Considerazioni sul Nama-Rupa

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Considerazioni sul Nama-Rupa

(Articolo)

"Considerazioni sul Nama-Rupa"

Dal glossario sanscrito : secondo il Vedanta cio' che ha un nome ha anche una forma e viceversa.

Ovvero nome e forma vanno di pari passo, sono facce della stessa medaglia.
E la medaglia qual'e' ?
Il nome e' suono, il suono e' effetto di vibrazione, e la vibrazione e' effetto di movimento.
Ma anche la forma e' effetto di vibrazione e questa del movimento, pertanto sonoentrambe effetto del movimento.

Si potrebbe aggiungere la determinazione nel discorso, ovvero sostenere che un determinato movimento-vibrazione ha come effetto, sul piano dei nomi e delle forme, un nome ed una forma determinata.

Il che a dire che una determinata forma ha un determinato nome-suono e viceversa.

Provo a spiegarmi meglio; i nostri strumenti di contatto col mondo (vista, udito, tatto, olfatto, gusto) cosa sono se non organi specializzati a captare particolari vibrazioni  (sonore, luminose, etc etc).
L'udito per esempio, lo sappiamo, capta solo una certa gamma di frequenze, cosi' dicasi della vista, lo stesso si potrebbe dire degli altri organi sensori. In un certo senso  sono tarati per una certa gamma, cio' che ne e' prima o dopo e' fuori dal nostro sensorio grossolano.

Considerando, sempre restando nell'ambito del grossolano, che l'estensione  delle vibrazioni e' molto piu' ampio di cio' che percepiamo, ne viene che siamo sordi e ciechi (e non solo) ad una bella fetta di mondo.

Se poi consideriamo che il corpo grossolano (peraltro gia' limitato di suo) e' solo uno dei corpi di cui disponiamo, la sordita' e cecita' relativa a questo e agli altri piani si estende a dismisura.

Torno al movimento...prendendo spunto da alcuni stralci di "Fuoco di ascesi" pag 117/118
< Dovremmo studiare a fondo quello che si definisce comunemente "desiderio" 
o, meglio, la "forza del desiderio"....
Nel campo umano esso e' dunque una forza che impulsa, sospinge, stimola, per cui determina... il moto determina attrazione-repulsione.... Se il movimento e' causa di molti fenomeni e' anche causa di se stesso ? In altri termini, il moto e' causa ultima del divenire cosmico ?
Possiamo dire di no. Il moto e' un'effetto, perche' e' determinato a sua volta. La manifestazione e' moto, "moto verso" qualche cosa, ma questo moto non e' causa di se  stesso. Esso e' in polarita' con la "quiete". Qual'e' dunaque la sua causa ? La Dottrina ci dice che causa del movimento, a qualunque grado e dimensione possa trovarsi, e' il "Soffio", e' il "Fuoco".>

Vorrei integrare quanto sopra con un'altro stralcio tratto da "Fuoco di risveglio" pag 27/28/29

<Ci viene detto che Isvara (l'Essere-Persona) rappresenta una delle infinite determinazioni dell'assoluto nirguna...con Platone possiamo dire che il mondo delle Idee-Essere e' uno delle infinite possibilita' dell'Uno-Uno o uno-bene, essendo questo superiore per "dignita'" all'essere-mondo delle Idee.>

Ricorre il termine determinare e determinazione....

<Determinazione e' la precisazione, specificazione, limitazione di una condizione espressiva nel campo delle possibilita' operative e ideative; e' un qualcosa di definito, fissato, stabilito da una Realta' che sta a monte. Cio' significa che tale Realta' e', nella sua essenza, indeterminata ma con la possibilita' di determinare.
Una determinazione e' dunque una restrizione, un vincolo privativo. Anche  per Platone l'Essere si manifesta nel mondo come "norma" e "misura", cioe' con precise determinazioni...

La determinazione non rappresenta altro che il predicato di qualche cosa, e' la degradazione dell'oggetto a cui appunto si riferisce....

L'Essere quale prima determinazione dell'Uno metafisico, ha in se' un seme, un nucleo qualificato, un Punto, un archetipo in cui sono racchiuse tutte le illimitate potenzialita' di sviluppo della manifestazione.
E' il mondo delle idee archetipiche. La determinazione e' riferita a questo seme-punto, all'idea in quanto ha in se' una specifica possibilita' e non altre.>

Vorrei sottolineare due aspetti, due passaggi...primo che Isvara-Brahman  Saguna e' una delle infinite possibilita' di Brahman Nirguna, mentre Isvara stesso racchiude illimitate o indefinite possibilita' di manifestazione. Se mi passate la relazione, tra Nirguna e Saguna corre l'infinito mentre tra Saguna e la manifestazione l'illimitato o indefinito. Per chi si ricorda, infinito e illimitato sono due concetti ben diversi.

<L'Essere Isvara e' tale perche' e' tale e non puo' essere differente da cio' che e', diversamente non sarebbe l'Essere. Cosi', un seme di fiore ha in se' tutte le potenzialita' e gli sviluppi futuri, il seme e' gia' il fiore. Il seme-Isvara e' fuori dal tempo-spazio, ma non dalla causa, difatti viene considerato il Piano universale causale.

Noi dovremmeo fare una distinzione tra i due poli della realta': la coscienza-essenza e la sostanza, il Purusa e la prakrti. Come abbiamo gia' rilevato si tratta di aspetti polari e non duali in assoluto.
Il Purusa, macro o microcosmico, e' pura coscienza che si svela mediante la sostanza prakrti; o per meglio comprenderci, lo spirito si svela per mezzo della "materia" la quale nel suo divenire segue leggi che non appartengono allo Spirito-Purusa. Quello della materia e' il mondo della necessita', quello dello Spirito, nel campo della determinazione dell'Essere, e' il mondo della liberta'.

Occorre avere presente tre momenti del processo: la libera decisione della scelta o non-scelta, la libera possibilita' di optare per l'oggetto o contenuto della scelta, il  concepimento finale della decisione.
Una volta che si passa al concepimento della scelta si soggiace alla necessita' della generazione causale, perche' l'espletamento dell'oggetto prescelto puo' avvenire solo in ambito della sostanza-prakrti.

Diremo ancora, lo sviluppo della manifestazione e' stato gia' scritto in quel Seme principiale causale, noi ne stiamo semplicemente sfogliando e interpretando le varie pagine. 
Nessuno potra' mai cambiare l'Archetipo originario o il mondo delle idee, potra' solo incarnarlo e svelarlo.>

Si era partiti dal movimento, e si era giunti al fuoco, causa del movimento e quindi della manifestazione.

Pensavo ad un seme, un semplice seme che ha in se' tutte le indefinite possibilita' di sviluppo di una pianta, ma per manifestarle, per muoversi, gli occorre il fuoco, il calore (passatemi la battuta, ma un seme in frigo non germogliera' mai !). Arrivo a concludere che il fuoco di cui si parlava (causa del movimento) e' Purusa, un Purusa che e' latore della liberta' di cui sopra, ma che "una volta che si passa al concepimento della scelta si soggiace alla necessita' della generazione causale, perche' l'espletamento dell'oggetto prescelto puo' avvenire solo in ambito della sostanza-prakrti". Si potrebbe dire che il seme e' Prakrti.

Un seme dalle indefinite-illimitate potenzialita', ma pur sempre quel seme non un'altro. Un seme di quercia produrra' una quercia, ma non necessariamente quella quercia. L'illimite sta nella varieta', nelle dimensioni, nella forma che una quercia puo' assumere, la necessita' nell'essere una quercia e non altro.

Quindi fuoco, purusa, coscienza.....un filo che percorre l'infinito, un  filo che lega, paradossalmente, il finito all'infinito.

Marco  - ML AV

Associazione Vidya Bharata, 21 Aprile 2002
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Aggiornato il: 13 settembre 2002