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21 Marzo 2005 Massimo Introvigne
IL SACRO DEI E NEI NUOVI MOVIMENTI RELIGIOSI
Venerdì scorso con una operazione denominata mistica
la guardia di finanza ha fatto irruzione ad Assisi nella casa “regina
della pace”, che è la sede italiana di un movimento religioso
brasiliano, la chiesa
del santo daime,ed ha arrestato 24 persone con comunicati stampa che
parlano di come sia stata sgominata una setta pseudo-religiosa che
nasconde un traffico internazionale di droga.
Direi che si tratta di un buon esempio di come la
trans-culturalità (alcuni arrestati erano italiani ma altri brasiliani) e
l’importazione in Italia e in Europa di forme religiose lontane dalle
nostre pone tutta una serie di problemi delicati perché le chiese del
santo daime che hanno avuto poi diversi scismi sono in Brasile un gruppo
di chiese con decine di migliaia di persone che nasce dalla scoperta da
parte di lavoratori afro-brasiliani che negli anni 1920 lavoravano in
Amazzonia per l’ estrazione della gomma e scoprono cerimonie religiose
degli indios in cui viene fatto ritualmente un thé allucinogeno estratto
da corteccia e foglie mescolate insieme,che si chiama hayawaska ma che uno
di questi lavoratori, Raimondo Ireneu Serra, chiama daime=dammi, intorno a
ciò Serra costruisce una chiesa con una sorta di cerimonia/comunione in
cui si distribuisce questo thé. Ne nasceranno poi degli scismi: uno la
parakimia l’altro l’unione del sale presente anche in occidente e
Stati Uniti che utilizzano varianti di questo thè con effetti simili
all’ LSD.
In Brasile la grande diffusione di questa religione
ha portato all’ emanazione nel 1986 di una specifica legge che permette
il consumo di per sé illecito dell’ hayawaska nel contesto rituale.
Fuori del Brasile le cose vanno diversamente: in Olanda e Francia ci sono
state irruzioni simili a quella di venerdì scorso con l’ arresto dei
membri del santo daime anche se in fr nel 1995 una sentenza ha fatto
prevalere il principio di libertà religiosa; negli stessi USA che pure
combattono una forte battaglia alle droghe, nell’ Arizona 2 anni fa è
stato dichiarato lecito il consumo rituale ma è stato chiesto il riesame
da parte dell’ amministrazione dello stesso presidente perché si teme
ciò possa incoraggiare il consumo di droga.
Al di là del caso specifico di questo gruppo di
religioni che qualcuno chiama enteogene, cioè che procurano esperienze
religiose attraverso l’uso di allucinogeni, ci sono dei problemi legali
poiché ci sono due diritti nella maggior parte dei paesi
costituzionalmente garantiti: il diritto alla salute che porta al divieto
dell’uso di sostanze nocive, e dall’ altra il diritto alla libertà
religiosa e qui non si tratta di una scusa, ma effettivamente di una
religione che effettivamente in Brasile presso gli indios ha una
tradizione millenaria, ma che presso questi lavoratori va avanti da 80
anni.
Questa introduzione è per evidenziare come con la
globalizzazione, lo spostamento per esempio di brasiliani in Italia che
pensano di far delle cose lecite a casa loro e poi si trovano la guardia
di finanza che la pensa diversamente, e la grande facilità di
comunicazione di altre esperienze religiose da un paese all’ altro ponga
una serie di problemi nuovi. Un altro aspetto interessante nella vicenda
di Assisi di tre giorni fa è la reazione della stampa, che non afferra la
complessità di queste vicende e parla semplicemente di sette, movimenti
pseudo-religiosi spacciatori di droga, ancorché delle agenzie abbiano
trovato almeno su internet la scheda on line dell’enciclopedia delle
religioni sulla chiesa del santo daime (disponibile sul sito www.cesnur.org).
Questo è stato un esempio di ciò che questo corso
vuole accostare e cioè di come cambia la percezione del sacro in Italia.
L’enciclopedia delle religioni è stato un lavoro durato 13 anni con
dati quantitativi e qualitativi; l’aggiornamento per la versione on line
rileva come in 5 anni le cose siano parzialmente cambiate. Lo studio che
ha portato all’ enciclopedia delle religioni in Italia ci permette
alcune osservazioni non tutte evidenti e intuitive; alcune anzi in
direzione opposta alle idee molto diffuse, miti diffusi nei media quando
si parla di pluralismo religioso.
Un primo aspetto è che non c’è un declino della
religione in Italia, ma c’è un forte aumento dell’interesse per la
religione. Noi abbiamo valutato decine di indagini quantitative e abbiamo
visto che ci sono delle costanti. Naturalmente per capire di cosa stiamo
parlando occorre distinguere fra diversi indicatori del fenomeno
religioso. Nel mondo anglofono si parla delle tre B,che non sono
Berlusconi Bush e Blair, ma sono Believing Belonging e Behaving, cioè tre
modi diversi di valutare lo stato di salute delle religioni. La prima B
sono quelle persone che nelle indagini quantitative manifestano delle
credenze (“lei crede in un potere superiore, Dio o non?”), il
belonging è invece la apparteneza alla comunità religiosa ( “lei
frequenta dei riti religiosi?”), behaving riguarda invece il
comportamento (“quando deve fare delle scelte tiene conto delle credenze
o appartenenza religiosa?”). Questi dati sono piuttosto scollati tra
loro, il che complica in modo enorme quello che è il
dibattito/”rissa” tra i sociologi della religione che riguarda la
secolarizzazione; perché a seconda che noi parliamo di belonging
believing o behaving abbiamo delle versioni diverse della
secolarizzazione, c’è infatti chi ha parlato di 3 secolarizzazioni.
Un teorico che crede molto nella secolarizzazione,
Karen Dopler (?) che insegna a Novanio(?poco udibile) distingue tra macro
meso e micro secolarizzazione, laddove la micro sarebbe il venire meno
delle credenze, la meso delle appartenenze e la macro il minor peso della
religione in scelte morali, ad es. di tipo sessuale,politico. Dopo aver
applicato diverse metodologie d’analisi dal 1970 al 2000, ad es.
campionamento regionali/nazionali, ecc, noi siamo arrivati a questa
conclusione largamente condivisa forse non dai non addetti ai lavori, e
cioè che non c’è secolarizzazione micro, delle credenze: dal 70 al
2000 il numero delle persone che dicono di averne è semmai salito, mentre
quello di coloro che si dichiarano atei o agnostici è sceso; quindi oggi
in Italia il 91% delle persone dichiara di credere che esista un potere
superiore, dato che è salito di dieci punti rispetto alla media delle
indagini di 30 anni fa. Naturalmente nulla sappiamo su che cosa ci fosse
prima della seconda guerra mondiale perché le indagini non si facevano
oppure venivano condotte con metodi molto impressionistici. Quindi da un
lato l’interesse e la credenza religiosa intesa in un senso molto lato,
non è che tutti questi credano nel Dio del catechismo cattolico, è molto
forte; dall’altra c’è uno scarto molto forte tra i tre livelli perché
tra coloro che dichiarano di avere delle credenze di tipo spirituale o
religioso (il 91%) e quelli che sono in contatto regolare con delle
istituzioni religiose c’è un fortissimo scarto, non voglio credere che,
c’è un dibattito in corso su quanti siano quelli che almeno una volta
al mese si recano in un luogo di culto, le valutazioni vanno dal 30 a
quasi il 50 %, sono molto discordanti; anche qui sembra ci sia un piccolo
aumento rispetto a 30 anni fa molto più piccolo, però c’è un dato che
ci interessa e cioè che tra il 91% di chi crede e il 45% di chi è in
contatto con l’istituzione religiosa c’è un forte scarto, un ampio
numero di persone che dichiarano di avere credenze religiose ma non sono
in contatto con istituzioni. Se poi ci spingessimo fino al terzo livello
vedremo che le persone che nel loro comportamento politico ecc. tengono
molto alla religione sono ancora meno. Quindi vi è un forte scarto tra
questo massiccio interesse per la religione, minore, ancorché in Italia
molto significativo rispetto ad altri paesi europei, partecipazione,
contatti con le istituzioni religiose; ancor minore il peso della
religione nell’orientare il comportamento. In questo scarto si situa la
cosiddetta nuova religiosità: è un farwest religioso dove si crede ma
dove non si aderisce più alle appartenenze tradizionali; anche qui però
il lavoro che si è fatto per l’ enciclopedia rivela delle sorprese. Un
altro mito oltre a quello del declino della religione (negli ultimi 5 anni
c’è una ripresa delle appartenenze e un aumento delle credenze), è
quello della esplosione delle sette. Qui molti recensori hanno pensato che
la nostra ricerca avesse mai portato un mattone a questa idea dell’
esplosione delle sette, noi ne abbiamo pubblicato 616 religioni; il numero
sembra essere rimasto costante, tuttavia bisognerebbe guardare anche i
numeri degli appartenenti alle minoranze religiose che sono numeri
relativamente piccoli perché in Italia se parliamo di cittadini italiani
gli appartenenti a religioni diversa dalla cattolica fanno l’1,92% ,
sempre nel 2000 se consideriamo i residenti nel territorio, il che
comprende anche gli immigrati legali si arrivava al 3,50%, probabilmente
oggi si arriva al 4% e potremmo anche arrivare al 4,5 tenendo conto anche
dei clandestini; ma comunque non sono cifre particolarmente spettacolari,
se togliamo i musulmani che sono un fenomeno di immigrazione, e anche gli
ortodossi, al primo posto tra gli italiani troviamo i testimoni di Geova
che dichiarano di aver 270.000 membri ma in realtà ne hanno 400.000,
perché loro dichiarano testimoni solo quelli che vanno a suonare alle
porte, ma noi i cattolici non li contiamo così, comprendiamo tutta la
comunità, cioè i bambini, quelli meno attivi, arriviamo a circa 400.000
persone. I testimoni di Geova però sono l’unica minoranza religiosa
organizzata che tra i cittadini italiani supera i 250.000 membri,
arriviamo poi alle assemblee di Dio, i Pentecostali che fanno 105.000
membri, non ce ne sono altre, sto parlando di cittadini italiani che
superano i 100.000; ce ne sono molto poche che superano i 10.000, c’è
per esempio il movimento buddista, la Soka Gakkai, gli avventisti del
settimo giorno, gli Ebrei sono 29.000, i Valdesi sono 25.000, con le dita
delle due mani contiamo quelli che fanno più i 10.000 membri; la grande
maggioranza dei 616 raggruppamenti religiosi che noi citiamo
nell’enciclopedia fanno meno di mille membri, molti meno di cento, per
alcuni siete più voi oggi che alla plenaria di tutti i membri del
territorio nazionale, noi li pubblichiamo perché spesso sono interessanti
quando sono la “filiale italiana di”, ma ad es. Tenrikyô è un grosso
movimento giapponese con una forte importanza culturale, a Roma c’è
stato l’anniversario italiano della mostra sulle sue realizzazioni sulla
città santa di Temri(?) che fa 3,5 milioni di membri in Giappone, in
Italia dichiara di avere 13 membri in gran parte giapponesi che sono a
Roma per ragioni di lavoro.
Quindi non c’è tanto un invasione delle sette, a
parte lo status semantico poco chiaro del termine che è stato scippato
dai criminologi che definiscono setta un gruppo che commette reati, c’è
piuttosto un invasione delle sigle a cui non corrispondono però presenze
consistenti. Allora io credo che un accostamento a come vive il sacro al
di fuori dell’ istituzione non possa concentrarsi solo sulle nuove
religioni, movimenti sul nuovo belonging, sulle nuove appartenenze, ma
debba concentrarsi su credenze che determinano delle identità e dei
comportamenti, dei modi di vivere e di atteggiarsi, e che vivono al di
fuori delle appartenenze istituzionali. Molti sociologi si sono trovati a
confrontarsi con la legge un po’ paradossale di una sociologa inglese
che viene spesso in Italia, Grace Davie, secondo cui la religione di
maggioranza in Europa non è più il cristianesimo, ma il believing
without belonging, cioè il credere senza appartenere, naturalmente questa
è una tesi paradossale perché mentre i cattolici i metodisti o i membri
della Soka Gakkai possiamo contarli e costituiscono un ‘insieme
coerente, i credenti senza appartenenza non sono un insieme coerente,
perchè ognuno crede in maniera diversa, non sono una forza sociale, li
possiamo definire solo per esclusione, i non appartenenti.
Ecco queste persone, questo vasto far-west del
religioso, questo scarto quasi del 50% fra i credenti e gli appartenenti
come si rapporta al sacro? Qui forse diventano interessanti i movimenti
religiosi minoritari anche se sono molto minoritari. Mi direte, ma come
non ci ha appena detto che sono molto piccoli? È vero però i loro
movimenti costituiscono un ‘indicatore di in quale direzione si
muovono gli interessi anche di chi crede senza appartenere, perché poi
intorno agli appartenenti a questi movimenti c’è sempre una vasta area
di persone che vanno a sentire, comprano il libro, che orecchiano anche se
poi non appartengono. Ci sono dei numeri che sono sorprendenti, per es. in
Italia i buddisti sono 60.000 eppure quando si tira giù il conto delle
tournee del Dalai Lama che rappresenta solo una parte dei buddisti (ad es.
per un buddista zen è un personaggio che non rappresenta la sua
tradizione), si vede che 1,5 milioni di persone lo vanno a sentire, certo
ci saranno anche molti curiosi ma questo dimostra che intorno alle
appartenenze ci sono dei cerchi concentrici molto più vasti. Allora
studiare i movimenti religiosi, quali emergono, quali temi diffondono,
quali hanno meno successo, nascono, muoiono è interessante per capire in
che direzione si muove l’accostamento al sacro di tutte queste persone
che sono difficili da rilevare, perché noi sappiamo dalle indagini che si
dichiarano molto interessate al sacro, di avere delle costellazioni di
credenze ma allo stesso tempo non le incontriamo nei luoghi istituzionali
del religioso. Naturalmente lo studio dei movimenti all’interno delle
nuove religioni non è l’ unico modo di conoscere che cosa pensano
queste persone. Personalmente sono convinto che sia interessante anche lo
studio della cultura popolare, libri, film, vi è per esempio una
correlazione che molti hanno notato all’estero tra film che parlano
della reincarnazione e dati della credenza, sono dati molto variabili. Un
collega torinese Franco Garelli sta molto insistendo sul fatto che sia
calata la credenza nella reincarnazione. Questa reagisce molto ai films,
se ce ne è uno di successo e uno fa l’indagine il mese dopo questa
credenza si impenna, spesso anche negli spiriti e roba di questo genere.
La cultura popolare ha un influenza enorme sulle credenze, ma un altro
modo di studiare le credenze è vedere quali movimenti hanno successo, un
successo solo parzialmente di appartenenza/reclutamento, ma è un successo
di odience, di diffusione di idee. Allora arrivando all’ultima parte di
questa lezione, l’impressione che si ricava da una lettura dell’
enciclopedia è che ci siano 4 temi principali che hanno un certo successo
e che sono indicatori dell’accostamento al sacro non istituzionale.
-Il primo è l’interesse escatologico. Molti dei
movimenti che crescono, non indefinitamente, per esempio i testimoni di
Geova hanno avuto in Italia i loro maggiori tassi di crescita del mondo
dal 1950 al 1990, oggi hanno quasi crescita zero tra gli italiani mentre
crescono tra gli immigrati che ancora non li conoscono; gli italiani li
conoscono, hanno suonato a tutte le porte quindi l’effetto novità non
c’è più; però i testimoni di Geova e altre forme pensiamo di
pentecostalismo,il popolo di dio paraguaiano, la chiesa universale del
regno di dio brasiliano, la luce del mondo messicana, questi che hanno dei
forti tassi di crescita sono tutti movimenti con forte insistenza sul tema
escatologico: “come va a finire?”. I testimoni di Geova nel 1995 hanno
deciso che non era più opportuno dare date per la fine del mondo il che
ha provocato delle forti modifiche interne: finchè c’erano delle date
per esempio i figli non andavano all’università, se sappiamo quando il
modo finisce a cosa serve la laurea, oggi invece incominciamo a trovarli,
ma anche se non si da una data si mantiene molto viva la tensione
escatologica. Le persone sono molto interessate al tema della fine dei
tempi; negli USA uno dei romanzi più venduti è una serie che attualizza
una visione protestante fondamentalista della fine del mondo, come
reagisce la CNN, il presidente USA ecc. Qualche anno fa negli USA un
indagine mostrò che un terzo delle persone si aspettavano di vedere la
fine del mondo durante la loro vita (!), in Italia noi abbiamo fatto solo
un indagine nella provincia di Foggia e c’è un 13% che è più alto di
quanto si pensi comunemente. Di questo tema le chiese istituzionali non è
che ne parlino molto una volta il teologo von Balthasar diceva che sul
cantiere dell’escatologia nella chiesa cattolica c’è scritto
“lavori in corso” perché i teologi non sono d’accordo fra loro, però
mentre questo cantiere è chiuso ce ne sono altri che sono aperti giorno e
notte e che continuano a diffondere informazioni molto precise su come va
a finire il mondo, e indubbiamente il fatto che questo abbia un odience
mostra che questo è un tema che interessa, che fa parte
dell’accostamento non istituzionale al sacro.
-Il secondo tema è la fine del mio mondo, cioè che
cosa c’è dopo la morte, l’escatologia individuale e qui molti dei
movimenti che crescono, pensiamo alle diverse forme del buddismo che hanno
una forte odience dai viaggi del Dalai Lama al movimento buddista
giapponese Soka Gakkai certamente non parlano solo ma comunque ampiamente
della reincarnazione; la stessa chiesa di scientology che ha tanti temi,
in Italia ha cominciato a battere sul tasto della reincarnazione che è
uno dei tanti interessi del suo fondatore. Anche se l’interesse per la
reincarnazione è oggi un po’ oscillante c’è comunque un forte
interesse a sapere cosa c’è per sé dopo, anche questo un tema
trascurato dalle grandi chiese ritenendo che troppo spesso scadessero
nella religiosità popolare, nella superstizione, se ne è parlato sempre
meno e questo spiega perché il sacro non istituzionale si sia poi rivolto
alle religioni orientali o alle tradizioni esoteriche.
-Un terzo tema è proprio l’interesse per il magico
i segreti, che si rivela a molti livelli perché si batte molto sui maghi
a pagamento sulle cartomanti; spesso si danno delle statistiche
folkloriche che poi le stesse forze dell’ordine hanno ridimensionato:
non ci sono 250.000 maghi in Italia, è più facile che siano 15.000, uno
degli errori compiuti anche da istituti importanti è quello di non
rendersi conto che spesso uno stesso mago ha uffici in dieci città
diverse con dieci nomi diversi e viene contato dieci volte. Contrariamente
a quello che molti pensano molti maghi pagano le tasse perché sanno che lì
sarebbero incastrati facilmente; l’ufficio Iva della camera di commercio
ha aperto un apposita categoria “operatore dell’occulto” già da
molti anni. Quando parlo di interesse per la magia rivelato dal successo
di alcuni movimenti, i teosofi, i neotemplari ecc., non parlo solo di
andare dal cartomante ma anche da un interesse più generali per tutti i
segreti, i misteri, le società segrete, gruppi, conferenze che ci dicono
di sapere tutto su questi temi anche perché in periodi di crisi le
spiegazioni semplificate della storia (ci sono due o tre società segrete
che hanno dei misteri esoterici tramite i quali tutto si spiega) diventano
seducenti.
-Ci sarebbe un quarto tema che spiega anche il
successo italiano ormai 30ennale anche con molte cause vinte di
scientology e che non si può spiegare anche con la sua propaganda
aggressiva, ma anche perché risponde a un esigenza e lo stesso vale per
gruppi analoghi, è quello che il Molillas(?) in un libro ha chiamato
spiritualità del quotidiano, sacralizzazione del profano. E’ un tema
difficile da definire esattamente, qualcuno parla anche di autoreligioni,
ma si tratta di rovesciare quello che noi chiamiamo religione, noi paese
cattolico siamo abituati ad una religione che parla dell’ aldilà, che
ci offre delle compensazioni per le sciagure della vita, e invece gruppi
che vengono soprattutto dagli USA e dal Giappone dove si parla di benefici
materiali, sono religioni dell’ aldiquà che ci dicono vieni con noi e
diventi più ricco più bello adesso non dopo o in paradiso. I foglietti
che scientology mette nella buca delle lettere dicono “fai esplodere il
vulcano che è in te” ma adesso non nella prossima vita; in parte anche
quello che passa sotto il nome di New Age da tutta una serie di tecniche
di cui però gli esiti si dovrebbero vedere ora immediatamente in quello
che è un rovesciamento della prospettiva tradizionale di accostamento al
sacro e alla religione in occidente.
Io credo che questi quattro temi siano i principali
che possono emergere nei movimenti di tutto il mondo e che debordano in
quella vasta area del credere senza appartenere. Quindi noi sbaglieremmo
se volessimo considerare il sacro della nuova religiosità semplicemente
come un insieme di appartenenze rigide in quelle che alcuni chiamano
sette, ma queste sono una parte del panorama la parte più grossa è
disistituzionalizzata, vive fuori dell’ istituzioni, ci sono le nuove
religioni ma c’è anche la nuova religiosità e questo sacro non
istituzionale è una forma di sacro con cui sempre di più nel XXI secolo
dovremo fare i conti. Adesso lascio spazio alle vostre domande.
intervento:volevo chiedere il titolo del libro uscito
recentemente e da cosa era partita questa indagine.
I: il libro è un prodotto secondario di un indagine
più vasta che è una mappa dell’ ebraismo moderno, dell’
emancipazione oggi poi concretatasi nel libro edito da ellenici che si
chiama “Ebraismo Moderno”, nel corso del libro che ha un capitolo
sull’antisemitismo ci siamo imbattuti in questa circolare circostanza di
un documento che difende gli Ebrei da queste accuse in una sorta di
interludio di interesse per alcune idee dell’illuminismo all’interno
della chiesa cattolica ,documento del 1747 piuttosto lungo in cui nella
sostanza si dice che sono leggende urbane, del cardinale Riganelli che poi
diventò papa passato alla storia per aver soppresso i gesuiti, documento
pubblicato in Francia Germania e Inghilterra nell’ 800-inizi 900 da
ambienti ebraici ma non in Italia benché fosse negli archivi vaticani e
quindi mi sono detto che valesse la pena di pubblicarlo anche in italiano
come introduzione alla storia di questa calunnia che poi è abbastanza
simile alle calunnie rivolte ad altre minoranze religiose, anzi è
opinione comune secondo cui, l’origine dell’idea, gli ebrei si nutrono
del sangue di bambini che poi è una versione antiebraica di una calunnia
rivolta ai primi cristiani, i pagani sentivano le parole dell’eucaristia
“chi non mangia la carne e non beve il sangue “ e pensavano a
sacrifici umani, poi tutto questo è stato trasposto sugli Ebrei , può
darsi che non sia l’unica origine anche perché c’erano attacchi
simili agli Ebrei nella propaganda del re Antioco che fu quello che profanò
il tempio di Gerusalemme ed è un personaggio anti ebraico ma siamo qui
prima del cristianesimo, l’applicazione agli Ebrei di quello che prima
era un attacco contro i cristiani è una fonte importante, accuse estreme
sono in genere diffuse verso molte minoranze religiose e quindi anche da
un punto di vista sociologico riveste un interesse generale anche se poi
non possiamo purtroppo facilmente paragonare l’antisemitismo ad altre
forme di aggressione religiosa che purtroppo ha portato a conseguenze
uniche nella loro tragicità e la cui unicità va giustamente rivendicata
e non può essere paragonata ad altre, però il meccanismo psicologico o
psicosociale che porta a credere le peggiori calunnie nei confronti di chi
è religiosamente diverso lo troviamo anche nei confronti di altri gruppi.
Intervento: molti dei nuovi movimenti religiosi
nascono negli USA, un paese con una storia lunga, puritana. Proprio in un
paese a capitalismo avanzato nascono questi movimenti che pongono
l’accento su una determinata etica. Una seconda domanda sul grosso
dibattito che c’è stato sul lavaggio del cervello.
I: Sì, qui si intrecciano problemi diversi. Gli USA
sono il cuore del dibattito sulla secolarizzazione perché l’ortodossia
molto antica che risale alla fondazione della sociologia della religione e
come Durkheim ci diceva che a mano a mano che vi è un processo di
modernizzazione avanza la secolarizzazione cioè la gente diventa meno
religiosa, poi è stata classica la formulazione di Berger, del primo
Berger, perché oggi c’è il secondo Berger che dice era tutto
sbagliato, secondo cui non è la scienza ma è la democrazia che rende le
persone meno religiose perché essa porta alla libertà religiosa, ci sono
tante religioni -> non si può credere a tutte -> non credo a
nessuna. Questa teoria è andata per la maggiore in Europa fino agli anni
50, quando con lo sviluppo del volo i sociologi sono entrati in contatto
nei congressi internazionali e è emerso quello che sapeva già
Tocqueville nella democrazia in america, diceva che in quel paese moderno
e con strutture democratiche va in chiesa circa il doppio delle persone
che ci vanno in Europa, adesso sono cambiati i numeri assoluti ma la
proporzione è rimasta, e quindi il solito tema dell’ american
exeptionalism, dell’eccezione americana per cui c’è una regola
generale che la democrazia porta alla secolarizzazione ma l’America per
delle ragioni da indagare fa eccezione. Personalmente io sono un allievo
di Ronnie Stark con cui ho scritto anche un libro e penso che non esista
nessuna eccezione americana ma che ci sia una regola generale secondo cui
come per le automobili e le merendine la concorrenza fa bene anche alle
religioni; dove c’è molta concorrenza e questa non è distorta dagli
stati, la religione si sviluppa di più. La tesi classica di Stark è
stata poi sottoposta a centinaia di indagini empiriche, e ha anche dei
contraddittori; la forza della religione americana è data dalla
concorrenza perché se uno va in un paesino americano non c è un
campanile di ce ne sono 15! Battisti,metodisti, 2 o 3 pentecostali
diversi, cattolici(la maggioranza relativa), gli ebrei, mormoni, testimoni
di geova, e quindi la concorrenza fa si che il capo/pastore/curatore non
possano vivere sugli allori, si devono dare da fare e questa concorrenza
porta ad un maggior interesse generale per la religione che è la tesi
centrale del cosiddetto nuovo paradigma che sembra con alcuni
aggiustamenti ancora valido. Quello che spinge la religione negli USA è
la libertà religiosa che al contrario di come pensava Berger fa aumentare
l’affiliazione religiosa . Qualcuno, per es. qui a Roma Luca Diotallevi
ha detto “però questa teoria come si concilia col fatto che l’Italia
che è un paese con delle statistiche religiose molto migliori della
Francia ed è un paese dove la chiesa cattolica ha quasi il monopolio,
oppure nel mondo islamico ci sono paesi che stanno registrando un forte
risveglio religioso, come l’ Arabia Saudita, il Marocco, e c’è solo
l’ Islam praticamente, e la risposta che Diotallevi si è dato da solo
è che come per le automobili non c’è solo la concorrenza inter-brand,
ma anche intra-brand, la stessa casa può farsi concorrenza da sola, e il
cattolicesimo in Italia o l’Islam in Arabia Saudita è molto più
variegato di come si pensi, sono in realtà dei mondi, come avrebbe detto
Luhmann, divisi in molte sottoistituzioni. La concorrenza tra movimenti,
ordini diversi, nuovi e vecchi da poi gli stessi effetti della concorrenza
interreligiosa negli USA. Poi gli USA sono diventati esportatori di
movimenti religiosi dopo esserne stati importatori; molte cose che noi
consideriamo tipicamente americane sono nate in Europa: che cosa di più
americano degli amish? Però sono nati in Alsazia, o del fondamentalismo
che è nato in Inghilterra, e così molti movimenti hanno i loro centri
principali negli Stati Uniti; gli Hare Krisna venivano dall’India, la
chiesa dell’unificazione dalla Corea
Il lavaggio del cervello. Tradizionalmente
l’opposizione alle minoranze religiose è un operazione delle grandi
chiese che le denunciano come eretici, e questo continua ancora oggi: è
pieno di librettini contro i testimoni di Geova; però la clientela di
persone che volevano argomenti contro questi movimenti, all’inizio
soprattutto gli Hare Krisna e le chiese dell’unificazione, erano
genitori che dicevano “ai miei figli gli han cambiato la testa”, il
recupero di una spiegazione che all’origine era nata per attaccare il
comunismo, i russi e i cinesi avevano queste tecniche per il lavaggio del
cervello. Bisognerebbe vedere uno dei primi film “il candidato della
Manciuria” per vedere come questo era considerato molto meccanico: un
presidente della cia Ocar Dallas disse una volta in un noto discorso che
nel nostro cervello c’è come un disco e i comunisti avevano imparato a
toglierlo e metterne un altro, il chè si può fare in pochi minuti.
Naturalmente uno può aprire un ampio discorso sulla tecniche di influenza
però queste spiegazioni meccaniche sono state ridicolizzate
dall’analisi accademica, il che ha portato in USA alla sentenza
Fishman, in Italia nel 81 la corte costituzionale ha abolito il plagio, in
altri paesi ad analoghe posizioni giuridiche che tenevano conto di un
evoluzione anche scientifica. Oggi di fronte all’allarme sociale
suscitato da Al Queida o magari dai satanisti di Varese c’è chi
vorrebbe mettere in vigore queste vecchie leggi però si scontra con
problematiche scientifiche.
Infine l’ aspetto etico. È importante nella
cultura americana in genere. Quando noi andiamo a vedere chi guadagna
membri negli USA vediamo che da questo risveglio religioso identitario
hanno trovato beneficio soprattutto chiese che ormai sono al centro come i
battisti, i metodisti, i pentecostali ormai ci sono in giro dal 1901, i
mormoni fondati nel 1830, in realtà i grandi numeri di questo ritorno
etico che passa per l’affermazione dei valori familiari, per la lotta
contro alcune cose che sono percepite come deviazioni, chi negli USA
beneficia molto di questo sono organizzazioni religiose che studiava
Weber, ma Weber parlava di battisti e metodisti come sette scrivendo alla
fine dell’800, oggi essi sono la spina dorsale della vita religiosa e
politica americana, il presidente è metodista, come Hilary Clinton, Bill
è battista, il ministro della giustizia Ashcroft pentecostale,
l’establishment è stato occupato da quello che ai tempi di Weber erano
minoranze quando la maggioranza era costituita da riformati, anglicani e
luterani, che oggi sono diventata minoranza.
Intervento: Qual è la differenza tra nuovi movimenti
religiosi e quelli che lei ha definito di revival, praticamente e nel
rapporto con lo stato.
I: Dal punto di vista strettamente sociologico
nessuno nel senso che la dizione di Nuovi Movimenti Religiosi è stata
introdotta da Barker alla London School of Economics una ventina di anni
fa per lottare contro le espressioni di “setta” e “culto
distruttivo” che erano delle espressioni di tipo criminologico,
sicuramente adeguate per piccoli gruppi criminali che però diventano
pericolose e favoriscono discriminazioni se usate verso migliaia di
movimenti, certamente ai tempi di Weber i mormoni erano una setta perché
la sua definizione di setta è “movimento che ha la maggioranza di
membri che hanno aderito da adulti e non vi sono nati”, i mormoni lo
saranno ancora per poco e quindi possiamo chiamarli una setta nel senso
weberiano. Se però mi danno 30 secondi al telegiornale perchè magari è
morto il loro capo e mi chiedono se i mormoni sono una setta, siccome c’è
un uso criminologico il subtesto da parte della giornalista è “i
mormoni sono dei delinquenti”! e allora se uno risponde di si lo
spettatore a casa capisce quello. Per togliere di torno la parola setta
che è la più usata nelle lingue diverse dall’ inglese, o cult che è
la parolaccia in inglese Barker coniò “nuovi movimenti religiosi”;
però anche questa è una categoria che è stata usata a lungo come
politicamente corretta, però nessuno sa dove mettere la distinzione tra
nuovi e vecchi, Barker diceva i nuovi sono quelli nati dopo la seconda
guerra mondiale, quindi i mormoni che sono nati nel 1830 o i testimoni di
geova nel 1878 non lo sono. Io credo che si possa parlare di minoranze
religiose di varie famiglie spirituali facendo la fatica di studiarle una
per una, che è un po’ lo schema che decidemmo per l’enciclopedia;
anche perché la situazione varia da paese a paese. La Soka Gakkai è un
NMR in Italia, in Giappone dove ha 15 milioni di aderenti ed è in giro
dagli anni 40 è un po’ difficile parlare di nuovo movimento religioso.
Forse vale più la pena di parlare di famiglie: la famiglia avventista che
va fino ai testimoni di geova, la famiglia restaurazionista che vuole
restaurare l’ideale della chiesa primitiva (neo apostolici, ecc.), la
famiglia pentecostale.
Intervento: volevo chiedere due cose: se ci sono
ipotesi e quali sul successo in Italia dei testimoni di Geova, e la
seconda nasce da un esperienza che ho avuto. Tempo fa cercavo in internet
informazioni su scientology, ma il motore di ricerca venne oberato da
centinaia di siti personali degli adepti, tutti uguali tra loro tranne per
il nome e la provincia degli autori, dopo i quali compariva qualche sito
di critica o informazione sulla chiesa. Cosa c’è dietro?
I: Sì, sono due questioni di cui mi sono
occupato. Sui testimoni di Geova in Italia c’è una vasta letteratura
proprio perché l’Italia è il paese in cui fino a 6/7 anni fa quando la
crescita si è arrestata i testimoni di geova hanno avuto la maggiore
crescita rispetto a qualunque paese del mondo, e questo ha posto
evidentemente un problema, la soluzione che i sostenitori del nuovo
paradigma che anche io seguo hanno dato è che dove manca una concorrenza
al centro chi si pone al di fuori della scena religiosa cioè lavora sulle
frange, opera in modo marginale, cresce molto più rapidamente. Cioè in
Italia fino agli anni 80 c’è stata una situazione di monopolio
garantito dalla legge, anche se la costituzione di per sé affermava il
principio della libertà religiosa, le prime intese che hanno ad esempio
consentito l’ accesso a pari opportunità di finanziamento sono del 1984
dopo il nuovo concordato con la chiesa cattolica si è introdotto l’8
per mille, il pluralismo era anche poco visibile; non era solo colpa delle
scelte della democrazia cristiana, uno poteva tirare avanti anche molto a
lungo senza incontrare un non cattolico, quindi c’è stata poi anche la
forza oggettiva dell’immigrazione che ha messo anche gli italiani di
fronte al pluralismo religioso, ma l’ipotesi è che in paese dove c’è
poco pluralismo chi si presenta come outsider riesce ad avere più
successo che in paesi come gli Stati Uniti dove marginalmente i testimoni
di geova hanno meno successo che in Italia perché uno ha già una vasta
gamma, può scegliere di essere cattolico,battista, luterano episcopaliano,
pentecostale, metodista e quindi i testimoni di geova in un paese
monopolistico hanno avuto il monopolio dell’opposizione, poi sono
cresciuti di meno perché il mercato religioso italiano è stato
deregolato e hanno avuto una forte concorrenza (oggi in Sicilia crescono
di più i pentecostali) di centinaia di altre proposte religiose e quindi
crescono di meno. Un'altra ipotesi che è stata fatta dal mio collega
Bersano e che io in parte condivido è che i testimoni di geova di cui
paradossalmente si dice che hanno successo perchè odiano il vaticano, in
realtà se uno poi va a fare le interviste scopre che quello che piace nei
testimoni di geova dove hanno più successo cioè al sud e a Torino tra
gli immigrati meridionali, è invece un esperienza di forte
continuità con l’etica, con quanto veniva insegnato da bambini, perché
i tdg hanno ancora una predicazione a tinte molto forti sui mali dei
rapporti prematrimoniali, dell’adulterio, dell’omosessualità che la
chiesa cattolica aveva tanti anni fa e non ha più, questo dipingere la
brutta fine che si fa facendo queste cose.
Il tema di scientolgy è molto interessante, c’è
stato un convegno dove ho trattato questo tema: la reazione dei movimenti
religiosi attaccati da internet. I movimenti religiosi contrariamente a
quanto uno si immagina son stati più scocciati che favoriti da internet
perché i MR, soprattutto quelli medio grossi (testimoni di geova,
scientology, chiesa dell’unificazione) hanno all’inizio pensato che
internet fosse un modo di fare propaganda, hanno alla fine scoperto che
loro potevano fare 3 siti internet ma che essendo movimenti controversi
con tanti oppositori se ne trovavano 3000 contro, alcuni che li
offendevano anche in modo violento. È stato studiato anche la gamma di
reazioni. A un estremo c’è un movimento giapponese Sûkyô Mahikari che
ha visto un significato mistico in questo attacco via internet: a San.
Pietro ci sarebbero certe divinità della tradizione giapponese che si
sono risvegliate, non facciamo nulla;questo non fare nulla li ha portati a
perdere un certo numero di membri, anche perché delle calunnie totalmente
false sul suo fondatore, per es. si diceva che fosse un criminale di
guerra anche se si è sempre solo occupato di logistica e di trasporti
ferroviari;o tutti giapponesi che hanno fatto la guerra sono criminali di
guerra oppure.., però queste calunnie sono rimaste senza risposta e loro
ci hanno rimesso. C’è tutta la gamma intermedia, poi all’estremo
opposto c’è scientology che ne ha fatte letteralmente di tutti i
colori,il che è anche divertente. Ha fatto più di mille cause in
tribunale contro siti internet nel mondo vincendone un certo numero ma
rendendosi anche molto impopolare, come nemica della libertà di
informazione; ha distrutto dei newsgroup con un bellissimo computer che
genera delle poesie assurde, il cosiddetto spam poetico che ha invaso con
migliaia di messaggi i newsgroup anti-scientology, e ultimamente, mentre
prima sui motori di ricerca c’erano sempre gli oppositori,ha chiesto a
tutti gli scientology del mondo di fare delle pagine personali fornendo
anche un kit su come farlo. È un modo di reagire estremo, sono molto
preoccupati dagli attacchi che gli sono stati fatti, anche qui alcuni
penalmente rilevanti, tanto che alcune di queste cause le hanno vinte;
c’erano insulti, violazione della privacy, ricordo un sito che dava gli
indirizzi personali di tutte le persone note che fanno parte di
scientology, John Travolta Tom Cruise, il loro numero di telefono
personale,ci son stati indubbiamente dei reati e loro hanno reagito in
modo estremo che forse non gli ha portato poi fortuna perché molte
persone sono infastidite da questa occupazione indebita di spazi
internet. cioè tra il non far nulla come Sûkyô Mahikari e il far troppo
come scientology ci sono delle vie intermedie. Tuttavia nei vari convegni
sono stati prodotti 3/4 volumi sull’uso di internet da parte dei NMR: ne
hanno avuto più danno che vantaggio, perché uno può fare 3 o 4 siti
internet gli oppositori ne fanno 100, quindi chi ha oppositori militanti
ha avuto più danno che vantaggio. Un mondo però completamente diverso da
quello dei NMR che ha tratto vantaggio da internet è il mondo del
fondamentalismo, che ha pochi oppositori militanti, ha oppositori politici
che però si muovono diversamente, sia il fondamentalismo protestante che
ancora di più, pensiamo ai due libri che ha scritto sul tema Gary Bant(?)
su Shiad via internet, questi sono mondi che invece da internet hanno
tratto grande vantaggio perché muovendosi ai limiti della legalità i
siti si possono far apparire sparire e prima che qualcuno li faccia
sparire in genere hanno gia diffuso il messaggio.
Intervento: non udibile
I: è il tema che pone in un libro che si chiama
“il rompicapo italiano” di un sociologo che insegna qui a Roma, Luca
Diotallevi. Lui non ha antipatia per il nuovo paradigma, anzi, questo ci
insegna che la concorrenza fa bene alla religione, che l’offerta crea
domanda, lui dice “benissimo questo mi spiega perché negli USA la
religione gode di migliore salute che l’Europa, però come mi spiegate
che in Italia la religione goda di miglior salute rispetto ai vicini
europei pur non essendo paragonabile agli USA, un 40/45% vanno almeno una
volta al mese in chiesa?”; c’è un forte dibattito, stanno al doppio
della media europea e a 4/5 volte il dato francese. Si dice “però in
Italia c’è il monopolio” ma non avete detto che il monopolio fa male
alla religione? E la risposta che lui si da nel libro è perché in Italia
c’è un dibattito interno alla chiesa cattolica che è molto più forte,
come in un paesino americano ci sono tanti campanili che aumentano
l’interesse per l’istituzione da noi il dibattito tra congregazioni,
ordini cattolici della margherita, di berlusconi,ecc. c’è questo forte
pluralismo interno anche rissoso che tiene alto l’interesse per
l’istituzione. Il fatto che ci siano forze interne in concorrenza tra
loro, anni fa soprattutto azione cattolica e comunione e liberazione erano
modi molto alternativi di vivere il cattolicesimo, ha tenuto alto
l’interesse. È un dibattito analogo alla concorrenza inter-protestante
che tiene alto l’interesse per il fatto religioso istituzionale negli
USA. Poi è chiaro, ma questo è un altro fatto, che anche in Italia la
maggioranza sono quelli che credono senza appartenere, ma il problema che
voleva spiegare Diotallevi è il perché in Italia quelli che credono e
appartengono pur non essendo maggioranza sono 5 volte più della Francia,
1,5 rispetto alla Spagna, 2 rispetto ai cattolici tedeschi. Che la
maggioranza creda senza appartenere è vero in Italia come negli altri
paesi, però quelli che credono e appartengono in Italia pur non essendo
la maggioranza sono di più che in altri paesi e questo va spiegato col
fatto che in Italia c’è un monopolio finto perché dietro
all’ombrello cattolico si agita una forte dialettica interna con effetti
simili all’esterna degli altri paesi.
intervento: non udibile
I: in effetti, non era il tema di oggi ma i livelli
sono 3 non 2, oltre al credere e appartenere c’è il comportarsi,
behaving. Certo in Italia forse più che in altri paesi, come la forza del
believing non diventa la forza del belonging, ma questo è un dato
mondiale, anche da noi c’è uno scarto tra belonging e behaving, cioè
tanta gente va in chiesa ma poi quando deve fare delle scelte sulla
propria vita personale culturale sociale sessuale politica non tiene gran
conto di quello che gli raccontano in chiesa. Sono 3 i livelli della
secolarizzazione, indubbiamente se andiamo a guardare il comportamento,
non ci dimentichiamo che l’Italia è stata il paese col maggior tasso di
fecondità al mondo, aveva superato anche il Giappone, siccome la chiesa
non insegna il controllo delle nascite questo è il primo dato che ci dice
che non sempre quello che.. e però molti di quelli che non seguono
l’insegnamento sessuale della chiesa vanno in chiesa, quindi c’è
questo terzo livello dei comportamenti che si scolla da quello delle
appartenenze come questo si scolla da quello delle credenze. Perciò
quando si parla di secolarizzazione va bene, ma bisogna dire di quale dei
tre livelli stiamo parlando, perché ogni tanto, spesso, nelle inchieste
giornalistiche si fa gran zuppa e non si capisce più niente.
intervento:non udibile (..bisogno di appartenenza)
I: vede c’è di sicuro, però uno dei problemi e
che siccome esistono numerosissimi movimenti religiosi anche nuovi e con
caratteristiche molto diverse tra loro diventa un po’ difficile far
delle generalizzazioni, cioè il modo di appartenere alla chiesa di
scientology e il modo di appartenere ai testimoni di geova è piuttosto
diverso, ci sono gruppi come Damanur in cui uno va a vivere in comunità e
cambia nome, vive li e fa una famiglia li che può cambiare essendoci il
matrimonio a termine, ed è una comunità molto stabile, è tra le poche
al mondo che ha perso pochissimi membri originari 2 o 3. è un tipo di
appartenenza specifico, simbolizzata da un nuovo nome, stile di vita non
sgradevole sennò la gente andrebbe via, è una comunità che sta bene
economicamente dal punto di vista materiale non gli manca niente, prevede
un appartenenza fortissima, un vero cambio di identità. Uno invece che
decide di impegnarsi in scientology ha più un cambio di portafoglio perché
spende molto se vuol fare tutti i corsi , però vive a casa sua, vive la
sua vita lavorativa, scientology al massimo gli organizza le vacanze perchè
lo manda a fare il corso in Florida o altrove, e incide parecchio sul suo
bilancio non è come andare a vivere a Damanur. Uno che fa il testimone di
geova invece continua ad avere un suo lavoro ma deve riorganizzare il
calendario della sua giornata perché quella oretta di suoni di campanello
la deve fare. Quindi sono forme di appartenenza molto diverse. Molti
gruppi buddisti richiedono relativamente poco: un po’ di preghiera al
giorno e la riunione settimanale, quindi è vero che il fedele che credeva
senza appartenere senza appartenere si riaggrega, ma il modo di
riaggregarsi va da quello fortissimo a quello meramente simbolico.
intervento: prima quando parlava di sette…(non
udibile) però spesso se ne parla anche come organizzazioni di tipo
politico-economico. Lei si è mai trovato in difficoltà come studioso nel
fare delle domande in questo senso?
I: innanzi tutto non c’è una distinzione tra
grandi vecchie e nuove religioni perché la chiesa cattolica indubbiamente
è anche una struttura economica,io sono personalmente cattolico e la cosa
non mi scandalizza più di tanto perché se uno vuole far convivere un
miliardo di persone bisogna che ci siano anche delle banche, bisogna
trasferire grandi somme di danaro. Il problema sorge se poi queste somme
di danaro sono gestite con pratiche illecite, ma l’essenza della
banca non mi scandalizza né della cattolica neanche che ce l’abbiano i
mormoni. A tutti piacerebbe forse in una visione romantica che la
religione sia una cosa molto aerea che ha a che fare solo con lo spirito,
però senza istituzioni anche di tipo bancario/finanziario è difficile
tenere in piedi delle cose di questo genere; direi che non mi scandalizza
che ci siano delle banche dei conti nei paesi dove conviene fiscalmente,
lo faceva la chiesa cattolica lo fanno testimoni di geova lo fanno mormoni
e lo fanno tutti gli altri, è chiaro che laddove girano delle grosse
somme di danaro siccome non tutte le persone sono oneste c’è il rischio
che qualcuno se ne appropri. Mi sembra faccia parte del pregiudizio
ritenere che questa pratica faccia parte solo delle religioni nuove. Anni
fa un presidente della chiesa avventista si è dovuto dimettere per
irregolarità finanziarie, uno della comunità di Cristo negli Stati Uniti
lo stesso, direi che tutto il mondo è paese quindi nulla di nuovo sotto
il sole. Diverso è poi il discorso sfruttando la credulità popolare, ci
sono organizzazioni in genere piccole ed effimere la cui unica ragion
d’essere è nella truffa e nell’arricchimento di un piccolo gruppo di
persone, in genere però durano poco. A parte la repressione penale si
trovano in concorrenza con altre organizzazioni che offrono esperienze più
soddisfacenti. Ripeto la chiesa di scientology sicuramente ha sviluppato
una tecnica che un tempo chiamavano di vendita dura del loro prodotto però
direi che gli unici studiosi che si sono accostasti a questa realtà, che
è in concorrenza con molte altre che usano delle tecniche simili, ci
dicono che non si spiegherebbe il successo che ha avuto, l’anno scorso
ha fatto il 50enario, soltanto col fatto che sono bravi a frodare il fisco
o sono bravi a vendere, evidentemente c’è una domanda di una esperienza
di sacralizzazione del materiale altrimenti avrebbe chiuso bottega da
molti anni. Quindi queste componenti che interessano i criminologi non
sono le uniche. Agli studiosi è raccontato tutto? Sicuramente no, non è
che se uno si presenta alla chiesa cattolica e dice vorrei vedere i conti
te li tirano fuori quindi direi che lo studioso accorto si rende conto che
esistono degli elementi che fanno parte di una riservatezza che talora è
legittima ma in parte no: se uno vuol scrivere un libro di sociologia
sulla microsoft non è che gli fan vedere tutte le transazioni
finanziarie, l’uso dei paradisi fiscali. Ci sono indubbiamente delle
aree in cui esiste una certa riservatezza che mi sembra sia normale.
intervento:si può dare una definizione sostantiva o
funzionale di sacro nelle nuove religioni e se questa può essere in
opposizione a ..(non udibile)
I: vede le nuove religioni sono una categoria
acchiappa-tutto che noi definiamo per opposizione alle religioni
tradizionali, però l’accostamento al sacro di scientology è un
accostamento molto particolare che sicuramente non possiamo opporre al
profano perché mi sembra che quello che offre scientology sia la
sacralizzazione del profano, mentre se noi consideriamo i testimoni di
geova (a volerli considerare una nuova religione) o i mormoni, direi che
li si tratta di variazioni sul tema della definizione del sacro
tradizionale, il problema vero è che ci sono troppe varianti per
permettere una generalizzazione.
intervento: è in corso una colonizzazione delle
parrocchie da parte del movimento neocatecumenale? E questa può diventare
una riforma dal basso nella chiesa cattolica dal momento che ha un
percorso di fede, comunitario, liturgico, diverso e costituisce già oggi
un istituzione parallela interna alla parrocchia? Infine un breve cenno
alle seconde generazioni, ai possibili percorsi dei figli di.
I:è vero che i neocatecumenali hanno dei profili
particolari, e anche degli elementi para-segreti che non raccontano a chi
non fa parte del movimento però siamo di fronte semplicemente a quel
fenomeno della concorrenza intrabrand perché come ci sono i
neocatecumenali c’è comunione e liberazione, come numeri in Italia
sembra che il movimento dello spirito sia molto più grande, ci sono i
gruppi di preghiera di Padre Pio che sono molto grossi, ci sono tante cose
e questo fa parte di quella concorrenza intrabrand spesso anche molto
accesa, e semmai il vero problema è se anche da noi nonostante la forte
resistenza dei vescovi non si va verso una perdita di centralità
dell’istituzione parrocchiale sempre più diluita in tutte queste altre
forme di aggregazione che o sono parallele o prescindono dalla parrocchia;
ma li già Emile Poulat ha parlato della fine della civiltà parrocchiale
in Francia molti anni fa, solo che questa in Francia non è stata
sostituita da una così forte presenza di movimenti (in pratica molto
forte in FR c’è solo il rinnovamento dello spirito) e quindi è stata
sostituita da un grande abbandono delle chiese da parte dei fedeli. Per
quello che riguarda le seconde generazioni è un tema oggi molto studiato,
direi che rappresentano,come forse rappresentavano per i primi cristiani,
a credere a certi studi un momento di istituzionalizzazione. Gia ce lo
diceva Max Weber che le persone che sono nate in una fede e che non hanno
invece aderito a un certo punto della loro vita, sono meno alternative
rispetto alla società e spingono perché ci si integri di più; sono
questi fenomeni di mainstreaming cioè spingere perché si raggiunge il
flusso centrale del fiume religioso che si trova in tutti i movimenti. Un
caso clamoroso è quello dei bambini di dio, un movimento nato tra gli
hippy che voleva cristianizzare quelli del sesso droga e rock n roll,
hanno tolto la droga ma hanno mantenuto il sesso e il rock n roll, erano
un movimento che anche a Roma si caratterizzava per una fortissima libertà
sessuale; in un periodo della sua storia anche per la cosiddetta pesca
amorosa come modo di apostolato cioè le ragazze andavano nei locali,
offrivano la loro compagnia alle persone non chiedendo denaro ma la
disponibilità ad incontri di preghiera, arrivati al momento buon dicevano
“fermo! Adesso tu ti impegni a venire alla preghiera o a un quarto
d’ora di meditazione”. In Italia ci fu la famosa sentenza del
tribunale di Roma che disse che questo non è illegale perché non è una
forma di sfruttamento della prostituzione ma di apostolato; in altri paesi
le cose andarono peggio. La seconda generazione dei bambini di dio è
quella che ha imposto l’abbandono di molto delle pratiche sessuali perché
cresciuti in un clima di grande libertà sessuale sono semmai diventati
per reazione puritani; e quindi non è solo la scomparsa del fondatore, il
desiderio di venire a patti con la società, ma è anche veramente una
forte spinta delle seconde generazioni a un abbandono di una libertà
sessuale percepita come eccessiva, anche perché nei bambini di dio
coesisteva una teologia fondamentalista con un atteggiamento nei confronti
del sesso ultraprogressista e la teologia nelle giovani generazioni talora
ha la meglio.
intervento: non è che non sono d’accordo ma
la concorrenza forse è una causa dell’aumento di religiosità, un
aumento che forse è da ricercare nella cultura di un determinato paese.
Se negli Stati Uniti c’è un aumento di religiosità perché ci sono
molte chiese io mi chiederei perché ci sono molte chiese, forse perché
ci sono altri fattori, per esempio la sicurezza sociale negli USA, magari
la diversità nei confronti dell’Europa ha portato alla ricerca di fede
I: si, questa è una grande domanda tra vecchio
e nuovo paradigma. Mi sembra che un argomento forte per rispondere a
questa obiezione sia che in Islanda, nota per essere il paese meno
religioso del mondo, dove le persone che vanno in chiesa la domenica sono
inferiori al 3%, il numero di persone che si dichiarano religiose è
superiore all’ 80%, quindi se a livello di believing vi è questa
straordinaria costanza nel mondo, il nuovo paradigma dice “se la domanda
religiosa è più o meno la stessa e l’esito di questa domanda, cioè il
numero di persone che si rivolgono a istituzioni è così diverso, noi
dobbiamo spostare l’indagine socio-religiosa, che è sempre stata
riferita alla domanda (perché la gente è religiosa? Perché è povera
,ricca?..), la rivoluzione del nuovo paradigma fu spostiamoci sul lato
dell’ offerta”. A parità di domanda in Francia meno gente si rivolge
all’istituzione perché l’ offerta è meno ricca e meno attraente, poi
nell’offerta attraente ci saranno anche i servizi sociali negli USA,
tante cose di questo genere, però non è che manchi la domanda perché la
gente al quesito “lei è interessato alla religione?” ti risponde di
si anche in Islanda dove c’è stato un monopolio di un'unica chiesa di
stato, molto burocratizzata. Io credo che non si debba dal dogmatismo
delle teorie della secolarizzazione per cui conta solo la domanda, passare
al dogmatismo delle teoria dell’ economia religiosa per cui conta solo
l’offerta; penso che calandosi nel contesto del nostro dibattito
sociologico italiano si possa applicare una certa dose di buonsenso
religioso e evitare degli integralismi per non passare da una spiegazione
monocausale fondata sulla deprivazione economica molto di moda negli anni
50 a spiegazioni monocausali sul dinamismo missionario delle chiese: tutte
le cause devono essere tenute in conto. Tuttavia io tendo a pensare che la
qualità dell’offerta ci abbia molto a che fare, ma avremmo dovuto
introdurre un'altra variante perché domanda e offerta non si incontrano
nel vuoto, in mezzo c’è un macigno che è lo stato e quindi come questo
si atteggia nei confronti della religione è molto importante. Quando nel
suo libro sul cattolicesimo Daniel(..?) si pone un problema ovvio, cioè
perché in Italia si va in chiesa 5 volte di più rispetto alla Francia?
Eppure sono quasi simili per storia, composizione sociale, caratteristiche
economiche. Certamente una delle risposte è politica, perché la Francia
ha un tradizione di ostilità amministrativa alla religione che non ha
colpito le parrocchie, ma i movimenti, le cosiddette sette, in Francia
c’è una missione interministeriale di lotta contro le sette, da noi i
testimoni di geova se passa in parlamento avranno l’8 per mille anziché
organizzare le campagne contro, i pentecostali e gli avventisti sono gia
così; quindi al di là di tutta una serie di altri elementi, forse la
scelta dei vescovi forse sbagliata in Francia, meno in Italia, la forza di
una tradizione laica e anticlericale molto più forte in Francia, però lo
stato è molto importante, cioè lo stato può distorcere molto il mercato
religioso, il favore dello stato americano nei confronti della religione,
l’ostilità di quello francese spiegano molte differenze, quindi domanda
e offerta si ma in mezzo c’è lo stato, le leggi, il fisco; questo vale
anche per le automobili: quelle giapponesi sono bellissime però se in
Italia ci sono le quote e non se ne possono vendere più di tante il
mercato indubbiamente è distorto, quindi non possiamo tirare giù i
nostri conticini sociologici senza tenere conto di questo intermediario
istituzionale che è lo stato.
Inviato da Simo - Associazione Italiana Ramana
Maharshi
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