie di tecniche di cui però gli esiti si dovrebbero vedere ora immediatamente in quello che è un rovesciamento della prospettiva tradizionale di accostamento al sacro e alla religione in occidente.

Io credo che questi quattro temi siano i principali che possono emergere nei movimenti di tutto il mondo e che debordano in quella vasta area del credere senza appartenere. Quindi noi sbaglieremmo se volessimo considerare il sacro della nuova religiosità semplicemente come un insieme di appartenenze rigide in quelle che alcuni chiamano sette, ma queste sono una parte del panorama la parte più grossa è disistituzionalizzata, vive fuori dell’ istituzioni, ci sono le nuove religioni ma c’è anche la nuova religiosità e questo sacro non istituzionale è una forma di sacro con cui sempre di più nel XXI secolo dovremo fare i conti. Adesso lascio spazio alle vostre domande.

intervento:volevo chiedere il titolo del libro uscito recentemente e da cosa era partita questa indagine.

I: il libro è un prodotto secondario di un indagine più vasta che è una mappa dell’ ebraismo moderno, dell’ emancipazione oggi poi concretatasi nel libro edito da ellenici che si chiama “Ebraismo Moderno”, nel corso del libro che ha un capitolo sull’antisemitismo ci siamo imbattuti in questa circolare circostanza di un documento che difende gli Ebrei da queste accuse in una sorta di interludio di interesse per alcune idee dell’illuminismo all’interno della chiesa cattolica ,documento del 1747 piuttosto lungo in cui nella sostanza si dice che sono leggende urbane, del cardinale Riganelli che poi diventò papa passato alla storia per aver soppresso i gesuiti, documento pubblicato in Francia Germania e Inghilterra nell’ 800-inizi 900 da ambienti ebraici ma non in Italia benché fosse negli archivi vaticani e quindi mi sono detto che valesse la pena di pubblicarlo anche in italiano come introduzione alla storia di questa calunnia che poi è abbastanza simile alle calunnie rivolte ad altre minoranze religiose, anzi è opinione comune secondo cui, l’origine dell’idea, gli ebrei si nutrono del sangue di bambini che poi è una versione antiebraica di una calunnia rivolta ai primi cristiani, i pagani sentivano le parole dell’eucaristia “chi non mangia la carne e non beve il sangue “ e pensavano a sacrifici umani, poi tutto questo è stato trasposto sugli Ebrei , può darsi che non sia l’unica origine anche perché c’erano attacchi simili agli Ebrei nella propaganda del re Antioco che fu quello che profanò il tempio di Gerusalemme ed è un personaggio anti ebraico ma siamo qui prima del cristianesimo, l’applicazione agli Ebrei di quello che prima era un attacco contro i cristiani è una fonte importante, accuse estreme sono in genere diffuse verso molte minoranze religiose e quindi anche da un punto di vista sociologico riveste un interesse generale anche se poi non possiamo purtroppo facilmente paragonare l’antisemitismo ad altre forme di aggressione religiosa che purtroppo ha portato a conseguenze uniche nella loro tragicità e la cui unicità va giustamente rivendicata e non può essere paragonata ad altre, però il meccanismo psicologico o psicosociale che porta a credere le peggiori calunnie nei confronti di chi è religiosamente diverso lo troviamo anche nei confronti di altri gruppi.

Intervento: molti dei nuovi movimenti religiosi nascono negli USA, un paese con una storia lunga, puritana. Proprio in un paese a capitalismo avanzato nascono questi movimenti che pongono l’accento su una determinata etica. Una seconda domanda sul grosso dibattito che c’è stato sul lavaggio del cervello.

I: Sì, qui si intrecciano problemi diversi. Gli USA sono il cuore del dibattito sulla secolarizzazione perché l’ortodossia molto antica che risale alla fondazione della sociologia della religione e come Durkheim ci diceva che a mano a mano che vi è un processo di modernizzazione avanza la secolarizzazione cioè la gente diventa meno religiosa, poi è stata classica la formulazione di Berger, del primo Berger, perché oggi c’è il secondo Berger che dice era tutto sbagliato, secondo cui non è la scienza ma è la democrazia che rende le persone meno religiose perché essa porta alla libertà religiosa, ci sono tante religioni -> non si può credere a tutte -> non credo a nessuna. Questa teoria è andata per la maggiore in Europa fino agli anni 50, quando con lo sviluppo del volo i sociologi sono entrati in contatto nei congressi internazionali e è emerso quello che sapeva già Tocqueville nella democrazia in america, diceva che in quel paese moderno e con strutture democratiche va in chiesa circa il doppio delle persone che ci vanno in Europa, adesso sono cambiati i numeri assoluti ma la proporzione è rimasta, e quindi il solito tema dell’ american exeptionalism, dell’eccezione americana per cui c’è una regola generale che la democrazia porta alla secolarizzazione ma l’America per delle ragioni da indagare fa eccezione. Personalmente io sono un allievo di Ronnie Stark con cui ho scritto anche un libro e penso che non esista nessuna eccezione americana ma che ci sia una regola generale secondo cui come per le automobili e le merendine la concorrenza fa bene anche alle religioni; dove c’è molta concorrenza e questa non è distorta dagli stati, la religione si sviluppa di più. La tesi classica di Stark è stata poi sottoposta a centinaia di indagini empiriche, e ha anche dei contraddittori; la forza della religione americana è data dalla concorrenza perché se uno va in un paesino americano non c è un campanile di ce ne sono 15! Battisti,metodisti, 2 o 3 pentecostali diversi, cattolici(la maggioranza relativa), gli ebrei, mormoni, testimoni di geova, e quindi la concorrenza fa si che il capo/pastore/curatore non possano vivere sugli allori, si devono dare da fare e questa concorrenza porta ad un maggior interesse generale per la religione che è la tesi centrale del cosiddetto nuovo paradigma che sembra con alcuni aggiustamenti ancora valido. Quello che spinge la religione negli USA è la libertà religiosa che al contrario di come pensava Berger fa aumentare l’affiliazione religiosa . Qualcuno, per es. qui a Roma Luca Diotallevi ha detto “però questa teoria come si concilia col fatto che l’Italia che è un paese con delle statistiche religiose molto migliori della Francia ed è un paese dove la chiesa cattolica ha quasi il monopolio, oppure nel mondo islamico ci sono paesi che stanno registrando un forte risveglio religioso, come l’ Arabia Saudita, il Marocco, e c’è solo l’ Islam praticamente, e la risposta che Diotallevi si è dato da solo è che come per le automobili non c’è solo la concorrenza inter-brand, ma anche intra-brand, la stessa casa può farsi concorrenza da sola, e il cattolicesimo in Italia o l’Islam in Arabia Saudita è molto più variegato di come si pensi, sono in realtà dei mondi, come avrebbe detto Luhmann, divisi in molte sottoistituzioni. La concorrenza tra movimenti, ordini diversi, nuovi e vecchi da poi gli stessi effetti della concorrenza interreligiosa negli USA. Poi gli USA sono diventati esportatori di movimenti religiosi dopo esserne stati importatori; molte cose che noi consideriamo tipicamente americane sono nate in Europa: che cosa di più americano degli amish? Però sono nati in Alsazia, o del fondamentalismo che è nato in Inghilterra, e così molti movimenti hanno i loro centri principali negli Stati Uniti; gli Hare Krisna venivano dall’India, la chiesa dell’unificazione dalla Corea

Il lavaggio del cervello. Tradizionalmente l’opposizione alle minoranze religiose è un operazione delle grandi chiese che le denunciano come eretici, e questo continua ancora oggi: è pieno di librettini contro i testimoni di Geova; però la clientela di persone che volevano argomenti contro questi movimenti, all’inizio soprattutto gli Hare Krisna e le chiese dell’unificazione, erano genitori che dicevano “ai miei figli gli han cambiato la testa”, il recupero di una spiegazione che all’origine era nata per attaccare il comunismo, i russi e i cinesi avevano queste tecniche per il lavaggio del cervello. Bisognerebbe vedere uno dei primi film “il candidato della Manciuria” per vedere come questo era considerato molto meccanico: un presidente della cia Ocar Dallas disse una volta in un noto discorso che nel nostro cervello c’è come un disco e i comunisti avevano imparato a toglierlo e metterne un altro, il chè si può fare in pochi minuti. Naturalmente uno può aprire un ampio discorso sulla tecniche di influenza però queste spiegazioni meccaniche sono state ridicolizzate dall’analisi accademica, il che ha  portato in USA alla sentenza Fishman, in Italia nel 81 la corte costituzionale ha abolito il plagio, in altri paesi ad analoghe posizioni giuridiche che tenevano conto di un evoluzione anche scientifica. Oggi di fronte all’allarme sociale suscitato da Al Queida o magari dai satanisti di Varese c’è chi vorrebbe mettere in vigore queste vecchie leggi però si scontra con problematiche scientifiche.

Infine l’ aspetto etico. È importante nella cultura americana in genere. Quando noi andiamo a vedere chi guadagna membri negli USA vediamo che da questo risveglio religioso identitario hanno trovato beneficio soprattutto chiese che ormai sono al centro come i battisti, i metodisti, i pentecostali ormai ci sono in giro dal 1901, i mormoni fondati nel 1830, in realtà i grandi numeri di questo ritorno etico che passa per l’affermazione dei valori familiari, per la lotta contro alcune cose che sono percepite come deviazioni, chi negli USA beneficia molto di questo sono organizzazioni religiose che studiava Weber, ma Weber parlava di battisti e metodisti come sette scrivendo alla fine dell’800, oggi essi sono la spina dorsale della vita religiosa e politica americana, il presidente è metodista, come Hilary Clinton, Bill è battista, il ministro della giustizia Ashcroft pentecostale, l’establishment è stato occupato da quello che ai tempi di Weber erano minoranze quando la maggioranza era costituita da riformati, anglicani e luterani, che oggi sono diventata minoranza.

Intervento: Qual è la differenza tra nuovi movimenti religiosi e quelli che lei ha definito di revival, praticamente e nel rapporto con lo stato.

I: Dal punto di vista strettamente sociologico nessuno nel senso che la dizione di Nuovi Movimenti Religiosi è stata introdotta da Barker alla London School of Economics una ventina di anni fa per lottare contro le espressioni di “setta” e “culto distruttivo” che erano delle espressioni di tipo criminologico, sicuramente adeguate per piccoli gruppi criminali che però diventano pericolose e favoriscono discriminazioni se usate verso migliaia di movimenti, certamente ai tempi di Weber i mormoni erano una setta perché la sua definizione di setta è “movimento che ha la maggioranza di membri che hanno aderito da adulti e non vi sono nati”, i mormoni lo saranno ancora per poco e quindi possiamo chiamarli una setta nel senso weberiano. Se però mi danno 30 secondi al telegiornale perchè magari è morto il loro capo e mi chiedono se i mormoni sono una setta, siccome c’è un uso criminologico il subtesto da parte della giornalista è “i mormoni sono dei delinquenti”! e allora se uno risponde di si lo spettatore a casa capisce quello. Per togliere di torno la parola setta che è la più usata nelle lingue diverse dall’ inglese, o cult che è la parolaccia in inglese Barker coniò “nuovi movimenti religiosi”; però anche questa è una categoria che è stata usata a lungo come politicamente corretta, però nessuno sa dove mettere la distinzione tra nuovi e vecchi, Barker diceva i nuovi sono quelli nati dopo la seconda guerra mondiale, quindi i mormoni che sono nati nel 1830 o i testimoni di geova nel 1878 non lo sono. Io credo che si possa parlare di minoranze religiose di varie famiglie spirituali facendo la fatica di studiarle una per una, che è un po’ lo schema che decidemmo per l’enciclopedia; anche perché la situazione varia da paese a paese. La Soka Gakkai è un NMR in Italia, in Giappone dove ha 15 milioni di aderenti ed è in giro dagli anni 40 è un po’ difficile parlare di nuovo movimento religioso. Forse vale più la pena di parlare di famiglie: la famiglia avventista che va fino ai testimoni di geova, la famiglia restaurazionista che vuole restaurare l’ideale della chiesa primitiva (neo apostolici, ecc.), la famiglia pentecostale.

Intervento: volevo chiedere due cose: se ci sono ipotesi e quali sul successo in Italia dei testimoni di Geova, e la seconda nasce da un esperienza che ho avuto. Tempo fa cercavo in internet informazioni su scientology, ma il motore di ricerca venne oberato da centinaia di siti personali degli adepti, tutti uguali tra loro tranne per il nome e la provincia degli autori, dopo i quali compariva qualche sito di critica o informazione sulla chiesa. Cosa c’è dietro?

I:  Sì, sono due questioni di cui mi sono occupato. Sui testimoni di Geova in Italia c’è una vasta letteratura proprio perché l’Italia è il paese in cui fino a 6/7 anni fa quando la crescita si è arrestata i testimoni di geova hanno avuto la maggiore crescita rispetto a qualunque paese del mondo, e questo ha posto evidentemente un problema, la soluzione che i sostenitori del nuovo paradigma che anche io seguo hanno dato è che dove manca una concorrenza al centro chi si pone al di fuori della scena religiosa cioè lavora sulle frange, opera in modo marginale, cresce molto più rapidamente. Cioè in Italia fino agli anni 80 c’è stata una situazione di monopolio garantito dalla legge, anche se la costituzione di per sé affermava il principio della libertà religiosa, le prime intese che hanno ad esempio consentito l’ accesso a pari opportunità di finanziamento sono del 1984 dopo il nuovo concordato con la chiesa cattolica si è introdotto l’8 per mille, il pluralismo era anche poco visibile; non era solo colpa delle scelte della democrazia cristiana, uno poteva tirare avanti anche molto a lungo senza incontrare un non cattolico, quindi c’è stata poi anche la forza oggettiva dell’immigrazione che ha messo anche gli italiani di fronte al pluralismo religioso, ma l’ipotesi è che in paese dove c’è poco pluralismo chi si presenta come outsider riesce ad avere più successo che in paesi come gli Stati Uniti dove marginalmente i testimoni di geova hanno meno successo che in Italia perché uno ha già una vasta gamma, può scegliere di essere cattolico,battista, luterano episcopaliano, pentecostale, metodista e quindi i testimoni di geova in un paese monopolistico hanno avuto il monopolio dell’opposizione, poi sono cresciuti di meno perché il mercato religioso italiano è stato deregolato e hanno avuto una forte concorrenza (oggi in Sicilia crescono di più i pentecostali) di centinaia di altre proposte religiose e quindi crescono di meno. Un'altra ipotesi che è stata fatta dal mio collega Bersano e che io in parte condivido è che i testimoni di geova di cui paradossalmente si dice che hanno successo perchè odiano il vaticano, in realtà se uno poi va a fare le interviste scopre che quello che piace nei testimoni di geova dove hanno più successo cioè al sud e a Torino tra gli immigrati  meridionali, è invece un esperienza di forte continuità con l’etica, con quanto veniva insegnato da bambini, perché i tdg hanno ancora una predicazione a tinte molto forti sui mali dei rapporti prematrimoniali, dell’adulterio, dell’omosessualità che la chiesa cattolica aveva tanti anni fa e non ha più, questo dipingere la brutta fine che si fa facendo queste cose.

Il tema di scientolgy è molto interessante, c’è stato un convegno dove ho trattato questo tema: la reazione dei movimenti religiosi attaccati da internet. I movimenti religiosi contrariamente a quanto uno si immagina son stati più scocciati che favoriti da internet perché i MR, soprattutto quelli medio grossi (testimoni di geova, scientology, chiesa dell’unificazione) hanno all’inizio pensato che internet fosse un modo di fare propaganda, hanno alla fine scoperto che loro potevano fare 3 siti internet ma che essendo movimenti controversi con tanti oppositori se ne trovavano 3000 contro, alcuni che li offendevano anche in modo violento. È stato studiato anche la gamma di reazioni. A un estremo c’è un movimento giapponese Sûkyô Mahikari che ha visto un significato mistico in questo attacco via internet: a San. Pietro ci sarebbero certe divinità della tradizione giapponese che si sono risvegliate, non facciamo nulla;questo non fare nulla li ha portati a perdere un certo numero di membri, anche perché delle calunnie totalmente false sul suo fondatore, per es. si diceva che fosse un criminale di guerra anche se si è sempre solo occupato di logistica e di trasporti ferroviari;o tutti giapponesi che hanno fatto la guerra sono criminali di guerra oppure.., però queste calunnie sono rimaste senza risposta e loro ci hanno rimesso. C’è tutta la gamma intermedia, poi all’estremo opposto c’è scientology che ne ha fatte letteralmente di tutti i colori,il che è anche divertente. Ha fatto più di mille cause in tribunale contro siti internet nel mondo vincendone un certo numero ma rendendosi anche molto impopolare, come nemica della libertà di informazione; ha distrutto dei newsgroup con un bellissimo computer che genera delle poesie assurde, il cosiddetto spam poetico che ha invaso con migliaia di messaggi i newsgroup anti-scientology, e ultimamente, mentre prima sui motori di ricerca c’erano sempre gli oppositori,ha chiesto a tutti gli scientology del mondo di fare delle pagine personali fornendo anche un kit su come farlo. È un modo di reagire estremo, sono molto preoccupati dagli attacchi che gli sono stati fatti, anche qui alcuni penalmente rilevanti, tanto che alcune di queste cause le hanno vinte; c’erano insulti, violazione della privacy, ricordo un sito che dava gli indirizzi personali di tutte le persone note che fanno parte di scientology, John Travolta Tom Cruise, il loro numero di telefono personale,ci son stati indubbiamente dei reati e loro hanno reagito in modo estremo che forse non gli ha portato poi fortuna perché molte persone sono infastidite da questa occupazione indebita  di spazi internet. cioè tra il non far nulla come Sûkyô Mahikari e il far troppo come scientology ci sono delle vie intermedie. Tuttavia nei vari convegni sono stati prodotti 3/4 volumi sull’uso di internet da parte dei NMR: ne hanno avuto più danno che vantaggio, perché uno può fare 3 o 4 siti internet gli oppositori ne fanno 100, quindi chi ha oppositori militanti ha avuto più danno che vantaggio. Un mondo però completamente diverso da quello dei NMR che ha tratto vantaggio da internet è il mondo del fondamentalismo, che ha pochi oppositori militanti, ha oppositori politici che però si muovono diversamente, sia il fondamentalismo protestante che ancora di più, pensiamo ai due libri che ha scritto sul tema Gary Bant(?) su Shiad via internet, questi sono mondi che invece da internet hanno tratto grande vantaggio perché muovendosi ai limiti della legalità i siti si possono far apparire sparire e prima che qualcuno li faccia sparire in genere hanno gia diffuso il messaggio.

Intervento: non udibile

I: è il tema che pone in un libro che si chiama “il rompicapo italiano” di un sociologo che insegna qui a Roma, Luca Diotallevi. Lui non ha antipatia per il nuovo paradigma, anzi, questo ci insegna che la concorrenza fa bene alla religione, che l’offerta crea domanda, lui dice “benissimo questo mi spiega perché negli USA la religione gode di migliore salute che l’Europa, però come mi spiegate che in Italia la religione goda di miglior salute rispetto ai vicini europei pur non essendo paragonabile agli USA, un 40/45% vanno almeno una volta al mese in chiesa?”; c’è un forte dibattito, stanno al doppio della media europea e a 4/5 volte il dato francese. Si dice “però in Italia c’è il monopolio” ma non avete detto che il monopolio fa male alla religione? E la risposta che lui si da nel libro è perché in Italia c’è un dibattito interno alla chiesa cattolica che è molto più forte, come in un paesino americano ci sono tanti campanili che aumentano l’interesse per l’istituzione da noi il dibattito tra congregazioni, ordini cattolici della margherita, di berlusconi,ecc. c’è questo forte pluralismo interno anche rissoso che tiene alto l’interesse per l’istituzione. Il fatto che ci siano forze interne in concorrenza tra loro, anni fa soprattutto azione cattolica e comunione e liberazione erano modi molto alternativi di vivere il cattolicesimo, ha tenuto alto l’interesse. È un dibattito analogo alla concorrenza inter-protestante che tiene alto l’interesse per il fatto religioso istituzionale negli USA. Poi è chiaro, ma questo è un altro fatto, che anche in Italia la maggioranza sono quelli che credono senza appartenere, ma il problema che voleva spiegare Diotallevi è il perché in Italia quelli che credono e appartengono pur non essendo maggioranza sono 5 volte più della Francia, 1,5 rispetto alla Spagna, 2 rispetto ai cattolici tedeschi. Che la maggioranza creda senza appartenere è vero in Italia come negli altri paesi, però quelli che credono e appartengono in Italia pur non essendo la maggioranza sono di più che in altri paesi e questo va spiegato col fatto che in Italia c’è un monopolio finto perché dietro all’ombrello cattolico si agita una forte dialettica interna con effetti simili all’esterna degli altri paesi.

intervento: non udibile

I: in effetti, non era il tema di oggi ma i livelli sono 3 non 2, oltre al credere e appartenere c’è il comportarsi, behaving. Certo in Italia forse più che in altri paesi, come la forza del believing non diventa la forza del belonging, ma questo è un dato mondiale, anche da noi c’è uno scarto tra belonging e behaving, cioè tanta gente va in chiesa ma poi quando deve fare delle scelte sulla propria vita personale culturale sociale sessuale politica non tiene gran conto di quello che gli raccontano in chiesa. Sono 3 i livelli della secolarizzazione, indubbiamente se andiamo a guardare il comportamento, non ci dimentichiamo che l’Italia è stata il paese col maggior tasso di fecondità al mondo, aveva superato anche il Giappone, siccome la chiesa non insegna il controllo delle nascite questo è il primo dato che ci dice che non sempre quello che.. e però molti di quelli che non seguono l’insegnamento sessuale della chiesa vanno in chiesa, quindi c’è questo terzo livello dei comportamenti che si scolla da quello delle appartenenze come questo si scolla da quello delle credenze. Perciò quando si parla di secolarizzazione va bene, ma bisogna dire di quale dei tre livelli stiamo parlando, perché ogni tanto, spesso, nelle inchieste giornalistiche si fa gran zuppa e non si capisce più niente.

intervento:non udibile (..bisogno di appartenenza)

I: vede c’è di sicuro, però uno dei problemi e che siccome esistono numerosissimi movimenti religiosi anche nuovi e con caratteristiche molto diverse tra loro diventa un po’ difficile far delle generalizzazioni, cioè il modo di appartenere alla chiesa di scientology e il modo di appartenere ai testimoni di geova è piuttosto diverso, ci sono gruppi come Damanur in cui uno va a vivere in comunità e cambia nome, vive li e fa una famiglia li che può cambiare essendoci il matrimonio a termine, ed è una comunità molto stabile, è tra le poche al mondo che ha perso pochissimi membri originari 2 o 3. è un tipo di appartenenza specifico, simbolizzata da un nuovo nome, stile di vita non sgradevole sennò la gente andrebbe via, è una comunità che sta bene economicamente dal punto di vista materiale non gli manca niente, prevede un appartenenza fortissima, un vero cambio di identità. Uno invece che decide di impegnarsi in scientology ha più un cambio di portafoglio perché spende molto se vuol fare tutti i corsi , però vive a casa sua, vive la sua vita lavorativa, scientology al massimo gli organizza le vacanze perchè lo manda a fare il corso in Florida o altrove, e incide parecchio sul suo bilancio non è come andare a vivere a Damanur. Uno che fa il testimone di geova invece continua ad avere un suo lavoro ma deve riorganizzare il calendario della sua giornata perché quella oretta di suoni di campanello la deve fare. Quindi sono forme di appartenenza molto diverse. Molti gruppi buddisti richiedono relativamente poco: un po’ di preghiera al giorno e la riunione settimanale, quindi è vero che il fedele che credeva senza appartenere senza appartenere si riaggrega, ma il modo di riaggregarsi va da quello fortissimo a quello meramente simbolico.

intervento: prima quando parlava di sette…(non udibile) però spesso se ne parla anche come organizzazioni di tipo politico-economico. Lei si è mai trovato in difficoltà come studioso nel fare delle domande in questo senso?

I: innanzi tutto non c’è una distinzione tra grandi vecchie e nuove religioni perché la chiesa cattolica indubbiamente è anche una struttura economica,io sono personalmente cattolico e la cosa non mi scandalizza più di tanto perché se uno vuole far convivere un miliardo di persone bisogna che ci siano anche delle banche, bisogna trasferire grandi somme di danaro. Il problema sorge se poi queste somme di danaro sono gestite con pratiche illecite, ma l’essenza della  banca non mi scandalizza né della cattolica neanche che ce l’abbiano i mormoni. A tutti piacerebbe forse in una visione romantica che la religione sia una cosa molto aerea che ha a che fare solo con lo spirito, però senza istituzioni anche di tipo bancario/finanziario è difficile tenere in piedi delle cose di questo genere; direi che non mi scandalizza che ci siano delle banche dei conti nei paesi dove conviene fiscalmente, lo faceva la chiesa cattolica lo fanno testimoni di geova lo fanno mormoni e lo fanno tutti gli altri, è chiaro che laddove girano delle grosse somme di danaro siccome non tutte le persone sono oneste c’è il rischio che qualcuno se ne appropri. Mi sembra faccia parte del pregiudizio ritenere che questa pratica faccia parte solo delle religioni nuove. Anni fa un presidente della chiesa avventista si è dovuto dimettere per irregolarità finanziarie, uno della comunità di Cristo negli Stati Uniti lo stesso, direi che tutto il mondo è paese quindi nulla di nuovo sotto il sole. Diverso è poi il discorso sfruttando la credulità popolare, ci sono organizzazioni in genere piccole ed effimere la cui unica ragion d’essere è nella truffa e nell’arricchimento di un piccolo gruppo di persone, in genere però durano poco. A parte la repressione penale si trovano in concorrenza con altre organizzazioni che offrono esperienze più soddisfacenti. Ripeto la chiesa di scientology sicuramente ha sviluppato una tecnica che un tempo chiamavano di vendita dura del loro prodotto però direi che gli unici studiosi che si sono accostasti a questa realtà, che è in concorrenza con molte altre che usano delle tecniche simili, ci dicono che non si spiegherebbe il successo che ha avuto, l’anno scorso ha fatto il 50enario, soltanto col fatto che sono bravi a frodare il fisco o sono bravi a vendere, evidentemente c’è una domanda di una esperienza di sacralizzazione del materiale altrimenti avrebbe chiuso bottega da molti anni. Quindi queste componenti che interessano i criminologi non sono le uniche. Agli studiosi è raccontato tutto? Sicuramente no, non è che se uno si presenta alla chiesa cattolica e dice vorrei vedere i conti te li tirano fuori quindi direi che lo studioso accorto si rende conto che esistono degli elementi che fanno parte di una riservatezza che talora è legittima ma in parte no: se uno vuol scrivere un libro di sociologia sulla microsoft non è che gli fan vedere tutte le transazioni finanziarie, l’uso dei paradisi fiscali. Ci sono indubbiamente delle aree in cui esiste una certa riservatezza che mi sembra sia normale.

intervento:si può dare una definizione sostantiva o funzionale di sacro nelle nuove religioni e se questa può essere in opposizione a ..(non udibile)

I: vede le nuove religioni sono una categoria acchiappa-tutto che noi definiamo per opposizione alle religioni tradizionali, però l’accostamento al sacro di scientology è un accostamento molto particolare che sicuramente non possiamo opporre al profano perché mi sembra che quello che offre scientology sia la sacralizzazione del profano, mentre se noi consideriamo i testimoni di geova (a volerli considerare una nuova religione) o i mormoni, direi che li si tratta di variazioni sul tema della definizione del sacro tradizionale, il problema vero è che ci sono troppe varianti per permettere una generalizzazione.

intervento: è in corso una colonizzazione delle parrocchie da parte del movimento neocatecumenale? E questa può diventare una riforma dal basso nella chiesa cattolica dal momento che ha un percorso di fede, comunitario, liturgico, diverso e costituisce già oggi un istituzione parallela interna alla parrocchia? Infine un breve cenno alle seconde generazioni, ai possibili percorsi dei figli di.

I:è vero che i neocatecumenali hanno dei profili particolari, e anche degli elementi para-segreti che non raccontano a chi non fa parte del movimento però siamo di fronte semplicemente a quel fenomeno della concorrenza intrabrand perché come ci sono i neocatecumenali c’è comunione e liberazione, come numeri in Italia sembra che il movimento dello spirito sia molto più grande, ci sono i gruppi di preghiera di Padre Pio che sono molto grossi, ci sono tante cose e questo fa parte di quella concorrenza intrabrand spesso anche molto accesa, e semmai il vero problema è se anche da noi nonostante la forte resistenza dei vescovi non si va verso una perdita di centralità dell’istituzione parrocchiale sempre più diluita in tutte queste altre forme di aggregazione che o sono parallele o prescindono dalla parrocchia; ma li già Emile Poulat ha parlato della fine della civiltà parrocchiale in Francia molti anni fa, solo che questa in Francia non è stata sostituita da una così forte presenza di movimenti (in pratica molto forte in FR c’è solo il rinnovamento dello spirito) e quindi è stata sostituita da un grande abbandono delle chiese da parte dei fedeli. Per quello che riguarda le seconde generazioni è un tema oggi molto studiato, direi che rappresentano,come forse rappresentavano per i primi cristiani, a credere a certi studi un momento di istituzionalizzazione. Gia ce lo diceva Max Weber che le persone che sono nate in una fede e che non hanno invece aderito a un certo punto della loro vita, sono meno alternative rispetto alla società e spingono perché ci si integri di più; sono questi fenomeni di mainstreaming cioè spingere perché si raggiunge il flusso centrale del fiume religioso che si trova in tutti i movimenti. Un caso clamoroso è quello dei bambini di dio, un movimento nato tra gli hippy che voleva cristianizzare quelli del sesso droga e rock n roll, hanno tolto la droga ma hanno mantenuto il sesso e il rock n roll, erano un movimento che anche a Roma si caratterizzava per una fortissima libertà sessuale; in un periodo della sua storia anche per la cosiddetta pesca amorosa come modo di apostolato cioè le ragazze andavano nei locali, offrivano la loro compagnia alle persone non chiedendo denaro ma la disponibilità ad incontri di preghiera, arrivati al momento buon dicevano “fermo! Adesso tu ti impegni a venire alla preghiera o a un quarto d’ora di meditazione”. In Italia ci fu la famosa sentenza del tribunale di Roma che disse che questo non è illegale perché non è una forma di sfruttamento della prostituzione ma di apostolato; in altri paesi le cose andarono peggio. La seconda generazione dei bambini di dio è quella che ha imposto l’abbandono di molto delle pratiche sessuali perché cresciuti in un clima di grande libertà sessuale sono semmai diventati per reazione puritani; e quindi non è solo la scomparsa del fondatore, il desiderio di venire a patti con la società, ma è anche veramente una forte spinta delle seconde generazioni a un abbandono di una libertà sessuale percepita come eccessiva, anche perché nei bambini di dio coesisteva una teologia fondamentalista con un atteggiamento nei confronti del sesso ultraprogressista e la teologia nelle giovani generazioni talora ha la meglio.

 intervento: non è che non sono d’accordo ma la concorrenza forse è una causa dell’aumento di religiosità, un aumento che forse è da ricercare nella cultura di un determinato paese. Se negli Stati Uniti c’è un aumento di religiosità perché ci sono molte chiese io mi chiederei perché ci sono molte chiese, forse perché ci sono altri fattori, per esempio la sicurezza sociale negli USA, magari la diversità nei confronti dell’Europa ha portato alla ricerca di fede

 I: si, questa è una grande domanda tra vecchio e nuovo paradigma. Mi sembra che un argomento forte per rispondere a questa obiezione sia che in Islanda, nota per essere il paese meno religioso del mondo, dove le persone che vanno in chiesa la domenica sono inferiori al 3%, il numero di persone che si dichiarano religiose è superiore all’ 80%, quindi se a livello di believing vi è questa straordinaria costanza nel mondo, il nuovo paradigma dice “se la domanda religiosa è più o meno la stessa e l’esito di questa domanda, cioè il numero di persone che si rivolgono a istituzioni è così diverso, noi dobbiamo spostare l’indagine socio-religiosa, che è sempre stata riferita alla domanda (perché la gente è religiosa? Perché è povera ,ricca?..), la rivoluzione del nuovo paradigma fu spostiamoci sul lato dell’ offerta”. A parità di domanda in Francia meno gente si rivolge all’istituzione perché l’ offerta è meno ricca e meno attraente, poi nell’offerta attraente ci saranno anche i servizi sociali negli USA, tante cose di questo genere, però non è che manchi la domanda perché la gente al quesito “lei è interessato alla religione?” ti risponde di si anche in Islanda dove c’è stato un monopolio di un'unica chiesa di stato, molto burocratizzata. Io credo che non si debba dal dogmatismo delle teorie della secolarizzazione per cui conta solo la domanda, passare al dogmatismo delle teoria dell’ economia religiosa per cui conta solo l’offerta; penso che calandosi nel contesto del nostro dibattito sociologico italiano si possa applicare una certa dose di buonsenso religioso e evitare degli integralismi per non passare da una spiegazione monocausale fondata sulla deprivazione economica molto di moda negli anni 50 a spiegazioni monocausali sul dinamismo missionario delle chiese: tutte le cause devono essere tenute in conto. Tuttavia io tendo a pensare che la qualità dell’offerta ci abbia molto a che fare, ma avremmo dovuto introdurre un'altra variante perché domanda e offerta non si incontrano nel vuoto, in mezzo c’è un macigno che è lo stato e quindi come questo si atteggia nei confronti della religione è molto importante. Quando nel suo libro sul cattolicesimo Daniel(..?) si pone un problema ovvio, cioè perché in Italia si va in chiesa 5 volte di più rispetto alla Francia? Eppure sono quasi simili per storia, composizione sociale, caratteristiche economiche. Certamente una delle risposte è politica, perché la Francia ha un tradizione di ostilità amministrativa alla religione che non ha colpito le parrocchie, ma i movimenti, le cosiddette sette, in Francia c’è una missione interministeriale di lotta contro le sette, da noi i testimoni di geova se passa in parlamento avranno l’8 per mille anziché organizzare le campagne contro, i pentecostali e gli avventisti sono gia così; quindi al di là di tutta una serie di altri elementi, forse la scelta dei vescovi forse sbagliata in Francia, meno in Italia, la forza di una tradizione laica e anticlericale molto più forte in Francia, però lo stato è molto importante, cioè lo stato può distorcere molto il mercato religioso, il favore dello stato americano nei confronti della religione, l’ostilità di quello francese spiegano molte differenze, quindi domanda e offerta si ma in mezzo c’è lo stato, le leggi, il fisco; questo vale anche per le automobili: quelle giapponesi sono bellissime però se in Italia ci sono le quote e non se ne possono vendere più di tante il mercato indubbiamente è distorto, quindi non possiamo tirare giù i nostri conticini sociologici senza tenere conto di questo intermediario istituzionale che è lo stato.

 Inviato da Simo - Associazione Italiana Ramana Maharshi

 


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Aggiornato il: 14 giugno 2005